Priorato Diocesano Confraternite della Diocesi di Vigevano

Priorato Diocesano Confraternite della Diocesi di Vigevano Il Priorato Confraternite e Sodalizi della Diocesi di Vigevano, è un'organizzazione no profit nata nel 2012 per unire le Confraternite laicali diocesane.

Centoventi minuti di applausi!!!
10/09/2026

Centoventi minuti di applausi!!!

Un vescovo credente, l'olandese mons. Mutsaerts, scrive a papa Leone: «la Chiesa cattolica non ha bisogno di un sinodo permanente su se stessa. Ha bisogno di santi. Vescovi che insegnino. Sacerdoti che preghino. Religiosi che vivano radicalmente per Dio. Genitori che trasmettano la fede. Giovani che scoprano che la verità è più di un'opinione. Una liturgia in cui Dio occupi davvero il posto centrale. Confessioni in cui i peccatori trovino il perdono. Seminari in cui si formino uomini disposti a consegnare la loro vita a Cristo. Cattolici che non si chiedano di continuo come la Chiesa debba adattarsi al mondo, ma che abbiano il coraggio di invitare il mondo a lasciarsi trasformare da Cristo»

Io concordo pienamente. E tu?

29/08/2026

Dove va la chiesa ? 5/386

RELATIVISMO
Funerale buddista in chiesa nel silenzio della diocesi di Como

Nella parrocchia di San Martino a Rebbio l'addio a una donna buddista con il mantra cantato dall'ambone e l'elogio del Buddha fatto dal parroco ospitante. Dalla Curia ci si aspetterebbe una parola per smentire l'impressione che una fede valga l'altra. A meno che Cristo sia un "cammino" fra i tanti e non «la via, la verità e la vita».

«De mortuis nihil nisi bonum», dei morti non si può che parlar bene, ma sui funerali qualche perplessità si potrà sollevare se passa, e neanche troppo velatamente, l’idea che in fondo una fede valga l’altra. Per esempio a Como, dove il 20 agosto, nella chiesa di San Martino a Rebbio si è celebrato l’addio a Marta Pezzati, di fede buddista, scomparsa a soli 59 anni. E buddisti erano i due monaci che hanno pregato un mantra dall’ambone, ospitati dal parroco don Giusto Della Valle, già noto per l’attivismo pro migranti. Per capire le ragioni dell’estremo saluto in chiesa per una persona che non era né cattolica né cristiana abbiamo provato a contattare il parroco, senza per ora ricevere risposta. Ma del fatto c’è ampia documentazione video disponibile online, con tutto il susseguirsi di testimonianze e ricordi che hanno scandito la cerimonia.

Siamo stati più fortunati con uno dei monaci buddisti presenti, il quale ci ha spiegato che la scelta della chiesa è legata all’impegno sociale condiviso con il parroco dalla Pezzati, presidente dell’associazione di volontariato Como Accoglie. Ci ha tenuto inoltre a precisare che «non è stata una Messa e nemmeno un funerale, ma un ricordo della generosità di Marta». Anche se il parroco e un altro sacerdote presente indossavano camice e stola (come si vede dal video), quindi dei paramenti liturgici, il monaco buddista sostiene che non c’è stata alcuna liturgia né preghiera cattolica. Ma se pure volessimo considerarla una commemorazione laica resterebbe comunque stridente, almeno da un punto di vista cattolico, svolgerla in chiesa. Nessun elemento strettamente religioso, quindi, tranne il mantra, che i due monaci hanno cantilenato dall’ambone (che di per sé è elemento liturgico, deputato alla proclamazione della Parola di Dio e non di qualsiasi forma di preghiera). In casa buddista non mettiamo becco, ma in casa cattolica sì.

