Abbazia di Sant'Eutizio - Archivio nov 2013 / set 2015

Abbazia di Sant'Eutizio - Archivio nov 2013 / set 2015 Nel cuore dell'Umbria, a due passi da Norcia, l'Abbazia di Sant'Eutizio custodisce il senso di una spiritualità originaria. youreporter.it/trend/eutizio

19/10/2015

Sant'Eutizio 27 settembre 2015
SALUTO DEL SINDACO DI PRECI PIETRO BELLINI

Il mio saluto sarà breve, senza frasi di circostanza o retorica.
È con profondo dispiacere che, a nome della comunità di Preci, saluto P. Luigi Tiana e P. Giovanni Sanna che, per ordini superiori, lasciano l'Abbazia di S. Eutizio diretti rispettivamente a Roma e Subiaco.
P. Luigi, P. Giovanni, mi rivolgo direttamente a voi perché sappiate che, malgrado la distanza geografica, non potremo mai dimenticarvi: dietro di voi lasciate una traccia indelebile di stima reciproca e di collaborazione. Una esperienza difficilmente ripetibile.
Cosa dire in questa circostanza? Semplicemente grazie.
Grazie P. Luigi, grazie P. Giovanni per quello che ci avete insegnato, per i semi che avete piantato e che, speriamo, continueranno a fiorire anche a distanza di anni.
Nel 2012 siete arrivati in questa valle in silenzio. E nel silenzio operoso, per lungo tempo, avete ascoltato le esigenze, i problemi, le aspettative, i desideri di questa comunità.
La capacità di ascoltare è stata la dote più grande che avete portato con voi tant'è che sono fermamente convinto che la chiave del vostro successo, della vostra capacità di penetrare nel cuore delle persone sia stata proprio questa. Saper ascoltare è un'arte; saper ascoltare attivamente è una dote innata, dettata dall'esperienza e dalla capacità di conoscere a fondo l'animo umano. Ebbene la vostra capacità di saper ascoltare è stata importantissima in questa valle perché ha aiutato ciascuno di noi a crescere e migliorare.
Con naturalezza, senza creare o alimentare divisioni,m anzi ricomponendo le fratture, siete riusciti ad entrare nel cuore dei fedeli e delle famiglie; siete riusciti a conquistare la stima dei cittadini e delle istituzioni; avete dato lustro e visibilità anche a questa antica abbazia che è tornata ad essere non solo un centro di spiritualità ma anche un punto di riferimento culturale. La vostra presenza ha riportato speranza è soprattutto lasciava intravedere spiragli per un futuro più operoso e bello. La vostra presenza, la presenza di monaci benedettini in questa abbazia, dove ogni pietra parla di storia, di spiritualità, di cultura, di fede, di speranza, era senza dubbio un valore aggiunto per un luogo in cui, in un certo senso, l'Oriente e l'Occidente si sono incontrati.
Lasciarvi andare è un momento amaro per la nostra comunità, ma questa amarezza è stemperata dalla vostra umiltà e fortezza nel vivere questa separazione che, come avete ripetuto in questi ultimi giorni, costituisce inevitabilmente "parte di un percorso di crescita spirituale, una crescita che deve continuare a prescindere".
'Umiltà e Obbedienza', due qualità che ritroviamo nella regola benedettina che testualmente recita: "il segno più evidente dell'umiltà è la prontezza nell'obbedienza". Parole dure come pietre da accettare, ma capaci di sottolineare il vostro spessore umano.
Concludo con questo riferimento: gli incontri trasmettono emozioni positive o negative. Possono essere carezze o pugni nello stomaco. Per la nostra comunità avervi incontrato è stata una carezza; lasciarvi andare, però, è un pugno nello stomaco.
Ci mancherete ma il sincero affetto che ci lega a voi mi porta a rivolgervi, a nome di di tutta la comunità, un augurio per la nuova missione che vi attende nella certezza che ci ricorderete ancora nelle vostre preghiere.
Arrivederci Padre Luigi
Arrivederci Padre Giovanni

