Segreteria di Stato - Curia Chiesa Teocratica presso la Repubblica Italiana

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Segreteria di Stato - Curia Chiesa Teocratica presso la Repubblica Italiana Curia della Chiesa dello Stato Teocratico
Ordine Militare Religioso

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20/04/2022

Noi il Popolo, sotto la Suprema Tutela di Dio Padre Onnipotente, stanchi della sottomissione ad una “dittatura del relativismo“ e di un Cattolicesimo Marcio e Pagano decidono di fondare e dare costituzione a un nuovo Stato che combatta i mali del relativismo, della sua ambiguità, confusione di espressione e nebbia del pensiero.

Si contesta a questi Governi della “dittatura del relativismo” l’aver istituito una “tirannia della tolleranza, della assenza di moralità, del clientelarismo, del cinismo e della mancanza di verità.”
Muoversi tra la tolleranza e la tirannia è come camminare su una corda tesa.
Nessuno vuole contestare il fatto che la tolleranza è una virtù, e nessuno vuole sostenere l’intolleranza, tuttavia, c’è bisogno di un ordine morale e di virtù. La tolleranza è troppo spesso scambiata per ca**tà, e avere buone maniere è troppo spesso scambiata per essere buona. La vera bontà, come la vera ca**tà è amore duro, perché la vera bontà, come la vera ca**tà, ama la verità e la verità fa male.

Per parafrasare G.K. Chesterton, “Tolleranza è una bella parola per l’indifferenza e indifferenza è una parola elegante per l’ignoranza”. La ragione per avere una mente aperta (come il motivo per avere una bocca aperta) è alla fine di chiuderla, perché è stata riempita con qualcosa di buono.
La tolleranza, da sola, è una virtù debole che alla fine si attorciglia su se stessa con un’inclinazione suicida. Questo perché l’unica cosa che la tolleranza non può tollerare è l’intolleranza, e più una persona diventa tollerante, più ogni piccolo pezzo di intolleranza diventa intollerabile. Così la persona che pone la tolleranza come l’unica e più alta virtù, alla fine è incapace di tollerare qualcuno o qualsiasi cosa o qualsiasi legge che limiti o definisca qualcosa perché limitare o definire qualsiasi comportamento o qualsiasi tipo di persona è percepita come una forma di intolleranza.

Il relativismo diventa l’unica regola. L’unico dogma è che non ci può essere un dogma. L’unica disciplina è Anarchia. L’unica cosa che ha senso è che nessuna cosa ha senso.
Di conseguenza, la persona “tollerante” sosterrà le restrizioni più draconiane su coloro che percepisce come intolleranti, e poiché l’intollerante sarà sempre con noi, quelle leggi contro l’intolleranza devono diventare sempre più restrittive, e la società tollerante si trasforma nella società più intollerante. Così, in nome della tolleranza, la libertà di parola sarà limitata, la libertà di religione cesserà, la libertà di associazione sarà limitata e la libertà di coscienza sarà violata.

Inoltre, il relativismo porta ad un vuoto morale e intellettuale. Dove non c’è verità, nulla è vero e l’umanità non può vivere a lungo senza verità. Quello che succede allora è che cercheremo qualcuno che ci dia la sicurezza e la “verità” che desideriamo, e questo tipo di sicurezza deve essere imposta, di conseguenza, non è la persona più vera a prevalere ma quella più forte.
Quando la tolleranza è l’unica virtù, alla fine la tirannia prende il sopravvento.
Qual è la risposta? Le virtù cristiane e il rispetto di autorità applicate, insegnate e predicate sia con chiarezza che con ca**tà, e soprattutto dovrebbe essere predicato con la nostra vita e non solo con le nostre labbra.

Tutti noi , crediamo che ogni cosa su questa terra, abbia un inizio, un apice, una fine. Quindi la Chiesa Cattolica di ROMA, blasfema ed apostata e questa Repubblica Anarchica e oligarchica sono giunte alla Conclusione del loro percorso. Una nuova fede si affaccia il rapporto diretto con DIO, da parte di tutti noi credenti senza intermediari.