Ancora una volta il problema non è il giudizio sulla defunta, ma l’uso dei luoghi di culto cattolici e l’atteggiamento di alcuni preti che sembrano relativizzare la rivelazione di Dio in Cristo così come proclamata dalla Chiesa. Basta riascoltare le parole del parroco, che ha ricordato la defunta come «donna di contemplazione, di ricerca di Dio in tutti i cammini possibili», trovandolo infine «in Buddha, nell’Illuminato, che da secoli continua a illuminare il cammino di tanti popoli». Ne ha menzionato la generosità, «frutto del suo carattere ma anche dell’incontro con la spiritualità buddista. Ecco, è importante saper andare alle radici profonde del proprio essere ed è importante avere sul mondo uno sguardo che non è solo il nostro, uno sguardo contemplativo che viene dalle radici delle religioni da cui noi proveniamo».

Insomma, Cristo o Buddha fa poca differenza, tanto che è parsa di routine la breve esposizione del vangelo della risurrezione di Lazzaro, commentando la profonda amicizia di Gesù con il redivivo e le sorelle Marta e Maria. È questa a contare, ha spiegato, «non la sequela di un Gesù teorico fatto di prescrizioni». A contare è soprattutto l’accoglienza, concetto chiave del discorso incentrato – ripercorrendo l’attivismo condiviso con la defunta – sulla differenza tra chi si dà da fare e chi «innalza muri», esortando ad «ascoltare il grido di chi dall’altra parte del Mediterraneo cerca aiuto», quel grido che «la fortezza Europa» non vuol far arrivare. Infine la nota escatologica sul paradiso, di cui «ognuno di noi ha la sua immagine, dopo la morte la rinascita, la rigenerazione, la risurrezione» e appare abbastanza indifferente per quale via si giunga al «monte santo» e alla «tavolata» di cui parlano le Scritture. Insomma, un inno al relativismo religioso, favorito peraltro anche dal silenzio della Curia: l’evento è di dominio pubblico ed è trascorsa oltre una settimana nel corso della quale nessuno ha sentito il dovere di chiarire alcunché in merito. E nemmeno l’ufficio liturgico cui abbiamo sottoposto alcune domande per ora inevase.

L’altro punto di domanda è legato, come abbiamo detto, all’uso delle chiese: in questo caso un funerale con mantra buddista, in altri le esequie di massoni con rito cattolico (concesse e poi stoppate a Roma e San Remo, oppure celebrate dal presidente della Cei in persona); e si potrebbe continuare con le preghiere islamiche all’oratorio; ormai in chiesa si trova di tutto, anche la presentazione del libro di Ranucci. Conseguenza naturale se un luogo di culto, riservato alle azioni sacre e poche altre attività compatibili con la (dimenticata) Presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, diventa spazio “neutro” in cui tenere qualsiasi genere di adunanze. Epilogo favorito anche da una certa deriva “chiacchierona” della liturgia che mette all’angolo il silenzio e il rito per lasciar spazio all’improvvisazione. E dallo spazio neutro alla fede componibile il passo è breve.

Comunque lo si voglia definire, l’evento ha avuto luogo in una chiesa cattolica, con l’ospitalità e le parole (inequivocabili) del parroco e pertanto la diocesi di Como dovrà quantomeno chiarire se la domenica si dovrà ancora andare a Messa o se si potrà assolvere il precetto in un tempio buddista o restando direttamente in casa. Perché i credenti avrebbero diritto di non essere confusi e anche i non credenti (buddisti compresi) a loro volta hanno diritto di udire con chiarezza l’annuncio dell’Unico che nella storia si è presentato come Figlio di Dio, dicendo di essere «la via, la verità e la vita» (Gv 14,6) e non un “cammino” tra i tanti.

https://lanuovabq.it/it/funerale-buddista-in-chiesa-nel-silenzio-della-diocesi-di-como

25/08/2026

Ricordandovi che domani, 20 agosto e festa liturgica di San Bernardo, sarà celebrata nella nostra chiesa la Santa Messa alle ore 21 (preceduta dal Santo Rosario), condividiamo con voi la locandina del programma generale.