19/10/2015

Sant’Eutizio, 27 settembre 2015

Lettera aperta dei parrocchiani di S.Eutizio di saluto a Don Luigi e Don Giovanni

Dando voce al sentimento di gran parte dei fedeli, la Comunità della Parrocchia di S. Eutizio è nuovamente unita nel porgere caldo e affettuoso saluto a Don Luigi e Don Giovanni, al termine dell’intenso, prezioso e fruttuoso periodo di attività all’Abbazia. Un saluto pregno di gratitudine per l’attività svolta, per l’impegno con il quale sono stati affrontati i non pochi problemi di gestione amministrativa della Parrocchia, con il quale si è tentato di rilanciarne le attività sociali e culturali.

Saluta manifestando il pieno rispetto della decisione di porre prematuramente fine all’esperienza della piccola comunità benedettina all’abbazia, oltre che nei confronti di chi tale decisione ha operato. Esprimendo inoltre la completa fiducia a chi da domani riceverà l’onere e l’onore di guidare le attività dell’abbazia, convinta che saprà riversare nella sua gestione tutta la passione, la solidarietà, l’umanità e la preghiera di cui il luogo e la comunità hanno bisogno.

Non vuole nascondere però l’amarezza, il disagio, persino il disorientamento che tale decisione genera. In primo luogo perché arriva proprio quando tutta la popolazione della Parrocchia di S. Eutizio era riuscita ad apprezzare appieno le qualità dei due monaci che con sobrietà, discrezione e rispetto si erano insediati alla sua guida, orientando sin da subito tutte le energie per fare in modo che ogni componente della società potesse sentirsi protagonista, ancorpiù se debole o in difficoltà e senza distinzioni di genere, proponendo preghiera ma senza rifuggire l’approccio laico.

Con estrema umiltà, quasi sommessamente nei confronti della popolazione della Valcastoriana, la piccola comunità benedettina ha cominciato a ricostruire quella trama di relazioni che in questi luoghi, forse per condizioni geografiche, per mentalità o per cultura, troppo spesso tende a sfibrarsi.

Nello stesso tempo ha affrontato le innumerevoli difficoltà gestionali di un complesso così delicato come quello abbaziale e soprattutto di tutte le chiese diffuse in un’area parrocchiale tanto vasta, in così tante e lontane frazioni, portando alla collaborazione tutte le istituzioni locali e le persone che potevano offrire un contributo disinteressato al bene della collettività.

Don Luigi e Don Giovanni sono entrati in punta di piedi nel cuore di tutti, seguendo scrupolosamente i dettami della loro regola monastica, in questo modo diffondendone l’importanza, l’attualità, l’utilità nella società moderna.

Hanno portato le loro storie, la loro umanità, la loro cultura, la loro sensibilità, mettendole a disposizione dell’intera comunità parrocchiale, facendone strumento per la loro unione, per il rafforzamento del senso di solidarietà ed amicizia che prescinde dal sesso, dall’età e dal mestiere. Per unire le forze contro le mille difficoltà della vita in questi luoghi.

Con queste premesse appare ancora più difficile accettare la decisione di cessare improvvisamente la positiva opera dei due monaci in questi luoghi. Una decisione maturata in stanze a pochi conosciute, sulla base di valutazioni a pochi conosciute, in funzione di progetti a pochi conosciuti… Proprio come è avvenuto ormai troppe volte negli ultimi anni a scapito dell’Abbazia e della Parrocchia di Sant’Eutizio, a detrimento dell’intera comunità della Valcastoriana.

Nessuno mette in dubbio né la legittimità di tali decisioni, né la validità di tali progetti e valutazioni, ma è inevitabile che tali metodi generino, appunto, amarezza, disagio, disorientamento. D’altra parte è il minimo a cui si può andare incontro decidendo di prendere d’impero tali decisioni, non solo evitando qualunque condivisione, ma addirittura mostrando assoluta refrattarietà alle numerose richieste di spiegazioni e proteste.

