02/09/2026
Il 2 settembre 1827 giunge a Torino la diligenza proveniente da Milano, in cui è stipata una famiglia francese: la donna, Giovanna Maria Gonnet, in stato di gravidanza avanzata, è febbricitante e ha la tubercolosi. Rifiutata nei due ospedali della città, trova ricovero nella scuderia di una locanda, un seminterrato tramutato in dormitorio pubblico. Nel pomeriggio la situazione della donna si aggrava e il marito, disperato, va a chiamare un prete nella vicina chiesa del Corpus Domini. Qui trova don Giuseppe Cottolengo che, giunto al capezzale della donna, se la vede morire sotto gli occhi, mentre il medico dei poveri tenta di salvare almeno la bambina che vive appena quei pochi minuti necessari al prete per battezzarla.
Il Cottolengo torna alla Chiesa del Corpus Domini con il cuore appesantito per quanto è successo. Prega: «Mio Dio, perché? Perché mi hai voluto testimone? Cosa vuoi da me? Bisogna fare qualcosa!».
Ed ecco che si rialza, accende tutte le candele dell’altare della Madonna e ordina al sacrestano di suonare le campane. L’ora serale è insolita, la gente comincia ad accorrere. In chiesa don Giuseppe fa recitare le litanie della Madonna. Al termine, senza una parola di spiegazione, col volto raggiante, dice: «La grazia è fatta!».
Quel giorno il Cottolengo riceve l’ispirazione carismatica che darà origine alla Piccola Casa della Divina Provvidenza, ispirazione che guiderà tutta la vicenda umana e cristiana del beato fratel Luigi Bordino.
di Torino