12/08/2026

⚔️Ogni conciliare la pensa a modo suo.
La divisione tra conciliari esiste da sempre ed è figlia del liberalismo introdotto nei Sacri Palazzi occupati dalla Contro-Chiesa dal 1965:

⚰️Funerali modernisti annullati ai massoni: Suetta in croce, Staglianò graziato 🔝

Dopo lo scoop della Bussola, tutti piombano sui due funerali annullati ai massoni, dimentichi che già Montini, detto Paolo VI, "fece pace" con loro

Ma mentre il "vescovo" di Sanremo viene criticato da media e Massoneria, nessuno si accorge del “pasticciaccio” del "vescovo" Staglianò, il quale senza verifiche né spiegazioni ha concesso il funerale di Roma, costringendo Segreteria di Stato e Vicariato a correggere la sua "svista". E dal sito dei massoni scompare persino la notizia 🔝

♠️♠️Dopo il gran clamore suscitato dallo scoop de La Bussola Quotidiana sul funerale in chiesa del “maestro” massone Bruno Battisti D’Amario, una cosa è certa: da parte del vicariato di Roma e del rettore della chiesa degli artisti "monsignor" Antonio Staglianò, c’è tutto l’interesse a tenere sopita la vicenda di un funerale annullato all’ultimo e a coprire l’imperdonabile catena di errori a monte della decisione, unica negli ultimi tempi e, probabilmente, che non si prendeva, a Roma, dai tempi dei funerali di Piergiorgio Welby.

In compenso, però, croce addosso a "mons." Antonio Suetta, "vescovo" conservatore di Sanremo e Ventimiglia, che, nelle stesse ore aveva preso la decisione di bloccare le esequie conciliari, già fissate, di un massone locale.

Dopo la pubblicazione della notizia di sabato, nella quale La Bussola ha riferito che la diocesi di Roma aveva annullato all’ultimo le esequie, già fissate, del chitarrista di Ennio Morricone, proprio a seguito delle telefonate della redazione, nelle quali i giornalisti de La Bussola informavano i responsabili della chiesa degli artisti (Santa Maria in Montesanto, in piazza del Popolo a Roma) del ruolo apicale nella Massoneria del defunto, la diocesi di Sanremo-Ventimiglia ha reso noto un provvedimento analogo: il fermo delle esequie di Mario Tarducci, già venerabile maestro del Grande Oriente d’Italia, che sarebbe stato accompagnato in chiesa di lì a poco.

La decisione di Suetta è avvenuta perché i giornali locali parlavano già di Tarducci come massone.

A quel punto, forte della decisione in contemporanea del vicario di Roma Baldassarre Reina, una volta informato, Suetta ha avuto buon gioco ad appellarsi al canone 1184 del codice di diritto della Contro-Chiesa modernista conciliare del 1984, che vieta anch'esso i funerali modernisti ai «peccatori manifesti non pentiti».

Roma e Sanremo hanno dunque due diverse Contro-Chiese: una progressista e una conservatrice, nell' "ermeneutica della continuità" interpretata, ratzingerianamente in un modo o nell'altro, entrambi legittimi.

La decisione di Suetta è stata presentata come oscurantista.

Quella di Reina & Staglianò è stata trattata in modo neutro, come un curioso fatto di gossip curiale.

Suetta è stato fatto oggetto di svariate critiche. A cominciare da quella di Paolo Oggero, che all’Ansa ha dichiarato che si è trattato di una «decisione che va contro ogni forma di carità» passando per La Stampa, che ha sottolineato la contrarietà dei familiari verso la scelta di Suetta, il "cattivone".

