Mei Ginevra

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Missione Evangelica Italiana CCINE, Ginevra

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*Culti tutte le domeniche ore 10:00

17/07/2026

“Il Buon Seme”.

(Gesù dice:) “Chi beve dell’acqua che Io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l’acqua che Io gli darò diventerà in lui una fonte d’acqua che scaturisce in vita eterna”. (Giovanni 4:14)

Chi ha sete, venga; chi vuole, prenda in dono dell’acqua della vita. (Apocalisse 22:17)

L’acqua simbolo di vita
Lettura proposta: Giovanni 4:5-30
La Bibbia parla di sorgenti, d’acqua “viva” che sgorga e porta la vita. Nel deserto, dopo l’uscita dall’Egitto, Mosè colpisce una roccia per farne sgorgare dell’acqua e salvare un popolo che muore di sete (Esodo 17:3-6). Questa roccia è un’immagine di Cristo (1 Corinzi 10:4) “colpito da Dio” alla croce a causa dei peccati degli uomini. Così Egli dona loro la vita eterna.

Dio designa Se stesso come “la sorgente d’acqua viva”, disapprovando che si possa abbandonarlo per cercare di soddisfare la nostra sete di vita, di gioia e di pace al di fuori di Lui (Geremia 2:13).

Questi testi ci invitano a comprendere che Dio ha mandato Gesù per placare la sete interiore degli uomini. L’evangelo di Giovanni ne dà una bella spiegazione (versetto in testa). Sul bordo di un pozzo, il Signore incontra una donna samaritana insoddisfatta della sua vita, che sfugge chi le sta intorno. Gesù la aspetta, volutamente, nella calura del mezzogiorno… Inizia chiedendole da bere, poi le parla del “dono di Dio” e a sua volta le offre da bere, ma l’acqua che Egli le propone non è materiale, ma è un’acqua che simboleggia la grazia e porta la vita eterna! La donna è sconvolta! Comprende che quest’Uomo è “il Cristo”, l’inviato di Dio, che sa tutto di lei e che può soddisfare la sua sete di felicità e dare nuovamente un senso alla sua esistenza. Subito lascia il pozzo, va dai suoi compaesani che prima sfuggiva, e parla loro dell’incontro straordinario che ha appena fatto, e anche questi andarono da Lui.

Vai anche tu a Cristo e bevi quest’acqua “che scaturisce in vita eterna”.

13/07/2026

“Il Buon Seme”.

Noi predichiamo Cristo crocifisso. (1 Corinzi 1:23)

“E Io, quando sarò innalzato dalla terra, attirerò tutti a Me”. Così diceva per indicare di qual morte doveva morire. (Giovanni 12:32-33)

La croce sulla cima
Molte montagne hanno sulla cima una croce. Semplici croci di legno o maestose croci di ferro, sono la testimonianza di un retaggio cristiano, anche se talvolta sono state erette come confine di una frontiera, di una proprietà o in onore ai defunti.

Queste croci sulle cime dei monti evocano in noi il toccante ricordo di quella su cui Gesù ha sofferto 2000 anni fa. Questo luogo di supplizio è quello dell’incontro liberatore fra Dio, giusto e santo, e l’uomo peccatore. È il culmine dell’amore divino che si dava interamente per salvare gli uomini ribelli al loro Creatore!

Nella Bibbia la montagna, simboleggia spesso un luogo privilegiato di incontro con Dio, e invita all’elevazione dell’anima verso il cielo. “Alzo gli occhi verso i monti… Da dove mi verrà l’aiuto? Il mio aiuto viene dal SIGNORE, che ha fatto il cielo e la terra” (Salmo 121:1-2). Il Signore Gesù stesso saliva spesso su un’altura per pregare il Padre Suo, ed è su una montagna che fu trasfigurato e visto nella Sua maestà (Luca 9:28-29).

Quando si guarda una croce, il legno verticale fa pensare al legame ora instaurato fra Dio e chi crede nel Signore Gesù; il legno orizzontale evoca il Figlio di Dio che apre le braccia per invitare tutti gli uomini ad andare a Lui.

Hai risposto al Suo invito?

05/07/2026

“Il Buon Seme”.

