29/11/2025
26 Novembre - Sant'Umile da Bisignano
L'AMMISSIONE ALL'ORDINE
Anche il demonio, però, aveva posto attenzione su questo fraticello e non cessava mai di provarlo con molestie di ogni tipo, per stancarlo o per nuocere alla sua vocazione. Lo stuzzicava ogni giorno rendendolo smemorato o distratto e lo faceva apparire, allo sguardo dei fratelli, come un povero sciocco.
Poiché era abitudine essere esaminati sulla regola e sulla dottrina cristiana, per esempio, alla vigilia della professione fra Umile aveva una gran confusione in mente e credeva di non riuscire a dare una sola risposta alle domande dell'esame. È facile immaginare le sue paure ma anche quanto grande fosse la preoccupazione dei suoi confratelli e dei superiori che, con rammarico, avrebbero dovuto chiedergli di lasciare l'Ordine se non avesse superato l'esame.
Il novizio, allora, non si sconfortò e, fiducioso nell'aiuto del cielo, si gettò ai piedi della Madre di Dio per implorare il suo sostegno. La notte precedente, dopo aver controllato che nessuno fosse in chiesa, si avvicinò all'altare della Madonna delle Grazie - che ancora si venera sull'altare maggiore del convento di Mesoraca - e piangendo mise davanti alla Vergine le sue angosce.
"Madre santissima, i frati non possono ammettermi alla professione dei voti se non descrivo bene la regola e la dottrina cristiana... Io so di non essere bravo nello studio, ma mi sono consacrato a voi: fate voi, perciò, quello che volete di me." La Vergine rispose, quella notte, alle preghiere di fra Umile, dicendo: "Non ti affliggere figlio mio, poiché mia sarà la cura di renderti consolato". II Padre guardiano, che fra Umile non aveva visto, era seduto in un angolo del coro a pregare e, da lì, udì la risposta della Vergine e comprese il miracolo concesso a quel novizio. Questi, il giorno successivo, sostenne l'esame con tale disinvoltura e rispose alle domande con tanta padronanza da meravigliare frati e superiori.