Societas Hesperiana

Societas Hesperiana Pagina Ufficiale dell'Ass.Religiosa 'Societas Hesperiana pro Cultu Deorum', di Rito Gentile Italico. nei boschi ai piedi delle alte cime del Pagus Feronianum.

La Societas Hesperiana, nucleo gentilizio italico, nacque durante il Solstizio d'Estate dell'anno 2763 a.U.c. Giovani uomini e donne, praticanti dei culti patri, di fronte all'evidente degenerazione della loro epoca ed alla sostanziale inutilità di un "paganesimo di testimonianza", decisero di unire le forze e di fare un patto con la loro Terra natia e con le Intelligenze luminose che la animano.

Devozione e sacrificio costanti, in cambio di formazione, esperienza, aiuto e sostegno nel riscoprire Sé stessi, di pari passo con la riscoperta dell'anima più profonda di Hesperia-Italia. Nacque dunque il primo nucleo fondativo, gli Esploratori Hesperiani, un sodalizio unito dal Culto e dalle radici etniche, dedito ad attività riassumibili nella 'croce delle quattro branche': Religione, Spirito, Sopravvivenza, Comunità. Il Sodalizio, con il nome di "Societas Hesperiana pro Cultu Deorum" si costituisce successivamente come Associazione Religiosa a Modena nel Marzo dell’anno 2010 dell’era volgare. Il centro dei nostri studi e della nostra pratica, di natura RELIGIOSA, è rappresentato da quella che definiamo Religione Etnica Italica, vale a dire il Cultus Deorum secondo la Tradizione Romano-Italica al quale si innesta naturalmente e senza forzature di sorta la riscoperta e l’interpretazione, all’interno di una forma cultuale romana, delle tradizioni regionali, locali ed etniche della pen*sola italica, dell’arco alpino, delle Isole italiane. Di pari passo con la formazione culturale, religiosa e spirituale, gli hesperiani studiano e praticano attività legate alle tecniche di sopravvivenza, all'autosufficienza agricola, all'escursionismo, il tutto in un'ottica non agonistica, bensì formativo-sacrale di connessione profonda con la Natura delle nostre Terre finalizzata alla rimozione di ogni condizionamento mentale proveniente dal mondo borghese. La Societas Hesperiana svolge attività di tipo culturale e divulgativo sulla componente Gentile, o se vogliamo ‘pagana’, delle tradizioni della pen*sola, organizzando eventi, conferenze, mostre e quanto riteniamo necessario promuovere per informare chiunque provi un qualche genere di interesse nei confronti della religiosità e delle tradizioni dei popoli d’Hesperia-Italia e della Romanità. Al Sodalizio si accede per cooptazione, su richiesta e dopo valutazione da parte della Reggenza e della comunità dei sodali; gli aspiranti associati DEBBONO essere dei praticanti del Culto Romano-Italico nella sua forma classica o nelle sue interpretazioni locali etnico-familiari ed animati da una forte volontà di studio e pratica. Le attività religiose del Sodalizio sono per loro natura riservate ai membri interni, mai pubbliche. Per quanto riguarda le attività esterne di diffusione culturale, siamo aperti ad ogni genere di collaborazione legata all'organizzazione di eventi o alla diffusione di testi ed articoli formativi.

XVIIIª ESTATE HESPERIANACon il 18° Arengo Hesperiano, l’annuale assemblea sacra del Sodalizio, che si svolge nei giorni ...
04/08/2026

XVIIIª ESTATE HESPERIANA

Con il 18° Arengo Hesperiano, l’annuale assemblea sacra del Sodalizio, che si svolge nei giorni o nelle settimane immediatamente successive al Solstizio d’Estate, si è chiuso il 17° anno dalla fondazione del primo nucleo degli Esploratori Hesperiani, alle origini della nostra Societas.

L’Estate fu la stagione in cui tutto iniziò, e le tante attività, anche quest’anno, ci hanno tenuti lontano dai lidi virtuali.
Non si è però fermata l’intensa attività religiosa e formativa della Societas.

Oltre all’annuale Arengo, tenutosi nei boschi prealpini comaschi, presso uno dei due santuari custoditi stabilmente dal Sodalizio, i Sodali hanno onorato i Geniī Locōrum e celebrato le Feste, private e comunitarie, riallacciando il rapporto con luoghi amati o esplorandone di nuovi.

Dalle sorgenti termali sacre ad Apollo e Diana nell’agro della gloriosa Chiusi ai promontori boscosi delle coste dell’antica Populonia, dalla regione dei Laghi insubri all’Adriatico veneto e romagnolo, fino alle afose lande emiliane, non si è mai fermata l’opera di risveglio del territorio, come ogni anno.

