19/07/2026
Oggi, sulla fresca e lussureggiante collina di Carona, la chiesa di Santa Marta continua ad offrire ciò che da secoli custodisce: silenzio e preghiera.
Le immagini raccontano alcuni dei momenti più caratteristici della Santa Messa nel rito romano antico della domenica VIII post Pentecoste.
• Il sacerdote, rivolto insieme ai fedeli verso l’altare (ad orientem), guida la preghiera nella stessa direzione: non guarda l’assemblea, ma con essa guarda simbolicamente verso Cristo.
• I ministranti e il sacerdote si inginocchiano profondamente davanti al Santissimo, ricordando che la liturgia è anzitutto adorazione.
• L’incenso sale verso il cielo come figura della preghiera della Chiesa. Ogni gesto è lento, preciso, tramandato nei secoli.
• Durante il Canone della Messa regna un silenzio quasi assoluto: è il cuore del Sacrificio eucaristico, vissuto con raccoglimento.
• Alla consacrazione i ministranti sollevano i lembi della pianeta del celebrante, antico gesto nato per agevolare i movimenti del sacerdote e divenuto segno di riverenza verso il mistero che si compie.
• Dopo la Comunione, il sacerdote purifica con attenzione i vasi sacri, perché ogni frammento del Corpo del Signore è custodito con la massima venerazione.
Attorno all’altare, gli splendidi affreschi quattrocenteschi continuano ad accompagnare la liturgia. La Madonna in trono, i santi, Santa Marta, San Giorgio e le antiche pitture sembrano partecipare anch’essi a questa preghiera che attraversa i secoli. La chiesa, di origine quattrocentesca e tutelata quale bene culturale del Canton Ticino, conserva ancora oggi questa straordinaria armonia tra arte, fede e paesaggio.
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