19/10/2015
Sant'Eutizio 27 settembre 2015
SALUTO DEL SINDACO DI PRECI PIETRO BELLINI
Il mio saluto sarà breve, senza frasi di circostanza o retorica.
È con profondo dispiacere che, a nome della comunità di Preci, saluto P. Luigi Tiana e P. Giovanni Sanna che, per ordini superiori, lasciano l'Abbazia di S. Eutizio diretti rispettivamente a Roma e Subiaco.
P. Luigi, P. Giovanni, mi rivolgo direttamente a voi perché sappiate che, malgrado la distanza geografica, non potremo mai dimenticarvi: dietro di voi lasciate una traccia indelebile di stima reciproca e di collaborazione. Una esperienza difficilmente ripetibile.
Cosa dire in questa circostanza? Semplicemente grazie.
Grazie P. Luigi, grazie P. Giovanni per quello che ci avete insegnato, per i semi che avete piantato e che, speriamo, continueranno a fiorire anche a distanza di anni.
Nel 2012 siete arrivati in questa valle in silenzio. E nel silenzio operoso, per lungo tempo, avete ascoltato le esigenze, i problemi, le aspettative, i desideri di questa comunità.
La capacità di ascoltare è stata la dote più grande che avete portato con voi tant'è che sono fermamente convinto che la chiave del vostro successo, della vostra capacità di penetrare nel cuore delle persone sia stata proprio questa. Saper ascoltare è un'arte; saper ascoltare attivamente è una dote innata, dettata dall'esperienza e dalla capacità di conoscere a fondo l'animo umano. Ebbene la vostra capacità di saper ascoltare è stata importantissima in questa valle perché ha aiutato ciascuno di noi a crescere e migliorare.
Con naturalezza, senza creare o alimentare divisioni,m anzi ricomponendo le fratture, siete riusciti ad entrare nel cuore dei fedeli e delle famiglie; siete riusciti a conquistare la stima dei cittadini e delle istituzioni; avete dato lustro e visibilità anche a questa antica abbazia che è tornata ad essere non solo un centro di spiritualità ma anche un punto di riferimento culturale. La vostra presenza ha riportato speranza è soprattutto lasciava intravedere spiragli per un futuro più operoso e bello. La vostra presenza, la presenza di monaci benedettini in questa abbazia, dove ogni pietra parla di storia, di spiritualità, di cultura, di fede, di speranza, era senza dubbio un valore aggiunto per un luogo in cui, in un certo senso, l'Oriente e l'Occidente si sono incontrati.
Lasciarvi andare è un momento amaro per la nostra comunità, ma questa amarezza è stemperata dalla vostra umiltà e fortezza nel vivere questa separazione che, come avete ripetuto in questi ultimi giorni, costituisce inevitabilmente "parte di un percorso di crescita spirituale, una crescita che deve continuare a prescindere".
'Umiltà e Obbedienza', due qualità che ritroviamo nella regola benedettina che testualmente recita: "il segno più evidente dell'umiltà è la prontezza nell'obbedienza". Parole dure come pietre da accettare, ma capaci di sottolineare il vostro spessore umano.
Concludo con questo riferimento: gli incontri trasmettono emozioni positive o negative. Possono essere carezze o pugni nello stomaco. Per la nostra comunità avervi incontrato è stata una carezza; lasciarvi andare, però, è un pugno nello stomaco.
Ci mancherete ma il sincero affetto che ci lega a voi mi porta a rivolgervi, a nome di di tutta la comunità, un augurio per la nuova missione che vi attende nella certezza che ci ricorderete ancora nelle vostre preghiere.
Arrivederci Padre Luigi
Arrivederci Padre Giovanni