Santi, Beati e Testimoni

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23/06/2026

OMELIE - 23 GIUGNO 2026

23/06/2026

ANGELUS CON GIOVANNI PAOLO II

SAN LANFRANCO BECCARI: IL VESCOVO DI PAVIA CHE ILLUMINA LA FEDE  preghiera e vita   Preghiera per chiedere grazia  🙏O Sa...
23/06/2026

SAN LANFRANCO BECCARI: IL VESCOVO DI PAVIA CHE ILLUMINA LA FEDE preghiera e vita

Preghiera per chiedere grazia

🙏O San Lanfranco, pastore buono e custode dei deboli,tu che in terra hai difeso i diritti della Chiesae hai aperto le braccia ai pellegrini e ai bisognosi,volgi il tuo sguardo benevolo su di me.Ottienimi dal Signore una fede incrollabile,il coraggio nelle prove della vita e un cuore generoso verso il prossimo.Ascolta con paterna bontà la mia supplicae intercedi per la grazia che oggi ti chiedo...(esprimere nel silenzio del cuore la grazia che si desidera)Accompagna i miei passi sulla via del bene,perché possa un giorno lodare Dio insieme a te nel Cielo.Amen. Pater Ave,Gloria

- - MESSAGGIO DI FEDE E SERVIZIO
La storia di San Lanfranco Beccari ci insegna l’importanza del servizio disinteressato e della leadership morale. La sua vita è un invito a vivere secondo i valori cristiani, mettendo al primo posto il bene della comunità e la crescita spirituale.

CONCLUSIONE
La memoria di San Lanfranco Beccari è un’ispirazione per tutti coloro che cercano di vivere una vita di fede autentica e di servizio. Il 23 giugno ci offre l’opportunità di rinnovare il nostro impegno verso questi ideali e di celebrare l’eredità di un vescovo che ha saputo essere luce nel cammino della Chiesa.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Pavia, san Lanfranco, vescovo, che, uomo di pace, patì molto per favorire la riconciliazione e la concordia nella città.

Martedì 23 giugno la chiesa celebra la memoria di San Lanfranco Beccari San Lanfranco BeccarititoloVescovo di Pavianome ...
23/06/2026

Martedì 23 giugno la chiesa celebra la memoria di San Lanfranco Beccari

San Lanfranco Beccari

titolo
Vescovo di Pavia

nome di battesimo
Lanfranco Beccari

nascita
XII secolo
Pavia

morte
23 giugno 1198
Pavia

ricorrenza
23 giugno

AGIOGRAFIA
Nato appunto a Pavia nella nobile famiglia Beccari (o de Beccaria) nei primi decenni del sec. XII, Lanfranco fu consacrato Vescovo della sua città da Papa Alessandro III. La ricostruzione della sua biografia si deve in prima istanza al suo successore nella Cattedra episcopale, Bernardo, che scrisse, poco dopo la sua morte, una "Vita Lanfranci": nella quale sono riportati, letteralmente, vita, morte e miracoli del futuro Santo.

Da questo scritto e da numerosi altri contributi bibliografici emerge la figura carismatica di Lanfranco: amabile con i buoni, ma energico con i cattivi, pio, caritatevole e di vita esemplare. Difensore del potere della Chiesa in un periodo in cui si verificavano spesso controversie tra Papato e Autorità laiche, tra Guelfi e Ghibellini, egli difese con forza le proprietà e le prerogative ecclesiastiche. Per questo motivo risultò presto inviso ai Consoli che governavano il Comune di Pavia, finendo per essere svillaneggiato e angariato da un certo numero di influenti cittadini pavesi.

La situazione arrivò a una gravità tale che il Vescovo fu costretto a lasciare Pavia e a recarsi a Roma, ove trovò conforto e sostegno da parte del Papa. Ritornato a Pavia, ma ormai stanco di lottare, si ritirò nel monastero vallombrosano, allora ancora detto del Santo Sepolcro (nei pressi della città ma non entro le sue mura), dove morì il 23 giugno 1198, come appare da una lettera di Innocenzo III dell'8 agosto di quell'anno.

Al santo è intitolata la chiesa di San Lanfranco a Pavia, dove il vescovo è sepolto nell'Arca di San Lanfranco, opera quattrocentesca realizzata da Giovanni Antonio Amadeo.

