Mei Ginevra

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Missione Evangelica Italiana CCINE, Ginevra

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*Culti tutte le domeniche ore 10:00

04/06/2026

“Il Buon Seme”.

Rallegratevi sempre nel Signore. (Filippesi 4:4)

Fissando lo sguardo su Gesù, Colui che crea la fede e la rende perfetta. Per la gioia che gli era posta dinanzi Egli sopportò la croce, disprezzando l’infamia. (Ebrei 12:2)

Essere felici e dimostrarlo
Cristiani, impegniamoci a dimostrare che siamo felici! Di fronte ai nostri problemi e alle nostre difficoltà, siamo invitati a non impensierirci, ma a esporli in preghiera a Dio e, in cambio, la Sua pace custodirà i nostri cuori e i nostri pensieri in Cristo Gesù (Filippesi 4:6, 7). La nostra gioia è inseparabile dal sentimento di riconoscenza e di lode che dovrebbe animarci. Se dentro di noi esiste questa disposizione, la nostra testimonianza sorprenderà e farà riflettere le persone a noi vicine.

Facciamo in modo da non trasmettere l’immagine di un cristianesimo cupo, come se fosse fatto di rimpianti e amarezza! Naturalmente, non si tratta di esprimere una gioia chiassosa, spesso fittizia e derivante da un’emozione passeggera. Al contrario, se la causa della nostra gioia è profonda, cioè se ha origine dalla vita che Dio ci ha donato, non rischia di esaurirsi. Qualunque sia il peso delle circostanze che viviamo, esse non prevarranno sulla nostra fede.

È la mancanza di comunione con il Signore che può privarci della nostra gioia, ben più delle difficoltà e delle prove che attraversiamo. Lo scoraggiamento non proviene dalle situazioni esterne, ma da noi stessi. Quando l’apostolo Paolo scrisse: “Rallegratevi sempre nel Signore”, si trovava in una prigione romana.

Infine, non dimentichiamo che il nostro perfetto modello è il Signore Gesù: la sorgente di gioia che lo animava era la speranza. Egli ha sopportato le sofferenze della croce a causa della gioia che gli era posta davanti, e cioè essere nella gloria dove Dio è e radunarci per l’eternità accanto a Lui.

30/05/2026

“Il Buon Seme”.

Preparati… a incontrare il tuo Dio. (Amos 4:12)

Eccolo ora il tempo favorevole; eccolo ora il giorno della salvezza. (2 Corinzi 6:2)

Non rimandare a domani
“Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi.” Questo proverbio sembra essere dettato, prima di tutto, dal buon senso, poiché seguire tale suggerimento permette di essere più efficienti e avere tempo disponibile per fare qualcos’altro l’indomani. Infatti, può capitare che ciò che si pensava di fare il giorno successivo non possa più essere eseguito. Si è stati negligenti: sarebbe stato necessario agire subito, dopo è troppo tardi.

Molte persone si fanno delle domande sul loro avvenire, e su quello che c’è dopo la morte. Esse non sono indifferenti a questo quesito fondamentale, ma rimandano a più tardi il momento per riflettervi seriamente, pensando di occuparsene quando si vedrà la morte avvicinarsi…

Ma siamo certi di poterla vedere arrivare? Potrebbe presentarsi senza farsi annunciare. Accade anche che si guardi altrove, pur di non vederla arrivare. La semplice prudenza dovrebbe invece incitare ognuno a porsi con coraggio la questione più importante della propria vita: quella dell’incontro inevitabile con il proprio Dio Creatore.

Non rimandare a domani ciò che devi fare oggi. Oggi puoi riconoscerti peccatore davanti a Dio, accettare la Sua grazia, il suo perdono, credere al Signore Gesù, morto sulla croce per riconciliarti con Dio. Domani potrebbe essere troppo tardi.
Di salvezza è questa l’ora, troppo incerto è l’indoman; mentre Cristo chiama ancora umil porgi a Lui la man. Lascia entrare il Salvatore, oggi il cuore apri a Gesù, lascia entrare il Salvatore, non tardar, non tardar più!

28/05/2026

“Il Buon Seme”.