Un periodo di intensa esplorazione sacrale che sta culminando, in questa fase di Luna Calante che, nel nostro calendario lunare, appartiene ancora al mese di Luglio, nelle consuete Feste dei Boschi Sacri, le nostre odierne Lucaria, proprio in questi giorni.

Questa antica festa del calendario romano, celebrata il 19 e il 21 Luglio e seguita, a breve distanza, dai Neptunalia e dai Furrinalia, ricorda, secondo l’interpretazione tramandata da Verrio Flacco, il grande bosco situato tra la Via Salaria e il Tevere, nel quale trovarono rifugio i romani scampati alla disfatta dell’Allia, mentre i Galli occupavano la Città e il Campidoglio ancora resisteva.

I Numi dei boschi nascosero i superstiti alla vista e all’ira dei Celti, permettendo che potessero salvarsi e contribuire, una volta scacciati i nemici, alla rinascita di Roma.

Lungi dall’avere per noi una funzione di mera rievocazione del fatto storico, o semileggendario che sia, le Lucaria sono per noi fonte di ispirazione totalmente attuale e radicata nel nostro tempo e luogo. Oggi ancor più di allora, in questi tempi moderni di alienazione dal reale e dal sacro, è vitale che l’alleanza tra le genti di Hesperia-Italia e la natura vitale e profonda di questa terra sia più forte che mai.

Così sia.

AMBRONES!

【𝐂𝐀𝐑𝐍𝐀-𝐂𝐀𝐑𝐃𝐄𝐀, 𝐂𝐔𝐎𝐑𝐄 𝐄 𝐂𝐀𝐑𝐃𝐈𝐍𝐄, 𝐏𝐑𝐎𝐓𝐄𝐓𝐓𝐑𝐈𝐂𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐎𝐆𝐋𝐈𝐀】ㅤ«Il primo giorno* - di Giugno - è dedicato a te, Carna. Questa...
15/06/2026

【𝐂𝐀𝐑𝐍𝐀-𝐂𝐀𝐑𝐃𝐄𝐀, 𝐂𝐔𝐎𝐑𝐄 𝐄 𝐂𝐀𝐑𝐃𝐈𝐍𝐄, 𝐏𝐑𝐎𝐓𝐄𝐓𝐓𝐑𝐈𝐂𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐎𝐆𝐋𝐈𝐀】

«Il primo giorno* - di Giugno - è dedicato a te, Carna. Questa è la Dea dei Cardini: con il suo potere apre ciò che è chiuso e chiude ciò che è aperto. Da dove tragga tale potere, è fama oscurata dal tempo; ma dalla mia poesia ne sarai informato con certezza.

In prossimità del Tevere si estende l'antica selva di Alerno: colà i Pontefici ancor oggi celebrano i sacrifizi. In quel luogo fu generata una ninfa — gli antichi la chiamarono Crane — spesso richiesta invano da molti pretendenti. Soleva percorrere i campi, cacciare con dardi le fiere, e tendere nelle profonde valli nodose reti; non aveva la faretra, tuttavia si credeva che fosse sorella di Febo, né tu, o Apollo, avresti avuto da vergognartene.

Se qualche giovane le diceva parole d'amore, subito lei rispondeva con queste parole: «In questi luoghi v'è troppa luce, e con la luce troppo pudore: se mi guidi in una grotta più appartata, ti seguo».

Appena il giovane credulo la precede, lei, trovati dei cespugli, si ferma, vi si nasconde, e in nessun modo può essere ritrovata. La scorse Giano, e preso dal desiderio a tale visione, alla ninfa dal duro cuore parlò con soavi parole. Al solito ella gli ingiunge di cercare un antro più appartato, lo segue come una compagna, poi abbandona la sua guida.

Stolta! Giano vede ogni cosa che accade alle sue spalle: il tuo tentativo è vano, ed egli scorge il tuo nascondiglio. Vano tentativo il tuo! ho detto; infatti pur se celata sotto una rupe, ti serra in un abbraccio, e posseduto ciò che sperava, dice:
«In cambio del nostro amplesso sia tuo il potere sui cardini: questo è il premio della tua verginità rapita».

Detto così, le donò un ramo spinoso — era di colore bianco — con cui potesse scacciare le sventure dalle soglie.

Vi sono ingordi uccelli, non quelli che rubavano il cibo dalla bocca di Fineo, ma da essi deriva la loro razza: grossa testa, occhi sbarrati, rostri adatti alla rapina, penne grigiastre, unghie munite di uncino; volano di notte e cercano infanti che non hanno accanto la nutrice, li rapiscono dalle loro culle e ne straziano i corpi; si dice che coi rostri strappino le viscere dei lattanti, e bevano il loro sangue sino a riempirsi il gozzo.