La fama di santità di Lanfranco si diffuse rapidamente attraverso il territorio pavese e dei dintorni, anche in funzione dei numerosi miracoli subito attribuiti al Vescovo. Leggendo il piacevole libro di Vittorio Lanzani, "Cronache di Miracoli. Documenti del XIII secolo su Lanfranco Vescovo di Pavia", si può constatare non solo che già il successore Bernardo fece registrare, con atto notarile, ben 40 casi riconosciuti come miracolosi, ma anche come alcuni di questi eventi abbiano davvero un carattere di grande originalità.

Insieme alla registrazione di guarigioni o scampati pericoli si trovano infatti almeno tre testimonianze di prigionieri liberati in seguito ad eventi prodigiosi verificatisi dopo che questi avevano elevato invocazioni al Santo. Alcuni dei documenti notarili dell'epoca sono ancora reperibili negli archivi pavesi e riportano le dichiarazioni dei protagonisti e di numerosi testimoni dei fatti citati.

I miracoli

Nel febbraio del 1202 il giovane Giovanni Boglario si trova detenuto per "carcerazione a lunga durata e coartazione con ceppi di ferro a mani e piedi". Nulla viene detto sul reato così punito, ma si registra il fatto che il prigioniero, "soffrendo molto per i ceppi di ferro", aveva invocato l'aiuto di S. Lanfranco, facendo voto di servizio perpetuo nel Convento del S. Sepolcro qualora fosse stato liberato dalle catene.

Nella notte seguente il ragazzo sogna S. Lanfranco e al risveglio si trova libero dai ceppi, anche se questi giacciono a terra perfettamente chiusi. Le guardie, ovviamente, non credono subito al miracolo e sospettano un tentativo di evasione, ma i controlli alle cavigliere e alle manette di ferro confermano la loro regolare chiusura e l'assenza di segni di effrazione. Con l'intervento del Vescovo Bernardo, Giovanni viene quindi graziato e può continuare la sua vita al servizio della chiesa ora intitolata a S. Lanfranco.

In data 1 giugno 1202 Uberto Verri riesce ad evadere dai sotterranei del carcere e fugge salendo verso la Torre di Porta di Palazzo, dove incontra però un manipolo di guardie che lo riacciuffano. Nella concitazione del momento, per quanto i carcerieri avessero promesso di non far del male al prigioniero, uno degli sgherri lo pugnala. Viene riportato in cella sanguinante e ormai in fin di vita. Nella sua disperazione Uberto invoca S. Lanfranco e la mattina dopo si ritrova risanato e con la ferita ormai cicatrizzata. Sono le stesse guardie, tra cui il responsabile dell'accoltellamento, a testimoniare l'evento miracoloso.

Il fatto più eclatante si verifica comunque nell'ottobre del 1203. La carretta che porta i condannati a morte verso la forca, per l'impiccagione, trasporta due condannati: uno di essi è Alberto da Novara, giudicato colpevole di "molti gravi peccati e misfatti". Questi comincia presto a proclamare pubblicamente il suo pentimento per i reati commessi e ad invocare l'aiuto di San Lanfranco di fronte alla morte.

Dopo la regolare impiccagione del primo condannato, si passa a sistemare la corda al collo di Alberto, che da parte sua continua a pregare. La botola si apre, l'impiccato resta appeso per il collo, ma la morte non sopraggiunge. Anzi, egli continua ad elevare preghiere ad alta voce. Al boia e ai suoi aiutanti non resta che liberare il condannato in modo da verificare la corda e controllarne l'efficienza.

Per altre due volte si tenta di impiccare Alberto, persino cercando di ti**re il malcapitato per le gambe in modo da facilitarne il soffocamento: niente da fare, l'impiccato mancato continua ad elevare preghiere e ringraziamenti a S. Lanfranco. Di fronte all'evento prodigioso non resta quindi alle Autorità civili che adeguarsi a concedere la grazia già data dal Potere Divino.

A questi fatti si può associare un ultimo evento prodigioso dovuto a San Lanfranco. Questo è documentato nel bassorilievo scolpito sulla destra dell'Arca che conserva il corpo del Santo tumulato nella chiesa:

La giovane Gelasia, condannata con la falsa accusa di aver avvelenato il fratello, esce salva dal rogo".

MARTIROLOGIO ROMANO. A Pavia, san Lanfranco, vescovo, che, uomo di pace, patì molto per favorire la riconciliazione e la concordia nella città.

22/06/2026

22 GIUGNO 2026

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