Nel luglio del 1891 una forma epidemica di morbillo portò apprensione e poi sgomento in molte famiglie della Comunità di Centrale. Il morbo non era, come si potrebbe pensare, una malattia che interessasse solo i bambini. I colpiti dal morbo erano giovani e adulti di ambo i sessi: dal più giovane, appena diciassettenne, al più anziano che aveva superato la cinquantina. In poco più di due mesi morir
ono undici persone e più di una quarantina portava il contagio, anche in forma grave, ed era stata “viaticata”: aveva ricevuto gli ultimi sacramenti. Il fatto che portò alla esasperazione l’intera popolazione fu la morte di due fratelli: Leonardo e Silvestro
Berto (Rossi Berto) di 17 e di 19 anni, morti nel giro di 12 ore. Quel 9 settembre 1891 fu un brutto giorno: un giorno nero: “dies nigro signanda lapillo”. Infatti, a sera di quel giorno furono sepolti, con i due fratelli, altre due persone. Quattro morti e sepolti in un giorno! Una calamità! Se i medici non potevano far niente; se la vita stava diventando impossibile; se i funerali, fatti a tarda sera, erano diventati un incubo, non restava che guardare in alto e strappare al cielo un po’ di misericordia. Fu così che si diede inizio ad una “novena in onore dei Santi”, venerati nel grande Reliquario della
chiesa. La novena era legata ad un “voto” ben preciso: la costruzione di una ca****la in onore dei Santi e un altare adeguato dove riporre degnamente le numerose reliquie. Il “voto” era impegnativo quanto il morbo era grave. Il morbillo, infatti, è una malattia molto infettiva e, a quei tempi, anche mortale. La preghiera, pertanto, durante la novena, fu certamente intensa e generale. Le “ossa aride” del grande Reliquario fremettero sotto l’azione martellante della pietà popolare e i quaranta e più “viaticati”, seppure gravi, guarirono completamente e il morbo scomparve.
“Miracolo”, gridarono gli ammalati guariti.
“I Santi ci hanno protetto”, dissero i parrocchiani.
“Dio ci ha ascoltato”, sentenziò il parroco Don Angelo Corà, ricordando l’obbligo del voto e impegnando tutti alla costruzione della Ca****la ricavata dallo sfondamento della parete mediana posta a nord della Chiesa, come sua naturale appendice. Nel 1900 la Ca****la fu portata a compimento e l’altare, in marmo di Carrara, consacrato dal Vescovo di Padova il 13 dicembre 1903. Testo tratto da: SANTI. NOSTRI PROTETTORI. A cura di Gianfranco Ambrosini