Hanno il nome di Strigi: origine di questo appellativo è il fatto che di notte sogliono stridere orrendamente. Sia che nascano dunque uccelli, sia che lo diventino per incantesimo, e null'altro siano che vecchie tramutate in volatili da una nenia della Marsica, vennero al letto di Proca.

Proca, nato da cinque giorni, sarebbe stato una tenera preda per codesti uccelli; con avide lingue succhiano il petto dell'infante, ma il povero bambino vagisce e chiede aiuto. Accorre la nutrice allarmata dalle grida del suo lattante, e vede le sue gote graffiate dai duri artigli. Che fare? Il colore del viso del bambino era quale suole essere quello delle foglie tardive che il nuovo inverno rovina.

Si reca da Crane, e la informa dell'accaduto. E quella: «Scaccia il timore», le dice, «il piccolo a te affidato sarà salvo».
Venne alla culla; la madre e il padre piangevano: «Trattenete le vostre lagrime», disse, «lo curerò io stessa».

Subito con una fronda di corbezzolo tocca tre volte — una dopo l'altra — la porta, e tre volte con la fronda di corbezzolo fa segni sulla soglia, cosparge di acqua l'ingresso — e l'acqua conteneva un magico filtro — e prende viscere crude d'una porcella di due mesi, dicendo:

«Uccelli notturni, risparmiate le viscere infantili: in cambio di un piccolo fanciullo cade una piccola vittima. Cuore per cuore, vi prego, e fibre per fibre prendete: codesta vita vi offriamo in cambio di una vita migliore».

Compiuto il sacrificio, dispose le viscere tagliate all'aria aperta, e proibì di guardarle a coloro che assistevano al rito; e dove una piccola finestra illuminava la camera, dispose il ramo di Giano, che era di biancospino.
È fama che dopo quel momento gli uccelli non violarono più la culla, e sulle gote del bambino tornò il colore di prima.

Domandi perché in queste Calende si mangi del grasso lardo, e si mescolino fave insieme con farro caldo? Carna è divinità antica, e si nutre di cibi un tempo consueti, non è di gusti raffinati e non chiede vivande esotiche.

I pesci nuotavano senza tranelli da parte della gente di allora, e le ostriche stavano sicure nelle loro valve; il Lazio non conosceva il volatile offerto dalla ricca Ionia, né quello che si nutre gustando il sangue dei Pigmei; e il pavone per nulla piaceva, se non per il piumaggio, né la terra aveva prima mandato bestie catturate.

Il maiale era pregiato, con la sua carne si celebravano le feste; il suolo offriva soltanto fave e duro farro.

Si dice che chiunque mangi questi due cibi insieme nelle Calende del sesto mese, non debba soffrire di mali alle viscere.»



Ovidio, Fasti, Libro VI

Traduzione e illustrazione tratte da: Almanacco dei Fasti Hesperiani - edizione 2026/27 e.c.

*il primo giorno di Giugno, nei calendari arcaici, corrispondeva alla Luna Nuova. Oggi, 15 Giugno 2026 nel nostro calendario lunisolare hesperiano.

𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢, 𝗙𝗟𝗢𝗥𝗔𝗟𝗜𝗔 𝗘 𝗜 𝗙𝗨𝗢𝗖𝗛𝗜 𝗗𝗜 𝗕𝗘𝗟𝗧𝗔𝗡𝗘Arriviamo dunque al mese di Maggio, mese ambivalente, le cui feste sono a cavallo ...
01/05/2026

𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢, 𝗙𝗟𝗢𝗥𝗔𝗟𝗜𝗔 𝗘 𝗜 𝗙𝗨𝗢𝗖𝗛𝗜 𝗗𝗜 𝗕𝗘𝗟𝗧𝗔𝗡𝗘

Arriviamo dunque al mese di Maggio, mese ambivalente, le cui feste sono a cavallo tra la vita e la morte; l'esuberanza della Natura è ora possente, dirompente, al punto da essere quasi nefasta...𝗶𝗹 𝘃𝗲𝗹𝗲𝗻𝗼 𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝘂𝗿𝗮, 𝗹𝗮 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗲 𝗲 𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗻𝗮𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮, 𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗹𝗮𝘁𝘁𝗶𝗮 𝗲 𝗶𝗹 𝗳𝗮𝗿𝗺𝗮𝗰𝗼, 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗲𝗱𝗮 𝗲𝗱 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗲𝗱𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲...

