12/06/2026
"Il sangue di mons. Osório si è unito al sangue di tantissime persone innocenti in tutto il mondo, vittime dell'ingiustizia, della guerra, della violenza, dell'invidia, della corruzione, del terrorismo. Nel nostro mondo c'è troppo sangue, troppo dolore, troppe lacrime. Di fronte a così tanto male, oggi dobbiamo gridare: "Basta, basta". Vogliamo un mondo migliore, una società diversa. Amiamo la vita. Amiamo la fraternità, amiamo la pace": è il grido commosso di Luís Miguel Muñoz Cárdaba, nunzio apostolico in Mozambico, che ha tenuto, poco fa, l'omelia al funerale del vescovo Osorio Citora Afonso, ucciso il 6 giugno scorso, nella sua residenza, a Quelimane (Mozambico).
Dal nunzio un appello forte anche per la verità e la giustizia: "E' bene conoscere con certezza tutti i motivi alla base di questa morte violenta, per quanto siano dolorosi. Non dobbiamo avere paura della verità. Non dobbiamo avere paura della verità. La verità ci rende liberi. La verità promuove la giustizia, ma la vera giustizia ci porta, come discepoli di Gesù Cristo, a rifiutare la vendetta e a coltivare, oltre alla necessaria e giusta riparazione penale, a coltivare a poco a poco nei nostri cuori lo spirito di perdono e di riconciliazione".
"Come possiamo costruire questa nuova civiltà dell'amore, dove l'uomo non uccide il proprio fratello?", si è chiesto Luís Miguel Muñoz Cárdaba. "Noi cristiani, come discepoli dell'innocente crocifisso, conosciamo bene la risposta. La risposta è Gesù Cristo. Sì, Gesù Cristo che ha vinto il male con il bene, che ha sconfitto il peccato e la morte con l'amore".
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