Chiesa in Italia oggi. Le news più importanti.

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𝐃𝐢𝐨𝐜𝐞𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐓𝐫𝐚𝐩𝐚𝐧𝐢, 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐥𝐚𝐢𝐜𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐚𝐧𝐜𝐞𝐥𝐥𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐯𝐞𝐬𝐜𝐨𝐯𝐢𝐥𝐞.Una novità nella storia della Diocesi...
17/08/2026

𝐃𝐢𝐨𝐜𝐞𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐓𝐫𝐚𝐩𝐚𝐧𝐢, 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐥𝐚𝐢𝐜𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐚𝐧𝐜𝐞𝐥𝐥𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐯𝐞𝐬𝐜𝐨𝐯𝐢𝐥𝐞.

Una novità nella storia della Diocesi di Trapani. Il Vescovo, S.E. Mons. Pietro Maria Fragnelli, ha chiamato l’Avvocato Susanna Catalano a prestare servizio nella Cancelleria vescovile: è la prima donna laica a ricoprire tale incarico.

Una scelta che segna una novità per la Chiesa trapanese e che riconosce, anche nell'ambito degli organismi diocesani, il contributo e le competenze professionali dei fedeli laici e delle donne.

Contestualmente, nella Cancelleria vescovile arriva anche don Gaspare Gruppuso, con l’incarico di addetto. Le due nomine si inseriscono così nel servizio della Curia a sostegno dell’attività pastorale e amministrativa della Diocesi e del ministero del Vescovo.

Il Santo Padre Leone XIV, ha nominato Nunzio Apostolico in Colombia S.E. Mons. Angelo Accattino, Arcivescovo titolare di...
16/08/2026

Il Santo Padre Leone XIV, ha nominato Nunzio Apostolico in Colombia S.E. Mons. Angelo Accattino, Arcivescovo titolare di Sabiona, finora Nunzio Apostolico in Tanzania.

Nato a Asti il 31 luglio del 1966; presbitero dal 25 giugno del 1994; ha ricevuto l'ordinazione episcopale il 25 novembre del 2017 dal Cardinale Pietro Parolin.

15/08/2026

𝑽𝒊𝒆𝒏𝒊 𝑴𝒂𝒎𝒎𝒂...

Ti contempliamo assunta, tutta accolta nell’abbraccio di Dio, eppure ti sentiamo ancora più vicina.

Madre dolcissima, portaci nel cuore come hai portato Gesù. Raccogli le nostre stanchezze, custodisci le persone che amiamo, accarezza le ferite che non sappiamo raccontare a nessuno.

E quando la vita si fa pesante, insegnaci ad alzare gli occhi. Ricordaci che siamo fatti per il cielo, che nulla di ciò che abbiamo amato in Dio andrà perduto, che l’ultima parola non appartiene alla morte, ma alla vita.

Maria, glorificata in anima e corpo, Madre nostra, aspettaci in cielo. E fino a quel giorno, cammina teneramente accanto a noi.

𝐄' 𝐀𝐒𝐒𝐔𝐍𝐓𝐀!

Pio XII (Eugenio Pacelli), il Papa dell'Assunta! Il 1° novembre del 1950, il Sommo Pontefice Pio XII con la Costituzione...
15/08/2026

Pio XII (Eugenio Pacelli), il Papa dell'Assunta! Il 1° novembre del 1950, il Sommo Pontefice Pio XII con la Costituzione dogmatica "Munificentissimus Deus", definì il dogma dell'assunzione di Maria in corpo e anima in cielo.

«La Vergine Maria, completato il corso della sua vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo».

15/08/2026

𝟏𝟓 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨, 𝐚𝐬𝐬𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚: 𝐢𝐥 𝐝𝐨𝐠𝐦𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨 𝐞 𝐬𝐩𝐢𝐫𝐢𝐭𝐨.

Maria di Nazaret, Madre di Gesù, è stata assunta in cielo in anima e corpo, cioè è stata accolta nella dimensione divina non solo spiritualmente, ma anche fisicamente, al termine della sua vita terrena.

Questa credenza, presente da secoli nella tradizione cristiana, è stata formalmente definita dogma di fede solo nel 1950, da Papa Pacelli, Pio XII, con la Costituzione Apostolica Munificentissimus Deus. È uno degli ultimi dogmi proclamati dalla Chiesa.

Sebbene definito solo nel XX secolo, il contenuto dell’assunzione della Vergine, affonda le radici in una lunga storia di riflessione teologica e devozione popolare. Già nei primi secoli del cristianesimo, soprattutto in ambito orientale, si celebrava la Dormizione di Maria, una festa che evocava il suo “sonno” terreno e la sua glorificazione finale.

