Forum della Cultura Cristiana

Forum della Cultura Cristiana Il Forum della Cultura Cristiana Edizione 2014 ha come titolo: Fede e Cultura. La sfida dei legami. P

Il Forum della Cultura Cristiana è un’Associazione Culturale di orientamento cattolico nata dal desiderio e dall’esigenza di entrare nel dibattito pubblico del nostro tempo, creando dei ponti di dialogo, di scambio e di approfondimento intorno ai temi principali dell’esistenza umana e della società civile. Lo scopo principale è offrire un contributo che, da una parte aiuti a superare la logica del

lo scontro tra culture, civiltà e opinioni diverse e, dall’altro, sia capace di illustrare l’apporto benefico e profondamente umano della fede cristiana e del Vangelo in merito alle diverse questioni del vivere e al tempo che viviamo. Attraverso diverse iniziative, dunque, il Forum intende promuovere:
• spazi di confronto e di approfondimento su tematiche e questioni inerenti la vita dell’uomo e la società odierna;
• il confronto tra pensiero credente e pensiero laico, tra culture e civiltà diverse;
• il dialogo tra la fede cattolica e le altre confessioni religiose sulle diverse dimensioni della vita personale e sociale;
• la professione della fede cattolica soprattutto in riferimento al contributo antropologico, etico e sociale che essa può offrire al mondo e all’uomo;
• la professione e divulgazione della fede cattolica secondo i valori e i principi del Vangelo e della Chiesa
Entrando nel vivo delle situazioni del nostro tempo e della vita odierna, il Forum promuove iniziative in cui possano liberamente confrontarsi prospettive diverse tra credenti e laici, tra cattolici e appartenenti ad altre confessioni religiose; in tal modo, intende anzitutto essere strumento di dialogo aprendo uno spazio libero di confronto ma, contemporaneamente, intende approfondire le questioni dentro l’orizzonte della fede cristiana, cercando di chiarire quale possa essere e che importanza possa rivestire il contributo della cultura cristiana.

25/05/2016
12/02/2016

Cammini di fede, al via le celebrazioni benedettine 2016Dal 27 febbraio al 5 aprile riparte la staffetta europea della “Fiaccola Pro Pace et Europa Unita” organizzata dai Comuni di Subiaco, Cassino e Norcia A ridosso delle celebrazioni benedettine del 20 e 21 marzo 2016, prende nuovamente il via la…

09/02/2016

Chiesa Anglicana di Roma: Papa Francesco invitato alle celebrazioni del 200esimo anniversarioL’appello all’unità dei cristiani, rivolto da Papa Francesco ai fedeli di tutte le confessioni, è stato raccolto con gioia dalla comunità anglicana. In occasione del suo duecentesimo anniversario, la Chiesa…

27/11/2015

FORUM DELLA CULTURA CRISTIANA
Associazione Culturale
ISIAMED – AMBASCIATA DEL KAZAHSTAN
Tavola Rotonda
L’interreligiosità
un forte impulso per lo sviluppo della democrazia in Kazakhstan
Ordinariato Militare – Roma
25 novembre 2015
SALUTI
Ringrazio gli organizzatori di questa Tavola Rotonda ed in particolare ISIAMED col quale ho personalmente l’onore di collaborare da diversi anni e l’Ambasciata del Kazahstan che ha mostrato particolare sensibilità su questo tema primario del nostro tempo, dolorosamente proposto alla cronaca di questi giorni, a dimostrazione – ove mai ve ne fosse bisogno – della imponente attualità dell’argomento, e non solo ma anche della sensibilità degli organizzatori di questa giornata.
Ringrazio ancora, a nome del FORUM DELLA CULTURA CRISTIANA e mio personale, il nostro ospite S.E.R. Mons. Santo Marcianò, Arcivescovo Ordinario militare che ci ha messo a disposizione questa meravigliosa sala capitolare della Chiesa di S. Caterina a Magnanapoli per ospitare questo evento, aprendo le porte dei palazzi, con ciò interpretando lo spirito pastorale della missione evangelizzatrice, come ebbi già a dire nel nostro recente convegno tenuto un mese fa proprio in questa sala; ringrazio anche l’economo don Pasquale, il segretario del Vescovo don Santino e tutto il personale della struttura che ancora una volta ha dimostrato grande attenzione e dedizione agli incontri culturali che abbiamo proposto.
Dicevo dell’importanza e dell’attualità del tema: ne parlammo noi del Forum al Convegno annuale del 2013 che tenemmo a Piobbico, in provincia di Pesaro, con la presenza di S.Em.R. Cardinale Tauran, all’epoca Prefetto della Congregazione Vaticana per il dialogo interreligioso ed oggi Cardinale camerlengo di Santa Romana Chiesa; ne parlammo con Shaykh Pallavicini, presidente del CO.RE.IS., con l’Imam Yakya, oggi impegnato in una concomitante manifestazione alla Camera dei Deputati e degnamente rappresentato dalla dott.ssa Rubbo, con tanti altri autorevoli ospiti e rappresentanti delle diverse credenze religiose.
Dialogare è l’essenza non solo della democrazia – che qualcuno oggi considera finanche superata dalle nuove dittature oligarchiche della finanza, della comunicazione, dell’energia – ma della vita di relazione: l’uomo si è evoluto a partire dal linguaggio, necessario a relazionarsi con i suoi simili. E dialogo è sicuramente la proposta delle proprie idee ma è anche, necessariamente, ascolto delle idee altrui, con l’inevitabile fondamento del rispetto reciproco per consentire il dialogo; sembrano ovvietà e discorsi da scuola dell’infanzia, ma possiamo ben dire che certi fenomeni, non solo di sangue ma anche di pensiero cui siamo costretti ad assistere non solo per strada ma sui social e sui mezzi di informazione, sono tipici di quella età:
mi riferisco alle generalizzazioni, alle divergenze razziali, alle accuse ed alle offese cui in questi ultimi giorni, ma non solo, abbiamo dovuto assistere. Sono in molti, ancora, purtroppo, a dover essere educati – come i bambini dell’infanzia – a rispettare i propri compagni, i propri simili, gli uomini, perché in tutte le religioni, in tutte le credenze, compreso l’ateismo, la vita è sacra. Basterebbe soltanto questo ad accomunarci tutti ed ad aprire il dialogo sulle convergenze e sulle divergenze.
Ben vengano, quindi, incontri e momenti come questo – e plaudo ancora agli organizzatori per aver scelto questo tema – se devono servire a consentire di conoscere e farsi conoscere ma di avvicinarsi e rafforzare le basi della ineludibile convivenza cui il progresso tecnologico ci ha portati.
Roberto de Tilla
Presidente
FORUM CULTURA CRISTIANA

