28/08/2026
MARIA VALTORTA
E quando viene consumato il Sacrificio con la consumazione delle Specie Io torno al Padre mio dicendovi …
Dice Gesù:
(…) Il Sangue scende e il Sangue sale con ritmo incessante. Non vi è attimo del giorno in cui non ascenda il mio Sangue a Dio e in cui non discenda dal trono di Dio sulla terra.
Non vi hai mai riflettuto, Maria. Ma la Messa ripete i tre punti più importanti della mia vita di Gesù Cristo, Verbo di Dio incarnato.
Quando, alla Consacrazione, le specie divengono Carne e Sangue, ecco che Io mi incarno come un tempo. Non nel seno della Vergine. Ma nelle mani di un vergine. Ecco perché nei miei sacerdoti richiedesi verginità angelica.
Guai ai profanatori che, col corpo insozzato da unione carnale, toccano il Corpo di Dio!
Ché se il corpo vostro è tempio dello Spirito Santo e perciò deve esser conservato santo e casto, il corpo del sacerdote al cui comando Io scendo dal Cielo per divenire Carne e Sangue, e come nella cuna poso nelle sue mani, deve essere più illibato del giglio. E col corpo la mente, il cuore, la lingua.
Nell’Elevazione è la Crocifissione. “Quando sarò elevato trarrò tutto a Me” (Gv 12,32) e quando da un altare Io vengo elevato ecco che meco traggo tutti i palpiti dei presenti, tutti i bisogni, tutti i dolori, tutte le preghiere, e con essi mi presento al Padre e dico: “Eccomi. Il Consumato d’amore ti chiede, o Padre, di dare per questi ‘miei’ tutto, perché tutto Io ho dato per essi”.
E quando viene consumato il Sacrificio con la consumazione delle Specie, ecco che Io torno al Padre mio dicendovi: “Io vi benedico. Sono con voi sino alla fine del mondo” (Mt 28,20 Lc 24,50-51) come il mattino dell’Ascensione.
Per amore mi incarno, per amore mi consumo, per amore ascendo. Per perorare in vostro favore. È sempre l’Amore quello che regna nelle mie opere.
Medita la Messa in queste luci che Io ti illumino. E pensa che non vi è attimo del giorno in cui un’Ostia non sia consumata per amore di voi e un Sangue consacrato per aumentare le celesti piscine in cui si mondano gli spiriti degli umani, si sanano le infermità, si irrigano le aridità, si fecondano le sterilità, si fa di Dio (si converte a Dio) ciò che era dell’errore.
Contempla il mio Sangue che dopo essersi effuso in dolori strazianti ascende al Padre gridando (Lc 23,46) per voi: “Padre, nelle tue mani confido questi spiriti miei. Padre, non li abbandonare. Io, l’Agnello eternamente immolato, lo voglio per loro”. E ripeti a te stessa, per annullare anche il ricordo del dubbio passato: “Per questo il mio cuore si rallegra e la mia lingua giubila e anche il mio corpo riposa nella speranza, perché Tu non hai lasciato l’anima mia nell’inferno del dolore. Ma per amore del tuo Sangue mi hai rese note, più ancora di or non è molto, le vie della vita e mi ricolmerai di gioia con la tua presenza”.
Sono, con poche modifiche, le parole di Pietro (At 2,26-28 prese da Salmo 16,9-11) dopo la Pentecoste. Dille con anticipo di qualche giorno. Hai bevuto tanto fiele, povera Maria. Consola il tuo cuore col miele delle parole eterne.
Ti benedico, come gli undici, prima di ascendere.»
Quaderni - 18 maggio 1944