La proclamazione del dogma da parte di Pio XII fu preceduta da una consultazione globale dei vescovi cattolici, da un secolo di dibattito dottrinale e da una diffusa attesa nel mondo ecclesiale. Nel documento, il Papa affermava: “La Vergine Immacolata, Madre di Dio, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo”.

Non viene specificato se Maria sia morta o meno: la formulazione lascia volutamente spazio alle diverse tradizioni, sia quelle che parlano di morte, sia quelle che immaginano un passaggio diretto alla gloria divina.

Per la Chiesa, l’assunzione è molto più di un gesto miracoloso: è una dichiarazione antropologica. A differenza di molte visioni religiose che tendono a svalutare il corpo, qui si afferma che la corporeità umana ha valore eterno, e che il destino ultimo dell’essere umano non è lo spirito disincarnato, ma l’integrità della persona.

Nel dogma dell’assunzione, la materia e lo spirito non sono in opposizione: vengono riconciliati. È un messaggio controcorrente, soprattutto in un’epoca in cui la fisicità è spesso ridotta a oggetto di consumo, o separata artificialmente dalla dimensione interiore.

Dal punto di vista culturale, il dogma dell’assunzione è anche uno dei pochi momenti nella storia della dottrina cristiana in cui una donna viene posta al centro di un destino escatologico universale.

Maria non è soltanto Madre di Gesù: è la prima creatura umana ad essere pienamente assunta nella gloria divina. E questo non per potere o merito sociale, ma per la sua disponibilità a compiere un compito, per la sua fedeltà silenziosa, per l’integrità della sua vita.

In un contesto come quello del XX secolo, segnato da guerre, ideologie e crisi del senso, la proclamazione del dogma da parte di Papa Pacelli, può essere letta anche come una risposta culturale: un modo per riaffermare la centralità della dignità umana, della speranza e della continuità tra la vita e ciò che la trascende.

Per molti, il 15 agosto rimane principalmente una festa civile. Ma in diverse regioni italiane, soprattutto nel Sud, la celebrazione religiosa della Vergine assunta in cielo è ancora fortemente sentita, con processioni, Messe solenni e riti comunitari.

Al di là della fede personale, il dogma dell’assunzione di Maria è un elemento importante dell’identità culturale e simbolica dell’Europa cristiana. Parla del valore della persona, della possibilità di redenzione, e di un legame profondo tra la terra e il cielo, tra la vita quotidiana e un destino più grande.


𝐆𝐢𝐥𝐥𝐞𝐬 𝐁𝐨𝐮𝐡𝐨𝐮𝐫𝐬 𝐞 𝐢𝐥 𝐝𝐨𝐠𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐚𝐬𝐬𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥 𝐜𝐢𝐞𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐁𝐞𝐚𝐭𝐚 𝐕𝐞𝐫𝐠𝐢𝐧𝐞 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚.Il 1° novembre del 1950, Piazza San Pietro...
15/08/2026

𝐆𝐢𝐥𝐥𝐞𝐬 𝐁𝐨𝐮𝐡𝐨𝐮𝐫𝐬 𝐞 𝐢𝐥 𝐝𝐨𝐠𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐚𝐬𝐬𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥 𝐜𝐢𝐞𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐁𝐞𝐚𝐭𝐚 𝐕𝐞𝐫𝐠𝐢𝐧𝐞 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚.

Il 1° novembre del 1950, Piazza San Pietro era gremita come nei grandi giorni. Papa Eugenio Pacelli (Pio XII), con voce solenne e ferma, proclamava uno dei dogmi più amati della fede cattolica: l’assunzione della Beata Vergine Maria al cielo in anima e corpo. La Costituzione Apostolica "Munificentissimus Deus", suggellava un secolare consenso teologico e devozionale. Ma ciò che accadde nei mesi precedenti, e che oggi ancora sorprende studiosi e fedeli, è la storia di un piccolo bambino francese, apparentemente sconosciuto ai più, e di un segno dal cielo chiesto in preghiera dal Pontefice.

Il suo nome era Gilles Bouhours. Nato in Francia il 27 novembre del 1944, proprio nel giorno della festa della Medaglia Miracolosa, Gilles sopravvisse a una grave meningite nei primi mesi di vita, un evento che la famiglia attribuì a un intervento miracoloso di Santa Teresa di Lisieux, alla quale si erano affidati. Da bambino, Gilles mostrò una profonda predisposizione alla preghiera, al silenzio, alla penitenza. E già a meno di tre anni, si dice, cominciò a vivere esperienze mistiche e apparizioni mariane.

