La Basilica di San Sebastiano sorge nell'antico centro storico di Acireale a poca distanza dalla piazza del Duomo. Fu costruita in sostituzione di un antico oratorio dedicato allo stesso santo e ormai ritenuto insufficiente ad accogliere le f***e sempre più crescente di devoti. Nel 1609, le confraternite della chiesa comprarono l'area necessaria, acquistandone il diritto di patronato laico. I lavo
ri si protrassero fino al 1652 quando “il coro si finiu e si misero la chiave”. L'11 gennaio 1693 il violento terremoto scosse e portò rovina in tutta la Sicilia orientale, sconvolse pure Aci e nell'immane rovina venne coinvolta la chiesa di San Sebastiano di cui crollò il coro con la conseguente scomparsa degli affreschi eseguiti alcuni anni prima da Baldassarre Grasso. La ricostruzione della Basilica avvenne nei primi anni del XVIII secolo e per le spese si attinse ai frutti delle rendite esistenti e ai generosi lasciti di facoltosi cittadini. Il fastoso prospetto venne disegnato da Angelo Bellofiore “capomastro” muratore e buon disegnatore che ne diresse i lavori. La facciata è affollata da statue di santi, testine di angioletti, mascheroni apotropaici e altri numerosi fregi uniti da vari motivi floreali sulle superfici delle 18 lesene e sugli stipiti delle porte. Un coro sereno e gioioso di 14 puttini reggenti ghirlande di frutta e di fiori è schierato sul frontone che separa il primo ordine architettonico dal secondo e in alto a coronamento della costruzione domina la bellissima trifora della loggia campanaria. Il 24 giugno del 1825 il tempio venne consacrato con solenne cerimonia dal vescovo di Catania mons. Il 25 febbraio 1902 il primo vescovo di Acireale mons. Gerlando Maria Genuardi vi istituì una communia di beneficiali e infine, per interessamento di mons. Fernando Cento, il Papa Pio IX con la costituzione apostolica “Ad Divinam Gloriam” del 20 novembre 1924 stabiliva l' erezione del Capitolo Canonicale. Per costante e antica tradizione, nominata “basilica” , la chiesa ottenne ufficialmente questo titolo da Papa Giovanni Paolo II con il Breve Apostolico “In Siciliae Vetustissima” del 4 dicembre 1990. Un riconoscimento molto ambito si è ottenuto recentemente dall'UNESCO, che ha designato la nostra basilica come “monumento messaggero di una cultura di pace”. Prima di entrare in chiesa si attraversa un monumentale sagrato ( 1742 – 44 ) circondato da una balaustrata, sulla quale sono poste dieci statue scolpite da Gianbattista Marini su disegno di Pietro Paolo Vasta. Si accede alla chiesa attraverso una grande porta costruita nel 1893 in ferro fuso e lavorato a mantice e arricchita da formelle di bronzo con scene evangeliche su disegno di Gustave Dorè. L'interno è a pianta basilicale a croce latina con tre navate e pavimento marmoreo costruito nel 1860 da Carlo Calì da Catania. Sugli altari sono esposte tele interessanti quali la “Pietà” del Vasta, l “incoronazione della Vergine e tutti i Santi” di Matteo Ragonisi e il “San Giovanni Battista” di Antonino Bonaccorsi. Nel transetto le grandi pareti laterali sono occupate dagli enormi affreschi ad encausto di Francesco Mancini (1900) che ha rappresentato la salita di Gesù al Calvario e la deposizione del corpo di San Sebastiano nelle catacombe. I pilastri che sostengono la cupola sono stati mirabilmente decorati da Pietro Paolo Vasta. Lo stesso ha realizzato nelle pareti del coro le scene del martirio a cui fu sottoposto San Sebastiano, mentre nella volta in un cielo affollato di angeli e di Santi vi è l'apoteosi del Santo bimartire (sec.XVIII)