Il mese si apre sfumando gradualmente dai Fasti del mese di Aprile, senza una cesura netta: cominciano infatti ad Aprile i Floralia, feste gioiose legate a Flora, Dea primaverile della rinascita e terminano nei primi giorni di Maggio.

La teologia di Flora, Flusai Keriai, figlia di Cerere, presente fin dai tempi più antichi nel culto delle popolazioni italiche, non si esaurisce soltanto nell'ambito orizzontale e naturalistico.
Agli antichi romano-italici non sfuggì il parallelismo tra questa arcaica vergine esperide e Persefone-Proserpina, la figlia di Demetra, che "muore" in Autunno e rinasce in Primavera.

La rinascita di Flora, ogni anno, sempre verde, sempre fiorente, sempre luminosa, ci ricorda, per analogia, la rinascita dell'anima individuale e dell'Anima Mundi, ciclo dopo ciclo, e il ciclo di nascita-vecchiaia-morte e rinascita delle civiltà.
Non a caso Flora è patrona di città come Firenze (Florentia) e della stessa Bisanzio (attuale Istanbul), come augurio di eternità e di ri-affermazione del principio di Roma.
Flora è anche connessa, in un qualche modo, al Nome Segreto di Roma che, in ogni caso, rimane misterioso.

Sfuggirà a pochi il paragone — calendariale e nella gioia primaverile delle celebrazioni — tra i Floralia e le feste popolari del Calendimaggio, che traggono le loro origini, perlomeno in ambito celto-latino, dalla festa ur-celtica conosciuta con il nome irlandese di "Beltane", da Belenos, "lo Splendente", divinità pan-gallica identificata nel periodo gallo-romano con il dio Apollo; lungi dall'essere una divinità lontana da Hesperia, questo dio, connesso alla guarigione, al fuoco, al ribollire delle sorgenti termali ed, in ultimo, anche al Sole stesso, era molto venerato fino in epoca molto tarda nella Gallia Cisalpina e nella città di Aquileia, di cui è il patrono.

A Belenos si associa la dea Sirona, Đirona o Tsirona, portatrice di serpente, il cui nome significa, in gallico, "Signora delle Stelle", "la Stellare"; sappiamo dalla sua iconografia che ella fu grandemente interpretata, nel periodo gallo-romano, con Salus, dea della salute e compagna di Asclepio, figlio di Apollo.
A lei sono probabilmente riconducibili gli appellativi di Bormana, "la ribollente", associata a Bormanus, e Damona, appellativo che si associa alla Bianca Giovenca delle Acque molto cara alla tradizione celtica.

Non è difficile, nella tradizione Romana, associarla anche agli aspetti segreti di Bona Dea, nome con cui si intendeva Fauna per non nominarla al di fuori dei suoi Misteri, che in Roma venivano celebrati proprio alle Calende di Maggio dalle matrone delle più antiche famiglie patrizie, secondo un culto privato e segreto, a cui nessun uomo poteva assistere, ma ‘a beneficio della Res Publica’.

La continuazione del mese di Maggio, nella tradizione più strettamente romana, è quella, però, di un mese di natura infera e selvaggia: vi cadono i Lemuria, vale a dire le notti in cui i morti insoddisfatti visitano le dimore dei vivi e in cui i capifamiglia devono esorcizzarli per il bene di tutta la comunità, gettando loro delle fave nere e suonando oggetti di bronzo, il tutto recitando un’antica formula rimasta invariata nei secoli.

Ancor oggi, in alcune remote zone appenniniche, si usa cantare e fare offerte affinché le “anime meschine” trovino la pace e, nelle altre zone europee, vi sono gli echi di tradizioni simili, come le leggende riguardanti la notte di Valpurga.

Per questa ragione, il Maggio inoltrato è un periodo povero in fatto di Feste e, presso i Romani, erano vietati i matrimoni.

(Immagine e parte dei testi tratti da una precedente edizione dell'Almanacco dei Fasti Hesperiani. Per ordinare una delle ultimissime copie rimaste dell'Almanacco di quest'anno, scriveteci un messaggio privato).



**21 APRILE – PALILIA E DIES NATALIS ROMAE**Durante le feste arcaiche dedicate a Pales, divinità protettrice delle comun...
21/04/2026

**21 APRILE – PALILIA E DIES NATALIS ROMAE**

Durante le feste arcaiche dedicate a Pales, divinità protettrice delle comunità agropastorali etrusche, latine e sabine, Romolo, dopo aver tratto gli auspici, fondò Roma.

Roma nacque in un solo giorno, quale tracciato sacro, quadrato, disegnato dal Solco primigenio dell’aratro, per mezzo di un Rito.

