Chiesa in Italia oggi. Le news più importanti.

Chiesa in Italia oggi. Le news più importanti. Chiesa in Italia oggi. Pagina gratuita senza scopo di lucro. La pagina raccoglie informazioni sulla Chiesa che vive in Itali.
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Rilanciamo le news più importanti della Chiesa in Italia e tutto ciò che riguarda la Santa Sede, ovvero il ministero del Successore di Pietro. Si comunica che:
- verranno cancellati e segnalati i commenti offensivi e oltraggiosi verso la Chiesa cattolica e i suoi ministri, in modo particolare verso la sacra persona del Sommo Pontefice;
- verranno cancellati commenti offensivi verso terzi.

𝐂𝐡𝐢𝐞𝐬𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐬𝐯𝐮𝐨𝐭𝐚𝐧𝐨, 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐛𝐢𝐭𝐞𝐫𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐚𝐧𝐨: 𝐜𝐫𝐨𝐧𝐚𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐫𝐢𝐬𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐫𝐨𝐠𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢.𝑁𝑜𝑛 𝑒' 𝑢𝑛𝑎 𝑐𝑟𝑖𝑠𝑖 𝑖𝑚𝑝𝑟𝑜𝑣𝑣𝑖𝑠...
15/06/2026

𝐂𝐡𝐢𝐞𝐬𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐬𝐯𝐮𝐨𝐭𝐚𝐧𝐨, 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐛𝐢𝐭𝐞𝐫𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐚𝐧𝐨: 𝐜𝐫𝐨𝐧𝐚𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐫𝐢𝐬𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐫𝐨𝐠𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢.

𝑁𝑜𝑛 𝑒' 𝑢𝑛𝑎 𝑐𝑟𝑖𝑠𝑖 𝑖𝑚𝑝𝑟𝑜𝑣𝑣𝑖𝑠𝑎. 𝑁𝑜𝑛 𝑒' 𝑛𝑒𝑝𝑝𝑢𝑟𝑒 𝑠𝑜𝑙𝑡𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑢𝑛𝑎 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑛𝑢𝑚𝑒𝑟𝑖𝑐𝑎. 𝐸' 𝑢𝑛𝑎 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑙𝑒𝑛𝑡𝑎, 𝑠𝑖𝑙𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑠𝑎, 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑟𝑎𝑣𝑒𝑟𝑠𝑎 𝑙𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑡𝑎' 𝑒𝑐𝑐𝑙𝑒𝑠𝑖𝑎𝑙𝑖 𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑜𝑔𝑔𝑖 𝑎𝑝𝑝𝑎𝑟𝑒 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑝𝑖𝑢' 𝑑𝑖𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖𝑙𝑒 𝑑𝑎 𝑖𝑔𝑛𝑜𝑟𝑎𝑟𝑒.

Basta entrare in molte parrocchie per percepire un cambiamento: assemblee ridotte, volti sempre più anziani, attività che faticano a coinvolgere, preti affaticati, giovani quasi invisibili. Dietro questi segnali si intrecciano fenomeni diversi che non possono essere letti separatamente.

𝑼𝒏𝒂 𝒔𝒊𝒕𝒖𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒆𝒄𝒄𝒍𝒆𝒔𝒊𝒂𝒍𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒑𝒖𝒐' 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒍𝒊𝒒𝒖𝒊𝒅𝒂𝒕𝒂 𝒄𝒐𝒏 𝒍𝒆 𝒔𝒕𝒂𝒕𝒊𝒔𝒕𝒊𝒄𝒉𝒆.
Per anni si è parlato di "cambio d’epoca", di secolarizzazione, di trasformazione culturale. E certamente tutto questo esiste. Ma limitarsi a spiegare la situazione ecclesiale con fattori esterni rischia di diventare una forma di autoassoluzione. La domanda oggi sembra essere un’altra: quanto della crisi viene da fuori e quanto nasce dentro le nostre comunità? In molte realtà si avverte una fatica generale: diminuisce la partecipazione ordinaria, si riduce il senso di appartenenza ecclesiale, cresce un cristianesimo occasionale, legato ai sacramenti ma poco o niente radicato nella vita comunitaria. La Chiesa continua a produrre eventi; più difficile appare generare percorsi.

