San Pancrazio, quattordicenne cristiano, martirizzato sulla via Aurelia a Roma durante le persecuzioni dell’imperatore Diocleziano il 12 Maggio dell’anno 304, è considerato universalmente il Patrono della Gioventù. A Suni, dove è venerato da tempo immemorabile, vi è la chiesa in suo onore, sede della confraternita di Santa Croce o di San Pancrazio. In stile gotico aragonese, edificata intorno al X
V secolo rimaneggiando un edificio più antico, è luogo assai affascinante: le pareti interne sono caratterizzate dalla presenza di alcune croci patenti dipinte in rosso, che potrebbero far pensare a un’antica presenza dei cavalieri templari, e da una decorazione con ceramiche spagnole del Quattrocento. La leggenda vuole che il giorno della festa in suo onore, durante la caratteristica Ardia a cavallo, i giovani di Suni facessero abbeverare i loro cavalli nel pozzo presso l’abside, che a dir dei più vecchi, era prospero di acqua miracolosa. Si narra che se uno dei cavalli avesse bevuto tale acqua durante la consacrazione e l’elevazione dell’ostia, sarebbe diventato di color verde. Qui, infatti, si annidavano “sas muscas magheddas”, mosche di color verde che fuoriuscivano e assalivano i cavalli al loro passaggio, facendoli imbizzarrire a tal punto da creare così tanto scompiglio durante le celebrazioni, che, in antico, si rese necessario chiudere il pozzo. Ancora oggi, l’11 e il 12 Maggio di ogni anno, si celebrano i festeggiamenti in suo onore con la caratteristica Ardia a cavallo, dove numerosi giovani cavalieri, dopo aver compiuto i tre giri rituali in senso orario e antiorario intorno alla chiesa del Santo, una volta benedetti, si cimentano nella corsa, coronado la devozione al giovane martire cristiano in acrobatiche pariglie lungo la via principale del paese.