Non fu una banale aggregazione di piccoli villaggi, che pure già esistevano tra i ruderi di un’età ancor precedente, e dalla cui fusione e inurbazione nacque solo molto più tardi, in epoca serviana, la città di pietra che tutti conosciamo.

Roma nasce come spazio sacro e rituale, come messa a terra di un’Idea, di una Dea.

Il Solco, e gli spazi rituali in esso contenuti, sorgono in un giorno solo: il giorno zero, che è allo stesso tempo al di qua e al di là dell’illusione del Tempo.

Roma nasce tra capanne, pecore, fango, boschi, paludi, pascoli e altari fatti di zolle di terra. La sua missione sulla Terra è arginare il più possibile l’Età Oscura e portare la Luce della Civiltà in un mondo che era precipitato – e tuttora precipita – nell’Oscurità.

Ma – si badi bene – non si confonda questa Luce e questa Civiltà con il progresso tecnico, con le strade o gli acquedotti; né con l’indubbio miglioramento delle condizioni di vita che l’espansione della più tarda civilizzazione romana portò all’Italia e a numerosi altri popoli d’Europa e del Mediterraneo.

Non si confonda la Luce di Roma nemmeno con il suo diritto, lo *Ius*, sebbene qui si tocchi già ciò che è Sacro, poiché lo *Ius* scaturisce da Iuppiter, *Ius-Pater*, Padre delle Leggi.

La Luce di Roma si espresse nella purezza del Rito, nell’eternità del principio polare numinoso, nella trascendenza più che nell’immanenza; nella lotta al demonismo, al sacrificio di infanti, all’ateismo, all’economicismo, al mercantilismo, alla superstizione.

Perché Pales è anche il Palo, l’Asse del Mondo, la Stella Polare, la coda splendente tra le sette stelle dell’Orsa Minore.

Il “progresso tecnico” fu soltanto una conseguenza, in parte accessoria e consequenziale, in parte pura e semplice scoria.

Quando si finì per valutare la scoria metallica più del Fuoco stesso che l’aveva generata, l’oro materiale più di quello saturnio e spirituale, e la *Pax* venne scambiata con il suo corrispettivo terreno di “quiete”, allora i Romani – eredi sempre meno consapevoli di una Fondazione Rituale e Ultraterrena – si addormentarono, e con loro si addormentò anche Roma, come il castello della Bella Addormentata.

Tornarono i boschi e le paludi, e poi boschi di ben altra natura, fatti di cemento e acciaio.

Ma Roma non fu dimenticata nei cuori di chi combatté per questa Idea luminosa, mai dimenticata nemmeno quando l’Oscurità – con le sue orde di schiavi ottenebrati – tornò a reclamare il suo dominio, al di qua delle catene illusorie e tenebrose del Tempo.

“Del tuo mondo, bellissima regina,
o Roma, ascolta;
o Roma, nell’empireo ciel
tra le stelle accolta,
madre non pur degli uomini
ma dei Celesti.
Noi siam presso al cielo
per i templi tuoi”.

Così cantava Claudio Rutilio Namaziano, magistrato e poeta gallo-romano, nell’ora più buia.

Così cantarono i poeti italiani, Romani nel nome, nel sangue e nello spirito, quando un nuovo ritorno della Luce fu immaginato, comparendo tra i sogni e le visioni dei poeti.

Così cantiamo noi, certi che nessuna notte possa impedire il ritorno del Sole.

**AVE ROMA, MUNDI LUMINAR, ALMAE MUNDI IMAGO, PULCHERRIMA DEA, SALVE!**


Hesperia, la Terra del Tramonto, dove il Sole compie il suo Mistero. L'unico, vero, "Occidente" degno di essere custodit...
07/04/2026

Hesperia, la Terra del Tramonto, dove il Sole compie il suo Mistero.

L'unico, vero, "Occidente" degno di essere custodito e protetto.

FASTI HESPERIANI: "LE IDI DI MARZO"Questa notte di Luna Piena, splendente e straordinariamente luminosa, conclude la fes...
02/04/2026

FASTI HESPERIANI: "LE IDI DI MARZO"

Questa notte di Luna Piena, splendente e straordinariamente luminosa, conclude la festosa giornata delle Idi di Marzo* del calendario lunisolare italico-romano, Festa di Anna Perenna e del suo matrimonio con Marte, padre dei Romani.

Anna Perenna, arcaica divinità del nutrimento perenne, elargitrice di doni infiniti, salute, longevità e abbondanza, affine alla vedica Annapūrna, è nel mito una "vecchia" che, per via un travestimento, viene scambiata da Marte per la virginale Minerva e da esso sposata.

