Consacrati nella Croce

Consacrati nella Croce Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Consacrati nella Croce, Organizzazione religiosa, Via, Roma.

https://www.play2000.it/detail/16?episode_id=16029&season_id=535
07/04/2025

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Nella prima parte di Finalmente Domenica, Ermes Dovico è il testimone di quante esistenze siano state trasformate da sua sorella , Suor Zaira, morta a 49 anni il 26 maggio scorso, dopo 25 anni di consacrazione e una vita spesa per Gesù al servizio dei fratelli nell'istituto Religioso delle Suore d...

24/03/2025

Silvestro Zattarin da Cervarese S. Croce (PD) è l'autore di un testo a sfondo autobiografico in cui l'autore ci presenta la tenacia nell’affrontare la sua disabilità senza mai lasciare che quest’ultima vinca. Una “guida” nell’affrontare le sofferenze che la vita ci mette davanti e ci sprona a non lasciare che ci soffochino ma che siano le nostre stampelle per andare avanti.
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12/04/2024

“Credo che per una persona sia fondamentale sentirsi libero, poter scegliere (almeno potenzialmente) di fare o non fare, di dire o non dire una cosa. Fondamentale per sentirsi vivo e “padrone” della propria vita, per poter amare e sentirsi amato in modo vero da una persona.
Molto spesso però chi ha qualche problema fisico si sente limitato nell’esprimere questa libertà ed è inutile negarlo o cercare alternative palliative: è così! Soprattutto in questo mondo così veloce ed efficiente, così teso all’immagine esterna e all’ottimizzazione dei tempi e dei costi che effettivamente noi disabili spesso siamo tagliati fuori o considerati un sassolino nella scarpa e quel che è peggio finiamo per crederci anche noi. Proviamo però a vedere se c’è una valida alternativa che possa fare da contrappeso in questa bilancia così apparentemente sbilanciata.
Io una mia risposta l’ho trovata, ovviamente non ho la pretesa che vada bene per tutti però, siccome ci credo fermamente e visto che ne ho l’occasione, ve la espongo.
Intanto la libertà, checché se ne dica, non vuol dire far tardi la notte in discoteca, “sballarsi” con l’alcol o droghe varie e dormire poi fino a mezzogiorno per riuscir a tirarsi in piedi di nuovo. Questa pseudo-libertà che deriva dalla sregolatezza, dal fare ciò che voglio quando voglio, produce sempre dipendenza, l’esatto opposto della libertà: fumo, alcol, droga, abitudini ecc… Direi quindi che questa è proprio la libertà degli “asini” del paese dei balocchi, degli eterni bambinoni e comunque non fa per me, perché alla lunga poi ti stufa e riemerge inevitabilmente l’insoddisfazione e nei casi peggiori un nuovo vizio da mantenere.
Credo che la libertà umanamente parlando si possa suddividere in “esteriore” ed “interiore”: quella esteriore è quella che vorrebbe esprimere quella interiore attraverso le azioni quotidiane con le quali manifestiamo la nostra volontà di fare o non fare una cosa, quella che la maggior parte delle persone riesce ad esprimere più o meno interamente, ed è quella che invece a noi disabili spesso ci è preclusa oppure ci viene “filtrata” da terze persone e dobbiamo quindi accontentarci. Accontentarci però mi suona come una palla sgonfia che ha fatto il suo ultimo rimbalzo e questo non mi piace per niente, soprattutto se parliamo di cose così importanti per una persona. E allora? Che fare?
Ad un certo punto bisogna andare oltre e dire: “Me ne frego” se non posso fare tutto ciò che voglio o che fanno gli altri, perché se non me ne frego resto fregato io! Certo al momento mi scoccia e ci sto molto male, ma poi capisco che sono un essere unico ed irripetibile proprio perché sono così e nella mia unicità ritrovo il gusto di esserci, di fare quello che faccio come solo io lo posso fare. Forse nessuno mi invidierà mai per come sono, ma mi piacerebbe che queste persone non fossero così sicure di essere invidiate da uno come me e poi perché perdere tempo ed energie ad invidiare? Molto meglio impegnarmi per usare al meglio la libertà “interiore”, che non è preclusa a nessuno, per arrivare a capire che esiste sempre un buon motivo per ri-gonfiare la palla e riprendere il “gioco” della vita più motivati di prima. Io ho avuto la gioia di incontrare Gesù nella mia vita che dopo avermi costretto a riflettere mi ha dato sempre dei buoni consigli e nuovi stimoli. Uno tra i più decisivi per me è stata paradossalmente proprio la mia “croce” che mi sono ritrovato fra le mani fin dalla nascita senza averla né chiesta né cercata e che era diventata il “nemico” della mia vita. Una sera infatti, mentre stavo pregando nella mia stanza davanti al mio crocifisso, ad un tratto mi si è visualizzata l’immagine della croce divisa in due verticalmente a metà ed ho notato che