16/09/2026
La Parola che risana il cuore ferito: a Palazzo Borromeo la presentazione del libro di don Chiovaro
di Emiliano Eusepi
A Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, è stato presentato il volume «Questa è l'ora dell'amore: il cuore alla Parola, il volto al prossimo», un vero "viaggio" dentro il cuore dell'uomo per i tempi difficili attuali. Ad aprire l'incontro è stato l'autore, don Valerio Chiovaro, sacerdote fidei donum, a Gerusalemme. La sua conoscenza delle scritture e della Terra Santa conducono a riscoprire una fecondità interiore che il rumore del mondo rischia di soffocare. Gerusalemme, ha ricordato don Valerio, insegna la dimensione del "grembo sterile", in cui l'impossibile umano fa spazio a Dio, esortando ad essere non protagonisti a tutti i costi, ma testimoni silenziosi. «Nel mondo di oggi, dove ciascuno vuole essere parola, prestare la propria voce e il proprio silenzio alla Parola può essere una bella immagine», ha affermato don Valerio. «E a volte bisogna saper essere voce di silenzio».
La Terra Santa restituisce il senso profondo dell'attesa, dove la nostalgia è apertura alla promessa di Dio. La solitudine dev'essere intesa come lo spazio necessario per accogliere il vuoto dell'altro senza pretendere di colmarlo con facili consolazioni. Riflettendo sulla dimensione temporale dell'amore, l'autore ha sottolineato come la risurrezione non ammetta scuse o rinvii: "l'ora dell'amore" non attende la fine delle guerre, ma interpella la nostra coscienza nel presente. Custodire la Parola di Dio significa preservare la libertà interiore per rivolgersi verso chi ci sta accanto. Interpellato su come concretizzare questo atteggiamento di fronte al dolore, don Valerio ha spiegato: «La condizione fondamentale per amare prima di tutto è stare, non è fare», ricordando: «Ascolto le sirene, sento i bambini che piangono, scendo nel rifugio, accolgo dei giovani israeliani frantumati, accolgo dei giovani palestinesi... Questa è l'ora dell'amore: il "come" è stare».
È poi intervenuto il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, evidenziando come l'itinerario del volume — nato dall'ascolto della Lectio Divina — aiuti a far entrare la Scrittura dentro le domande più attuali. Ripercorrendo i capitoli del testo, Pizzaballa ha richiamato l'urgenza di non farsi travolgere dal dolore e partendo dall'Apocalisse, ha ricordato che la vita cristiana si inaridisce quando dimentica che all'origine c'è un amore gratuitamente ricevuto. La Genesi restituisce dignità alla fragilità umana, passaggio cruciale per smantellare le logiche divisive. «Il conflitto tende a precedere l’incontro : un nome, una lingua, un luogo di nascita diventano sufficienti per attribuire intenzioni e responsabilità. Il volto scompare dietro una categoria, e il dolore dell'altro diventa più facile da ignorare. La pagina della Genesi ci chiede di fermarci davanti a quella vita e riconoscere che la sua dignità non dipende dal nostro consenso. », ha sottolineato il Cardinale, «e la pagina della Genesi ci chiede di fermarci davanti a quella vita e riconoscere che la sua dignità non dipende dal nostro consenso. Vale per ogni persona».
Il Patriarca ha evidenziato come la consolazione nasce dal sentirsi ascoltati. Nel Cenacolo, Gesù ci consegna il comandamento nuovo nell'ora del tradimento, mostrando un amore non condizionato dal rifiuto. Cristo svuota se stesso e assume la condizione di servo: il Vangelo ci chiede di condividere la fragilità delle persone.
Da qui nasce la possibilità di un perdono che non cancella la giustizia, ma impedisce al male di guidare il futuro. Il Cardinale Pizzaballa ha concluso: «Un libro come questo domanda tempo: le sue ripetizioni ricordano che le cose decisive devono essere ascoltate più volte. Alla fine ritroviamo il cuore e il volto: il cuore affidato alla Parola può custodire uno spazio che il conflitto non riesce ad occupare interamente, e da quello spazio può nascere la libertà di rivolgere il volto a qualcuno che aveavamo smesso di guardare. Vorrei raccogliere questo invito con una domanda: "Quale volto attende che io riconosca proprio adesso che questa è l'ora dell'amore?"».