Successivamente, Il Secolo XIX ha intervistato Antonio Seminario, gran maestro del Grande Oriente d’Italia, che ha fatto la morale alla Contro-Chiesa conservatrice sulla morte, di fronte alla quale «gli steccati devono cadere» e che «essere massone non significa essere nemico della fede» in nome del dialogo ecumenico in corso dai tempi di Giambattista Montini, che come il predecessore Roncalli, ricevette l' elogio funebre dalla Massoneria, che in parte riportiamo qui:

Giordano Gamberini pubblico' nel luglio 1978 su "La Rivista Massonica", organo del Grande Oriente d'Italia, di cui Egli fu Gran Maestro del scrisse questo elogio funebre:
«Per noi è la morte di chi ha fatto cadere la condanna di Clemente XII e dei suoi successori».

E proseguiva osservando che, per la prima volta nella storia della Massoneria moderna, moriva il capo della maggiore religione occidentale «non in stato di ostilità coi massoni».

La conclusione, ancora più significativa, era:
«Per la prima volta, nella Storia, i massoni possono rendere omaggio al tumulo di un Papa, senza ambiguità né contraddizione».

Il testo completo è riportato in diverse pubblicazioni che citano La Rivista Massonica, n. 5, luglio 1978, p. 290.

Quanto a Roncalli, l' elogio funebre fu pubblicato dalla Gran Loggia del Messico.

Staglianò, ambizioso "s-vescovo" modernista progressista, con la passione del dialogo con logge e massoni, come già descritto da La Bussola in passato,
sostiene di essere stato informato della sua appartenenza in ruolo apicale alla Massoneria alle 8 di mattina di venerdì, direttamente dalla Segreteria di Stato, guarda caso appena un’ora prima della telefonata redazionale, perché era da poco uscito un articolo del Grande Oriente d’Italia che “svelava” il suo segreto.

"Ma non è vero - scrive La Bussola. L’articolo del Grande Oriente che celebrava il maestro collaboratore di Morricone, era di mercoledì, due giorni prima. Evidentemente Staglianò non poteva ammettere di essere stato “sgamato” dalla Bussola".

La curiosità è che per questo defunto, oggetto di "svista", Stagliano' aveva deciso di aprire straordinariamente la chiesa, che, di solito, in agosto è chiusa.

Staglianò ha detto che la figlia «ce lo aveva presentato come cattolico». Un 33° della Massoneria...

Noi del Circolo Christus Rex-Traditio, essendo Cattolici Apostolici Romani integrali, osserviamo l' ennesima figuraccia del Vaticano occupato dai modernisti conciliari e ne diamo notizia dopo La Nuova Bussola Quotidiana, che ha fatto un buon lavoro, ma ha un orientamento ecclesiologico differente dal nostro.

Non siamo e non saremo mai in comunione con i rappresentanti della Contro-Chiesa modernista conciliare, divisa su tutto, soprattutto su Gesù Cristo, sul Dogma e sulla Morale.

Ricordiamo che ai tempi di Papa Pio XII certe "sviste" non avvenivano e, se fossero avvenute, ci sarebbero state conseguenze disciplinari immediate.

Continuiamo sempre più convinti ad assistere SOLO alla Santa Messa Tridentina, celebrata in stato di Sede Vacante per eresia manifesta degli occupanti il Soglio di San Pietro e le diocesi.

Cosa significa? Che il sacerdote omette l' "una cum" al Te igitur, come accade in ogni Messa che si celebra nel periodo di morte di un legittimo Sovrano Pontefice.

"Una cum" NON significa "PREGARE PER", ma offrire il Santo Sacrificio dell' Altare "IN COMUNIONE CON" i Capi modernisti conciliari, con i quali nulla condividiamo, compresa la validità dell' ordinazione, riformata senza dare più chiaramente la pienezza della "potestas ordinis" al "vescovo", nella formula nel 1968.

Continuiamo a pregare perché l' ordine torni nei Sacri Palazzi e la Chiesa Cattolica, oggi dispersa nel mondo, si insedi di nuovo ove Le spetta.

