Chiesa Evangelica Italiana, Burgdorf

Chiesa Evangelica Italiana, Burgdorf Chiesa evangelica italiana, Burgdorf Molti italiani così, hanno potuto sentire per la prima volta il messaggio biblico così come veniva sparso ai tempi di Gesù.

Fin dagli inizi degli anni 60 delle persone svizzere, membri di diverse comunità evangeliche, si sono spinti ad invitare emigrati italiani a delle serate sulla Bibbia. Affascinati da quello che leggevano nella Bibbia, in alcuni è sorto il desiderio di conoscere questo Libro più a fondo e così alcuni predicatori della Missione Evangelica Svizzera (MEOS) hanno inziato a fare degli studi biblici con

le persone interessate. Più o meno nel 1986 quel gruppo che si chiamava "la riuione italiana" ha iniziato a riunirsi ogni sabato sera. Dopo tanti anni di alti e bassi e di incontri in diverse località i partecipanti hanno sentito il desiderio di fondare una Chiesa Evangelica italiana e così il 2 Settembre del 2006 è nata la Chiesa Evangelica Italiana di Burgdorf. Il nostro scopo è quello di diffondere l'evangelo genuino di Gesù Cristo in lingua italiana, sulla base della bibbia, in accordo con l'alleanza Evangelica di Zurigo. La nostra comunità ogni e tanto fa anche delle attività sociali come la festa tradizionale natalizia con spaghettata, una grigliata insieme, una gita, una festa ecc... Tutti quelli che vogliono conoscere Gesù più a fondo, quelli che cercano pace, o semplicemente una serata speciale tra amici italiani sono i benvenuti. Solitamente, ci riuniamo ogni sabato alle ore 19.30 nella sala del Gemeinschaftswerk EGW, Pfisterengasse 25, 3400 Burgdorf. Anche tu sei il benvenuto: Se vuoi conoscerci più a fondo o sei un simpatizante per le chiese libere, aderischi al gruppo!

13/06/2026

Il messaggio del 13.06.2026
La fede sostitutiva

L’undici giugno 2026 alle ore 21.00 hanno iniziato i campionati mondiali di calcio. Per molte persone questo evento calcistico e un evento da non perdere.

Io personalmente quest’anno non sono troppo interessato ai mondiali di calcio, forse anche perché ci manca l’Italia. Per molti tifosi del calcio però questo avvenimento come anche altri avvenimenti calcistici sono dei momenti molto importante sul loro cammino della vita.

Per alcuni tifosi non solo il calcio ma molti differenti avvenimenti sportivi sono diventati una religione sostituiva. Venerano il dio del calco o del hockey su ghiaccio come si usa dire in tedesco. “Il sabato o la domenica si va allo stadio per celebrare un “culto sostituivo” si cantano dei classici cori da stadio come: oé oé oé, o forza ………. (Italia), o si fa l’onda e si grida ole, ole, quando la squadra gioca bene, ecc.

Lo sport è profondamente radicato nel cuore di molti tifosi. Soprattutto durante i tornei internazionali. Gli alti e bassi della vittoria e della sconfitta si notano è sono palpabili.

In nessun altro ambito sportivo l’intensità di vittorie e sconfitta è percepita come durante i campionati mondiali di calcio. Intere nazioni vengono travolte dall'emozione. Esultano collettivamente se la propria squadra vince, e si sprofondando nel dolore collettivo per una sconfitta o per l'eliminazione.

Per alcuni la sconfitta diventa tragedia nazionale. Pertanto un gol decisivo che fa vincere la propria squadra fa nascere nuovi eroi e i tifosi spesso venerano questi nuovi idoli come dei piccoli dei. Viceversa quando la squadra del cuore perde la comunità dei sostenitori delusa da coloro che non sono più i vincitori si allontana e li punisce con disprezzo. La "liturgia" del calcio ha le sue regole precise. Il secondo posto non viene ricordato. Solo i vincitori diventano immortali e indimenticabili.

Nonostante che esisterebbero molti motivi per voltare le spalle ai campionati di calcio e in generale allo sport ci sono molte persone affascinate da questo. I motivi per voltare le spalle al calcio sarebbero per esempio i calciatori che vivono pubblicamente la loro etica immorale. E per esempio che una persona con uno stipendio medio non riesce più a pagare i prezzi irrealistici per i posti allo stadio. (ho letto l’altro giorno che nei mondiali 2026 un biglietto d’entrata costa in media 800 dollari). Poi c’è la corruzione nella FIFA stessa, ci sono funzionari corrotti, la morale associato con i milioni se non miliardi di dollari associati al marketing ecc.

