I cristiani non dovrebbero sedersi aspettando il compimento finale delle Sue promesse ma si mettono in movimento: Nel cammino del discepolato e della santificazione personale (Colossesi 3:10) Ci sono molti governanti in questi giorni che si definiscono cristiani, che presumono con arroganza che il loro potere non sia limitato da nessuno, nemmeno da Dio, e si circondano di adulatori che li adorano
come dei sulla terra. Per non parlare dei tanti altri che, per paura o per costrizione, o credono, o sembrano credere, che i governanti debbano essere obbediti in ogni cosa, e da tutti gli uomini. Perciò, vedendo l'infelicità di questi tempi è tale che non c'è nulla di così fermo, certo, o puro, che non sia scosso, disonorato, o contaminato, che chiunque considera queste cose ammetterà che questa domanda non è solo la più redditizia, ma anche per la maggior parte necessaria. Da parte nostra, quando consideriamo la causa delle molte calamità che hanno afflitto la Cristianità ultimamente, mi vengono in mente le parole del profeta Osea: "I capi di Giuda son come quelli che spostano i termini; io riverserò la mia ira su loro come acqua. Qui vedete il peccato dei capi e del popolo pienamente manifestato in questi due versi. I governanti eccedono la loro autorità, non accontentandosi di quell'autorità che l'Onnipotente e tutto il bene che Dio ha dato loro, ma cercano di usurpare quella sovranità che ha riservato a Se stesso su tutti gli uomini. E non accontentarsi del potere assoluto sulle vite e sulle proprietà dei loro sudditi, questi tiranni si impadroniscono del diritto di dominare anche le loro coscienze, su cui l'autorità appartiene solo a Gesù Cristo. Cristiani in movimento
Raggiunti dalla grazia di Dio attraverso l’annuncio dell’Evangelo e condotti al ravvedimento e alla fede nel Signore e Salvatore Gesù Cristo, i cristiani non “si siedono” aspettando il compimento finale delle Sue promesse ma si mettono in movimento:
(1) Nel cammino del discepolato e della santificazione personale. Difatti, come ci dice l’Apostolo: “vi siete rivestiti del nuovo, che si va rinnovando in conoscenza a immagine di colui che l'ha creato” (Colossesi 3:10). (2) Nel cammino di approfondimento della verità rivelata attraverso lo studio del contributo che i ministeri che Dio ha dato alla Sua chiesa oggi e attraverso i secoli: “È lui che ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori per il perfezionamento dei santi in vista dell'opera del ministero e dell'edificazione del corpo di Cristo” (Efesini 4:11-12). Difatti noi: “lasciando l'insegnamento elementare intorno a Cristo, tendiamo a quello superiore e non stiamo a porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio” (Ebrei 6:1). (3) Nel cammino del servizio di Dio secondo i talenti che Egli ha dato a ciascuno: “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Matteo 28:19). Questo Grande Mandato non implica solo accompagnare persone al ravvedimento, alla fede in Cristo e alla confessione di fede, ma testimoniare concretamente e promuovere lo stile di vita insegnatoci dal Signore Gesù Cristo in ogni ambito della vita e della società umana. A Cristo vanno infatti conquistati non solo singoli individui, ma anche nazioni, allorché ci impegniamo a livello sociale e politico a dimostrare e applicare la superiorità della Legge rivelata di Dio per l’autentico benessere della società umana. (4) Nel cammino di edificazione di famiglie, scuole, comunità cristiane, agenzie di solidarietà sociale, strutture sociopolitiche ecc. dove esplicita e tangibile sia la regalità di Cristo. La chiesa cristiana non è un’istituzione che serve sé stessa e gestisce una spiritualità privatistica (un club religioso) in un mondo lasciato alla sovranità di altri signori, ma un movimento dinamico e flessibile, fraterno (non autoritario), un popolo, che risponde alla chiamata del Cristo a essere sale e luce di questo mondo: “Voi siete il sale della terra; ora, se il sale diviene insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non a esser gettato via e calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo; una città posta sopra un monte non può rimaner nascosta; e non si accende una lampada per metterla sotto il moggio; anzi la si mette sul candeliere ed ella fa lume a tutti quelli che sono in casa” (Matteo 5:13-15). Gruppo Telegram: https://t.me/joinchat/z2i1mrx2IcwwMGU0
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