Quando io considero i Tuoi cieli, opera delle Tue dita, la luna e le stelle che Tu hai disposte, che cos’è l’uomo perché Tu lo ricordi? Il figlio dell’uomo perché Te ne prenda cura? (Salmo 8:4-5)

Però vediamo Colui che è stato fatto di poco inferiore agli angeli, cioè Gesù, coronato di gloria e di onore a motivo della morte che ha sofferto. (Ebrei 2:9)

L’uomo secondo il pensiero di Dio
“Che cos’è l’uomo?” si chiede il re Davide. Di fronte all’immensità dell’universo ci sentiamo fragili e insignificanti. Davide prosegue: “il figlio dell’uomo… Tu lo hai fatto solo di poco inferiore a Dio e lo hai coronato di gloria e d’onore; lo hai fatto dominare sulle opere delle Tue mani, hai posto ogni cosa sotto i Suoi piedi” (Salmo 8:5-6). Queste parole possono sembrarci strane, chi è quest’Uomo che domina su tutto l’universo? La risposta a questa domanda la troviamo nella lettera agli Ebrei: essa cita queste parole applicandole al Signore Gesù, l’Uomo secondo il pensiero di Dio (Ebrei 2:9).

In effetti, il Dio creatore è venuto sulla terra, in forma di uomo, cioè Gesù, senza però cessare di essere Dio. Il Signore chiama Se stesso il “Figlio dell’uomo” (Giovanni 3:13). Il Signore Gesù è molto superiore agli angeli, ma ha preso questo corpo di uomo per poter morire, mentre gli angeli non muoiono.

Ma sulla croce Gesù Cristo ha vinto la morte, è risuscitato e asceso al cielo, dove ora è un Uomo coronato di gloria e di onore, e “sta alla destra di Dio, dove angeli, principati e potenze gli sono sottoposti” (1 Pietro 3:22). Al momento non vediamo il Signore Gesù glorificato dominare su ogni cosa, ma la Bibbia dichiara che presto tornerà per prendere in mano il governo del mondo. L’Uomo secondo il pensiero di Dio è infatti Gesù Cristo, il Figlio eterno di Dio, divenuto uomo per salvarci. Ora invita tutti gli uomini, così fragili, e soprattutto lontani da Dio a causa dei loro peccati, a credere in Lui per essere un giorno con Lui nel cielo e partecipare alla Sua gloria.

04/07/2026

“Il Buon Seme”.

Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. (Genesi 1:31)

Poiché la creazione aspetta… nella speranza che anche la creazione stessa sarà liberata dalla schiavitù della corruzione… Sappiamo infatti che fino ad ora tutta la creazione geme ed è in travaglio. (Romani 8:19-22)

Tutta la creazione geme
La creazione è una testimonianza silenziosa ma, allo stesso tempo eloquente dell’esistenza e della potenza infinita di Dio, il quale ha dichiarato che tutto quello che aveva fatto era “molto buono”. Il Creatore ha fornito abbondanti e svariate risorse, desiderando che fossero gestite e ripartite con saggezza per il bene degli uomini. Quando Dio ha creato l’uomo a Sua immagine, gli ha dato il dominio sulla terra e su tutto quello che contiene (Genesi 1:26-28); ha fatto di lui un amministratore, responsabile davanti al suo Creatore.

L’uomo però, è stato incapace di svolgere bene questo ruolo, ha disobbedito a Dio e ha fatto entrare il male nel mondo e, come conseguenza, la terra è stata maledetta (Genesi 3:17). Ha cercato di sfruttare tutto ciò che poteva, senza tenere conto delle conseguenze e senza distribuire equamente le ricchezze tratte dalla terra.

La Bibbia dice che “la creazione geme ed è in travaglio” (Romani 8:22) perché subisce le conseguenze del peccato dell’uomo: l’impoverimento del suolo, la massiccia deforestazione, i danni alla biodiversità ne sono soltanto alcuni esempi. La natura tuttavia, non resterà sempre nel triste stato attuale; non saranno però le buone intenzioni dell’uomo che permetteranno questa meravigliosa restaurazione, ma il ritorno di Cristo. Il Creatore regnerà sulla terra e governerà direttamente sulla Sua creazione, con saggezza e giustizia, tutti gli squilibri causati dall’uomo scompariranno, allora sarà la “restaurazione di tutte le cose” (Atti 3:21).

15/06/2026
11/06/2026

“Il Buon Seme”.

Dio disse: “Ecco il segno del patto che io faccio tra Me e voi e ogni essere vivente che è con voi, per tutte le generazioni future. Io pongo il Mio arco nella nuvola e servirà di segno del patto fra Me e la terra”. (Genesi 9:12-13)

L’arcobaleno
Spesso, dopo un temporale, siamo meravigliati nel veder comparire in cielo un arcobaleno luminoso e multicolore, prodotto dai raggi del sole che penetrano attraverso la pioggia. Benché la luce del sole ci sembri bianca, in realtà è composta di parecchie luci colorate, le cui traiettorie, quando un raggio di sole attraversa una goccia d’acqua, risultano leggermente deviate. Per questo le migliaia di gocce d’acqua che cadono o fluttuano nell’aria dopo la pioggia scompongono la luce del sole nei suoi vari colori, che vanno dal rosso, sempre all’esterno, all’arancione, al giallo, al verde, al blu, all’indaco e al violaceo.