19/04/2022
17/04/2022

L'autocrazia teocratica armata dell'ex agente Kirill
di
Maria Antonietta Calabrò

Il Patriarca di Russia, ex Kgb, nome in codice M, l’ha ideata e perseguita, anno dopo anno. Fino alla benedizione dell'invasione in Ucraina, fino alla benedizione dei missili nucleari. Soft power dell’hard power di Putin, "il miracolo di Dio"

VereshchukPasqua di guerra, mai così lontana da sé stessa"Con la logica della pace a ogni condizione, libertà e diritti ...
17/04/2022

Vereshchuk
Pasqua di guerra, mai così lontana da sé stessa
"Con la logica della pace a ogni condizione, libertà e diritti non si sarebbero mai affermati"
Dalla lettera di Anna Semerova al figlio Viktor
Esteri
L'autocrazia teocratica armata dell'ex agente Kirill
di
Maria Antonietta Calabrò

Il Patriarca di Russia, ex Kgb, nome in codice M, l’ha ideata e perseguita, anno dopo anno. Fino alla benedizione dell'invasione in Ucraina, fino alla benedizione dei missili nucleari. Soft power dell’hard power di Putin, "il miracolo di Dio"
17 Aprile 2022 Aggiornato alle 11:51
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Sí, potremmo definirla proprio una “cerimonia religiosa speciale”. Ha ricalcato il rito della Pasqua ortodossa che quest’ anno si celebra domenica prossima, 24 aprile, ad una settimana esatta di distanza dalla Pasqua cattolica. È stata in onore dell’elezione di Vladimir Putin a presidente russo sia nel maggio 2012 che nel maggio 2018 ed è stata presieduta dal patriarca di Mosca e di tutta la Russia, Kirill.
Come il simbolo della Pasqua per gli ortodossi è rappresentato dalle porte delle chiese, prima chiuse, ma che poi vengono aperte, per significare il passaggio dalla morte alla vita di Cristo risorto. Così lo stesso “passaggio” è avvenuto durante la benedizione presidenziale. Dalle porte prima chiuse e poi aperte della cattedrale di Gesù Salvatore a Mosca non è uscita una statua di Cristo ma lo stesso Putin in carne e ossa.

Basterebbe questo a far comprendere la commistione tra Trono ed Altare cui assistiamo anche nel corso della guerra contro l’Ucraina, che ha visto Kirill “benedire” pubblicamente l'invasione disvelando agli occhi del mondo (ma il fenomeno data almeno dalla sua elezione a Patriarca nel 2009) l’esistenza di una vera autocrazia teocratica, al cui confronto impallidisce persino l’Iran di Khomeini, o lo stesso Stato islamico (non fosse altro per la vastità del territorio su cui si esercita e il fatto di essere la Russia una potenza nucleare).

Possiamo tranquillamente affermare che Kirill di questa autocrazia teocratica non solo è stato l’artefice, ma proprio l’inventore. L’ha ideata e perseguita, mese dopo mese , anno dopo anno, prima con l’aiuto di Dmitri Medvedev e con l’influenza sulla di lui moglie fedele ortodossa di stretta osservanza, e poi grazie a Putin. Anzi, proprio qualche mese prima dell'elezione a presidente di Putin, Kirill definì all’inizio del 2012 Putin “il miracolo di Dio”, appellativo normalmente usato per i santi.

Il punto è che non ci sono precedenti recenti di una simile alleanza tra Trono e Altare. Bisogna risalire ai tempi dell’ impero bizantino. La provvidenza della storia ha privato sia il successore di San Pietro (il Papa) sia il Patriarca di Costantinopoli (successore del fratello di Pietro, Andrea) di qualsiasi potenza di tipo territoriale e quindi militare.
Invece Kirill ha trovato del tutto naturale spingersi fino alla benedizione dei sommergibili con missili nucleari. In un’altra “celebrazione religiosa speciale” da lui officiata.

