18/06/2026
96 anni non si festeggiano, si testimoniano. Perché dietro a questo numero non c'è un bilancio — c'è una storia fatta di persone, di botteghe, di mercati rionali, di famiglie che hanno scommesso ogni giorno sulla forma cooperativa come modo di stare insieme nel lavoro e nella vita.
Confcooperative Lazio è qui oggi non per portare un saluto di circostanza, ma per riconoscere quello che CORIDE rappresenta: la prova concreta che la cooperazione non è un'astrazione — è un negozio di vicinato che resiste, è una piazza di mercato che rimane viva, è una comunità che si prende cura di sé.
E resiste, aggiungo, in un contesto che non fa sconti. La grande distribuzione ha cambiato le abitudini di acquisto. L'e-commerce ha spostato volumi enormi fuori dai quartieri. Molte città italiane — Roma compresa — hanno visto interi tratti di strada perdere i loro negozi storici, trasformarsi in vetrine vuote o in locali che cambiano insegna ogni stagione. In questo scenario, chi ha tenuto duro non lo ha fatto solo per convenienza economica. Lo ha fatto perché credeva che un quartiere senza il suo macellaio, il suo fruttivendolo, il suo alimentari di fiducia, non è più davvero un quartiere. È solo uno spazio urbano. CORIDE ha capito questo da quasi un secolo. E questa è una forma di resistenza civile, prima ancora che imprenditoriale.
Le borse di studio intitolate a Giuseppe Cadrini, il Bonus Bebè per i neogenitori e i neononni: sono scelte che dicono tutto di voi. Dicono che una cooperativa non si misura solo dalla redditività, ma dalla capacità di guardare avanti — nei figli, nei nipoti, in chi viene dopo.
Buon compleanno, CORIDE. E grazie per ricordarci, ogni anno, perché vale la pena fare questo lavoro.