Vedendolo da questo punto di vista morale ed economico sembra difficile trovare un qualche legame con la bibbia. Eppure, lo sport affascinava anche le persone di allora. Questo anche se 2000 anni fa non c’erano ancora i campionati mondiali di calcio.

Forse proprio perché lo sport affascinava molti anche anticamente l’apostolo Paolo utilizza il linguaggio della competizione dell'antica Grecia nel nuovo testamento, per spiegare ai cristiani l'impegno, la disciplina e la perseveranza del credente:

in primo corinzi leggiamo:
1Corinzi 9,24-27
24 Non sapete che coloro i quali corrono nello stadio corrono tutti, ma uno solo ottiene il premio? Correte in modo da riportarlo. 25 Chiunque fa l'atleta è temperato in ogni cosa; e quelli lo fanno per ricevere una corona corruttibile; ma noi, per una incorruttibile. 26 Io quindi corro così; non in modo incerto; lotto al pugilato, ma non come chi batte l'aria; 27 anzi, tratto duramente il mio corpo e lo riduco in schiavitù, perché non avvenga che, dopo aver predicato agli altri, io stesso sia squalificato.

Gli atleti dell’antichità si trattavano duramente e si sforzavano a mangiare cibi che forse non erano tanto buoni ma che aiutava loro anche a fortificare il loro corpo.

L’apostolo Paolo nella sua prima lettera ai corinzi ci dice che lui ha ridotto il suo corpo in schiavitù affinché lui stesso non sia disqualificato.

Questa e un’esortazione anche a noi, alleniamo il nostro corpo con la parola di Dio per tenerlo a freno, affinché, dopo aver vissuto e predicato agli altri, noi stessi non siamo disqualificati e fuori.

Nei versetti 24-26 Paolo ci dice inoltre: di percorrere il percorso della vita in modo da ricevere il premio!

L’atleta si sottopone a una completa disciplina per ottenere una corona che è di passaggio, noi invece combattiamo per una corona eterna. Paolo perciò ci dice di non correre come uno che non ha meta, di non combattere come uno che colpisce l'aria, ma di vivere la propria vita secondo i valori che ci sono trasmessi e dati nella bibbia con la meta: vita eterna col Signore.

In 2Timoteo 2,5 per vincere ci incoraggia anche a rispettare le regole.

2Timoteo 2,5
Allo stesso modo quando uno lotta come atleta non riceve la corona, se non ha lottato secondo le regole.

Gli insegnamenti della bibbia sono fondamentali per un discepolo di Cristo.

Nel nuovo Testamento vediamo che il corpo del credente è addirittura descritto come il tempio di Dio e, in questo senso, non dovrebbe essere trascurato. Ma nonostante questo la Bibbia non approva il tipo di culto del corpo che vediamo oggi. La bibbia ci da molti consigli come mantenere la salute, come di bere un bicchiere di vino. Il Mantenersi in forma, o il bere un bicchiere di vino e una cosa buono ma l’esagerare serve a poco in ogni settore.

1Timoteo 4,8-10
8 perché l'esercizio fisico è utile a poca cosa, mentre la pietà è utile a ogni cosa, avendo la promessa della vita presente e di quella futura. 9 Certa è quest'affermazione e degna di essere pienamente accettata 10 (infatti per questo fatichiamo e combattiamo): abbiamo riposto la nostra speranza nel Dio vivente, che è il Salvatore di tutti gli uomini, soprattutto dei credenti.

L'apostolo Paolo nelle sue lettere usando l’immagini dell’atleta o del combattente vuole trasmetterci l’insegnamento della grazia di Dio.

È chiaro che i giochi che si celebravano nuovamente nel 44 d.C. in onore del dio Poseidone, erano noti a Paolo e ai Corinzi. Penso che perciò Paolo porta il paragone della componente religiosa dello sport anche agli uditori cristiani.

Paolo sapeva sicuramente anche che i giochi che si celebravano 2000 anni fa venivano associati e usato per scopi cultuali. Dato che per noi oggi e storicamente documentato che nelle sue origini lo sport fu associato e usato a scopi cultuali. I Giochi Olimpici per esempio, in origine, servivano al culto dei morti. Erano un incantesimo inteso come benedizione o espiazione.

In questi giochi non si poteva vincere molto denaro come oggi. Si poteva però vincere una corona d'alloro, onore e una pietruzza bianca con un nome segreto inciso sopra.

Come descritto in:

Apocalisse 2, 17
17 Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese. A chi vince io darò della manna nascosta e una pietruzza bianca, sulla quale è scritto un nome nuovo che nessuno conosce, se non colui che lo riceve.