Dio creò l’uomo a Sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina. Dio li benedisse. (Genesi 1:27, 28)

Il peccato è entrato nel mondo. (Romani 5:12)

Il peccato è la violazione della legge. (1 Giovanni 3:4)

Creato a immagine di Dio
Gli uomini formulano diverse ipotesi a proposito dell’origine dell’umanità, ma la prima pagina della Bibbia ci fornisce la sola spiegazione valida, quella di Dio. Questo testo afferma che siamo creature di Dio, create a Sua immagine. Una volta perfettamente ultimata la Sua intera creazione, Dio stesso, esprime il proprio giudizio: “Molto buono” (Genesi 1:31).

Molto buono? Sofferenza, guerre, povertà, violenza, pianti, malattie e morte, diffusi ovunque sulla terra, sembrano smentire questo apprezzamento. Come si sono potute introdurre nel mondo queste afflizioni? Perché l’uomo ha disubbidito a Dio, nonostante gli avvertimenti divini. La disubbidienza a Dio è la violazione della legge, una condotta senza regole, senza freno.

Poiché l’uomo ha fallito, ne è scaturito un evento determinante: il peccato è entrato nel mondo. Dio è santo e non può sopportare il peccato, pertanto la Sua sentenza deve essere eseguita: “Il salario del peccato è la morte” (Romani 6:23). Questo sentiero della morte conduce alla perdizione eterna, dopo la nostra vita terrena. Dio, però, non vuole la perdizione degli uomini che ha creato, ma li ama e ha previsto una soluzione, come è affermato nel seguito del versetto: “… ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore”. Egli rivolge a ognuno una buona notizia: “Dio invece mostra il proprio amore per noi in questo: che mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (Romani 5:8). “Credi nel Signore Gesù e sarai salvato” (Atti 16:31). “Chi crede nel Figlio
(di Dio) ha vita eterna” (Giovanni 3:36).

20/05/2026

“Il Buon Seme”.

(Dio) lo trovò in una terra deserta, in una solitudine piena di urli e di desolazione. Egli lo circondò, se ne prese cura, lo custodì come la pupilla dei Suoi occhi… Il Signore solo lo ha condotto. (Deuteronomio 32:10, 12)

Dio s’interessa di noi
I versetti citati si riferiscono al popolo d’Israele, che Dio ha accompagnato nella traversata del deserto per quarant’anni. Ancora oggi Dio si prende cura del credente e lo incoraggia durante tutta la sua vita sulla terra, che spesso somiglia a un deserto. Possiamo ritrovarci “soli al mondo”, in una solitudine immensa nonostante la folla e il rumore intorno a noi, fino a sentire le grida della nostra anima. Allora, cerchiamo Dio: “L’anima mia è assetata di Dio, del Dio vivente” (Salmo 42:2). Tutti siamo stati creati da Lui, e la creatura ha bisogno di vivere vicino al suo Creatore per prosperare. Dio “ha formato lo spirito dell’uomo dentro di lui” (Zaccaria 12:1). Egli ci conosce meglio di quanto ci conosciamo noi, e solo Lui sa di che cosa abbiamo veramente bisogno. Se ci avviciniamo a Dio, affidandogli la nostra vita, ci promette di guidarci giorno per giorno. “Io ti consiglierò e avrò gli occhi su di te” (Salmo 32:8). Non dobbiamo più preoccuparci per le nostre scelte o per il domani perché Dio camminerà con noi: “Il tuo Dio ti ha portato come un uomo porta suo figlio, per tutto il cammino che avete fatto” (Deuteronomio 1:31). Dio, non solo ci indica la direzione da seguire, ma ci porta sulle Sue braccia e si occupa di noi. Il Dio onnipotente si interessa di ognuno di noi, anche nei minimi dettagli della nostra vita! Egli ci ricorda la Sua fedeltà – ci proteggerà fino alla fine del cammino. Siamo preziosi per Lui: “Chi tocca voi, tocca la pupilla dell’occhio Suo” (Zaccaria 2:8).

19/05/2026

“Il Buon Seme”.

