Chiesa riformata della Melanzana

Chiesa riformata della Melanzana Se Melanzo, il dio Viola, scopre che non sei suo fan (e lo scopre...!), si adira... e sono guai Al mattino Socrate passeggiava nervosamente per le vie di Atene.

Contadini, venuti dai campi per vendere le loro primizie, e mercanti, di ritorno da lunghi viaggi in terre esotiche, si affaccendavano nell'agorà. "La vera filosofia si fa sul divano" sbuffò. Ma quella vecchia megera di sua moglie Santippe non la pensava allo stesso modo: anzi, dopo averlo invitato con le buone, poi alzato la voce, preso a male parole prima e a ciabattate poi, con i piatti e i bic

chieri che volavano come schegge impazzite, lo aveva apostrofato: "Sorta di scansafatiche, vecchio rimbambito, alza le chiappe e vai a fare la spesa!". Socrate si era arreso. Mai litigare con le donne, vincono sempre loro. Ne sanno una in più del δαίμον! Quel δαίμον che era nella sua testa, chissà perché, con cui dialogava, ma che in queste occasioni non poteva che arrendersi e tacere. Si fermò vicino a un bancone della frutta, contò le monete: il suo sguardo cadde su una melanzana viola: qual meraviglia! I suoi occhi non riuscivano a staccarsi da tanta perfezione della natura e la sua lingua non riusciva più ad emettere suono fuorché un balbettio indistinto. Indicò al buon contadino la sua scelta. Camminava a capo chino, guardando l'ombra che si accorciava. Una voce chiamò: "Socrate!". Si girò, ma non c'era nessuno. "Bah" pensò; e proseguì. "Socrate! Socrate!" Guardò a destra e a sinistra, alzò gli occhi al cielo... ma niente. C'era solo lui. Anzi, lui e la melanzana. La prese, la squadrò, fece per rimetterla nella saccoccia: ma essa si mise a fluttuare in aria e a chiamarlo. "Ti esti?!" urlò il pover'uomo. "Sono Melanzo, il dio viola!". Il filosofo rimase fedele al culto di Melanzo che l'aveva scelto attraverso il divin ortaggio e che l'ispirava con il δαίμον. Ma con il suo processo si p***e anche la memoria del dio viola...
Al mattino Aristarco Venciurla passeggiava per le vie di Altamura. Era in ritardo, come sempre. Cadde. Si rialzò. Inciampò ancora. Ricadde. L'equilibrio non faceva per lui. Trovò per terra una bottiglia di birra, la aprì e la bevve tutta d'un sorso. L'alcol gli scorreva per le vene, rideva come un cretino, da solo. Ma a un certo punto tornò serio, si alzò, aprì le braccia verso i passanti e una voce cupa e metallica si fece strada dalle sue corde vocali: "Sono Melanzo, il dio viola!". E' tornato :D

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