Fonte:

https://lanuovabq.it/it/funerali-annullati-ai-massoni-suetta-in-croce-stagliano-graziato

11/08/2026

Dove va la chiesa ? 5/374

RELAZIONI PERICOLOSE
Staglianò e logge massoniche, quel funerale non è per caso

Riccardo Cascioli

La richiesta di funerali cattolici da parte di massoni riconosciuti non è casuale, c'è una spinta delle logge a vedere riconosciuta la doppia appartenenza e monsignor Staglianò è il punto di riferimento nella Chiesa per questa svolta. Come lui stesso spiegò a Milano nel 2024, dialogando con i Grandi Maestri delle tre logge italiane.

Che due esponenti importanti della Massoneria italiana muoiano quasi contemporaneamente è certamente una coincidenza, ma non può esserlo il fatto che per entrambi – in diocesi lontane fra di loro – si chieda, e per poco non si ottenga, un funerale cattolico.

Come abbiamo raccontato è stata la segnalazione della Bussola a mettere in moto il processo che ha portato all’annullamento in extremis del funerale del musicista massone Bruno Battisti d’Amario nella chiesa degli artisti (Santa Maria in Montesanto) a Roma fissato per il pomeriggio di venerdì 7 agosto. Neanche 24 ore dopo un caso simile si presenta a Sanremo, con il vescovo Antonio Suetta – appena rientrato da una breve vacanza – che annulla il fissato funerale di un altro esponente della Massoneria, Mario Tarducci.

Perché non è una coincidenza? Perché se è da tempo che le diverse logge massoniche rivendicano la possibilità della doppia appartenenza (Massoneria e Chiesa cattolica), negli ultimi anni questa loro pretesa ha trovato delle sponde autorevoli all’interno delle Mura vaticane, malgrado le quasi 600 condanne della Massoneria che la Chiesa ha comminato in tre secoli. E malgrado ancora il 13 novembre 2023 la Congregazione per la Dottrina della Fede abbia ribadito il divieto assoluto per i cattolici di aderire alla Massoneria.

Ma si sa, il pontificato di Francesco aveva avviato un processo anche su questo fronte privilegiando la prassi alla dottrina, e quindi ecco che già nel febbraio 2016 il cardinale Gianfranco Ravasi, allora presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, apriva il nuovo capitolo pubblicando sul Sole 24 Ore una lettera aperta dal titolo “Cari fratelli massoni”. Non a caso qualche anno più tardi – siamo nel 2022 – sarà l’allora Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia (GOI), Stefano Bisi, a definire quella lettera – e poi quel “Nessuno si salva da solo” di papa Francesco, leit motiv dell’enciclica Fratelli Tutti – come il segnale di un’apertura di credito verso le logge.

Inizia così una stagione di ambiguità, se non di vera e propria complicità, che – dopo diversi incontri diocesani per il dialogo tra Chiesa e Massoneria svoltisi in tutta Italia - trova il suo culmine nell’incontro di Milano del 16 febbraio 2024, sotto il patrocinio della diocesi ambrosiana, tra i responsabili delle tre principali logge massoniche italiane e autorevoli esponenti della Chiesa cattolica. Un incontro a numero chiuso, vietato ai giornalisti, ma che la Bussola potè raccontare in esclusiva, che si collega direttamente con quanto avvenuto nei giorni scorsi a Roma.

Perché il protagonista assoluto di quell’incontro fu proprio monsignor Antonio Staglianò, presidente della Pontificia Accademia di Teologia ma anche rettore della chiesa degli artisti, teatro del mancato funerale di venerdì scorso. Proprio monsignor Staglianò, affiancato dall’arcivescovo di Milano Mario Delpini e dal cardinale Francesco Coccopalmerio, fu artefice di un’apertura che andava incontro alle esigenze manifestate da tutti e tre i Grandi Maestri presenti. Questi, in modi diversi, hanno battuto su un unico tasto, ovvero l’asserita compatibilità di appartenenza a Massoneria e Chiesa cattolica. Ricordando che nella massoneria ci sono anche molti cattolici, i Grandi Maestri giudicavano anacronistico il muro alzato dalla Chiesa soprattutto dopo il “Chi sono io per giudicare?” e il “Todos, todos, todos” di papa Francesco.