Come il nome suggerisce, ella, potenza ciclica, lunare e rigenerante, è il vecchio Anno che si rinnova, e la Potenza Divina insita nella Natura che, fecondata dalla luce di Marte, ritorna giovane e fertile ancora una volta. Non a caso, la figura di Anna sfuma in quella di Minerva, ma anche in quella di Cerere nel suo aspetto di nutrice del mondo, e in altre arcaiche spose ("shakti") di Marte, come l'umbra Dea Neriene (Forza), madre del fiume Nera. L'aspetto fertile della Dea, in Aprile, diverrà inoltre Venere, anch'essa amante di Marte nell'interpretatio tra la religione italica e quella greca.

Questo matrimonio tra Marte ed Anna Perenna, nel mondo materiale, si rispecchia anche nel Cielo, con la potenza del Sole di Marzo, in procinto di entrare in Ariete, che si specchia nella Luna Piena, come del resto ci raccontò Macrobio nelle sue trattazioni teologiche.

Le sue feste erano - e sono - tra le più sentite e gioiose del calendario. Nel bosco sacro di Anna Perenna presso Roma, celebrato il Rito, le famiglie e gli innamorati festeggiavano mangiando e bevendo vino, gioiosamente, per tutta la giornata... ma la Dea non abita soltanto a Roma e il suo nutrimento, per l'appunto 'perenne', non è confinato in un remoto e idealizzato passato. Ella nutre e conforta gli uomini e le donne pie e devote alla Religione Patria, rinnovando Roma, l'Italia-Hesperia e le nazioni dharmiche tutte, nella loro forza e saldezza.

Qui la vediamo nell'interpretazione artistica di Feles Art (Eleonora Stella), nell'immagine tratta dalla seconda edizione dell'Almanacco dei Fasti Hesperiani.

Ricordiamo ancora che le ultime copie dell'edizione attuale dell'Almanacco sono ancora disponibili ed ordinabili tramite questa pagina.

I 'Fasti Hesperiani' contengono le date delle festività solari e lunari dell'Anno Romano 2779 a.U.c, da Marzo 2026 a Febbraio 2027 compresi.

Ricordiamo, inoltre, il Divo Giulio, il Genio di Cesare asceso al Cielo, che abbandonò le sue spoglie mortali proprio alle Idi di Marzo, durante le feste della Dea, quale nutritore e protettore del popolo romano e dei popoli d'Italia.

Auguri!



𝗟𝗨𝗡𝗔 𝗡𝗨𝗢𝗩𝗔 • 19 𝗠𝗮𝗿𝘇𝗼:𝗜𝗟 "𝗩𝗘𝗥𝗢" 𝗖𝗔𝗣𝗢𝗗𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗠𝗔𝗥𝗭𝗜𝗢In una Primavera ormai manifesta, le Calende del mese lunare di Marzo di...
19/03/2026

𝗟𝗨𝗡𝗔 𝗡𝗨𝗢𝗩𝗔 • 19 𝗠𝗮𝗿𝘇𝗼:
𝗜𝗟 "𝗩𝗘𝗥𝗢" 𝗖𝗔𝗣𝗢𝗗𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗠𝗔𝗥𝗭𝗜𝗢

In una Primavera ormai manifesta, le Calende del mese lunare di Marzo di stamattina, annunciate dalla Luna Nuova, danno inizio all'Anno Sacro romano-italico vero e proprio e a un nuovo anno di attività della 𝗦𝗼𝗰𝗶𝗲𝘁𝗮𝘀 𝗛𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗮𝗻𝗮; prima delle quali, la consueta pubblicazione dell'𝗔𝗹𝗺𝗮𝗻𝗮𝗰𝗰𝗼 𝗶𝗹𝗹𝘂𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗙𝗮𝘀𝘁𝗶 𝗛𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗮𝗻𝗶, già disponibile da alcune settimane.

L'inizio dell'Anno, in questo 2779 Ab Urbe Condita, è relativamente avanzato, a causa dello sfasamento di durata tra l'Anno Solare e l'Anno Lunare. Quando esso si fa troppo accentuato, come facevano i nostri Antenati, inseriamo un mese lunare aggiuntivo, detto 𝗺𝗲𝘀𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗰𝗮𝗹𝗮𝗿𝗲. Quando il mese intercalare è un doppio Febbraio, alla maniera romana antica, è detto 𝗠𝗲𝗿𝗰𝗲𝗱𝗼𝗻𝗶𝗼: è il caso del mese appena trascorso.