Una di queste, secondo quanto riportato da fonti francesi è particolarmente significativa. Il 1° maggio 1950, Gilles fu ricevuto in Vaticano. Al cospetto di Pio XII, pronunciò poche parole in francese, attribuite alla Vergine stessa: "La Sainte Vierge n’est pas morte. Elle est montée au ciel en corps et en âme" (“La Santa Vergine non è morta. È salita al cielo in corpo e anima”).

Papa Pacelli aveva confidato più volte il desiderio di ricevere una conferma celeste prima di proclamare solennemente il dogma. Gilles Bouhours, quel giorno, rappresentò per lui un segno inatteso ma chiaro. Dopo consultazioni con i vescovi, teologi e cardinali, il Pontefice, noto per la sua sensibilità spirituale, riconobbe in quel piccolo messaggero una conferma alla preghiera che egli stesso aveva rivolto a Maria. Sei mesi dopo, il dogma veniva ufficialmente definito.

Gilles visse soltanto 15 anni. Morì il 24 febbraio del 1960, dopo una malattia rapida e misteriosa. Prima della morte, ricevette tutti i sacramenti. La sua esistenza si concluse nel silenzio, ma lasciò dietro di sè il ricordo di un’anima segnata dalla grazia. Lo scrittore francese Alain Guiot, che ha dedicato diverse opere alla sua figura, ha affermato: "La sua santità dovrebbe essere riconosciuta".

Oggi, a distanza di 75 anni dalla proclamazione del dogma, la figura di Gilles Bouhours rimane poco nota al grande pubblico, ma profondamente significativa per chi la conosce. Per molti fedeli, egli rappresenta la scelta di Dio di parlare attraverso i piccoli, come già accadde a Lourdes o a Fatima. Il suo messaggio, semplice e profondo, anticipa la gioia di tutta la Chiesa: Maria vive, gloriosa in cielo, intercedendo per noi.

E per chi crede, quella verità dogmatica sancita solennemente da Pio XII, che Maria, primizia della redenzione, è già nella gloria con il suo corpo, non è solo una dottrina, ma una speranza concreta: ciò che è stato compiuto in lei, sarà compiuto anche in noi.

15/08/2026

𝐀𝐧𝐠𝐞𝐥𝐮𝐬 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐞𝐧𝐧𝐢𝐭𝐚' 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐚𝐬𝐬𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚. 𝐋𝐞𝐨𝐧𝐞 𝐗𝐈𝐕: 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐬𝐬𝐮𝐧𝐭𝐚 𝐢𝐥 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐮𝐨𝐦𝐨, 𝐬𝐚𝐥𝐯𝐚𝐭𝐨 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐨.

Nel giorno dell’assunzione di Maria, da Castel Gandolfo il Papa riconduce la devozione mariana al cuore dell’annuncio cristiano: è Cristo Risorto a condurre l’uomo alla vita eterna. E nella Vergine glorificata si contempla ciò che Dio prepara per l’intera umanità.

C’è una tomba, ma c’è anche un cielo aperto. C’è il sonno della morte, ma soprattutto c’è Cristo Risorto che prende con sè sua Madre. Nelle parole pronunciate dal Papa in Piazza della Libertà a Castel Gandolfo, la solennità dell’assunzione della Beata Vergine Maria diventa una grande catechesi sul destino ultimo dell’uomo.

Il Papa sceglie una strada particolarmente suggestiva: lascia parlare le immagini che per secoli hanno educato la fede del popolo cristiano.

La prima è quella antichissima della Dormizione. Maria è distesa, gli Apostoli la circondano nella preghiera e Cristo Risorto tiene tra le braccia la sua anima, raffigurata come una bambina appena nata. Un’immagine che Leone XIV legge alla luce della promessa di Gesù: «Verrò di nuovo e vi prenderò con me».

È questo il punto decisivo della riflessione: al centro dell’assunzione non c’è anzitutto Maria, ma Cristo Morto e Risorto. È lui che salva, è lui che apre la strada, è lui che conduce l’umanità verso quella comunione con Dio per la quale è stata creata. L’assunta manifesta ciò che la Pasqua di Cristo è capace di compiere nella creatura umana.

Poi lo sguardo si sposta sull’altra grande rappresentazione sviluppatasi in Occidente: Maria appare nella gloria, avvolta di luce, con il suo corpo trasfigurato. Qui emerge con forza un’altra verità essenziale della fede cristiana: Dio non salva soltanto una parte dell’uomo.

