31/08/2026
La terra trema. Dio vuole dirci qualcosa?
Dopo la forte scossa del 31 luglio la vita dei cittadini flegrei, in particolare puteolani, è di nuovo sottosopra. Abbandono di case che sembravano immobili, perdita di certezze che credevamo solide, progetti che improvvisamente vacillano.
È normale chiedersi: «Perché? Cosa sta succedendo?».
Nella Bibbia i terremoti non sono mai solo fenomeni naturali; Dio li usa per parlare: a volte per rivelare la Sua presenza (come sul Sinai), a volte come espressione di giudizio per chi non ascolta, a volte come liberazione (Paolo e Sila in prigione), talvolta come segno degli ultimi tempi. Non ogni scossa ha lo stesso significato, ma tutte scuotono ciò che per noi sembrava indistruttibile.
La costante è una promessa chiara:
«Ancora una volta farò tremare non solo la terra, ma anche il cielo… affinché rimangano le cose che non possono essere scosse. Perciò, ricevendo un regno che non può essere scosso, siamo riconoscenti» (Ebrei 12).
I regni degli uomini cadono, e anche i nostri piccoli “regni” personali – casa, lavoro, progetti, sicurezza economica – possono crollare in un momento.
La domanda che Dio ci pone è semplice e potente:
su quale fondamento stiamo costruendo la nostra vita?
Sulla roccia che è Cristo e la Sua Parola, oppure sulla sabbia delle nostre certezze umane?
Questo momento di precarietà può essere per noi ciò che il deserto fu per Israele, e nel deserto Dio non ci abbandona: ci umilia per liberarci dall’orgoglio, ci mette alla prova per rivelare cosa c’è davvero nel cuore, ci nutre con il necessario (la manna), ci protegge, ci corregge con amore di Padre, ci prepara per ciò che verrà. Nel deserto impariamo la dipendenza da Dio, la pazienza, la gratitudine, la comunione più profonda con Lui.
Carissimi, la terra trema, i regni di questo mondo tremano, il nostro piccolo regno può tremare, ma c’è un Re invincibile e c'è un Regno che non può mai essere scosso: il Regno dei cieli.
Fidiamoci di Gesù Cristo, Colui che ha subìto sulla croce, il terremoto più grande, che ha sopportato agonia, rifiuto, solitudine, morte, e che è risorto per donare pace, anche quando la terra è scossa.
Affidiamoci a Lui.
Che Dio ci benedica.