08/12/2021
«Per me è una riabilitazione completa»
L’imam della moschea di Viganello, Samir Radouan Jelassi, saluta la decisione del Tribunale amministrativo federale: «Quello che dicevo era giusto»
«Questa sentenza per me è una riabilitazione completa, e ne approfitto per ringraziare il sistema giuridico svizzero, che ha dimostrato che è in vigore la separazione dei poteri, un aspetto importante e indispensabile della democrazia». È con queste parole che l’imam della moschea di Viganello Samir Radouan Jelassi, da noi raggiunto, ha salutato l’accoglimento da parte del Tribunale amministrativo federale del suo ricorso contro la decisione della Segreteria di stato della migrazione di negargli la naturalizzazione svizzera: «E chi in questi tre anni ha speculato e ha fatto aggressiva polemica – gli invidiosi – ora vede che quel che dicevo era giusto».
Tre anni. Tanto è passato dall’emergere dei sospetti della SEM nei confronti del religioso, definito «una duratura compromissione della sicurezza interna ed esterna della Svizzera”: “Sono stati anni duri – dice Jelassi. – Anni in cui ho subito seri problemi di salute in seguito alle polemiche mediatiche e politiche, e anni molto dolorosi dal profilo personale, perché sono stati ignorati gli oltre vent’anni in cui ho cercato di contribuire attivamente alla cultura del dialogo, del rispetto e della convivenza pacifica attraverso diversi progetti, anche federali. In questo periodo ho perso lavori, possibilità di partecipare a conferenze, attività che svolgevo a livello accademico e scientifico oppure e come mediatore culturale. Ma la cosa più dura è stata essere accusato proprio della cosa che ho sempre combattuto: il terrorismo, l’estremismo, l’intolleranza e la radicalizzazione”.
“La pazienza che Dio mi ha dato è stata enorme – continua il religioso, - perché non è stato facile: la mia immagine pubblica, della mia famiglia e della comunità è stata distrutta. Per questo parlo di riabilitazione. E ne approfitto per ringraziare le molte persone che in questo periodo hanno creduto alla mia innocenza e mi hanno sostenuto”.
La sentenza del TAF, tuttavia, non ha messo la parola fine alla vicenda. La Corte ha chiesto alla SEM di fare ulteriori verifiche, indagando in particolare i rapporti di Jelassi con due persone partite come combattenti per la Siria, nonché le modalità di finanziamento della moschea di Viganello: “Sono più che tranquillo e pronto a rispondere alle domande e a sciogliere i dubbi. Ho fiducia nella giustizia”.
Il diniego della naturalizzazione da parte della SEM era basato su un preavviso negativo dei servizi segreti svizzeri (il Servizio delle attività informative della Confederazione, SIC), a sua volta figlio di un riassunto di tutti gli atti raccolti dalla SIC su Jelassi. Riassunto che il TAF ha ampliato e sottoposto all’imam negli scorsi mesi e dal quale si è appreso che i servizi segreti lo monitorano da 18 anni: “ È stata una sorpresa apprendere che sono tenuto d’occhio da così a lungo – dice Jelassi, - ma consultando tutti gli atti non ho trovato nulla di nulla, se non il riconoscimento da parte dei servizi segreti stessi che rappresento una corrente moderata dell’Islam, in aggiunta ai diversi servizi a favore della società elvetica”.
https://www.cdt.ch/ticino/lugano/per-me-e-una-riabilitazione-completa-IL4951569