31/01/2024
La Chiesa è uno splendido organismo non viziato da gerarchie, orientata unicamente dalla Parola e dallo Spirito.
Non si tratta di cercare una comunità ideale. Ma neppure la “parrocchia” sotto casa.
Non deve essere “monastica” nella sua espressione, chiusa, assetata di liturgia, né deve secolarizzarsi al punto da dissolversi nel mondo come il lievito nella pasta.
La Chiesa dei redenti cammina sotto l’autorità della Parola, sotto il giudizio e la grazia della Parola scritta di Dio.
La Chiesa si riunisce sotto l’obbedienza di questa Parola che la fonda, la orienta e la plasma, e che esige una visione collegiale dei ministeri. Perché questo sia realtà, c’è bisogno che i ministri del Vangelo siano completamente liberi, non influenzati da ciò che è esterno alla loro chiamata divina; completamente dipendenti dalla Parola, prigionieri di Cristo, liberi da loro stessi!
Che esercitino il discernimento degli spiriti e siano pronti ad andare dove c’è bisogno, dove è richiesto il loro servizio, in qualsiasi condizione esteriore, nella rinuncia a tutti i privilegi, finanziari e di altro tipo, che spesso determinano in modo piatto la loro vita di servizio.
Perché la nostra apertura al mondo sia sana, autentica, e l’Evangelo sia annunciato con potenza, fermezza e speranza, è necessario che dentro ogni credente “sgorghi” vita spirituale e che l’intimità con Dio sia l’esperienza di ogni giorno, il bene supremo a cui non si può rinunciare.
La Chiesa deve fare riferimento a Gesù Cristo. Vi sono pericoli e tentazioni anche nella comunione: il desiderio di comunicazione, di comunione fraterna, può diventare un “semplice parlare di se stessi” mentre si crede di parlare con Dio.
Desiderio di comunione non sempre significa “desiderio di Dio”!
Il desiderio della Comunità non sempre è desiderio di Dio!
Desiderare la Comunità è desiderare il Suo corpo.
Su questo dobbiamo lavorare e crescere tutti!
Dio è oltre, per non dire Altro!
L’obbedienza alla
Parola ci permette di realizzare la comunione con Dio, e quindi quella con la Chiesa!
Non siamo chiamati a chiuderci in monasteri, in locali semplicemente ben allestiti, ma dobbiamo svolgere la nostra missione, la nostra vita è fuori, se è necessario in mezzo ai nemici.
Lí è la nostra missione!
Il fondamento della nostra comunione non è nella comunicazione con l’essere umano; la comunione Cristiana è basata sul fondamento della giustificazione per fede, per grazia.
Noi siamo fratelli solo per l’opera di Cristo!
Questo è straordinario!!!
Fratello è il mio prossimo salvato da Cristo, lavato dai sui peccati, che ha ricevuto la fede mediante la Parola, ora ha come traguardo la vita eterna.
La nostra comunione ha come pietra angolare Gesù di Nazareth, si tratta di una relazione cristologica, no ecclesiologica o umanistica.
Viene dallo Spirito Santo e non dai bisogni della nostra ‘psiche’. Una comunità che si fonda sui bisogni della ‘psiche’ non reggerà a lungo, non ha vita eterna.
Chi costituisce una comunità sulla propria ‘psiche’ alla fine la creerà a sua immagine e somiglianza.
La Chiesa nasce non dal bisogno dell’uomo, ma dal desiderio di Dio!
Non è frutto della bontà dell’uomo o dell’arroganza teologica di chi si sente capace a mettere insieme persone...la chiesa è il frutto delle sofferenze di Cristo, il progetto del Padre, il soffio dello Spirito Santo.
La Chiesa è un dono: il dono della Trinità
GC mdfct