Dall’altro canto appare doveroso per l’intera comunità di Sant’Eutizio assumere l’impegno di rispondere con altrettanta refrattarietà alle critiche che, come fin troppo spesso succede, ci si può aspettare che cominceranno a piovere già da domani per sminuire l’egregio lavoro fatto da questi due garbati monaci, mantenendo nel tempo immutata la stima nei loro confronti che oggi è testimoniata dall’ampia e sentita partecipazione in occasione del loro saluto.

Rimane infine da gioire e trarre insegnamenti dalla seppur breve presenza di Don Luigi e Don Giovanni all’Abbazia, per questo si porgono a loro i migliori auguri perché le nuove esperienze che li attendono siano quanto più appaganti e perché possano essere fonte inesauribile di felicità.

Di Don Luigi e Don Giovanni rimarrà impressa in Valcastoriana la loro inossidabile fede, la loro umanità e la loro pragmaticità, insieme alla speranza che eventi e decisioni oggi non immaginabili possano riavvicinarli all’Abbazia.

In quel caso l’intera comunità parrocchiale di Sant’Eutizio sarà pronta ad aprire le braccia per offrirgli l’accoglienza più calorosa.

01/10/2015
01/10/2015
01/10/2015

27 settembre 2015
Discorso di saluto di P. Luigi Tiana, OSB

Bisogna avere un sogno per costruire qualcosa.
Sì un sogno non un progetto, non macchine e materiali e persone per realizzarlo...
Perché il sogno precede e accompagna il progetto, precede e accompagna il
suo realizzarsi e permane quale ideale forte nel vivere e trasformare ogni realizzazione sempre bisognosa di cura, di riforma, di presa in carico.
C'è un sogno in questa Abbazia, c'è un sogno in queste valli e in questi monti che resteranno incisi nei miei occhi e nel mio cuore. È un sogno abitato da presenze, da un rincorrersi di colori e armonie ma anche dal potente infrangersi del vento che scolora, che sgretola, che fa cadere le foglie.

Qualcuno mi ha chiesto di dire, di spiegare, forse di denunciare...
Nella vita e nella storia ci sono dei fatti che non possiamo sottrarre all'infinito conflitto delle interpretazioni.
Allora semplicemente dico un fatto: tre anni fa quattro persone arrivavano in un'alba piena di luce e di freschezza in questa Abbazia. Tre uomini nei tre momenti della vita giovinezza-maturità-anzianità. È una donna dedita al servizio di Dio e dei fratelli.
In mano e nel cuore una Regola di vita antica come queste mura.
Ascolta Prega Lavora!
Sintesi del l'affascinante Vangelo di Gesù.
Ascolta: ascolta Dio, ascolta gli altri, ascolta te stesso!
Prega: non smettere mai di essere in relazione con Dio, con gli altri, con te stesso!
Lavora: impegnati a vivere nell'accogliere e trasformare il dono di Dio, i doni degli altri il dono che tu sei.
Il più giovane di loro non ha tenuto: l'illusione di un "altrove" ha prevalso sulla faticosa e affascinante sfida dell'accoglienza umile e semplice della casa e della famiglia.
L'altro fatto lo viviamo oggi: il saluto di tre persone costrette a lasciare questo luogo ma che mai abbandoneranno il sogno!
Il resto come dicevo è conflitto di interpretazioni quando non gossip e chiacchiericcio garrulo e isterico di chi non trova pace.

Accoglienza e rispetto per ognuno. Sì perché ognuno è frammento del Roveto Ardente al quale ti devi accostare con rispetto, a piedi nudi. Mai sono entrato a gamba tesa su situazioni e avvenimenti; mai ho ricercato il curioso pettegolezzo fine a se stesso. Sempre ho cercato di portare nella preghiera le mie e le altrui fragilità. Sapendo che nella preghiera vi è una energia capace di trasformare non secondo le nostre attese e i nostri tempi ma secondo il realizzarsi del disegno d'amore di Dio.
Questo disegno passa sempre nell'incrocio verticale e orizzontale del Legno della Croce.
È nel mistero dell'Uomo Crocifisso, della sua straziante morte, delle sue ultime parole che ritroviamo il segreto dell'amare, del perdonare, del compimento.
"Dio mio Dio mio perché mi hai abbandonato?"; "Padre nelle tue mani consegno la mia vita"; "Tutto è compiuto!"
Eccomi i sentimenti che sempre accompagnano la difficoltà è il dolore.
Inutile voler dipanare ad ogni costo ciò che non può essere capito.
Il Crocifisso è il segno per chi crede, per chi desidera credere, per chi non riesce a credere. La risposta è da Dio: non pienezza nella fragilità dell'uomo ma vita perennemente nuova nella ricapitolazione cristica di tutta la Creazione. È il mistero che celebriamo in ogni Eucarestia!