Il Signore stesso… scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria. (1 Tessalonicesi 4:16, 17)

Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno, né l’ora. (Matteo 25:13)

Il ritorno di Gesù Cristo
(Parabola di Gesù; Matteo 25:1-13)
“Allora il regno dei cieli sarà paragonato a dieci vergini le quali, prese le loro lampade, uscirono a incontrare lo sposo. Cinque di loro erano stolte e cinque avvedute; le stolte, nel prendere le loro lampade, non avevano preso con sé dell’olio, mentre le avvedute, insieme con le loro lampade, avevano preso dell’olio nei vasi. Siccome lo sposo tardava, tutte divennero assonnate e si addormentarono. Verso mezzanotte si levò un grido:”Ecco lo sposo, uscitegli incontro! “Allora tutte quelle vergini si svegliarono e prepararono le loro lampade. E le stolte dissero alle avvedute:”Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono“. Ma le avvedute risposero:”No, perché non basterebbe per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene! “Ma mentre quelle andavano a comprarne, arrivò lo sposo; e quelle che erano pronte entrarono con lui nella sala delle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi vennero anche le altre vergini, dicendo:”Signore, Signore, aprici! “Ma egli rispose:”Io vi dico in verità: non vi conosco“. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno, né l’ora.”

Le dieci vergini rappresentano quelli che portano il nome di cristiani. Essi dovrebbero aspettare il ritorno di Cristo e brillare nell’oscurità morale di questo mondo, ma si sono addormentati. Al ritorno di Cristo, solo quelli che “hanno l’olio nelle lampade”, che hanno quindi la vita eterna, saranno presi per andare a incontrare lo sposo, il Signore. Gli altri, che si professano cristiani ma non hanno la realtà della fede, saranno lasciati per il giudizio. “Vegliate dunque”, ci dice Gesù.

Ho creduto in Lui per essere considerato uno dei Suoi, al Suo ritorno?

Se possiedo questa vita, essa brilla come una lampada nell’attesa del ritorno di Gesù?

18/05/2026

“Il Buon Seme”.

“Vedi, Io metto oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male… Scegli dunque la vita, affinché tu viva”. (Deuteronomio 30:15, 19)

Gesù gli disse: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me.” (Giovanni 14:6)

Scegliere
La maggior parte delle nostre scelte non è di grande importanza: scegliere un abito, un ristorante o un luogo di vacanza, non mette in discussione il nostro avvenire. Scegliere il luogo di residenza, il datore di lavoro, e ancor più il proprio coniuge, comporta maggiori conseguenze. Ma in ogni caso è soltanto la nostra prospettiva terrena a essere coinvolta.

Che dire allora del nostro avvenire eterno? Ognuno di noi deve fare un giorno una scelta decisiva, impegnandosi sulla strada giusta, quella che porta alla vita eterna. Il Vangelo ci dice che la strada che porta alla perdizione è larga, e molti sono quelli che la intraprendono. Al contrario, la strada che porta alla vita è stretta, e sono pochi quelli che la trovano (Matteo 7:13, 14).

La strada larga sembra più facile: ci si ritrova in molti, ma guardate bene dove porta. Seguireste un segnale stradale che indica: “Da questa parte l’infelicità eterna”? Certamente no! Allora, finché c’è tempo, prendete la strada che conduce alla vita. È una strada stretta; ciò significa che ci si può incamminare per essa solo dopo aver abbandonato il proprio orgoglio, l’autocompiacimento, l’ambizione. Questa strada è Gesù stesso che, alla croce, ha preso su di Sé tutte le nostre colpe e, nella Sua grazia, ce l’ha aperta.

Il cammino non sarà sempre facile, è quello dell’ubbidienza, quello che Gesù Cristo ha seguito sulla terra. Ma che gioia sapere che si è nella giusta direzione, quella della vita!

Oggi Dio vi dice: “Scegli la vita”. Scegliete Gesù, non ve ne pentirete mai.

17/05/2026

“Il Buon Seme”.