E’ dal 2007 che la Chiesa ortodossa russa benedice i missili nucleari, addirittura dentro la cattedrale di Mosca. Kirill ha affermato che la Russia ne ha bisogno. Solo di recente (2019) si è aperto un dibattito al riguardo, (se cioè sia appropriato benedire armi di distruzione di massa, il più piccolo dei missili russi può uccidere 90 milioni di persone in poche ore), ma la decisione negativa sembra che non sia stata presa, perché i missili intercontinentali balistici sono considerati dalla Chiesa “gli angeli custodi“ della Russia.

Sempre per Kirill “il credente sacrifica più facilmente la sua vita del non credente, perché sa che la vita umana non finisce con la fine di questa vita”. E questo può essere particolarmente utile in guerra e tra i militari. “L’esercito è sempre spirituale”, un altro suo slogan. La Chiesa ortodossa russa che dopo il crollo dello Stato ateista sovietico, insomma, è diventata l’ossatura ideologica della nuova Russia, il cui nerbo peraltro è la struttura dell’ex Kgb.

Kirill è soft power dell’hard power di Putin. Se ci si pensa un attimo, non si può non constatare che c’è nessun caso di Stato contemporaneo in cui lo Stato è gestito da appartenenti a servizi di sicurezza. Né di un ruolo così diffusivo della gerarchia religiosa negli affari dello Stato. Le due “linee” si intersecano, anzi si sovrappongono nell’esistenza delle stesse persone. In particolare Putin e Kirill. Dal 2013, noi sappiamo infatti - dai documenti desecretati dagli archivi ex sovietici e in particolare dall’Archivio Mitrokhin - che Kirill è stato fin dai primi anni anni Settanta un agente del Kgb. Parlano di lui i “Mikhailov files”, perché il suo nome in codice era proprio Mikhailov, l’agente M, insomma. Il Kgb ne favorì l’ascesa nel Consiglio mondiale delle Chiese, perché l’organismo agisse sotto l’influenza dei desiderata di Mosca. E poi, ai vertici della Chiesa ortodossa russa. I documenti arrivano fino a poco prima della caduta del Muro di Berlino.

Gli originali si possono leggere qui: il ruolo “politico” e di influenza di Kirill è cresciuto nel corso degli anni, soprattutto dopo lo scisma della chiesa ortodossa in Ucraina, (dove nel 2018 il Patriarcato di Mosca ha perso la metà di tutti i suoi fedeli e relativi contributi). Essa è stata riconosciuta come autocefala dal Patriarca Bartolomeo di Costantinopoli. Ed è per questo che il ruolo di Kirill è stato decisivo per la guerra in corso. L’agente M, cioè Kirill, ha fatto “il miracolo“ di trasformare uno stato ateista in una teocrazia, ma ha scatenato una guerra, potenzialmente globale. Non bisogna stupirsene perché come ha detto una volta lo stesso Putin “non c’è’ niente al mondo di paragonabile a quello che può fare un ex agente del Kgb”. E naturalmente, se lo dice lui, gli si può credere.

14/04/2022

La Nato «è superata e non è più un organizzazione difensiva» secondo Jan Oberg, fondatore e direttore della Fondazione transnazionale per la ricerca sulla pace e sul futuro, con sede in Svezia, e del quale il China Daily ospita un lungo articolo. Il Patto atlantico aveva la sua «ragion d’essere» nella guerra fredda che è finita da 30 anni, ma nonostante ciò «ha scelto trionfalisticamente di espandersi: oggi conta 30 paesi membri, 10 dei quali sono ex membri del Patto di Varsavia. E ha infranto le promesse dell’Occidente di non espandersi fatte all’ex leader sovietico Mikhail Gorbaciov. Questo è, fondamentalmente, ciò che riguarda il conflitto Nato-Russia, che tragicamente si sta svolgendo in Ucraina», scrive Oberg, convinto che «vivremmo in un mondo pacifico se non fosse per la Nato. Nessun’altra organizzazione ha innescato ed è stata coinvolta in così tante guerre per così tanto tempo, ha ucciso così tante persone e distrutto così tanto».

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