Maria è assunta in cielo «in anima e corpo», nell’integrità della sua persona. Proprio quel corpo che aveva dato carne al Verbo, che aveva conosciuto la quotidianità di Nazaret e che aveva accompagnato Gesù fino alla croce, è assunto nella gloria.

Ed è forse qui che le parole del Papa raggiungono maggiormente l’uomo contemporaneo. Il cristianesimo non considera il corpo un involucro destinato semplicemente a essere abbandonato. La fede cristiana attende la «risurrezione della carne». La salvezza riguarda l’uomo intero.

Per questo il Pontefice porta immediatamente lo sguardo da Maria a ciascuno di noi. Ciò che contempliamo in Maria riguarda anche il nostro futuro. La sua glorificazione è singolare, ma la destinazione alla vita eterna appartiene alla promessa rivolta ai redenti. Il Papa richiama san Paolo: Cristo «trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso».

L’assunzione smette così di apparire come un privilegio mariano lontano dalla vita quotidiana e diventa una festa profondamente umana, perchè parla del nostro destino.

In un tempo che spesso oscilla tra il culto esasperato del corpo e la sua riduzione a oggetto, la Chiesa oggi annuncia qualcosa di radicalmente diverso: questa nostra carne fragile, segnata dal tempo, dalla malattia e infine dalla morte, non è estranea alla promessa di Dio. L’ultima parola sull’uomo non appartiene alla corruzione del sepolcro. Appartiene alla Pasqua.

Maria assunta è già là dove la promessa di Cristo conduce. E mentre la Chiesa alza oggi gli occhi verso di lei, Leone XIV invita in realtà a guardare ancora più lontano: verso quella festa senza fine nella quale anche la nostra carne, trasformata dall’amore del Redentore, sarà rivestita di immortalità.

15/08/2026

𝐒𝐨𝐥𝐞𝐧𝐧𝐢𝐭𝐚' 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐚𝐬𝐬𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐚𝐥 𝐜𝐢𝐞𝐥𝐨. 𝐋𝐞𝐨𝐧𝐞 𝐗𝐈𝐕: "𝐋𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐚 𝐛𝐞𝐥𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐢 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐦𝐨𝐫𝐞".

𝐴𝑙𝑙𝑒 𝑜𝑟𝑒 10:00 𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑚𝑎𝑡𝑡𝑖𝑛𝑎, 𝑠𝑜𝑙𝑒𝑛𝑛𝑖𝑡𝑎' 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑠𝑠𝑢𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐵𝑒𝑎𝑡𝑎 𝑉𝑒𝑟𝑔𝑖𝑛𝑒 𝑀𝑎𝑟𝑖𝑎, 𝑖𝑙 𝑆𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑃𝑎𝑑𝑟𝑒 𝐿𝑒𝑜𝑛𝑒 𝑋𝐼𝑉 ℎ𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑖𝑒𝑑𝑢𝑡𝑜 𝑙𝑎 𝑆𝑎𝑛𝑡𝑎 𝑀𝑒𝑠𝑠𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑃𝑎𝑟𝑟𝑜𝑐𝑐ℎ𝑖𝑎 𝑃𝑜𝑛𝑡𝑖𝑓𝑖𝑐𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑆𝑎𝑛 𝑇𝑜𝑚𝑚𝑎𝑠𝑜 𝑑𝑎 𝑉𝑖𝑙𝑙𝑎𝑛𝑜𝑣𝑎 𝑖𝑛 𝐶𝑎𝑠𝑡𝑒𝑙 𝐺𝑎𝑛𝑑𝑜𝑙𝑓𝑜.

Il Pontefice ha ricordato che l’assunzione manifesta il compimento della pienezza di grazia donata a Maria e rivela, nello stesso tempo, il destino al quale è chiamata l’umanità. La bellezza dell’assunzione di Maria, ha spiegato, non va interpretata secondo i criteri estetici contemporanei: "la nostra vera bellezza non consiste nel nascondere i segni del tempo che passa", ma nel portare impressi, anche nella carne, "i segni dell’amore che non ha fine".

Da qui la critica del Papa ai modelli estetici di carattere edonistico e consumistico, che rischiano di far spendere energie in ciò che non conta e non dura. La vera bellezza può invece manifestarsi nelle rughe di un anziano, nel volto di un bambino, nella vitalità dei giovani, nella maturità degli adulti e nella dignità del lavoro quotidiano. È l’amore, ha affermato Papa Leone XIV, "l’ornamento più bello dell’uomo", perché trasforma, nobilita, rende liberi e avvicina a Dio.