(Gesù) mentre essi guardavano fu elevato; e una nuvola accogliendolo, lo sottrasse ai loro sguardi… Due uomini in vesti bianche si presentarono a loro e dissero: “Uomini di Galilea… Questo Gesù, che vi è stato tolto ed è stato elevato in cielo, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo”. (Atti 1:9-11)

Un Uomo in cielo
Nei quaranta giorni successivi alla Sua risurrezione, Gesù Cristo appare spesso ai Suoi apostoli. Poi ha luogo l’ascensione, durante la quale i discepoli seguono con lo sguardo il loro amato Signore e vedono la nuvola che lo riceve. Evidentemente, come in altre occasioni riferite nella Bibbia, si tratta di una nuvola particolare, nella quale Dio è presente, ma nasconde la Sua maestà agli occhi degli uomini (Matteo 17:5). Il “cielo” che accoglie Gesù non è il cosmo, cioè l’immenso spazio fisico sopra di noi, ma è il luogo della presenza di Dio.

Che straordinario avvenimento! Il Figlio di Dio fa ingresso nel cielo come Uomo glorificato e come precursore dei credenti (cioè li precede). Gesù, l’Uomo che è stato crocifisso, disprezzato e umiliato dai Suoi contemporanei, è introdotto da Dio in una nuova posizione, posizione di autorità e di elevazione. Dio lo corona “di gloria e di onore” (Ebrei 2:9), gli dà “il nome che è al di sopra di ogni nome” (Filippesi 2:9), e lo fa sedere sul Suo trono alla Sua destra. (Atti 8:55, 56).

Due messaggeri celesti, in vesti bianche, si presentano ai discepoli, quasi a integrare la dichiarazione del Signore che aveva detto loro: “Mi sarete testimoni… fino all’estremità della terra”. I discepoli dovevano essere anche testimoni dell’ascensione di Cristo, e la loro speranza doveva essere il Suo ritorno, che dovrà avvenire nella stessa maniera in cui era andato in cielo. La Sua partenza non era stata figurata o misteriosa, ma concreta e reale, e il Suo ritorno sarà ugualmente concreto e reale. Dopo la Sua ascensione, i credenti sono posti in una nuova relazione con il loro Signore che ora è nel cielo; secondo la Sua promessa, essi aspettano il Suo ritorno e hanno la prospettiva di un avvenire celeste, eterno e glorioso con Lui: “Tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono Io, siate anche voi” (Giovanni 14:3).

14/05/2026

Io amo il SIGNORE perché ha udito la mia voce e le mie suppliche. (Salmo 116:1)

Pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica; vegliate a questo scopo con ogni perseveranza. (Efesini 6:18)

13/05/2026

“Il Buon Seme”.

Prima a quelli di Damasco… ho predicato che si ravvedano e si convertano a Dio, facendo opere degne del ravvedimento. (Atti 26:20)

Talvolta si utilizza questa espressione tratta dalla tradizione cristiana: “essere folgorati sulla via di Damasco”. Significa cambiare idea dopo il verificarsi di un evento, rinunciare alle vecchie idee, adottare quelle che prima si combattevano, difendendole con passione.

All’origine di questa espressione, c’è Saulo da Tarso. Giudeo pio, zelante e rigoroso, avversario implacabile dei cristiani, visse nel I secolo. Stava andando a Damasco per arrestare dei cristiani quando, nel percorso, “All’improvviso, sfolgorò intorno a lui una luce dal cielo e, caduto in terra, udì una voce che gli diceva:”Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? “Egli domandò:”Chi sei, Signore? “E il Signore:”Io sono Gesù, che tu perseguiti“(Atti 9:3-5).

Qualche giorno dopo, ricolmo di Spirito Santo, annunciò il Vangelo di Gesù Cristo proprio a Damasco, diventando l’apostolo Paolo, divulgatore della fede cristiana.

Ognuno può “essere folgorato sulla via di Damasco” e fare un dietro front, voltando le spalle alla direzione iniziale. Come è accaduto a Paolo prima della sua conversione, si può essere stati molto ostili all’Evangelo, e poi viverlo conoscendo Dio e il Figlio Suo Gesù Cristo. Com’è possibile? Ciò di cui si ha bisogno, è un incontro personale con Dio: per mezzo della preghiera e della lettura della Sua Parola Egli si rivelerà a te.

Così anche tu potrai diventare un testimone della grazia di Dio rivolta a tutti gli uomini.

12/05/2026

Indirizzo

Avenue De Chatelaine 86
Vernier
1219

Orario di apertura

Martedì 20:00 - 21:00
Domenica 10:00 - 12:00

Telefono

41766169846

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