29/03/2026
Cosa accade ai bambini quando i genitori non sono in casa? Spesso giocano, creano disordine, litigano e rompono oggetti; fanno, in breve, tutto ciò che solitamente è loro vietato. Perché succede? La risposta è semplice: si sentono "liberi". Tuttavia, molti di loro non possiedono ancora la maturità per distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. In questo senso, le regole sono ciò che ci distingue dall'istinto animale, perché una libertà priva di confini genera inevitabilmente il caos.
Per molti, la religione e la fede rappresentano quella guida necessaria per agire nel mondo con rispetto, puntando a un bene superiore.
Osservando un gruppo di bambini che urla e corre, notiamo spesso quei due o tre piccoli più tranquilli, che non dicono una parola a meno che non vengano interpellati. In quel momento, lodiamo i genitori e ammiriamo i bambini stessi: sono diversi, composti, un esempio positivo di autodisciplina.
Perché non riusciamo ad applicare questo stesso concetto al mondo degli adulti?
Dopo i 18 anni si viene definiti liberi e pienamente responsabili delle proprie azioni. Eppure, proprio al raggiungimento di questa soglia, il rischio di causare danni — a se stessi e agli altri — aumenta drasticamente: velocità eccessiva, guida in stato di ebbrezza, abuso di sostanze.
Oggi, la parola "libertà" viene spesso usata come un'arma per attaccare chi sceglie di seguire delle regole, siano esse dettate dai genitori, dalla religione o dalle proprie radici culturali.
Ma siamo certi che questa sia la vera soluzione?
Forse chi si sente così "libero" da calpestare la fede, la tradizione e il rispetto per chi porta avanti la propria cultura, non è poi così diverso da quel bambino che non sa distinguere il bene dal male.
La libertà è un diritto, ma non è una giustificazione: essere liberi non significa che ogni nostra azione sia, per il solo fatto di essere compiuta, giusta o saggia.