𝑷𝒓𝒆𝒕𝒊 𝒔𝒕𝒂𝒏𝒄𝒉𝒊: 𝒊𝒍 𝒗𝒐𝒍𝒕𝒐 𝒏𝒂𝒔𝒄𝒐𝒔𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒄𝒓𝒊𝒔𝒊.
Tra i primi a portare il peso di questa situazione ci sono i preti. Sempre più spesso si incontrano presbiteri che sembrano vivere una condizione di logoramento continuo: più parrocchie da seguire, burocrazia crescente, richieste amministrative, gestione economica, emergenze quotidiane. Il prete diventa organizzatore, amministratore, coordinatore, tecnico, mediatore. E lentamente si affaccia una domanda scomoda: quando resta il tempo per essere pastore? La stanchezza non è solo fisica. In molti casi appare spirituale ed esistenziale: si continua a fare molto, ma con la sensazione di incidere sempre meno. Eppure è anche vero che a molti piace essere così.

𝑸𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒊𝒍 𝒇𝒂𝒓𝒆 𝒑𝒓𝒆𝒏𝒅𝒆 𝒊𝒍 𝒑𝒐𝒔𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒑𝒂𝒔𝒕𝒐𝒓𝒂𝒍𝒆.
Da questa fatica nasce un altro fenomeno sempre più evidente. Molti sacerdoti finiscono per dedicarsi a tutto: lavori, strutture, gestione, presenza istituzionale, attività collaterali, iniziative continue. La pastorale, intesa come accompagnamento delle persone, ascolto, formazione, visita alle famiglie, cura delle relazioni, rischia di diventare l’ultima voce dell’agenda. Paradossalmente si moltiplicano gli impegni mentre si riduce il tempo per ciò che costituisce il cuore del ministero. Il rischio è costruire comunità efficienti ma non necessariamente generative.

𝑷𝒐𝒄𝒉𝒆 𝒗𝒐𝒄𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊: 𝒊𝒍 𝒔𝒊𝒏𝒕𝒐𝒎𝒐 𝒑𝒊𝒖' 𝒗𝒊𝒔𝒊𝒃𝒊𝒍𝒆.
In questo scenario il calo delle vocazioni al presbiterato, appare inevitabilmente come uno degli indicatori più evidenti. Seminari ridimensionati, ingressi ridotti, età media del clero che cresce. Ma anche qui la domanda è delicata: la crisi vocazionale è solo effetto del contesto culturale? Oppure i giovani non vedono più nel ministero una forma di vita desiderabile? Perchè una vocazione nasce raramente da un discorso. Nasce quasi sempre dall’incontro con una testimonianza.

𝑳𝒂 𝒄𝒓𝒊𝒔𝒊 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒕𝒆𝒔𝒕𝒊𝒎𝒐𝒏𝒊𝒂𝒏𝒛𝒂 𝒗𝒐𝒄𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒆.
Molti giovani oggi conoscono preti impegnati, competenti, generosi. Ma quanti incontrano preti realmente felici del proprio ministero? La testimonianza vocazionale non consiste nel reclutamento o nella promozione del presbiterato. Consiste nel mostrare che una vita donata è una vita piena. Se il prete appare costantemente affaticato, solo, frustrato o schiacciato dai problemi, difficilmente susciterà domande vocazionali. Le vocazioni non crescono dove si parla molto del sacerdozio ministeriale. Crescono dove qualcuno riesce ancora a renderlo desiderabile.

𝑮𝒊𝒐𝒗𝒂𝒏𝒊 𝒔𝒂𝒄𝒆𝒓𝒅𝒐𝒕𝒊 𝒆 𝒊𝒍 𝒓𝒊𝒔𝒄𝒉𝒊𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝒂𝒖𝒕𝒐𝒓𝒊𝒕𝒂' 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒆𝒏𝒔𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆.
Dentro questa situazione emerge un fenomeno che alcune comunità iniziano a percepire con disagio. Talvolta preti molto giovani, soprattutto quelli appena ordinati, sembrano assumere atteggiamenti fortemente autoritari. Naturalmente non si tratta di una regola nè di un’intera generazione. Ma il fenomeno merita una riflessione. In alcuni casi il passaggio dal lungo tempo del Seminario, fatto di regole, valutazioni, dipendenza e formazione, sembra essere vissuto come una improvvisa liberazione. Il rischio è trasformare il ministero ricevuto in uno spazio di compensazione personale. Dove prima si obbediva, ora si decide. Dove prima si chiedeva permesso, ora si pretende consenso.