Il premio consisteva in qualcosa che sembra di poco valore ma ha grande significato.

La pietruzza bianca nel mondo antico era un simbolo ricco di significato, come una specie di tessera – i vincitori dei giochi ne ricevevano una a vita – ed erano così mantenuti dal denaro pubblico.

La pietruzza bianca era un simbolo d’innocenza nei tribunali.

La pietruzza bianca era come un biglietto d’invito. Chi aveva questa pietruzza Bianca con un nome segreto poteva entrate quasi dappertutto nell’alta società.

La pietruzza bianca era anche il biglietto denitrata a delle feste o particolarmente a una festa. Perciò questa pietruzza bianca simboleggia anche l’invitato alle Nozze dell’Agnello descritto in Apocalisse.

Apocalisse 19:9
E l’angelo mi disse: Scrivi: Beati quelli che sono invitati alla cena delle nozze dell’agnello

Paolo esorta noi cristiani a conquistare questa corona questa pietruzza per entrare alla presenza di Dio. Ma si distanzia chiaramente dall'ideologia sportiva dell'ellenismo. Il cristiano deve aspirare alla corona che gli verrà conferita dal Salvatore.

Per l'apostolo Paolo, la corsa elencata in 1 Corinzi 9, 24-27 serve come esempio in vista dell'unico obiettivo per il cristiano che è la vita eterna. Ogni sforzo è ben speso e vale farlo se alla fine il premio e la vita eterna insieme al Salvatore.

La vittoria però non si ottiene a spese di perdenti ma insieme a tutti quelli che si impegnano per ottenere questa corona.

Per l’apostolo Paolo la vittoria è parte integrante della vita cristiana. La corona nella vita cristiana la prendono tutti quelli che si sono convertiti quelli che si impegnano per il regno di dio, non viene tolta ai perdenti se la vinco io.

Ogni cristiano questa prova la combatte da solo dentro di sé e con sé stesso. Non è l'altro il suo avversario, e nemmeno Satana che vorrebbe che noi non arriviamo alla vittoria della vita eterna.

Paolo ci dice in Filippesi

Filippesi 3,12-15
12 Non che io abbia già ottenuto tutto questo o sia già arrivato alla perfezione; ma proseguo il cammino per cercare di afferrare ciò per cui sono anche stato afferrato da Cristo Gesù. 13 Fratelli, io non ritengo di averlo già afferrato; ma una cosa faccio: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti, 14 corro verso la mèta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù. 15 Sia questo dunque il sentimento di quanti siamo maturi; se in qualche cosa voi pensate altrimenti, Dio vi rivelerà anche quella.

Il cristiano ha il compito di impegnarsi per raggiungere la meta, ma deve anche lasciare che sia Dio a determinare l’obiettivo e la meta da raggiungere.

Tutte le vittorie che otteniamo nella fede non sono da attribuire alla mia prestazione, ma solo al Signore Gesù che è l’unico vincitore.

La corsa della vita cristiana non può essere vinta se non abbiamo il Signore nel nostro cuore e al nostro fianco. Affidiamo perciò la nostra vita al Signore.

Secondo gli insegnamenti biblici noi cristiani possiamo essere atleti e anche spettatori nello stadio della vita.

Intano il paragone dell’apostolo Paolo con la componente religiosa dello sport non sorprende, dato che lo sport nelle sue origini fu associato al culto dei morti o come un incantesimo di benedizione o espiazione.

Forse proprio a causa di queste componenti occulta nello sport, anche oggi, vediamo tendenze e tentativi di trasformare lo sport di nuovo in un culto neopagano.

I cristiani hanno perciò anche oggi una responsabilità nel mondo dello sport, perché la caduta dell'umanità elencata in Genesi ci mostra che l’uomo da solo non riuscirà a mettere in ordine le cose anche se l’uomo cerca di introdurre aspetti positivi come il fair play nello Sport o nel gioco.

Perché anche il campo di calcio non è un'isola dove l’omo diventa bravo e santo timorato di dio, ma l’uomo sia i tifosi che non credono in Dio come anche i giocatori che giocano si comportano in modo corrotto e imperfetto sottolineando cosi tutti gli altri aspetti di una creazione caduta.

E proprio in questo c’è il pericolo che l’uomo che non vuole saperne di Dio comincia a elevare lo sport a livello di culto. È che i giocatori diventano oggetto di culto, perché vengono elevati a livello di un dio dei tempi odierni, ricevendo una venerazione quasi mistica.

Quindi la competizione diventa un sacramento, lo stadio un santuario; e lo spirito dominante è il fanatismo. Lo sport diventa così la religione dei nostri tempi.

