Parrocchia San Bernardo in Prada

Parrocchia San Bernardo in Prada RESPICE STELLAM, VOCA MARIAM
Il 1 gennaio 2015 il Vescovo di Coira, S.E.R. Mons.

Vitus Huonder, su suggerimento del Parroco Don Davide, ha eretto la Curazia di Prada in Parrocchia San Bernardo in Prada.

14 settembre - Esaltazione della Santa Croce, FestaLa festività ricorre il 14 settembre, in ricordo del ritrovamento del...
14/09/2026

14 settembre - Esaltazione della Santa Croce, Festa

La festività ricorre il 14 settembre, in ricordo del ritrovamento della vera croce di Gesù da parte di sant'Elena, avvenuto, secondo una tradizione, il 14 settembre del 327: in quel giorno la reliquia sarebbe stata innalzata dal vescovo di Gerusalemme di fronte al popolo, che fu invitato all'adorazione del Crocefisso.
La data commemora la consacrazione delle basiliche fatte edificare dall'imperatore Costantino a Gerusalemme sul Golgota (il Martyrium) e presso il Santo Sepolcro (l'Anastasis), avvenuta il 13 e 14 settembre del 335. Il Ritrovamento: La tradizione collega il giorno al ritrovamento della reliquia della Vera Croce da parte di Sant'Elena (madre di Costantino). La croce passa da strumento di supplizio a simbolo di salvezza, vittoria della vita sulla morte e trono di gloria del Cristo. Il colore liturgico della celebrazione è il rosso.

"Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me".
(Giovanni 12,32)

8 settembre - FestaOggi la chiesa ci ricorda la Natività della Beatissima Vergine Maria Celebriamo con gioia la Natività...
08/09/2026

8 settembre - Festa
Oggi la chiesa ci ricorda la Natività della Beatissima Vergine Maria

Celebriamo con gioia la Natività
della Beata Vergine Maria:
da lei è sorto il sole di giustizia, Cristo, nostro Dio.

I Vangeli non raccontano la nascita di Maria, ma il silenzio delle Scritture è stato colmato nei secoli da omelie, apocrifi, immagini e versi: dal Protovangelo di Giacomo alle scene domestiche di Giotto, Pietro Lorenzetti e Ghirlandaio, fino agli angeli che frenano il canto nella poesia di Rilke. L'8 settembre celebra dunque una bambina insperata, "annuncio", "preludio", "aurora" e "vigilia" di Cristo, come la definì Paolo VI

3 settembre 2026 Memoria di San Gregorio Magno, Papa e dottore della ChiesaSan Gregorio Magno nacque a Roma verso il 540...
03/09/2026

3 settembre 2026 Memoria di
San Gregorio Magno, Papa e dottore della Chiesa

San Gregorio Magno nacque a Roma verso il 540 da una famiglia dell’aristocrazie senatoria, forse quella degli Anicii (de senatoribus primis, la definisce Gregorio di Tours), fu eletto Papa e morì a Roma il 12 marzo 604. Santo e Dottore della Chiesa, fu l’unico Papa, con Leone I, a ricevere la qualifica di Grande.

La sua formazione culturale è di tradizione romana, soprattutto classica e giuridica, indispensabile per occupare, nel 573, la carica di praefectus urbis.
Verso il 575, abbandonò gli onori e le ricchezze della sua famiglia per darsi alla vita religiosa. Gregorio di Tours racconta che mentre prima lo si vedeva per le vie di Roma vestito di toga e di porpora, ornata di gemme, ora si scorgeva coperto dell’umile abito monastico. Il suo monastero fu la casa paterna, sul Clivus Scauri, alle pendici del Monte Celio, che intitolò all’apostolo Andrea.

Ne fondò poi altri sei nei suoi poderi in Sicilia. La regola adottata era quella di san Benedetto. Fu apprezzato dal Papa Pelagio II che, nel 579, lo inviò come suo rappresentante a Costantinopoli, presso l’Imperatore Tiberio II. Gregorio visse sei anni nella capitale bizantina, allargando il cerchio delle sue relazioni ed esperienze.

Pontefice romano

Tornato a Roma come abate nel suo monastero, fu eletto all’unanimità Papa dal clero e dal popolo romano. La cerimonia di consacrazione avvenne il 3 ottobre 590. La sua prima omelia, nella Basilica di San Pietro, traccia un quadro impressionante della situazione dell’Italia, in cui sembrava adempiersi la profezia di san Giovanni (Apoc. 18) sulla devastazione del quarto impero: quello romano, dopo gli assiri, i persiani ed i greci.