Per noi credenti, l’arcobaleno visibile alla fine di una tempesta è anche, nel suo significato biblico, il ricordo della fedeltà di Dio verso gli uomini, nel corso dei secoli. Infatti, Dio ha dato l’arcobaleno come segno che non avrebbe più mandato il diluvio sulla terra, come avvenne al tempo di Noè.

Non dimentichiamo le promesse di Dio durante le tempeste della nostra vita. Quando cadono le piogge e i venti soffiano, talvolta anche a lungo, abbiamo bisogno di fede e coraggio per ricordarci che la tempesta finirà e che apparirà di nuovo l’arcobaleno. Confidiamo nella fedeltà e nell’amore di Dio; Egli si è impegnato a rimanere accanto a noi anche nei momenti difficili e manterrà la Sua promessa: “Quando dovrai attraversare le acque, Io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, essi non ti sommergeranno… Non temere, perché Io sono con te” (Isaia 43:2, 5).

Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via di uscirne, affinché la possiate sopportare” (1 Corinzi 10:13).

04/06/2026

“Il Buon Seme”.

Rallegratevi sempre nel Signore. (Filippesi 4:4)

Fissando lo sguardo su Gesù, Colui che crea la fede e la rende perfetta. Per la gioia che gli era posta dinanzi Egli sopportò la croce, disprezzando l’infamia. (Ebrei 12:2)

Essere felici e dimostrarlo
Cristiani, impegniamoci a dimostrare che siamo felici! Di fronte ai nostri problemi e alle nostre difficoltà, siamo invitati a non impensierirci, ma a esporli in preghiera a Dio e, in cambio, la Sua pace custodirà i nostri cuori e i nostri pensieri in Cristo Gesù (Filippesi 4:6, 7). La nostra gioia è inseparabile dal sentimento di riconoscenza e di lode che dovrebbe animarci. Se dentro di noi esiste questa disposizione, la nostra testimonianza sorprenderà e farà riflettere le persone a noi vicine.

Facciamo in modo da non trasmettere l’immagine di un cristianesimo cupo, come se fosse fatto di rimpianti e amarezza! Naturalmente, non si tratta di esprimere una gioia chiassosa, spesso fittizia e derivante da un’emozione passeggera. Al contrario, se la causa della nostra gioia è profonda, cioè se ha origine dalla vita che Dio ci ha donato, non rischia di esaurirsi. Qualunque sia il peso delle circostanze che viviamo, esse non prevarranno sulla nostra fede.

È la mancanza di comunione con il Signore che può privarci della nostra gioia, ben più delle difficoltà e delle prove che attraversiamo. Lo scoraggiamento non proviene dalle situazioni esterne, ma da noi stessi. Quando l’apostolo Paolo scrisse: “Rallegratevi sempre nel Signore”, si trovava in una prigione romana.

Infine, non dimentichiamo che il nostro perfetto modello è il Signore Gesù: la sorgente di gioia che lo animava era la speranza. Egli ha sopportato le sofferenze della croce a causa della gioia che gli era posta davanti, e cioè essere nella gloria dove Dio è e radunarci per l’eternità accanto a Lui.

30/05/2026

“Il Buon Seme”.

Preparati… a incontrare il tuo Dio. (Amos 4:12)

Eccolo ora il tempo favorevole; eccolo ora il giorno della salvezza. (2 Corinzi 6:2)

Non rimandare a domani
“Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi.” Questo proverbio sembra essere dettato, prima di tutto, dal buon senso, poiché seguire tale suggerimento permette di essere più efficienti e avere tempo disponibile per fare qualcos’altro l’indomani. Infatti, può capitare che ciò che si pensava di fare il giorno successivo non possa più essere eseguito. Si è stati negligenti: sarebbe stato necessario agire subito, dopo è troppo tardi.

Molte persone si fanno delle domande sul loro avvenire, e su quello che c’è dopo la morte. Esse non sono indifferenti a questo quesito fondamentale, ma rimandano a più tardi il momento per riflettervi seriamente, pensando di occuparsene quando si vedrà la morte avvicinarsi…

Ma siamo certi di poterla vedere arrivare? Potrebbe presentarsi senza farsi annunciare. Accade anche che si guardi altrove, pur di non vederla arrivare. La semplice prudenza dovrebbe invece incitare ognuno a porsi con coraggio la questione più importante della propria vita: quella dell’incontro inevitabile con il proprio Dio Creatore.