Dato che certe volte lo sport sembra proprio come un culto e sembra che i tifosi eleveranno la propria squadra in una sfera di religione. Non è male che ci sono calciatori cristiani, come anche tifosi cristiani nei stadi che non lasciano il campo al mondo caduto intorno a loro.

Inoltre e anche positivo che ci sono atleti cristiani che si impegnano a portare la fede cristiana e il Signore anche negli stadi e nel settore sportivo.

Ho letto che esiste un’associazione per i calciatori che si definisce Gli "Atleti di Cristo"

Il movimento degli Atleti di Cristo è nato in Brasile nel 1984 grazie a calciatori come Baltazar e João Leite. Questa associazione di cristiani evangelica conta migliaia di sportivi in tutto il mondo con l'obiettivo di promuovere i valori cristiani nello sport. In Italia, tra i più ferventi sostenitori di questo movimento, vi è l'ex difensore del Milan e della Juventus Nicola Legrottaglie, fondatore anche del progetto Missione Paradiso.

Anche L'ex calciatore brasiliano Ricardo Kakà noto per la sua profonda fede si impegna per il suo Salvatore. Mostrando la sua maglietta con la scritta «Io appartengo a Gesù» (in inglese "I belong to Jesus") in molte occasioni durante la sua carriera dimostro a tutti che era un credente.

Quando il Milan vinse la Champions Leage nel 2007 il calciatore con questa scritta sulla maglietta è diventato un'icona del calcio e da allore e noto per la sua profonda fede cristiana evangelica.

Questo calciatore in ogni occasione ha usato la sua notorietà per testimoniare il suo credo.

Come questi calciatori ogniuno di noi e chiamato ad impegnarsi e ad esporsi per il Signore.

Dai il tuo massimo dicono gli allenatori agli atleti e ai giocatori di calcio prima di un importante torneo. E questo vale anche per no.

Dai il tuo massimo! Non lo dice un allenatore, seduto in panchina con un cronometro in mano. Dai il tuo massimo! Non lo dice nemmeno uno sponsor che desidera guadagnare molti soldi usando la tua notorietà.
Ma dai il tuo massimo è dona la tua vita a me c’é lo dice colui che ha dato tutto per noi.

Gesù che ha dato la sua vita per ognuno di noi, per tutti quelli che lo accettano come salvatore della propria vita.

Diamo il massimo. Restiamo fedeli a Gesù e ella Parola di Dio, parliamo di Gesù secondo gli insegnamenti della Bibbia e non lasciamoci rubare il nostro tempo riservato per il culto e per la chiesa per andare dietro a falsi riti religiosi.

Diamo il massimo, perché la ricompensa e una pietruzza bianca e l’invito alle nozze dell’Agnello. Io penso che ne valga la pena, non pensate anche voi che ne valga la pena?

Amen

12/06/2026

Un cordiale invito al culto: Sabato 13.06.2026 / 19.30
Messagio Bibblico: Marco Giliberti 🙂
Vi aspettiamo.

06/06/2026

Un cordiale invito al culto: Sabato 06.06.2026 / 19.30
Messagio Bibblico: Andreas Ge**er 🙂
Vi aspettiamo.

22/05/2026

Un cordiale invito al culto: Sabato 23.05.2026 / 19.30
Messagio Bibblico: Hansruedi Bärtschi 🙂
Vi aspettiamo.

15/05/2026

Un cordiale invito al culto: Sabato 16.05.2026 / 19.30
Messagio Bibblico: Marino Bozza🙂
Vi aspettiamo.

Gita del 9.5.2026 della Chiesa Evangelica Italiana, Burgdorf
12/05/2026

Gita del 9.5.2026 della Chiesa Evangelica Italiana, Burgdorf

08/05/2026

Sabato 09.05.2026 non ci sarà il culto nella sala della Pfisterengasse 25. (Gita della Chiesa)

18/04/2026

Il messaggio del 18.04.2026
La giustizia di Dio

Venerdì 26 settembre 2025, l'Istituto Svizzero di Sociologia Pastorale (SPI) ha presentato le nuove statistiche nazionali riguardo alla Chiesa riformata e riguardo a quella cattolica romana. Dopo l'ondata record di abbandoni registrata nel 2023, nell’anno 2024 “solo” 36’782 membri hanno lasciato la Chiesa cattolica, mentre nella Chiesa riformata “solo” 32’561 membri hanno lasciato la Chiesa riformata.