Ora ci troviamo sia lunarmente che solarmente nel mese di 𝗠𝗮𝗿𝘁𝗶𝘂𝘀, a pochi giorni dall'𝗘𝗾𝘂𝗶𝗻𝗼𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮𝘃𝗲𝗿𝗮.

Cadono, secondo il computo solare, oggi anche le Feste di Minerva dette del 𝗤𝘂𝗶𝗻𝗾𝘂𝗮𝘁𝗿𝘂𝘀, che a partire dal 19 Marzo comprendevano, nella Roma antica, i giorni equinoziali fino al 𝗧𝘂𝗯𝗶𝗹𝘂𝘀𝘁𝗿𝗶𝘂𝗺 del 23 Marzo, durante il quale venivano purificati gli strumenti musicali bellici che accompagnavano le legioni.

Dalle feste di 𝗟𝗶𝗯𝗲𝗿 𝗣𝗮𝘁𝗲𝗿 (Bacco), che accompagna i giovani all'età adulta, a quelle di 𝗜𝘂𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝘀, la Giovinezza; dal vigore di 𝗠𝗮𝗿𝘁𝗲 e dalla purezza di 𝗩𝗲𝘀𝘁𝗮, il cui fuoco viene rinnovato alle Calende di Marzo; fino alle celebrazioni delle primaverili compagne di Marte, 𝗔𝗻𝗻𝗮 𝗣𝗲𝗿𝗲𝗻𝗻𝗮, 𝗡𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝗲 e 𝗠𝗶𝗻𝗲𝗿𝘃𝗮 stessa, Marzo è un mese all'insegna del risveglio e dell'azione.

Il picchio tuona sul tronco marcito, stanandone i bachi; il lupo ulula nelle vallate alpine ed appenniniche; le rustiche piante marziali si fanno strada tra le nevi in ritirata e la compagine 𝗛𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗮𝗻𝗮 si prepara ad un nuovo Anno.

Sotto il segno di 𝗠𝗮𝗿𝘁𝗲 e di 𝗜𝘂𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝘀, possa sempre il nostro saluto riecheggiare tra il monte e la palude, dalla costa fino alle nevi perenni...

⫸⫷ “AMBRONES!!!” ⫷⫸

𝐅𝐀𝐒𝐓𝐈 𝐇𝐄𝐒𝐏𝐄𝐑𝐈𝐀𝐍𝐈: 𝐃𝐄𝐍𝐓𝐑𝐎 𝐀𝐋𝐋'𝐎𝐏𝐄𝐑𝐀Con il Capodanno Lunare del 19 Marzo ormai alle porte, sono finalmente pronte per la s...
10/03/2026

𝐅𝐀𝐒𝐓𝐈 𝐇𝐄𝐒𝐏𝐄𝐑𝐈𝐀𝐍𝐈: 𝐃𝐄𝐍𝐓𝐑𝐎 𝐀𝐋𝐋'𝐎𝐏𝐄𝐑𝐀

Con il Capodanno Lunare del 19 Marzo ormai alle porte, sono finalmente pronte per la spedizione le copie dell'Almanacco dei Fasti Hesperiani, il nostro libro-calendario giunto alla sua 13ª edizione, valida per l'Anno Religioso Romano-Italico 2779 a.U.c., vale a dire da Marzo 2026 a Febbraio 2027 e.c.

Come ogni anno troviamo, oltre alla copertina, 𝐮𝐧𝐚 𝐢𝐥𝐥𝐮𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧𝐞𝐝𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐢 Feles Art 𝐩𝐞𝐫 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐌𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐀𝐧𝐧𝐨.

L'illustrazione di 𝐌𝐚𝐫𝐳𝐨, quest'anno, raffigura la Dea Vesta ed il suo rapporto con la geografia sacra della Roma primigenia, con le sue fonti abitate da Ninfe e i suoi Boschi Sacri.

Ogni Mese ha quindi una illustrazione dedicata, che rappresenta un soggetto tradizionale completamente nuovo sulle pagine dell'Almanacco o che riprende alcune figure e miti già interpretati nelle edizioni più antiche, in una luce artisticamente nuova.

Per quanto riguarda la parte testuale, ad ogni Mese è associato un testo direttamente collegato all'illustrazione.

Fin dalla prima edizione abbiamo sempre inserito, di anno in anno, testi e citazioni sempre nuovi. Se nelle prime edizioni si trattava quasi sempre di citazioni provenienti, di volta in volta, da un solo testo antico (ricordiamo, ad esempio, i Fasti di Ovidio o il De Lingua Latina di Varrone nelle primissime due stampe), negli ultimi anni abbiamo preferito inserire sia citazioni di autori antichi sia commenti originali.