Non rimandare a domani ciò che devi fare oggi. Oggi puoi riconoscerti peccatore davanti a Dio, accettare la Sua grazia, il suo perdono, credere al Signore Gesù, morto sulla croce per riconciliarti con Dio. Domani potrebbe essere troppo tardi.
Di salvezza è questa l’ora, troppo incerto è l’indoman; mentre Cristo chiama ancora umil porgi a Lui la man. Lascia entrare il Salvatore, oggi il cuore apri a Gesù, lascia entrare il Salvatore, non tardar, non tardar più!

28/05/2026

“Il Buon Seme”.

Dio creò l’uomo a Sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina. Dio li benedisse. (Genesi 1:27, 28)

Il peccato è entrato nel mondo. (Romani 5:12)

Il peccato è la violazione della legge. (1 Giovanni 3:4)

Creato a immagine di Dio
Gli uomini formulano diverse ipotesi a proposito dell’origine dell’umanità, ma la prima pagina della Bibbia ci fornisce la sola spiegazione valida, quella di Dio. Questo testo afferma che siamo creature di Dio, create a Sua immagine. Una volta perfettamente ultimata la Sua intera creazione, Dio stesso, esprime il proprio giudizio: “Molto buono” (Genesi 1:31).

Molto buono? Sofferenza, guerre, povertà, violenza, pianti, malattie e morte, diffusi ovunque sulla terra, sembrano smentire questo apprezzamento. Come si sono potute introdurre nel mondo queste afflizioni? Perché l’uomo ha disubbidito a Dio, nonostante gli avvertimenti divini. La disubbidienza a Dio è la violazione della legge, una condotta senza regole, senza freno.

Poiché l’uomo ha fallito, ne è scaturito un evento determinante: il peccato è entrato nel mondo. Dio è santo e non può sopportare il peccato, pertanto la Sua sentenza deve essere eseguita: “Il salario del peccato è la morte” (Romani 6:23). Questo sentiero della morte conduce alla perdizione eterna, dopo la nostra vita terrena. Dio, però, non vuole la perdizione degli uomini che ha creato, ma li ama e ha previsto una soluzione, come è affermato nel seguito del versetto: “… ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore”. Egli rivolge a ognuno una buona notizia: “Dio invece mostra il proprio amore per noi in questo: che mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (Romani 5:8). “Credi nel Signore Gesù e sarai salvato” (Atti 16:31). “Chi crede nel Figlio
(di Dio) ha vita eterna” (Giovanni 3:36).

20/05/2026

“Il Buon Seme”.

(Dio) lo trovò in una terra deserta, in una solitudine piena di urli e di desolazione. Egli lo circondò, se ne prese cura, lo custodì come la pupilla dei Suoi occhi… Il Signore solo lo ha condotto. (Deuteronomio 32:10, 12)

Dio s’interessa di noi
I versetti citati si riferiscono al popolo d’Israele, che Dio ha accompagnato nella traversata del deserto per quarant’anni. Ancora oggi Dio si prende cura del credente e lo incoraggia durante tutta la sua vita sulla terra, che spesso somiglia a un deserto. Possiamo ritrovarci “soli al mondo”, in una solitudine immensa nonostante la folla e il rumore intorno a noi, fino a sentire le grida della nostra anima. Allora, cerchiamo Dio: “L’anima mia è assetata di Dio, del Dio vivente” (Salmo 42:2). Tutti siamo stati creati da Lui, e la creatura ha bisogno di vivere vicino al suo Creatore per prosperare. Dio “ha formato lo spirito dell’uomo dentro di lui” (Zaccaria 12:1). Egli ci conosce meglio di quanto ci conosciamo noi, e solo Lui sa di che cosa abbiamo veramente bisogno. Se ci avviciniamo a Dio, affidandogli la nostra vita, ci promette di guidarci giorno per giorno. “Io ti consiglierò e avrò gli occhi su di te” (Salmo 32:8). Non dobbiamo più preoccuparci per le nostre scelte o per il domani perché Dio camminerà con noi: “Il tuo Dio ti ha portato come un uomo porta suo figlio, per tutto il cammino che avete fatto” (Deuteronomio 1:31). Dio, non solo ci indica la direzione da seguire, ma ci porta sulle Sue braccia e si occupa di noi. Il Dio onnipotente si interessa di ognuno di noi, anche nei minimi dettagli della nostra vita! Egli ci ricorda la Sua fedeltà – ci proteggerà fino alla fine del cammino. Siamo preziosi per Lui: “Chi tocca voi, tocca la pupilla dell’occhio Suo” (Zaccaria 2:8).

Indirizzo

Avenue De Chatelaine 86
Vernier
1219

Orario di apertura

Martedì 20:00 - 21:00
Domenica 10:00 - 12:00

Telefono

41766169846

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