𝑳’𝒂𝒖𝒕𝒐𝒓𝒊𝒕𝒂𝒓𝒊𝒔𝒎𝒐 𝒗𝒆𝒓𝒔𝒐 𝒊 𝒇𝒆𝒅𝒆𝒍𝒊 𝒆 𝒍𝒂 𝒑𝒆𝒓𝒅𝒊𝒕𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒓𝒆𝒍𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆.
Quando questo accade, le conseguenze sono immediate. Fedeli poco ascoltati. Collaboratori scoraggiati. Consigli pastorali svuotati. Partecipazione ridotta a semplice esecuzione. L’autorità pastorale, che dovrebbe custodire e far crescere, rischia di diventare controllo. Eppure il paradosso è evidente: in un tempo in cui l’autorità religiosa è culturalmente più fragile, esercitarla in forma rigida raramente genera maggiore adesione. Molto più spesso produce distanza.

𝑪𝒉𝒊𝒆𝒔𝒆 𝒗𝒖𝒐𝒕𝒆: 𝒊𝒍 𝒅𝒂𝒕𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊 𝒗𝒆𝒅𝒐𝒏𝒐.
Chiese vuote: il dato che tutti vedono. Alla fine il fenomeno diventa visibile. Le chiese si svuotano. Non solo nelle grandi città o nelle aree secolarizzate: anche in territori tradizionalmente religiosi si osserva una partecipazione sempre più intermittente. Molti continuano a dirsi credenti.
Meno scelgono di vivere stabilmente una comunità. Il problema non è soltanto quante persone entrano in chiesa. La domanda è: chi sente ancora di appartenervi?

𝑰 𝒈𝒊𝒐𝒗𝒂𝒏𝒊 𝒂𝒔𝒔𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒆 𝒊𝒍 𝒔𝒊𝒍𝒆𝒏𝒛𝒊𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒏𝒖𝒐𝒗𝒆 𝒈𝒆𝒏𝒆𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊.
Tra tutti i vuoti, quello dei giovani è forse il più rumoroso. In molte comunità il passaggio dall’infanzia all’età adulta coincide con un progressivo allontanamento. Le proposte ci sono.
Le attività anche. Ma spesso manca ciò che i giovani cercano di più: relazioni autentiche, ascolto reale, protagonismo, accompagnamento. Il rischio è offrire programmi senza generare appartenenza.

𝑰𝒍 𝒇𝒆𝒏𝒐𝒎𝒆𝒏𝒐 𝒅𝒆𝒊 𝒄𝒓𝒆𝒔𝒊𝒎𝒂𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒇𝒖𝒈𝒂.
Il dato più simbolico resta forse questo. Per molti ragazzi la Cresima non rappresenta un inizio. Diventa un congedo. Anni di catechesi culminano in un sacramento che, nel giro di poche settimane, coincide con l’uscita definitiva dalla vita ecclesiale. Non è un problema dei ragazzi soltanto. È una domanda che investe adulti, famiglie, catechesi, pastorale giovanile e comunità. Se il percorso prepara bene alla celebrazione ma non alla vita cristiana, il rischio è trasformare il sacramento della confermazione in un rito di conclusione.

E allora la domanda finale diventa inevitabile. La Chiesa sta perdendo i giovani perchè il mondo è cambiato, oppure perchè in alcuni casi non riesce più a mostrare che il Vangelo cambia davvero la vita? Forse la risposta non sta nel fare di più. Forse sta nel tornare a generare.

"𝐈𝐥 𝐒𝐢𝐠𝐧𝐨𝐫𝐞 𝐞' 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐟𝐮𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐨𝐯𝐞𝐫𝐨": 𝐢𝐥 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐋𝐞𝐨𝐧𝐞 𝐗𝐈𝐕 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐗 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐏𝐨𝐯𝐞𝐫𝐢.È stato pubblicat...
14/06/2026

"𝐈𝐥 𝐒𝐢𝐠𝐧𝐨𝐫𝐞 𝐞' 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐟𝐮𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐨𝐯𝐞𝐫𝐨": 𝐢𝐥 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐋𝐞𝐨𝐧𝐞 𝐗𝐈𝐕 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐗 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐏𝐨𝐯𝐞𝐫𝐢.

