Pieve di San Pietro Apostolo - Zignago

Pieve di San Pietro Apostolo - Zignago Celebrazione domenicale e festiva: ORE 10.30

Parroco: Mons. Can. Giorgio Rebecchi

Prossimi appuntamenti in Parrocchia
13/09/2026

Prossimi appuntamenti in Parrocchia

13/09/2026

Il fatto che dobbiamo perdonare non nasce da una nostra capacità o bontà ma dalla semplice memoria che i primi ad essere stati perdonati siamo stati proprio noi, e che senza la memoria di questa grazia che abbiamo ricevuto non riusciremo mai a farlo anche noi di conseguenza. Allora il problema diventa un altro: abbiamo memoria di quanto siamo stati perdonati? Dire in confessione “non credo di peccare”, o “sono fondamentalmente una brava persona” non ci aiuta. Non si mette in dubbio che ci sia molta gente santa in giro, ma solitamente i santi dicono che sono dei grandi peccatori e riescono a scovare la loro fragilità nelle pieghe più nascoste della loro vita, mentre i più incalliti peccatori sembrano vivere beatamente nella convinzione che sono migliori degli altri. Si perdona solo se si domanda al Signore la grazia di vedere quanto noi stessi abbiamo bisogno di perdono.

Mt 18, 21-35
Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: "Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?". E Gesù gli rispose: "Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa". Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: "Restituisci quello che devi!". Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò". Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: "Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?". Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello".

07/09/2026
06/09/2026

Ecco il segreto che spesso dimentichiamo: quando siamo in comunione gli uni con gli altri, la nostra preghiera può tutto. E ce lo ricorda anche un canto popolare :” Dove la carità vera, lì c’è Dio”. A volte pensiamo che i cieli siano lontanissimi da noi, eppure ci sono delle persone che si amano, facendo la fatica dell’amore, lì misteriosamente è presente il Signore. Ecco perché la comunione fraterna non è un optional nella fede cristiana.

Mt 18, 15-20

"Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va' e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro".

30/08/2026

Non basta sapere chi è Gesù. Non basta sentirsi al sicuro perchè abbiamo la fede. Anche Satana sa chi è Gesù, e c’è un’infinità di demoni nel vangelo che fanno la professione di fede davanti a Cristo meglio di noi. Ciò che fa la differenza è il seguirlo, il metterci a camminare dietro di Lui. Ciò che invece è diabolico è volerlo sorpassare e obbligarlo a ve**re dietro di noi, dietro quelle che noi pensiamo essere le vere priorità. È ragionare come ragiona il mondo. È diabolico dire di amarlo e poi continuare a ragionare come chi pensa di doversi salvare da solo. Pietro dovrà capire a sue spese, che il cristianesimo è sequela non mania di onnipotenza. Perché tu puoi avere anche le Chiavi, ma la via di casa non la conosci tu ma Gesù.

Mt 16, 21-27

Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e ve**re ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: "Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai". Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: "Va' dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!".
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: "Se qualcuno vuole ve**re dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell'uomo sta per ve**re nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni".

O Padre, che hai guardato all’umiltà del tuo servo, il beato Giovanni Paolo I, papa, per offrire alla tua Chiesa una mir...
26/08/2026

O Padre, che hai guardato all’umiltà del tuo servo, il beato Giovanni Paolo I, papa, per offrire alla tua Chiesa una mirabile testimonianza di fede, speranza e carità, per sua intercessione ravviva nel nostro cuore la gioia di saperci amati di intramontabile amore.

25/08/2026

Martedì 8 settembre si terranno a Zignago le celebrazioni patronali in onore della Natività di Maria presso il Santuario della Madonna del Dragnone,

Domenica 30 agostoMemoria di N.S. della Guardia, patrona della Liguria(La statua conservata risale ai primi anni del Nov...
24/08/2026

Domenica 30 agosto
Memoria di N.S. della Guardia, patrona della Liguria
(La statua conservata risale ai primi anni del Novecento - un tempo veniva celebrata la festa votiva)
Ore 10.30 Celebrazione, benedizione e bacio della reliquia "ex velo" della Madonna

23/08/2026

Quando Pietro è mosso da una visione solamente umana, cade e diventa un motivo di scandalo. Diversamente, quando si lascia condurre dalla grazia, è capace di innalzarsi e avere una profonda conoscenza di Dio. Ciò che accadde a Pietro può succedere anche a noi, A volte ci sembra di vedere tutto chiaramente, che tutti i pezzi della nostra vita si incastrino alla perfezione e che, per di più, siamo capaci di dare luce agli altri. Sono momenti per i quali dobbiamo ringraziare Dio per le luci che ci dà. Ma, se ci lasciamo andare, se cominciamo ad avere un'eccessiva fiducia nelle nostre idee e nelle nostre opinioni, potremo crollare e, quindi, cominciare a ragionare da una prospettiva semplicemente umana. Non capiamo i piani di Dio e, con le nostre lamentele, sembra come se volessimo correggere il Signore, allo stesso modo di Pietro.

Mt 16, 13-20

Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: "La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?". Risposero: "Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti".
Disse loro: "Ma voi, chi dite che io sia?". Rispose Simon Pietro: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente".
E Gesù gli disse: "Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli".
Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.

16/08/2026

La fede della donna pagana è così forte che evangelizza Gesù, potremmo dire. Egli pensava che la sua missione fosse circoscritta al popolo eletto, invece quella donna gli fa capire che il piano di salvezza di Dio è per tutti. E glielo fa capire con la sua umiltà. Sa di non far parte del popolo eletto ma desidera la salvezza per sua figlia che è tormentata dal male. E Gesù rimane incantato da questo desiderio umile. Ella non ha diritto ma chiede ugualmente facendo capire a Gesù che se la salvezza non è per tutti coloro che la desiderano… Allora non è per nessuno. Desiderare la salvezza significa essere liberati dal maligno che non ci vuole salvi cioè liberi e guariti.

Mt 15, 21-28
Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: "Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio". Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: "Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!". Egli rispose: "Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d'Israele".
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: "Signore, aiutami!". Ed egli rispose: "Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini". "È vero, Signore - disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni".
Allora Gesù le replicò: "Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri". E da quell'istante sua figlia fu guarita.

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Piazza San Pietro, 2
San Pietro
19020

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10:00 - 18:00

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