Nello spazio di meno di mezzo secolo Roma è devastata dalla guerra, dalla fame, dalla peste. «Dovunque vediamo lutti, dovunque sentiamo gemiti. Distrutte le città, abbattute le fortezze, devastate le campagne, la terra è stata ridotta a un deserto. Non è rimasto nessuno a coltivare i campi, quasi nessun abitante nelle città; e tuttavia anche questi piccoli resti del genere umano sono colpiti continuamente ogni giorno. E i flagelli della giustizia celeste non hanno termine, poiché neppure in mezzo ai flagelli si emendano le colpe. Vediamo alcuni deportati come schiavi, alcuni mutilati, altri uccisi (…) Ma noi vediamo com’è ridotta Roma stessa, che un tempo sembrava la dominatrice del mondo».

Piangendo e meditando sulla decadenza di Roma, sant’Agostino aveva scritto: “Roma non è perduta, se non si perdono i romani”. Romano è il nuovo Papa, che si accinge ad assumere un compito immane. L’epitaffio di Consul Dei che fu apposto, sul suo sarcofago, simboleggia le caratteristiche della sua personalità: la romanità e la fede cristiana.

La cura più immediata di Gregorio fu di assicurare una amministrazione efficiente dei Patrimoni della Chiesa (patrimonium Petri) non solo al fine di aiutare concretamente la popolazione romana, minacciata dalla carestia, ma anche perché la Chiesa iniziava ad assumersi responsabilità pubbliche che esigevano ingenti mezzi materiali.

Dobbiamo ricordare inoltre che a partire dal V secolo, in un periodo in cui mancava un’amministrazione imperiale continuativa ed efficiente, la Chiesa cominciò ad occuparsi delle vedove, degli orfani, dei minori e dei prigionieri. Il Laterano si assunse il compito di organizzare gli spettacoli pubblici e di gestire servizi urbani quali il rifornimento idrico, la sanità pubblica o la nettezza urbana.

L’evangelizzazione dell’Inghilterra e del mondo germanico

Per Gregorio la missione primaria della Chiesa fu l’azione evangelizzatrice secondo il mandato del suo Fondatore: «Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo a tutte le genti» (Mc. 16,15). Il significato di questa universalità è quello di un annuncio di fede inviato, nella sua integrità e totalità a tutto il mondo, a tutti i popoli, per la durata di tutta la storia.

Correva l’anno 596, quando egli decise di affidare ad alcuni monaci del suo monastero del Celio, l’impresa di convertire l’Inghilterra. Il venerabile Beda ci ha lasciato un dettagliato resoconto di quell’impresa, di cui Gregorio non poteva prevedere le grandiose conseguenze: essa avrebbe aperto la strada alla missione fra i popoli della Germania.

Secondo la tradizione egli restò commosso nel vedere un gruppo di Britanni, biondi e belli come angeli sul mercato degli schiavi di Roma. In Anglia, l’isola degli angeli, il Re Etelberto di Kent aveva sposato una principessa cattolica, Berta, pronipote di Clodoveo. Solo anno dopo, nella Pentecoste dell’anno 597, il re anglosassone entrò nell’unità della Chiesa. Il re Etelberto cedette il suo palazzo reale di Canterbury al monaco Agostino che ne fece la sua sede episcopale e il centro di irradiazione del Cristianesimo in Inghilterra..

Questa conversione fu memorabile. Dopo il battesimo di Costantino e quello di Clodoveo, non c’era stato evento più importante negli annali del Cristianesimo. I popoli anglosassoni vennero a conoscere, grazie ai predicatori del Vangelo, non solo la fede cattolica, ma anche le leggi romane, che continuarono a mantenere la loro importanza universale anche nei luoghi dove lo Stato romano non era ormai altro che un nome vuoto di senso.
Il monastero benedettino di Canterbury divenne il punto di partenza di un movimento di organizzazione e unificazione religiosa e culturale che creò in Occidente un nuovo centro di civiltà cristiana, definito dallo storico inglese Christopher Dawson, «forse l’evento più importante tra l’epoca di Giustiniano e quella di Carlo Magno».