Il mistero celebrato nell’assunzione, dunque, non deve essere cercato lontano. Il Papa ne ha indicato i segni concreti nella vita delle famiglie, nei genitori che tornano stanchi dal lavoro, nei nonni che si prendono cura dei nipoti, nei giovani che scelgono di vivere con onestà anche andando controcorrente e in quanti, con fede e dedizione, contribuiscono ogni giorno a "portare un po’ di Cielo sulla terra e la terra verso il cielo".

Maria assunta è così, secondo Leone XIV, non soltanto oggetto di contemplazione, ma immagine della Chiesa e anticipazione della nostra stessa vocazione: nella sua umanità glorificata è mostrata la pienezza di vita alla quale anche noi siamo chiamati. L’invito conclusivo del Sommo Pontefice è stato quindi a seguire la luce del Risorto e, se necessario, a "cambiare rotta", guardando a Maria come Madre, guida, compagna di viaggio e protettrice sulla via del cielo.

© Video: Vatican media
Vatican News
Dicastero per la Comunicazione
𝑇𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑖 𝑑𝑖𝑟𝑖𝑡𝑡𝑖 𝑟𝑖𝑠𝑒𝑟𝑣𝑎𝑡𝑖 𝑎𝑖 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖 𝑡𝑖𝑡𝑜𝑙𝑎𝑟𝑖. 𝐶𝑜𝑛𝑑𝑖𝑣𝑖𝑠𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑓𝑖𝑛𝑎𝑙𝑖𝑡𝑎' 𝑖𝑛𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑡𝑖𝑣𝑒 𝑒 𝑝𝑎𝑠𝑡𝑜𝑟𝑎𝑙𝑖, 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑓𝑖𝑛𝑖 𝑑𝑖 𝑙𝑢𝑐𝑟𝑜.

La Chiesa celebra oggi, 11 agosto, la memoria liturgica di Santa Chiara d’Assisi, una delle figure più significative del...
11/08/2026

La Chiesa celebra oggi, 11 agosto, la memoria liturgica di Santa Chiara d’Assisi, una delle figure più significative della spiritualità francescana e della storia religiosa medievale.

Nata ad Assisi nel 1193 o 1194, Chiara lasciò giovanissima la casa paterna, affascinata dall’esperienza evangelica di Francesco. La sua, tuttavia, non fu una semplice imitazione: attorno a lei nacque una nuova comunità femminile presso San Damiano, fondata sulla fraternità, sulla preghiera e sulla scelta radicale della povertà.

Chiara difese con determinazione questa forma di vita fino agli ultimi giorni, ottenendo l’approvazione della sua Regola poco prima della morte, avvenuta ad Assisi l’11 agosto 1253.

A 773 anni dalla sua morte, la sua figura continua a parlare anche al presente: una donna capace di scegliere liberamente la propria strada e di rimanervi fedele, facendo della povertà non una rinuncia fine a se stessa, ma una radicale forma di libertà.

𝐁𝐫𝐞𝐠𝐮𝐳𝐳𝐨 (𝐓𝐫𝐞𝐧𝐭𝐨), 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐨 𝐢𝐥 𝐬𝐨𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐛𝐢𝐭𝐞𝐫𝐢 𝐨𝐯𝐞𝐫 𝟕𝟎.Si è conclusa la 9ª edizione del soggiorno estivo...
11/08/2026

𝐁𝐫𝐞𝐠𝐮𝐳𝐳𝐨 (𝐓𝐫𝐞𝐧𝐭𝐨), 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐨 𝐢𝐥 𝐬𝐨𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐛𝐢𝐭𝐞𝐫𝐢 𝐨𝐯𝐞𝐫 𝟕𝟎.

Si è conclusa la 9ª edizione del soggiorno estivo a Breguzzo, dedicato ai presbiteri over 70 e aperto anche ai presbiteri più giovani e ai familiari.

Giornate di fraternità, riposo e spiritualità, accompagnate dalla figura di San Luigi Gonzaga, particolarmente ricordato nei momenti di preghiera e durante le visite alle chiese trentine a lui dedicate, a Massimeno e Comano.

Non sono mancate preziose occasioni di formazione: gli incontri serali con don Aldo Basso e il dialogo con il Vescovo Gianmarco Busca hanno offerto ai partecipanti momenti di confronto e approfondimento intellettuale e pastorale.

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Rome

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