quelle due figure assomigliavano molto alle mie stampelle. Da quel momento il rapporto con la mia “croce” si è rivoluzionato, da quel momento ho capito che la croce da peso può diventare sostegno perché non ero più io a portare la croce ma era la croce che portava me perché senza di essa non so stare in piedi e camminare. Ho capito che Gesù non ha salvato il mondo con le prediche o coi miracoli ma con la croce e chiama anche noi ad essere partecipi insieme con Lui di questo evento straordinario. Da quel momento mi sono sentito veramente libero, libero perfino di cambiare il male in bene e dare così un senso e un nuovo valore aggiunto alla mia vita. Forse può sembrare strano o forse solo non ci si pensa abbastanza, ma anche un disabile come me o anche chi dipende sempre dagli altri, anche per ogni piccola cosa, anche queste persone possono essere molto più libere di tante altre fisicamente sane ma che spesso, magari inconsapevolmente, sono imbrigliate per esempio dai dictat pubblicitari o dagli stereotipi mediatici propinati come modelli da imitare perché fonte sicura di felicità.
C’è poi anche chi vive semplicemente usando bene della sua libertà interiore ed esteriore e di questo deve ringraziare sicuramente Dio, perché non è così scontato averla e tanto meno usarla bene e se poi riesce anche a metterla a servizio di chi ne ha meno, alla fine della sua vita avrà veramente qualcosa di cui essere fiero.
La cosa più difficile però è quella di custodire questa grande possibilità che è stata data all’uomo e solo all’uomo; un animale infatti segue sempre il suo istinto ma un uomo libero può opporsi al proprio istinto ed imporre la sua volontà. Non credo infatti che ogni istinto naturale dell’uomo sia giusto; l’istinto di vendetta per esempio o di egoismo o anche di sentirsi amati, che sono innati nell’uomo, se li si lasciano a briglie sciolte diventano veramente dei cavalli impazziti che faranno solo del male a sé e a chi sta intorno. Credo invece che stia solo nell’uomo il poter “domare” un istinto del genere alla propria volontà per evitare qualcosa che è ritenuto un male a favore di un bene e per fare ciò credo che ci vogliano alcune cose indispensabili: un allenamento vigile e costante che la vita ci offre quotidianamente e dei paletti saldi per seguire la strada che si è scelta senza sbandare troppo. Nel mio caso i paletti che ho scelto di seguire sono stati i 10 comandamenti che ritengo siano veramente il recinto ideale in cui custodire la mia libertà; al di fuori di questi c’è ... tutto il resto. Forse una volta li vedevo come imposizioni: “non fare così…., guai a te se fai questo o quello…..” e così via, ma un giorno ho cominciato a vederli non come dei comandi di un despota ma come i consigli di un Padre: “Beato te se fai questo… Beato te se farai quello….” Direi che visti così ti aprono alla vita, perché dire bugie o rubare o maledire ha certe conseguenze mentre dire la verità o essere onesti o benedire ha ben altre conseguenze. Ecco, io ho scelto di custodire la mia libertà interiore seguendo la strada tracciata da questi 10 paletti intoccabili, quella esteriore cerco di giocarmela al meglio che posso, quella che invece non mi è data semplicemente la lascio agli altri, evidentemente non fa parte di me e trovo comunque bello e confortante il sapere che qualcun altro la può godere. Anzi, trovo triste e goffo pretendere a tutti i costi di vivere con una libertà che non mi è data. Non posso pretendere di giocare a pallone se le mie gambe sono deboli e rigide: sarei buffo io e farei perdere la natura agonistica e quindi la bellezza di questo gioco agli altri, e non posso nemmeno pretendere che gli altri non giochino a pallone perché non lo posso fare io; sarebbe egoistico e soprattutto inutile. Ecco, credo che la cosa più importante ma inevitabilmente più difficile sia proprio questa, custodire cioè un giusto equilibrio tra ciò che possiamo avere e ciò da cui dobbiamo staccarci. E’ solo lì, dove si incontrano due forze opposte, che si crea l’equilibrio che genera vita, che genera libertà”.

https://lanuovabq.it/it/consacrati-nella-croce-la-sofferenza-che-salva-il-mondo
30/07/2023

https://lanuovabq.it/it/consacrati-nella-croce-la-sofferenza-che-salva-il-mondo

Un appello a tutti i sofferenti: «Se unissimo le nostre sofferenze a quelle di Gesù e le offrissimo in modo speciale con una S. Messa di Consacrazione, non solo ne trarremmo sollievo noi ma si riverserebbe il Cielo sulla terra». Per la festa della Divina Misericordia, parla alla Bussola Silvestro...

30/07/2023
30/07/2023
30/07/2023

Per tutti quelli che vogliono rendere Sacra a Dio la loro sofferenza: fisica, morale o spirituale.

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35030

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