L’evangelizzazione della Britannia fu parallela a quella che Gregorio promosse preso i popoli della Gallia. Ma se l’azione missionaria presso i Britanni era diretta a infondere la fede in un popolo pagano, presso i Franchi occorreva invece risvegliare la vita cristiana che già si era diffusa tra essi un secolo prima, con la conversione di Clodoveo.

La Chiesa nei Paesi dell’antica Gallia non era mai stata infetta da eresia o scisma: i Franchi, a differenza di tutti gli altri popoli barbari, non erano caduti nell’arianesimo; ma ora erano immersi nella decadenza spirituale e morale. Il Papa si servì, per influire su di essi, della Regina Brunilde, madre del re Childeberto, ma vera reggente della politica del regno. La Francia costituì una testa di ponte per la penetrazione del Cristianesimo in Inghilterra e riconfermò il suo ruolo di alleata principale della Chiesa.

San Gregorio Magno e la sua azione contro l’eresia ariana

Situata all’estremità dell’Europa, la Spagna era l’ultimo ridotto, apparentemente inespugnabile, dell’arianesimo, professato dai re visigoti. San Leandro, vescovo di Siviglia, e poi il fratello Isidoro, anch’egli vescovo e santo, furono il grande strumento nelle mani di Gregorio per la liberazione della Spagna da questa eresia.

Quando la marea islamica superò lo stretto di Gibilterra e la Spagna visigotica crollò, un gruppo di cavalieri cristiani, formati allo spirito di san Leandro e di sant’Isidoro, formò il primo nucleo di quella che sarebbe stata la Reconquista. Anche questa epopea ebbe tra le sue cause remote l’evangelizzazione della Spagna da parte di san Gregorio.

L’arianesimo e l’idolatria minacciavano seriamente anche l’Italia. All’epoca in cui egli venne eletto Papa, l’Italia era già in gran parte sotto il dominio dei Longobardi. A Gregorio non interessava l’egemonia politica, ma quella spirituale sulla pen*sola. Re Autari era morto il 5 settembre 590, due giorni dopo la consacrazione di Gregorio. La vedova Teodolinda, figlia del duca di Baviera, aveva allora offerto la sua mano e la corona ad Agilulfo, duca di Torino. Gregorio ripose le sue speranze nella regina, fervente cattolica. Grazie al suo influsso, Agilulfo, sebbene ar**no, fece battezzare il suo primogenito nella religione cattolica.

Questa conversione e quella di molti grandi della corte fu un fatto di alta importanza, ma non produsse le conseguenze profonde di quella di Clodoveo. Agilulfo si spinse contro Roma, ma fu costretto a ritirarsi di fronte all’energico contegno del Papa, che difese la città anche dai Duchi di Spoleto e di Benevento. Finalmente, nel 598, Gregorio ottenne che tra Longobardi e Bizantini fosse stipulata una tregua, poi mutata in pace nel 609. Allora cessò la guerra in Italia per molto tempo. Teodolinda di Baviera, assieme a Berta e a Brunilde, forma il trittico delle figure femminili con cui Gregorio ebbe relazioni privilegiate, comprendendo il ruolo prezioso della donna nel nuovo mondo cristiano che nasceva.

Il primato pontificio

Le radici cristiane della civiltà occidentale hanno la loro espressione non solo nell’opera di evangelizzazione dei popoli barbari, ma anche nella teoria e nella pratica della distinzione tra i due poteri: quello spirituale e quello temporale. Un dualismo sconosciuto al mondo islamico, che a partire dal VII secolo, vivrà nella confusione dei due ordini, ma anche al cesaropapismo bizantino. L’apporto di Gregorio non fu però speculativo, ma pratico. In lui non dobbiamo cercare il teorico dei due poteri, ma colui che ne realizzò la prassi, rivendicando l’autorità del Pontefice romano, e quindi dello spazio sacrale, di fronte non solo all’Imperatore, ma anche ai nuovi regni romano-barbarici, di cui il Papa fondò la legittimità

Sono celebri le parole che scrisse al vescovo Sabiniano di Iadera (Zara) in Dalmazia e che, come osserva il padre Grisar, possono dirsi con verità la voce di tutto il suo pontificato: «Volgete i vostri passi verso questa pietra inconcussa sopra la quale il Redentore nostro volle fondare la Chiesa universale; lungi da questo termine troverete ostacoli e smarrirete la via».