Il numero dei membri delle due grandi chiese in Svizzera quindi continua a diminuire nonostante che la popolazione cresce e nonostante che negli ultimi decenni sono entrate in Svizzera molte persone cattoliche da paesi latini. Le nuove entrate perciò hanno anche modificando l'equilibrio del 50/50 tra riformati e cattolici. Questo Anche se si aggiunge ai membri della chiesa riformata i ca. 546’000 membri delle chiese evangeliche libere le quali vengono anche contate come denominazione riformata.

La Chiesa cattolica romana nel 2024 quindi contava 2,73 milioni di membri (-70.000), mentre le Chiesa riformate nel 2024 contava 1,78 milioni (-80.000) più 0,546 milioni membri evangelici che fa un totale di 2,33 milioni. la differenza delle cifre tra membri che hanno abbandonato la chiesa e questo meno differente delle due grandi chiese, si spiega perché alla diminuzione attraverso agli abbandoni, alla diminuzione contribuiscono anche i cambiamenti demografici e il fatto che ci sono più decessi che battesimi.

Dato che io personalmente riconosco soprattutto alla chiesa riformata Svizzera il merito di aver insegnato è trasmesso in passato ai loro membri valori che oggi vengono propagate dalle chiese evangeliche, come un'etica e una morale basata sulla biblica, e che hanno insegnato nel passato anche uno stile di vita cristiano basato sull’onestà e sulla responsabilità personale verso il creatore, che notiamo tutt’oggi in Svizzera nel comportamento di molte persone anziane riformate. Non sono sicuro se questa perdita di membri sia una cosa buona o una casa malamente per la nostra società.

Se guardiamo alle libertà che abbiamo oggi nel nostro paese, dobbiamo ammettere, senza invidia, che la chiesa riformata nel passato ha fatto un buon lavoro.

Inoltre attesto alla chiesa riformata anche il merito di aver costruito scuole, ospedali, strutture di assistenza per persone svantaggiate, e di essersi impegnata per una società tollerante con pari opportunità per tutti, senza considerare l'affiliazione religiosa dell’individuo.

Nella storia svizzera vediamo inoltre che questo non era dappertutto cosi. Il non considerare l’appartenenza religiosa nei cantoni riformati ha costretto col tempo anche i cantoni cattolici ad adattarsi a questa norma. Ci viene riportato sia dalla storia svizzera come anche da persone del tempo, che fino gli anni 40 del secolo passato per un cattolico era molto facile vivere in un cantone riformato dato che i riformati non facevano distinzione sulla fede. Mentre per i riformati era molto difficile se non quasi impossibile vivere in un cantone cattolico, dato che nei cantoni cattolici, i cristiani riformati non venivano assunti, non ricevevano lavoro anche se volevano lavorare a conto proprio e venivano esclusi in tutti i settori da tutto. Inoltre in certe zone ultra cattoliche venivano anche perseguitati dai cattolici.

Nel frattempo però come tutti sappiamo, i cristiani riformati in Svizzera, possono vivere molto bene con i stessi diritti anche in un cantone di maggioranza cattolico.
Questo perché nel frattempo quasi tutti (tranne gli Islamisti) hanno capito che una società tollerante senza considerare l’appartenenza religiosa dell’individuo con pari opportunità per tutti e una cosa buona che è a vantaggio di tutti.

Grazie a Dio oggi abbiamo ancora molti buoni valori del passato cristiano nelle leggi Svizzere. E penso che questi valori tutt’oggi portano benedizione agli abitanti in questo bel paese. Purtroppo attualmente molte tendenze politiche, come anche le due grandi chiese consolidate in molti settori stanno minando le fondamenta della fede cristiana.

Noi perciò possiamo solo ringraziare Dio che possiamo ancora oggi riunirci liberamente e approfittare dei frutti del passato e vivere in una nazione che garantisce la libertà di credo e di coscienza.

Gli insegnamenti e i valori biblici del passato che portano benedizione ancora oggi mi hanno fatto ve**re in mente una storiella/fiaba che ho letto un paio di annetti fa.

si intitolava le due anfore: ve la voglio raccontare:
Ogni giorno, un contadino portava l’acqua dalla sorgente al villaggio in due grosse anfore che legava sulla groppa dell’asino, che gli trotterellava accanto. Una delle anfore, vecchia e piena di fessure, durante il viaggio, perdeva acqua. L’altra, nuova e perfetta, conservava tutto il contenuto senza perderne neppure una goccia. L’anfora vecchia e screpolata si sentiva umiliata e inutile, tanto più che l’anfora nuova non perdeva l’occasione di far notare la sua perfezione:
“Non perdo neanche una goccia d’acqua, io!” Un mattino, la vecchia anfora si confidò con il padrone: “Lo sai, sono cosciente dei miei limiti. Sprechi tempo, fatica e soldi per colpa mia. Quando arriviamo al villaggio io sono mezza vuota.
Perdona la mia debolezza e le mie ferite.” Il giorno dopo, durante il viaggio, il padrone si rivolse all’anfora screpolata e le disse: “Guarda il bordo della strada.”
“Ma è bellissimo! Tutto pieno di fiori!” rispose l’anfora. “Hai visto? E tutto questo solo grazie a te.” disse il padrone. “Sei tu che ogni giorno innaffi il bordo della strada.
Io ho comprato un pacchetto di semi di fiori e li ho seminati lungo la strada, e senza saperlo e senza volerlo, tu li innaffi ogni giorno.” La vecchia anfora non lo disse mai a nessuno, ma quel giorno si sentì morire di gioia.