26/11/2015

LAVORO DELL’UOMO: FUTURO DEL MONDO

CONCLUSIONI
di don Francesco Cosentino
Congregazione per il Clero

Ho sempre paura della retorica quando si affrontano temi così importanti da essere intrecciati con la vita e con la dignità della persona. Generalmente, mi sembra che viviamo in un clima culturale che rischia di vivere il semplice adattamento alla situazione, una sopravvivenza forzata, un atteggiamento di disfatta e delusione per quelle cose che – in fondo questo pensiamo interiormente – non cambieranno mai. In questo orizzonte, è molto facile che i discorsi fatti di parole e di slogan – ad iniziare da quelli della politica ma il riferimento è a tutte le istituzioni civili, religiose e morali – restino semplicemente discorsi; appelli, proclami, evocazioni di progetti e di speranze che, tuttavia, restano sul piano delle idee. Il rischio, quando si parla di lavoro, di economia, di finanza pubblica ed etica, è grande. Tuttavia, è un rischio da correre. La paura di aver creato un altro piccolo convegno e di aver prodotto qualche altro bel discorso, non deve scoraggiarci; perché a concretizzare progetti che vadano nella direzione della giustizia e della dignità sociale di ogni uomo, devono certamente pensare le istituzioni deputate a questo e non certo un luogo di scambio come un Forum culturale. E, tuttavia, i progetti e le azioni sono provocati e suggeriti sempre dal pensiero, dalla riflessione comune, da quegli spazi e quelle realtà che diffondo una nuova consapevolezza delle cose. E’ ingenuo pensare che un semplice pragmatismo sia davvero produttivo nell’ottica del bene comune, allo stesso modo di come un idealismo a cui non seguono le azioni. Questa sera, come Forum della Cultura Cristiana, riprendendo uno dei nostri temi, abbiamo voluto dare un piccolo contributo di pensiero all’urgenza del lavoro. E’ un modo per dire, anzitutto, che la prospettiva cristiana sui problemi della realtà storica e sociale, non è astratta, non vuole e non deve essere moralista, non si limita ad una bella predica all’interno di una Chiesa, per gente stanca e annoiata che non sa cosa fare la domenica mattina. La storia ci appartiene e per la vita e il volto di ogni uomo il cristianesimo vuole avere passione, perché questa è anche la passione di Dio. Il lavoro è anzitutto la forma concreta della dignità della persona e, nella prospettiva biblica e cristiana, è partecipazione alla creazione continua del mondo, è collaborazione con le mani di Dio che vuole, come dice un bel Salmo, “sazia la terra con le Sue opere, fa germogliare l’erba per il bestiame, dalla terra fa uscire tutto ciò che dà nutrimento all’uomo”. Ecco perché il futuro del mondo dipende da come ci prendiamo cura di esso attraverso il lavoro. E se vengono meno il diritto, la giustizia, il riconoscimento della dignità personale, un’etica profonda dell’economia, allora con le nostre stesse mani stiamo facendo virare il pianeta verso la distruzione. Era il lontano 1891 quando Papa Leone XIII pubblicava l’Enciclica Rerum Novarum, un testo di grande importanza per aver sollevato la questione sociale e la questione operaia; anche in tempi che potremmo definire di mentalità meno aperta nella Chiesa, la voce del cristianesimo si è levata forte e chiara. Leone XIII non ebbe paura di criticare quel liberismo economico imperniato sull’iniziativa del capitalista in vista di un guadagno personale a discapito del bene collettivo; egli prospettò, anche attraverso l’impegno dei cattolici nella società, un nuovo ordine economico fondato sull’uguaglianza e sul diritto del lavoratore di partecipare del frutto del suo lavoro. Più di cento anni dopo, Papa Francesco, per eccellenza il Papa delle