Seguono poi alcune pagine di testo sulla natura del Mese, sulle sue Feste e tradizioni.

Tutto ciò che proviene dalla nostra Tradizione di riferimento, quella Romano-Italica, viene messo in relazione al mondo dei culti locali e privati, antichi e odierni, dell'intera Hesperia oltre che al folclore popolare tradizionale tutt'ora praticato nelle zone dalla cultura meno appiattita su quella postmoderna contemporanea.

I testi sono solitamente soggetti ad aggiornamenti e parziale riscrittura nel corso degli anni, alla luce dei nostri studi e e riflessioni.

Abbiamo poi il 𝐂𝐚𝐥𝐞𝐧𝐝𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐯𝐞𝐫𝐨 e 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨, con le tabelle delle Feste: una per ogni Mese.

Ricordiamo che il Calendario Hesperiano 𝐍𝐎𝐍 è una riproposizione "ricostruzionista" dei calendari storici, solari o lunisolari, della romanità antica, ma il calendario operativo del Sodalizio, ovviamente messo in relazione ai calendari antichi stessi oltre che con i cicli stagionali solari e lunari reali.

Quali Feste siano state computate secondo il ritmo solare-stagionale e quali siano invece legate alle lunazioni, e quali siano i rapporti tra il "computo hesperiano" e i due principali gruppi di calendari romani antichi, oltre che con altri più specifici calendari locali, come ad esempio quello gallico di Coligny, è ben spiegato in un capitolo introduttivo nelle prime pagine dell'Almanacco: è tutto molto più facile di quello che può sembrare!

Di anno in anno, la compilazione del calendario è anche motivo per includere, e dunque studiare, eventi particolarmente rilevanti nella Storia Patria, momenti del folclore o anche ritualità anticamente praticate che per vari motivi non fanno parte del corpus di Feste del Sodalizio, a scopo prevalentemente culturale e divulgativo.

Infine, un po' di spazio è sempre lasciato per annotazioni e appunti.

Più di metà delle copie disponibili al pubblico risultano già prenotate.

Per prenotare la vostra copia, scrivete un messaggio privato alla pagina ufficiale della 𝐒𝐨𝐜𝐢𝐞𝐭𝐚𝐬 𝐇𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐢𝐚𝐧𝐚.

L'Almanacco costa 18€.

Spediamo in tutta Italia per 3€ (spedizione ordinaria) o 6€ (spedizione raccomandata).

Accettiamo 𝐏𝐚𝐲𝐩𝐚𝐥, 𝐏𝐨𝐬𝐭𝐞𝐩𝐚𝐲 o 𝐁𝐨𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐨 come pagamento.

Ricordiamo anche qui che l'acquisto dell'Almanacco, inizialmente una pubblicazione interna, è attualmente 𝐥'𝐮𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐦𝐨𝐝𝐨 per sostenere e supportare attivamente le attività religiose e culturali della Societas Hesperiana.

𝐁𝐔𝐎𝐍 𝐀𝐍𝐍𝐎 e 𝐁𝐔𝐎𝐍𝐀 𝐏𝐑𝐈𝐌𝐀𝐕𝐄𝐑𝐀!

ROMAN-ITALIC CALENDAR-ALMANAC “FASTI HESPERIANI” – 13th Edition Out NowWe are pleased to announce the publication of the...
02/03/2026

ROMAN-ITALIC CALENDAR-ALMANAC “FASTI HESPERIANI” – 13th Edition Out Now

We are pleased to announce the publication of the new edition of the Fasti Hesperiani, our illustrated almanac containing our luni-solar calendar of rites and festivals, valid from March 2026 C.E. to February 2027 C.E.

As always, we remind you that our calendar begins in March, following the tradition of the most ancient calendars of archaic Rome, and not in January.

Calendae Martiae — the first lunar day of March — according to our luni-solar reckoning, will fall relatively late this year: Thursday, March 19th.
Although March has just begun, in the lunar cycle we still find ourselves at the beginning of the month of Mercedonius, an intercalary lunation inserted to realign the calendar with the solar cycle.

The Almanac will be available well before the Lunar New Year, already in the first days of March, with the usual updated explanations of the Months and new illustrations by Feles Art ( ), accompanied by new unpublished texts and classical quotations on the nature of the Gods, the Myths, and the Rites of Italia-Hesperia, along with notes on the traditions and folklore of rural Italy. All texts are in Italian.

Being first and foremost an internal publication, intended for the Sodales and Friends of the Sodality, the copies available for purchase are, as always, very limited.

To receive a copy or for further information, please send us a private message or write to:
[email protected]

May the New Sacred Italic Year be auspicious for you!

Ambrones!

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