La storia dell’anfora screpolato ci illustra come anche azioni apparentemente imperfette del passato anche al servizio di Dio possano avere un impatto nell’ambiente intorno a noi e portare a un risultato positivo anche nel futuro.

Gli insegnamenti biblici della chiesa riformata e penso anche della chiesa cattolica nel passato hanno annaffiato i cuori degli antenati che vivevano qui: e oggi li vediamo ancora spuntare qua e là. Li vediamo nell’inno nazionale, li vediamo come la gente si comporta, come ti trattano in un negozio e in molti costumi Svizzeri ecc.

Isaia 55,10-11
10 Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza aver annaffiato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, affinché dia seme al seminatore e pane da mangiare, 11 così è della mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non torna a me a vuoto, senza aver compiuto ciò che io voglio e condotto a buon fine ciò per cui l'ho mandata.

Perciò anche se teologi liberali oggi criticano molti insegnamenti biblici, e molti Politici non vogliono saperne di Dio, e valutano le proprie Idee e tendenze spesso anche perverse come progressive. Attualmente abbiamo molti giovani in Svizzera che cercano di nuovo i valori conservativi, valori cristiani e la fede che hanno fatto prosperare la Svizzera nel passato.

Forse come quella anfora vecchia ci son anche oggi tra di noi cristiani che sono imperfetti, pieni di ferite e screpolature, ma nonostante questo Dio vuole utilizzarli per fare rifiorire la fede dei giovani in Svizzera intorno a loro.

Che la fede sta riemergendo lo possiamo constatare attualmente da molte informazioni dei media. Da informazioni nel internet e da diversi reportage e commenti fatti anche nella televisione Svizzera. I giovani stanno cercando, e alcuni si chiedono perché Dio non interviene quando ci sono catastrofi o quando muore qualcuno.

Ho letto un paio di annetti fa che dopo che una Ragazza e stata uccisa in una scuola negli Stati Uniti D’America una giovane ha scritto in un Blog: "Caro Dio perché non hai salvato la piccola bambina uccisa nella sua classe? Distinti saluti, una studentessa preoccupata."

Molti dicono e si chiedono perché dio non interviene e lascia succedere tante disgrazie, tanti disastri, tante guerre, tante tragedie.

E la mia contro domanda e: è perché dovrebbe interve**re se la causa di tanti disastri, di tante guerre o di tante disgrazie deriva dal comportamento dell’umano stesso.

Galati 6,7-107
7 Non vi ingannate, non ci si può beffare di Dio; perché quello che l'uomo avrà seminato, quello pure mieterà. 8 Perché chi semina per la sua carne, mieterà corruzione dalla carne; ma chi semina per lo Spirito mieterà dallo Spirito vita eterna. 9 Non ci scoraggiamo di fare il bene; perché, se non ci stanchiamo, mieteremo a suo tempo. 10 Così dunque, finché ne abbiamo l'opportunità, facciamo del bene a tutti, ma specialmente ai fratelli in fede.

Quello che l’uomo semina quello eredita. In questo testo però abbiamo anche un accenno a quello che e importante per noi. Non e la giustizia terrena per il mondo ma e la giustizia di ogni individuo verso Dio.

Sono sicuro che Dio vede le guerre, vede l’oppressione, vede il comportamento dei prepotenti e vede anche la persecuzione dei cristiani o di altre minoranze nei paesi islamici. E penso che è profondamente rattristato. E penso anche che quelli che commettono queste atrocità un giorno dovranno rendere conto per quello che stanno facendo.

Però come possiamo aspettarci che Dio intervenga e ci dia la Sua benedizione se noi nei paesi cosiddetti cristiani c’è ne fregiamo di lui e per anni gli abbiamo detto di andarsene dalle nostre scuole, di andarsene dal nostro governo, di andarsene dalle nostre vite.