In altre parole: perché i divorziati risposati possono accedere ai sacramenti e i massoni no? Perché si benedicono le coppie omosessuali e i massoni devono restare fuori dalla Chiesa? La tanto sbandierata misericordia (secondo la concezione del pontificato di Francesco) vale per tutti meno che per i massoni? Da qui la richiesta esplicita di non considerare più l’iscrizione alla Massoneria come un impedimento per accedere ai sacramenti. E la richiesta di funerali cattolici è dunque una spinta in questo senso.

Bisogna riconoscere che i Grandi Maestri misero allora il dito nella piaga, e ci pensò proprio monsignor Staglianò a indicare la strada, che è proprio quella di Fiducia Supplicans. In altre parole, la vita è superiore alla dottrina, e poi c’è la Misericordia di Dio, la cui benedizione «cade sui giusti e sugli ingiusti»: sarà poi Dio alla fine a giudicare come l’abbiamo ricevuta. Esattamente come per la benedizione delle coppie omosessuali, per il diaconato femminile, il celibato sacerdotale e così via, ciò che la dottrina vieta ci pensa la prassi a permetterlo.

Troppo facile, dunque, pensare che il funerale cattolico, che non è un sacramento e che ormai viene concesso a chiunque in nome della pietà umana e del “lasciamo a Dio giudicare”, sia stato pensato come primo passo per arrivare all’accesso dei massoni ai sacramenti, facendo diventare familiare la presenza in chiesa di massoni riconosciuti. Non a caso l’attuale Gran Maestro del GOI, Antonio Seminario, in una intervista domenica al Secolo XIX, ha sostenuto che davanti alla morte «cadono tutte le differenze»: «Credente o non credente – ha detto -, cattolico o massone (…), sono distinzioni che appartengono alla vita e alle Istituzioni. Davanti alla morte resta un uomo, la sua storia, gli affetti che ha costruito e il dolore di coloro che rimangono».

C’è dunque una grande e sospetta assonanza tra le posizioni e le pretese delle logge massoniche e l’approccio di monsignor Staglianò, anche a stagione franceschiana finita.

Per questo se siamo certi che monsignor Suetta, anche per le circostanze ricordate, non avesse saputo nulla dei funerali e dell’appartenenza massonica del signor Tarducci e appena conosciuta abbia agito per impedire il funerale cattolico, non abbiamo la stessa certezza per quanto accaduto a Roma.

Non ce ne voglia monsignor Staglianò ma, date le sue amicizie massoniche, facciamo fatica a pensare che non sapesse nulla di un esponente così importante della Massoneria italiana, celebrato sul sito del Grande Oriente d’Italia già il 5 agosto. E che abbia deciso di aprire straordinariamente la chiesa degli artisti (in agosto è chiusa) per un personaggio a lui sconosciuto solo perché gliel’ha chiesto la figlia del defunto. Singolare anche che il Gran Maestro Seminario abbia attaccato soltanto il vescovo Suetta, che pure si era esplicitamente accodato alla decisione di Roma, e “salvato” l’amico Staglianò.

Piuttosto siamo portati a pensare che solo un intervento esterno che lo ha colto in fallo, abbia spinto Staglianò a cambiare rotta, riparandosi dietro l’intervento del vicario di Roma, cardinale Baldassare Reina. Così Staglianò salva la faccia per la Chiesa e anche davanti ai suoi amici della Massoneria, ai quali avrà potuto dire che non è dipeso da lui.

https://lanuovabq.it/it/stagliano-e-logge-massoniche-quel-funerale-non-e-per-caso

08/08/2026

Comunicato da parte del Parroco

Indirizzo

Via Edmodo De Amicis
Vigevano
27029

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