07/06/2026
La noia, il tedio, la fatica quotidiana a trovare sempre nuovi stimoli, a ritrovare le sorgenti interiori a dover ripetere ogni giorno le stesse mansioni, a incontrare le stesse persone, a vivere la stessa liturgia di domenica in domenica. I nostri giorni, questi giorni, sono un continuo effetto «wow», tutto deve essere sopra le righe, velocissimo, tutto deve distrarre, altrimenti cambiamo canale, antidoto contro la noia. Anche in campo spirituale viviamo una continua ricerca di esperienze forti, che scuotano. Il pane di oggi mi indica invece un elogio della noia, fondamentale per tutti noi.
Che tedio! Parola straordinaria, «tedio» è la contrazione di «Te Deum», della lunga preghiera di ringraziamento che sembra non finire mai, melodia monotona monocorde. La Messa è noiosa, è un tedio: allora ringrazia e gioisci di questo perché, se elimini la noia dalla tua vita, elimini la fatica dello studio, gli allenamenti che ti spingono un po' più oltre, grazie alla noia comprendi finalmente la persona che hai accanto, grazie alla noia sai trovare ispirazione in te stesso, grazie alla noia puoi finalmente entrare nella camera più difficile da varcare, te stesso. Colui che mangia me, vivrà per me: un Dio che si lascia mangiare, quotidianamente, un Dio che ha il sapore tedioso del Pane, necessario a dare sapore ad ogni attimo.
Gv 6, 51-58
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».