Come sicuramente avete notato e sapete anche voi, oggi Dio e stato buttato fuori da tutte le istituzioni. Il dipartimento di Istruzione decide di non far pregare e leggere più la Bibbia nelle scuole perché non si devono fare preferenze religiose. E la società dice e giusto. non ci devono essere preferenze di religione.

Poi, il dipartimento scolastico proibisce agli insegnati di castigare i nostri figli, perché nessuna persona estranea deve toccare i nostri figli.
E la società ha detto e giusto.

Poi il governo ha proposto che l’aborto deve esser legalizzato, perché ogni persona deve decidere da sé, se vuole abortire o no. E la maggioranza della società ha detto e giusto ognuno deve decidere da sé, ognuno e libero di fare quello che vuole col proprio corpo.

Come possiamo aspettarci che Dio ci dia la Sua benedizione e la Sua protezione se Gli diciamo: lasciaci in pace?
Quindi lui ci lascia in pace. Perché lui al contrario di noi, rispetta le sue promesse. E anche se le nostre decisioni sono egoistiche o sbagliate ci lascia fare e non interviene.

E dio ingiusto se non interviene? Possiamo noi cristiani lo stesso dire che Dio e un Dio giusto? È giusto se non interve**re quando le persone a noi care si ammalano gravemente o quando muoiono?
Cosa significa esattamente giustizia per Dio? E come si rivela questa giustizia?

Nella filosofia e nell’etica, la giustizia è spesso intesa come equilibrio. In altre parole ognuno riceve ciò che gli spetta. Se hai sbagliato ti meriti una punizione. Per molta gente giustizia vuol dire anche vendetta.

Ma la giustizia di Dio va oltre questo principio. La giustizia divina non è determinata solo dalle leggi o dal merito, ma anche dalla misericordia. La giustizia di Dio non punisce ciecamente, ma vede l'individuo. Ed è sempre connessa all'amore.

Salmi 85,11 dice:
La verità germoglia dalla terra e la giustizia guarda dal cielo.

Per far capire all’uomo cosa lui intende per giustizia, Dio ci ha dato dei comandamenti ed ha stabilito un'alleanza con l’uomo. Prima con il popolo d'Israele nel vecchio patto e poi con i redenti nel nuovo patto. Concordato e compiuto attraverso la morte redentrice del Salvatore.

La Bibbia afferma in:
Romani 10,4
poiché Cristo è il termine della legge, per la giustificazione di tutti coloro che credono.

La Bibbia nel nuovo Testamento descrive la giustizia come vivere in armonia con Dio, con i propri simili e con tutto il creato. La giustizia di Dio crea la pace e ripara quello che è stato distrutto, anche la dove l'umanità ha danneggiato il creato con l’uso eccessivo delle risorse naturali con la distruzione dell’ambiente o con guerre.

L’atteggiamento umano con le sue aspettative. Che Dio deve vendicarsi per noi mi fa ricordare un po’ quella storiella dove un eremita vide uno sparviero che dava da mangiare a una cornacchia. Ve la voglio raccontare.

Un eremita vide una volta, in un bosco, uno sparviero. Lo sparviero portava al suo nido un pezzo di carne: lacerò quella carne in tanti piccoli pezzi, e si mise a imbeccare anche una piccola cornacchia ferita.

L’eremita si meravigliò che uno sparviero imbeccasse così una piccola cornacchia, e pensò: “Dio mi ha mandato un segno. Neppure una piccola cornacchia ferita viene abbandonata da Lui. Dio ha insegnato addirittura ad un feroce sparviero a nutrire una creaturina d’altra razza, rimasta orfana al mondo.

Si vede proprio che Dio dà il necessario a tutte le creature: e noi, invece, stiamo sempre in pensiero per noi stessi. Voglio smetterla di preoccuparmi di me stesso! Dio mi ha fatto vedere che cosa devo fare.

E così fece: si mise a sedere in quel bosco e non si mosse più di là: pregava, pregava, e nient’altro. Per tre giorni e per tre notti rimase così senza bere un sorso d’acqua e senza mangiare un boccone.

Dopo tre giorni, l’eremita s’era tanto indebolito, che non era più capace d’alzare la mano. Dalla gran debolezza, s’addormentò. Ed ecco apparirgli in sogno un angelo. L’angelo lo guardò severo e gli disse: “Il segno era per te, certo. Ma perché tu imparassi ad imitare lo sparviero!”

Interpretare nel modo giusto, quello che Dio vuole dirci, talvolta non è tanto facile. Per poter capire nel modo giusto cosa sia la giustizia per Dio. Dobbiamo cercare di capire quello che la parola di Dio ci dice riguardo alla giustizia di Dio, perché il nostro metro di misura non è il metro di misura di Dio.