È stato pubblicato oggi il Messaggio del Santo Padre Leone XIV per la X Giornata mondiale dei Poveri, che sarà celebrata domenica 15 novembre 2026, ###III Domenica del Tempo Ordinario. Il tema scelto dal Pontefice, "Il Signore è il rifugio del povero" (Cfr Sal 14,6), si presenta come un invito rivolto alla Chiesa e al mondo: tornare a guardare ai poveri non come destinatari di assistenza, ma come luogo concreto in cui si manifesta il volto di Dio.

Il Messaggio prende avvio dalla meditazione del Salmo 14, nato nel contesto della distruzione del tempio di Gerusalemme, quando il popolo sperimentò una profonda miseria materiale e spirituale. Da quella esperienza emerge una convinzione decisiva: Dio non abbandona il povero, ma si rivela come suo rifugio e sua speranza.

Il Papa legge questo testo biblico alla luce del presente e denuncia con chiarezza una contraddizione che attraversa il nostro tempo: l’emarginazione crescente di chi è fragile e l’affermarsi di una cultura che, pur senza negare apertamente Dio, vive come se egli fosse assente. La perdita del senso della trascendenza, osserva il Sommo Pontefice, si traduce spesso nell’indifferenza verso la giustizia, nella corruzione e nella sopraffazione.

In questo scenario, i poveri sono i primi a pagare il prezzo dell’ingiustizia. Il loro grido rischia di essere soffocato da dinamiche sociali e culturali che li rendono invisibili, fino a spegnere la possibilità stessa di essere ascoltati. Leone XIV richiama anche il ruolo dell’ambiente digitale, che può amplificare pregiudizi e alimentare nuove forme di esclusione.

Ma il Messaggio papale non si ferma alla denuncia. Il cuore del testo è profondamente cristologico: il vero rifugio del povero è Gesù Cristo. In lui Dio non rimane distante dalla sofferenza umana, ma entra nella storia, condivide la condizione degli ultimi e offre riparo a chi è stanco, oppresso e privo di speranza.

Per questo il Papa afferma che la Chiesa non può limitarsi ad annunciare il Vangelo ai poveri: deve diventare essa stessa rifugio per loro. Essere Chiesa significa creare spazi di accoglienza, restituire dignità, chiamare per nome, condividere il pane, il tempo e l’ascolto.

Forte è anche il richiamo all’esame di coscienza comunitario. Leone XIV pone domande che interrogano ogni battezzato: siamo davvero segno di un Dio che è rifugio per i poveri? Arriviamo nei luoghi della marginalità? Conosciamo i loro volti, ascoltiamo le loro attese, sosteniamo il loro desiderio di giustizia?

In questo contesto, il Papa richiama anche il proprio Magistero e l’orizzonte di una Chiesa delle Beatitudini: una Chiesa che cammina povera con i poveri e riconosce in ciascuno una presenza preziosa.

Infine, nell’anno in cui ricorre l’ottavo centenario della morte del serafico padre San Francesco, il Messaggio si conclude con il richiamo all’esperienza del Poverello di Assisi, che scelse di condividere concretamente la condizione dei mendicanti per comprenderne il dolore e restituire loro fraternità.

La Chiesa ambrosiana ha 12 nuovi presbiteri. L'Ordinazione presbiterale in Duomo, conferita da S.E. Mons. Mario Delpini....
14/06/2026

La Chiesa ambrosiana ha 12 nuovi presbiteri. L'Ordinazione presbiterale in Duomo, conferita da S.E. Mons. Mario Delpini.

© Foto: Andrea Cherchi

Il 13 giugno del 1946, Umberto II di Savoia, lascia l'Italia dopo il referendum istituzionale del 2 giugno. Sono passati...
13/06/2026

Il 13 giugno del 1946, Umberto II di Savoia, lascia l'Italia dopo il referendum istituzionale del 2 giugno. Sono passati 80 anni.

𝐒𝐚𝐧𝐭’𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐏𝐚𝐝𝐨𝐯𝐚, 𝐢𝐥 𝐬𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚 𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐜𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐨.Il 13 giugno la Chiesa ricorda sant’Antonio ...
13/06/2026

𝐒𝐚𝐧𝐭’𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐏𝐚𝐝𝐨𝐯𝐚, 𝐢𝐥 𝐬𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚 𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐜𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐨.

