15/05/2022
Anche nel Cilento ci sono i testimoni degli incontri che don Giustino Russolillo, oggi santo, ha tenuto in vita. Don Angelo Falcione, da bambino, a 9 anni ha incontrato il sacerdote napoletano spesso in visita nella diocesi di Vallo della Lucania per vedere le comunità femminili e maschili nascenti, e per seguirne i numerosi progetti. «A causa di uno spavento non parlavo bene, balbettavo. - ricorda il prete originario di Sessa - Mia madre seppe che don Giustino, oramai anziano e malato, sarebbe venuto nel Cilento per un ultimo saluto alla nostra comunità. Non riceveva più nessuno, era anziano, ma lei insistette, e il sacerdote che lo accompagnava, acconsentì a che solo io lo incontrassi.
E così, il 25 luglio del 1955 a Mercato Cilento per la festa della Madonna del Carmine, una settimana prima che don Giustino morisse, entrai in sacrestia prima della messa. Mi ricevette, mi benedisse e mi chiese cosa volessi fare da grande. Io risposi che non lo sapevo. Poi mi diede tre caramelle e uscii. Da allora non balbettai più», afferma pensando a un episodio che non ha mai dimenticato. Don Angelo scelse di studiare Giurisprudenza. Poi entrò in seminario e diventò prete. «Era la mia vocazione, e sono stato parroco in tanti comuni del Cilento». Dopo Pisciotta, Rodio, Agropoli, Caprioli e Prignano, don Angelo è in pensione a Eredita, ma ricorda ancora la figura di don Russolillo, il prete fondatore dei Vocazionisti. Quello nel Cilento era uno degli ultimi incontri che il beato napoletano ebbe, poco dopo sarebbe morto dopo una vita santa che il 15 maggio sarà celebrata solennemente in piazza San Pietro a Roma. Ma don Angelo non è l’unico cilentano ad aver conosciuto il beato Russolillo. Anche oltreoceano ci sono persone che, seguendo il suo esempio, hanno fatto scelte di vita forti e impegnative.
15 MAGGIO 2022 DON GIUSTINO SARÀ PROCLAMATO SANTO