Salmi 145,17
Il SIGNORE è giusto in tutte le sue vie e benevolo in tutte le sue opere.

Dio e Giusto in tutte le sue opere! Quando il mondo intorno a noi dice che Dio e ingiusto perché non interviene noi possiamo dire affermativamente la giustizia di Dio è un dono per ogni uomo e non e interve**re negli eventi del mondo.

Nella bibbia vediamo che il cristiano non vive per la giustizia nel mondo ma per il futuro, che Dio ha promesso nell’eternità: perciò possiamo dire Sì, Dio è giusto!

Il fatto che Dio non rompe la sua alleanza, anche se gli uomini trasgrediscono i suoi comandamenti, è un segno della sua giustizia, che oltrepassa la misura umana.

Romani 6,22
Ma ora, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, avete per frutto la vostra santificazione e per fine la vita eterna;

Nella giustizi di Dio, non è quello che fa di più che riceve necessariamente di più. Il concetto di Dio e diverso e non fa distinzioni. Per esempio, a Dio non importa se arrivi per primo e lavori s**o per lui o se arrivi per ultimo e lavori meno degli altri. Questo è il senso della parabola degli operai nella vigna descritto in Matteo 20:1-16: ognuno riceve ciò di cui ha bisogno.

Grazie alla venuta del Signore e grazie all’opera di salvezza, noi non siamo più sotto la legge.

Galati 3:24
Così la legge è stata come un precettore per condurci a Cristo, affinché noi fossimo giustificati per fede.

e Romani 5:1 ci mostra gli effetti della giustificazione ottenuta per fede.
Romani 5:1
Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore,

Nell'Antico Testamento la giustizia di Dio la vediamo in molte situazioni, per esempio nella sua difesa dei poveri, nella protezione di vedove, di orfani e di stranieri.
Inoltre nell’vecchio Testamento l’idea di giustizia è connessa alla fedeltà e alla misericordia di Dio. la fedeltà di Dio significa che Dio mantiene il suo patto o la sua alleanza, anche quando gli uomini falliscono.

Giobbe nella bibbia viene descritto come un uomo giusto eppure perde tutto: la sua famiglia, i suoi beni, la sua salute. Egli si lamenta, lotta e cerca risposte.
Intanto alla fine diventa chiaro: la giustizia di Dio va oltre i parametri umani.

Nelle sue sciagure e nella sua malattia. Giobbe alla fine si accorge e capisce che i suoi meriti e i suoi sforzi per soddisfare Dio sono vani e non servono a niente.

La storia di Giobbe dimostra che la fede significa anche sopportare gravi ingiustizie e sofferenze davanti a Dio, eppure confidare in Lui. Nel mezzo della sua più profonda sofferenza, Giobbe pronuncia le famose parole:

Giobbe 19,25
Ma io so che il mio Redentore vive e che alla fine si alzerà sulla polvere.

La giustizia di Dio non significa che tutto sia sempre spiegabile. Che tutto va cosi come noi ce lo immaginiamo. Significa però che Dio non abbandona l'umanità. Lui ascolta, e risponde, a volte in un modo che noi non ci aspetteremmo.
All’uomo che cerca la giustizia Gesù dice:

Matteo 5,6
Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.

In Gesù, incontriamo la giustizia di Dio in forma umana. Gesù mangia con i pubblicani, guarisce i malati, fa miracoli di ogni genere e chiama a sé gli emarginati.
Gesù ci mostra la giustizia divina che ci aspetta dopo la nostra vita terrena. Il suo messaggio del Regno di Dio ci mostra come il padre e giusto e allo stesso tempo misericordioso.

E proprio in questo sta il segreto della fede. La giustizia di Dio non è un giudizio, ma un'offerta d'amore per la salvezza. La giustizia non è un attributo di Dio, ma un'azione di Dio che attraverso alla morte di Gesù giustifica le persone. Sì, Dio è giusto! Perché come dice la bibbia non c’è nessuno che è giusto tutti hanno peccato

Romani 3,10
com'è scritto: «Non c'è nessun giusto, neppure uno.

Romani 3,23-24
23 tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, 24 ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù.

Queste parole chiariscono: cosa Dio intende come giustizia, la giustizia di Dio è un dono che ci porta speranza. Non dobbiamo essere perfetti, possiamo confidare nel suo amore. Come vediamo nei versetti del capitolo 3 in Romani. Dio stesso ci dice che nessuno è perfetto e che nessuno e giusto, e che nessuno può esserlo. Eppure nonostante la nostra imperfezione lui ci ama lo stesso.

Rimaniamo fedeli al Signore perché lui e fedele e ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue.
Amen

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