Il 13 giugno la Chiesa ricorda sant’Antonio di Padova, tra i santi più amati e popolari del cristianesimo. Nato a Lisbona nel 1195 e morto a Padova nel 1231, francescano, predicatore instancabile e profondo conoscitore della Sacra Scrittura, Antonio continua ancora oggi ad attraversare il tempo come figura capace di unire semplicità popolare e profondità evangelica.

Spesso invocato come il santo delle cose perdute, sant’Antonio è stato anzitutto un uomo che ha aiutato molti a ritrovare ciò che conta davvero: Dio, la fede, il Vangelo vissuto nella quotidianità. La sua parola era chiara, concreta, vicina alla gente; la sua attenzione ai poveri e agli ultimi ne ha fatto un testimone credibile della ca**tà cristiana.

La devozione verso di lui rimane straordinariamente viva: chiese affollate, pane benedetto, preghiere, processioni e gesti di solidarietà raccontano una santità che non appartiene al passato ma continua a generare bene.

Ieri mattina, nella solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, la comunità del Dicastero per il Clero si è riunita per la...
13/06/2026

Ieri mattina, nella solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, la comunità del Dicastero per il Clero si è riunita per la celebrazione della Santa Messa, presieduta dal Prefetto, il Cardinale Lazzaro You Heung-sik, per pregare in modo particolare per tutti i presbiteri del mondo.

𝐔𝐧 𝐫𝐢𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐧𝐚𝐭𝐭𝐞𝐬𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐏𝐚𝐩𝐚: 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐨 𝐢𝐥 𝐕𝐢𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐀𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐢𝐧 𝐒𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚 𝐭𝐫𝐚 𝐢𝐥 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐑𝐞 𝐞 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐞𝐫𝐨𝐦𝐨𝐛𝐢𝐥𝐞...
12/06/2026

𝐔𝐧 𝐫𝐢𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐧𝐚𝐭𝐭𝐞𝐬𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐏𝐚𝐩𝐚: 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐨 𝐢𝐥 𝐕𝐢𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐀𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐢𝐧 𝐒𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚 𝐭𝐫𝐚 𝐢𝐥 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐑𝐞 𝐞 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐞𝐫𝐨𝐦𝐨𝐛𝐢𝐥𝐞.

Si è concluso con un imprevisto tecnico il Viaggio Apostolico di Papa Leone XIV in Spagna. Al termine della Santa Messa presieduta nella solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, presso il Porto di Santa Cruz de Tenerife, ultimo grande appuntamento pubblico del pellegrinaggio, il Santo Padre si è trasferito in auto all’Aeroporto internazionale di Tenerife Norte – Los Rodeos per la Cerimonia ufficiale di congedo dalla Spagna. Alle ore 16.30 il Pontefice è stato accolto da Sua Maestà il Re di Spagna, Felipe VI, con il quale si è intrattenuto in un breve incontro privato prima del commiato conclusivo.

Terminato il saluto alle rispettive delegazioni, Leone XIV è salito a bordo dell’Airbus A320 Iberia destinato al rientro a Roma, mentre si concludevano gli ultimi atti ufficiali del viaggio. Tuttavia, poco prima della partenza, è emerso un inconveniente tecnico all’aeromobile del volo papale. Secondo le informazioni successivamente diffuse, l’anomalia è stata rilevata durante le operazioni preparatorie al decollo e ha reso necessario sospendere il rientro programmato per consentire tutte le verifiche di sicurezza.

Di fronte all’impossibilità di utilizzare il velivolo inizialmente previsto, è stata predisposta una soluzione alternativa: il Santo Padre ha fatto ritorno a Roma a bordo dell’aereo messo a disposizione da Sua Maestà il Re di Spagna. Il gesto del Sovrano spagnolo ha consentito di garantire il regolare rientro del Pontefice, mentre il personale della Santa Sede e i giornalisti al seguito sono rimasti sull’isola per essere successivamente trasferiti a Roma con un ulteriore aeromobile predisposto da Iberia.

L’aereo con a bordo Papa Leone XIV è decollato dall’Aeroporto internazionale di Tenerife Norte – Los Rodeos alle ore 18.08 locali (19.08 ora di Roma) ed è atterrato all’Aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Roma-Fiumicino alle ore 23.05. Prima di mezzanotte il Papa ha lasciato poi il territorio italiano per far rientro in Vaticano.