periferie, particolarmente attento ai poveri, fa sentire la sua denuncia in modo ancora più forte; nella sua Esortazione Apostolica Evangelli Gaudium, egli denuncia quella che chiama “l’economia dello scarto”, che nel gioco della competitività, lascia indietro il più debole ed emargina masse intere di popolazione che restano senza lavoro, senza prospettive e senza vie d’uscita, creando una società degli scarti. La crescita economica fondata sul libero mercato senza regole e senza etica – afferma il papa – avrebbe dovuto avere ricadute favorevoli nella società ma non è stato. Così, è successo che “La crisi finanziaria che attraversiamo ci fa dimenticare che alla sua origine vi è una profonda crisi antropologica: la negazione del primato dell’essere umano! Abbiamo creato nuovi idoli. L’adorazione dell’antico vitello d’oro (cfr Es 32,1-35) ha trovato una nuova e spietata versione nel feticismo del denaro e nella dittatura di una economia senza volto e senza uno scopo veramente umano. La crisi mondiale che investe la finanza e l’economia manifesta i propri squilibri e, soprattutto, la grave mancanza di un orientamento antropologico che riduce l’essere umano ad uno solo dei suoi bisogni: il consumo. Mentre i guadagni di pochi crescono esponenzialmente, quelli della maggioranza si collocano sempre più distanti dal benessere di questa minoranza felice. Tale squilibrio procede da ideologie che difendono l’autonomia assoluta dei mercati e la speculazione finanziaria”. Anestetizzati dalla cultura del benessere e del consumo – continua Papa Francesco – non riusciamo più a farci turbare dal grido di coloro che sono senza prospettive e senza futuro. Il Forum della Cultura Cristiana, anche attraverso momenti come questo, intende essere un piccolo segno di questo risveglio della coscienza. Per questo, vorrei ringraziare gli ospiti che sono intervenuti e tutti voi che vi siete lasciati disturbare. Impegnarci in prima persona, in una nuova mentalità solidale e giusta, almeno questo possiamo farlo perché non solo il lavoro, ma tutto ciò che viviamo, possa essere davvero per il futuro del mondo.

24/11/2015

LAVORO DELL’UOMO: FUTURO DEL MONDO

Presentazione

di GIUSEPPE SANGIORGI
Segretario Generale Istituto Luigi Sturzo

Iniziamo questo appuntamento di oggi promosso dal Forum della Cultura Cristiana, “Lavoro e l’Uomo. Futuro del mondo”. Siamo in una delle sale dell’istituto Don Sturzo, Sala Perin del Vaga, affrescata da quest’ultimo. Il palazzo è del ‘500 e da sessant’anni è sede di dibattito su temi della cultura civile, economica, sociale, sempre e legata al filo della ispirazione cristiana. Senza essere confessionale, naturalmente. Con questo spirito siamo qui oggi a parlare di lavoro. Parlare di lavoro significa parlare dell’Uomo a tutto spiano. Faccio solo qualche riflessione sull’argomento. Sono passati cent’anni dalla prima guerra mondiale, grande incubatrice rivoluzionaria del mondo del lavoro. In primo luogo, perché le donne entrarono nelle fabbriche. Gli uomini, infatti, erano al fronte a combattere. Seconda riflessione. Oggi stiamo vivendo una gravissima crisi del lavoro, la disoccupazione è a livelli altissimi. Mi viene in mente un celeberrimo articolo di La Pira, pubblicato su “Cronache sociali” nel gennaio del 1950, intitolato “l’attesa della povera gente”. Rivolgendosi al governo, La Pira suggeriva far ruotare tutta la politica attorno al tema del lavoro. Una raccomandazione che l’Istituto Don Sturzo ha fatto spessissimo. Terza riflessione. Oggi l’idea del lavoro e dell’economia devono essere concepita secondo paradigmi completamente nuova.

Indirizzo

Via S. Nicola Da Tolentino 50
Roma
00187

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