Di fronte al patriarca di Costantinopoli, che si proclamava universale, egli riaffermò il primato dell’unica Chiesa di Roma, perché sede del Pontefice, successore di Pietro. Con l’adozione del titolo di Servus servorum Dei, Gregorio sottolineava il contrasto tra la propria concezione dell’umiltà cristiana e la magniloquenza dei patriarchi bizantini, ma senza rinunziare ad esaltare l’ufficio Papale (cfr. Mt. 23,11-12: Lc. 9,48). L’appellativo servus servorum Dei non costituisce la negazione del Primato pontificio, ma la spiegazione del suo fondamento.

La formula di Gregorio ricorda quella del suo predecessore Leone: «Indegno erede di san Pietro», e anticipa il Dictatus Papae di san Gregorio VII: il Papa diveniva l’erede di san Pietro per quanto riguardava il suo status giuridico e i suoi poteri oggettivi, ma non per quanto riguardava il suo status personale e i suoi meriti oggettivi. La distinzione tra l’ufficio e il detentore dell’ufficio, tra la persona pubblica del Papa e la sua persona privata, si sarebbe rivelata fondamentale nella storia del Papato.

San Gregorio Magno e l’ascesa del Papato

Bisogna attendere san Leone Magno, ma soprattutto san Gregorio Magno per vedere emergere sulla scena europea il nuovo ruolo pubblico del Papato. Gregorio non fu come sostengono alcuni storici anticattolici, il creatore dell’istituzione pontificia nel VII secolo, ma colui che la consolidò e ne affermò l’autorità e il prestigio nella scena storica del suo tempo.

Fu grazie a Gregorio Magno che la fede cattolica iniziò a diventare e poi fu, per quasi mille anni una sola cosa con l’Europa. La gerarchia della Chiesa, la sua unità e il suo senso di disciplina, la sua lingua, furono la principale istituzione civile e il collante che resse una società che si disintegrava.
Nell’orizzonte di caos del VI secolo, la Chiesa è l’unica istituzione che restò in piedi, conservando i tesori naturali della civiltà, ma soprattutto infondendo le nuove energie soprannaturali destinate a rinnovarla.

«Gregorio Magno – scrive mons. Benigni – non fu né “il primo dei pontefici”, né “l’ultimo dei romani”, ma fu il primo dei pontefici e l’ultimo degli antichi romani, che ebbe forza ed occasione di mostrare all’intero mondo civile – egli che egli mandava missionari in Britannia e corrispondeva coi monaci del monte Sinai – la grandezza della Roma papale nell’antica Roma civile, nel momento in cui questa si dileguava per sempre». L’azione di Gregorio fu, intrinsecamente religiosa. Ma proprio per questo ebbe delle conseguenze politiche e sociali di straordinaria fecondità.

di Roberto de Mattei

Appuntamento per gli amici cacciatori, domenica prossima 30 agosto 2026, in preparazione alla stagione venatoria.
26/08/2026

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domenica prossima 30 agosto 2026,
in preparazione alla stagione venatoria.

Impressioni del fine settimana con il concerto di sabato e la S. Messa di domenica con la processione. EVVIVA SAN BERNAR...
23/08/2026

Impressioni del fine settimana con il concerto di sabato e la S. Messa di domenica con la processione.
EVVIVA SAN BERNARDO

Venerdì 21 agosto 2026A causa del maltempo, la Messa per i defunti della Parrocchia, in occasione della Memoria del nost...
21/08/2026

Venerdì 21 agosto 2026
A causa del maltempo, la Messa per i defunti della Parrocchia, in occasione della Memoria del nostro Santo Patrono, sarà celebrata in chiesa alle 19:00, anziché nel cimitero! Grazie per la comprensione!

20 agosto - San Bernardo di Chiaravalle, Abate e Dottore della ChiesaNasce nel 1090 a Fontaine, in Francia. La sua è una...
20/08/2026

20 agosto - San Bernardo di Chiaravalle, Abate e Dottore della Chiesa

Nasce nel 1090 a Fontaine, in Francia. La sua è una famiglia agiata. A 22 anni, dopo aver studiato grammatica e retorica, entra nel monastero fondato da Roberto di Molesmes a Citeaux (Cistercium, in latino, da cui l’appellativo di cistercensi). Qualche anno dopo, fonda il monastero di Chiaravalle (Clairvaux). Lo seguono 12 compagni, tra cui 4 fratelli, uno zio e un cugino. Sono molti i suoi parenti che, dopo il suo esempio, hanno intrapreso la vita religiosa.