© Foto: Vatican media
comunicazione.va
Santa Sede

12/06/2026

𝐈𝐥 𝐕𝐢𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐀𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐒𝐨𝐦𝐦𝐨 𝐏𝐨𝐧𝐭𝐞𝐟𝐢𝐜𝐞 𝐋𝐞𝐨𝐧𝐞 𝐗𝐈𝐕 𝐢𝐧 𝐒𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚.

𝐷𝑎𝑙 6 𝑎𝑙 12 𝑔𝑖𝑢𝑔𝑛𝑜, 𝑃𝑎𝑝𝑎 𝐿𝑒𝑜𝑛𝑒 𝑋𝐼𝑉 ℎ𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑖𝑢𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑠𝑢𝑜 𝑉𝑖𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝐴𝑝𝑜𝑠𝑡𝑜𝑙𝑖𝑐𝑜 𝑖𝑛 𝑆𝑝𝑎𝑔𝑛𝑎, 𝑎𝑡𝑡𝑟𝑎𝑣𝑒𝑟𝑠𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑖𝑙 𝑃𝑎𝑒𝑠𝑒 𝑖𝑛 𝑢𝑛 𝑖𝑡𝑖𝑛𝑒𝑟𝑎𝑟𝑖𝑜 𝑐ℎ𝑒 ℎ𝑎 𝑢𝑛𝑖𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑙𝑖𝑛𝑔𝑢𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑓𝑒𝑑𝑒, 𝑖𝑙 𝑑𝑖𝑎𝑙𝑜𝑔𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑒 𝑖𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖, 𝑙’𝑖𝑛𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑚𝑜𝑛𝑑𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑒 𝑙’𝑎𝑡𝑡𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑛𝑢𝑜𝑣𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑓𝑒𝑟𝑖𝑒 𝑢𝑚𝑎𝑛𝑒. 𝐷𝑎 𝑀𝑎𝑑𝑟𝑖𝑑 𝑎 𝐵𝑎𝑟𝑐𝑒𝑙𝑙𝑜𝑛𝑎 𝑓𝑖𝑛𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑒 𝐼𝑠𝑜𝑙𝑒 𝐶𝑎𝑛𝑎𝑟𝑖𝑒, 𝑖𝑙 𝑅𝑜𝑚𝑎𝑛𝑜 𝑃𝑜𝑛𝑡𝑒𝑓𝑖𝑐𝑒 ℎ𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑜𝑠𝑡𝑜 𝑢𝑛 𝑝𝑒𝑟𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑛𝑒𝑙 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑒 𝑐𝑒𝑙𝑒𝑏𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑎𝑠𝑐𝑜𝑙𝑡𝑜 𝑒 𝑐𝑎𝑟𝑖𝑡𝑎' 𝑠𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑖𝑛𝑡𝑟𝑒𝑐𝑐𝑖𝑎𝑡𝑖 𝑖𝑛 𝑢𝑛’𝑢𝑛𝑖𝑐𝑎 𝑒𝑠𝑝𝑒𝑟𝑖𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑒𝑐𝑐𝑙𝑒𝑠𝑖𝑎𝑙𝑒.

6 𝒈𝒊𝒖𝒈𝒏𝒐. 𝑴𝒂𝒅𝒓𝒊𝒅, 𝒍’𝒊𝒏𝒄𝒐𝒏𝒕𝒓𝒐 𝒄𝒐𝒏 𝒊𝒍 𝑷𝒂𝒆𝒔𝒆 𝒆 𝒊𝒍 𝒗𝒐𝒍𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒔𝒑𝒆𝒓𝒂𝒏𝒛𝒂. Il Viaggio Apostolico è iniziato con la partenza da Roma. Durante il volo verso la Spagna il Santo Padre ha rivolto il suo saluto ai giornalisti presenti a bordo e ha inviato i consueti telegrammi ai capi di Stato dei territori sorvolati. Giunto all’Aeroporto internazionale Adolfo Suárez Madrid-Barajas, il Papa è stato accolto ufficialmente dalle autorità spagnole prima di raggiungere il centro della capitale. Al Palazzo Reale si sono svolte la cerimonia ufficiale di benvenuto e la visita di cortesia alle Loro Maestà i Reali di Spagna. È seguito l’incontro con le Autorità, la società civile e il Corpo diplomatico, nel quale Leone XIV ha richiamato il valore della dignità della persona e della responsabilità condivisa. La prima giornata è proseguita con la visita agli operatori e agli assistiti del progetto "CEDIA 24 horas", esperienza concreta di prossimità verso le persone più fragili. La sera il Santo Padre ha incontrato migliaia di giovani nella veglia di preghiera in Plaza de Lima, inaugurando così il primo grande momento popolare del viaggio.

