Maria in Rovereto
Origini: la prima chiesa risale al 1290. Di essa probabilmente rimane solo una parte, forse il presbiterio, che è l'attuale sacrestia. Questa chiesa originale, aveva il titolo di S. Era all'inizio servita dai Frati minori; essi vennero successivamente sostituiti dai Carmelitani Scalzi. Questa chiesa cambia titolo e assume quello di S. Maria del Monte Carmelo il 1 aprile 1334. Al
la chiesa i Carmelitani aggiungono il convento con il relativo chiostro la fine del 1400. Ma la chiesa non è più sufficiente per l'accorrere dei fedeli e si pensa a costruire una nuova chiesa. Si inizia costruendo il campanile che viene terminato nel 1657. Il 25 maggio 1678 vine posta la prima pietra dell'attuale chiesa, dopo aver demolito l'antecedente. Nel 1694 la costruzione della struttura muraria è completata. Nel 1776 si completa l'abbellimento della facciata. Essa è opera del veronese Giovanni Battista Schiavi, il quale si fa aiutare dal fratello, ottimo scultore, per ornare la facciata di quattro statue, che rappresentano i santi Carmelitani: Teresa, Alberto carmelitano, Maria Maddalena de'Pazzi ed Elia Profeta. Intanto infuriava la guerra di religione fra Giuseppe II e i vari ordini religiosi, in particolare i Carmelitani, che vengono sopressi il 19 febbraio 1785. I loro beni vengono incamerati dal “fondo di religione”. Per riavere la chiesa il Vescovo di Trento, Pier Vigilio conte di Thunn, il 22 ottobre 1787 istituisce la parrocchia di S. Maria del Carmine. Solo dopo tre anni, nel 1790, la chiesa viene restituita al Comune di Rovereto e da questo alla parrocchia. Il 29 giugno 1820 la chiesa viene ufficialmente consacrata al Vescovo di Chioggia mons. Provedi-Manfrin. Successivamente venne decorato l'interno della chiesa, fino ad allora tipicamente carmelitana, cioè tutta disadorna, tranne naturalmente il presbiterio con le opere di Gasparantonio Baroni de' Cavalcabò di Borgo Sacco. Nel 1910 il pittore Cisterna affresca il catino dell'abside e nel 1923 l'architetto Wenter-Marini prepara il graffitto della volta, che viene eseguito da un imbianchino di Trento. La chiesa è ornata dai bellissimi altari in marmo policromo dei fratelli Benedetti di Castione. Le pale di tali altari sono tutte di pittori settecenteschi come Giuglio Qu***ia, comasco, Bartolomeo Zeni, veronese, Antonio Pieri, vicentino. La Via Crucis, del 1878, è del pittore saccense Ferdinando Caracristi.