Gesù e Maria

Per Bernardo la vita monastica deve essere scandita dal lavoro, dalla contemplazione e dalla preghiera avendo due stelle fisse: Gesù e Maria. Per l’abate cistercense Cristo è tutto: “Quando discuti o parli nulla ha sapore per me, se non vi avrò sentito risuonare il nome di Gesù” (Sermones in Cantica Canticorum XV). Maria - scrive Bernardo - conduce a Gesù: “Nei pericoli, nelle angustie, nelle incertezze pensa a Maria, invoca Maria. Ella non si parta mai dal tuo labbro, non si parta mai dal tuo cuore; e perché tu abbia ad ottenere l'aiuto della sua preghiera, non dimenticare mai l'esempio della sua vita. Se tu la segui, non puoi deviare; se tu la preghi, non puoi disperare; se tu pensi a lei, non puoi sbagliare...” (Hom. II super «Missus est»).

I quattro gradi dell'amore

Nel “De diligendo Deo” Bernardo indica la via dell’umiltà per raggiungere l’amore di Dio. Esorta ad amare il Signore senza misura. Per il monaco cistercense sono 4 i gradi fondamentali dell’amore:

1) L'amore di sé stessi per sé: “Prima l'uomo ama sé stesso per sé. Vedendo poi che da solo non può sussistere, comincia a cercare Dio per mezzo della fede”.

2) L'amore di Dio per sé: “Nel secondo grado, quindi, ama Dio, ma per sé, non per Lui. Cominciando però a frequentare Dio e ad onorarlo in rapporto alle proprie necessità”.

3) L'amore di Dio per Dio: “L'anima passa al terzo grado, amando Dio non per sé, ma per Lui. In questo grado ci si ferma a lungo, anzi, non so se in questa vita sia possibile raggiungere il quarto grado”.

4) L'amore di sé per Dio: “Quello cioè in cui l'uomo ama sé stesso solo per Dio. Allora, sarà mirabilmente quasi dimentico di sé, quasi abbandonerà sé stesso per tendere tutto a Dio, tanto da essere uno spirito solo con Lui".

Bernardo e i Templari

Tra gli scritti dell’abate cistercense è anche celebre l’elogio dell’ordine monastico-militare dei Templari, fondato nel 1119 da alcuni cavalieri sotto la guida di Ugo di Payns, feudatario della Champagne e parente di Bernardo. Nel “De laude novae militiae ad Milites Templi”, così descrive i Cavalieri del Tempio: “Sono vestiti semplicemente e coperti di polvere, la faccia bruciata dal sole, lo sguardo orgoglioso e duro: prima della battaglia si armano interiormente con la forza della fede. La loro unica fede è rivolta a Dio”.

15 agosto - Assunzione della Beata Vergine Maria, Solennità Il dogma dell'Assunzione è stato proclamato da Papa Pio XII ...
15/08/2026

15 agosto - Assunzione della Beata Vergine Maria, Solennità

Il dogma dell'Assunzione è stato proclamato da Papa Pio XII il 1º novembre 1950, Anno Santo, attraverso la Costituzione apostolica "Munificentissimus Deus".
«Pertanto, dopo avere innalzato ancora a Dio supplici istanze, e avere invocato la luce dello Spirito di Verità, a gloria di Dio onnipotente, che ha riversato in Maria vergine la sua speciale benevolenza a onore del suo Figlio, Re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della morte, a maggior gloria della sua augusta Madre e a gioia ed esultanza di tutta la chiesa, per l'autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra, pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l'immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo.
Perciò, se alcuno, che Dio non voglia, osasse negare o porre in dubbio volontariamente ciò che da Noi è stato definito, sappia che è venuto meno alla fede divina e cattolica.»

- SAN BERNARDO DI CHIARAVALLE -Festeggiamenti per la Festa patronale di San Bernardo a Prada, che quest’anno saranno sud...
13/08/2026

- SAN BERNARDO DI CHIARAVALLE -

Festeggiamenti per la Festa patronale di San Bernardo a Prada, che quest’anno saranno suddivisi su due fine settimana:

- Sabato 15 agosto - dalle ore 11:30 pranzo per la popolazione.
- Sabato 22 agosto - ore 17:30 Concerto d’organo e soprano
- Domenica 23 agosto - ore 09:30 S. Messa e processione

Indirizzo

Prada 55
Prada
7745LICURT

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