7 𝒈𝒊𝒖𝒈𝒏𝒐. 𝑰𝒍 𝑪𝒐𝒓𝒑𝒖𝒔 𝑫𝒐𝒎𝒊𝒏𝒊 𝒆 𝒊𝒍 𝒅𝒊𝒂𝒍𝒐𝒈𝒐 𝒄𝒐𝒏 𝒍𝒂 𝒄𝒖𝒍𝒕𝒖𝒓𝒂. La solennità del Corpus Domini ha segnato il cuore spirituale della permanenza a Madrid. In Plaza de Cibeles il Santo Padre ha presieduto la Santa Messa, indicando nell’Eucaristia il centro della vita ecclesiale e una sorgente di comunione e testimonianza. Ha avuto luogo la processione del Santissimo Sacramento. Nel pomeriggio il Sommo Pontefice ha incontrato presso la Movistar Arena rappresentanti del mondo della cultura, dell’arte, dell’economia e dello sport, incoraggiando il dialogo tra fede, creatività e responsabilità sociale.

8 𝒈𝒊𝒖𝒈𝒏𝒐. 𝑳𝒆 𝒊𝒔𝒕𝒊𝒕𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊, 𝒊 𝒗𝒆𝒔𝒄𝒐𝒗𝒊 𝒆 𝒍𝒂 𝑪𝒉𝒊𝒆𝒔𝒂 𝒅𝒊 𝑴𝒂𝒅𝒓𝒊𝒅. La terza giornata si è aperta con l’incontro presso il Palacio de las Cortes con i membri del Parlamento spagnolo. Successivamente Leone XIV ha raggiunto la sede della Conferenza episcopale sp****la per il confronto con i vescovi del Paese. Nel pomeriggio il Santo Padre si è recato nella Cattedrale di Santa María la Real de la Almudena per la preghiera e l’omaggio alla Vergine dell’Almudena, affidando alla sua protezione il popolo spagnolo. La giornata si è conclusa nello stadio Santiago Bernabéu con il grande incontro con la Comunità diocesana.

9 𝒈𝒊𝒖𝒈𝒏𝒐. 𝑫𝒂𝒊 𝒗𝒐𝒍𝒐𝒏𝒕𝒂𝒓𝒊 𝒅𝒊 𝑴𝒂𝒅𝒓𝒊𝒅 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒑𝒓𝒆𝒈𝒉𝒊𝒆𝒓𝒂 𝒅𝒊 𝑩𝒂𝒓𝒄𝒆𝒍𝒍𝒐𝒏𝒂. La giornata del Papa è iniziata presso il Padiglione 3 dell’IFEMA di Madrid con l’incontro con i volontari, ai quali il Pontefice ha espresso gratitudine per il servizio silenzioso e quotidiano. Conclusa la tappa madrilena, il Santo Padre si è congedato dalla Nunziatura Apostolica e si è trasferito a Barcellona. All’arrivo si sono svolti il saluto alle autorità e la cerimonia ufficiale di accoglienza. Successivamente il Papa ha raggiunto la Cattedrale della Santa Croce e di Sant’Eulalia per presiedere la liturgia dell’Ora Media. La sera, nello Stadio Olimpico "Lluís Companys", ha presieduto la veglia di preghiera.