Grazie fratelli e sorelle per questo tratto di cammino fatto insieme. Grazie per ogni gesto e ogni parola. Grazie a coloro con i quali abbiamo dialogato nella ricerca e nella tutela e nella promozione del bene comune. Grazie per coloro con i quali ho dialogato con un semplice sorriso o un educato saluto. Niente è da considerare piccolo o poco.
Grazie ai membri del Consiglio pastorale ed economico: sempre ho ricevuto consiglio è sostegno. Grazie a tutti gli operatori impegnati nella parrocchia. Al coro che ci ha aiutato a pregare nelle circostanze più festose. Grazie ai ragazzi che abbiamo accompagnato ai sacramenti, in particolare quelli della Prima Comunione. Assieme al Battesimo e al dono dello Spirito è il dono di Gesù presente nell'Eucarestia che vi accompagna sempre e che vorrei restasse il punto di riferimento della vostra giovanissima vita. Ho imparato tante cose da voi compresa quella di essere più paziente! Il dono che mi avete fatto della nostra foto di gruppo resterà non solo nella mia camera ma soprattutto nel mio cuore.
Grazie agli anziani: la loro saggezza e la testimonianza di vita e di fede mi ha fatto crescere. Nomino Emilia per includere tutti!
Grazie alle famiglie: sono il luogo del vero amore che esige sempre sacrificio, fiducia reciproca, perdono, capacità di ricominciare ogni giorno.
Grazie agli ammalati: la loro sofferenza edifica più di ogni altra forza.
Grazie al mio fratello Giovanni , uomo saggio e fedele;!grazie alla mia sorella Pinuccia sostegno infaticabile del mio ministero sacerdotale, silenziosa e accogliente presenza.
Grazie a Marco attento custode di questa Abbazia e prezioso collaboratore.

Grazie ai fratelli eremiti P. Giacomo e Taddeo: sostenitori con la preghiera e con l'aiuto. Continuiamo ad affidarci alla loro intercessione orante e alla loro testimonianza di vita offerta per Dio; aiutiamoli anche nelle loro necessità personali: basta poco di ciascuno.
Grazie a te Sindaco Pietro Bellini per le toccanti parole che ci hai rivolto e per questi anni di dialogo e lavoro nella ricerca del bene comune. La presentazione della copia anastatica del libro sull'Abbazia resta un segno tangibile di tutto ciò. Un ringraziamento anche al vicesindaco e ai consiglieri di maggioranza e minoranza.
Grazie alle Comunanze Agrarie del nostro territtorio, in particolare alla Comunanza Agraria di S. Eutizio, al suo Presidente Nando Masciotti e ai Consiglieri. Grazie per l'attenzione e la cura con cui hanno seguito il cammino comune di questi tre anni.
Grazie a te Comandante Rippa e ai tuoi carabinieri. Nel rispetto dei compiti e dei ruoli abbiamo sempre collaborato con spirito di amicizia.
Grazie ai miei superiori: l'Abate Presidente Bruno Marin e il P. Abate di Subiaco Mauro Meacci. Discernendo l'impossibilità di poter rimanere in questo amato luogo mi riconfermano la loro amabile fiducia chiamandomi al servizio della nostra Congregazione Benedettina Sublacense Cassinese. L'immagine che vi sarà data all'uscita della chiesa è il grazie per questa meravigliosa umana e divina avventura vissuta con voi tutti.
Dio ci benedica tutti!
Dio ci benedica sempre!

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