10 𝒈𝒊𝒖𝒈𝒏𝒐. 𝑴𝒊𝒔𝒆𝒓𝒊𝒄𝒐𝒓𝒅𝒊𝒂, 𝒄𝒂𝒓𝒊𝒕𝒂' 𝒆 𝒊𝒍 𝒔𝒆𝒈𝒏𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑺𝒂𝒈𝒓𝒂𝒅𝒂 𝑭𝒂𝒎𝒊𝒍𝒊𝒂. Il giorno successivo si è aperto con la visita al Centro penitenziario Brians 1. Dopo gli incontri con direzione, operatori, cappellani, volontari e detenuti, il Papa ha rivolto parole di riconciliazione e speranza. Successivamente il Santo Padre si è trasferito all’Abbazia di Nostra Signora di Montserrat, dove si è raccolto in preghiera davanti all’immagine della Vergine, ha guidato la preghiera del santo Rosario, ha salutato i fedeli e ha incontrato la comunità monastica. Nel pomeriggio il Sommo Pontefice ha raggiunto il quartiere del Raval per l’incontro con le realtà di ca**tà e assistenza diocesane presso la Chiesa di Sant’Agustí. La giornata si è conclusa nella Basilica della Sagrada Família con la Santa Messa e con la benedizione della Torre di Gesù Cristo.

11 𝒈𝒊𝒖𝒈𝒏𝒐. 𝑳𝒆 𝑪𝒂𝒏𝒂𝒓𝒊𝒆 𝒆 𝒊𝒍 𝒗𝒐𝒍𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒎𝒊𝒈𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊. Il Papa si è congedato dalla Casa arcivescovile di Barcellona e ha raggiunto l’aeroporto per il trasferimento alle Isole Canarie. Durante il volo sono stati inviati i consueti telegrammi ai capi di Stato dei Paesi sorvolati. All’arrivo presso la base aerea di Gran Canaria-Gando si sono svolti l’accoglienza ufficiale e il saluto alle autorità. Il Pontefice ha quindi raggiunto il Porto di Arguineguín per incontrare le realtà impegnate nell’accoglienza dei migranti. Dopo l’ascolto delle testimonianze, il Papa ha partecipato al momento commemorativo per le vittime delle migrazioni via mare e ha impartito la benedizione a una croce realizzata con il legno di una imbarcazione. Successivamente Leone XIV si è recato nella Cattedrale di Sant’Anna per incontrare vescovi, presbiteri, diaconi, religiosi, religiose, seminaristi e operatori pastorali. La giornata si è conclusa con la Santa Messa nello Stadio di Gran Canaria.

12 𝒈𝒊𝒖𝒈𝒏𝒐. 𝑻𝒆𝒏𝒆𝒓𝒊𝒇𝒆 𝒆 𝒊𝒍 𝒄𝒐𝒏𝒈𝒆𝒅𝒐 𝒅𝒂𝒍𝒍𝒂 𝑺𝒑𝒂𝒈𝒏𝒂. Nell’ultima giornata del pellegrinaggio il Santo Padre si è trasferito a Tenerife. Qui ha incontrato i migranti ospitati presso il Centro Las Raíces e successivamente le realtà impegnate nei percorsi di integrazione. Conclusi gli incontri, il Papa si è trasferito alla Casa vescovile, salutando malati, rappresentanti di alcuni Istituti religiosi e fedeli, ai quali ha rivolto anche un saluto dal balcone. Nel Porto di Santa Cruz de Tenerife il Pontefice ha presieduto la Santa Messa conclusiva del Viaggio Apostolico. Terminata la celebrazione si è svolta la cerimonia ufficiale di congedo presso l’Aeroporto internazionale di Tenerife Norte – Los Rodeos. Qui il Papa ha salutato le autorità presenti e si è intrattenuto in un breve colloquio con Sua Maestà il Re Felipe VI. Prima della partenza è stato inviato il tradizionale telegramma di ringraziamento.

𝐈𝐥 𝐂𝐚𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐑𝐨𝐦𝐞𝐨, 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐯𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐚 𝐂𝐚𝐭𝐚𝐧𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞.Il Cardinale Paolo Romeo, Arcivescovo...
10/06/2026

𝐈𝐥 𝐂𝐚𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐑𝐨𝐦𝐞𝐨, 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐯𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐚 𝐂𝐚𝐭𝐚𝐧𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞.

Il Cardinale Paolo Romeo, Arcivescovo metropolita emerito di Palermo, è ricoverato da domenica scorsa presso l’Ospedale "San Marco" di Catania a motivo delle attuali condizioni di salute.

Le condizioni del porporato sono seguite dai sanitari della struttura ospedaliera, dove permane attualmente in osservazione e assistenza medica.

Il Santo Padre Leone XIV a Lourdes 👇
09/06/2026

Il Santo Padre Leone XIV a Lourdes 👇

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