Parrocchia san Pietro apostolo Portico di Caserta new

Parrocchia san Pietro apostolo Portico di Caserta new Chiesa cattolica

Ascolta Signore, la mia voce: a te io grido. Sei tu il mio aiuto, non respingermi, non abbandonarmi, Dio della mia salve...
18/06/2026

Ascolta Signore, la mia voce: a te io grido. Sei tu il mio aiuto, non respingermi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.

PREGHIERA DEL MATTINODella preghiera ebraica degli orfani tu hai fatto la preghiera dei figli che hanno ricevuto lo spir...
18/06/2026

PREGHIERA DEL MATTINO

Della preghiera ebraica degli orfani tu hai fatto la preghiera dei figli che hanno ricevuto lo spirito di adozione che ci spinge a dire: “Abbà, Padre”. Padre nostro, tutta la preghiera è in queste parole, se possiamo, per tua grazia, pronunciarle in verità. Eccoci figli totalmente fiduciosi nella bontà senza limiti, nell’onnipotenza dell’amore di colui che ci ha dimostrato, dandoci suo Figlio, di essere Padre, nostro Padre, il nostro unico Padre che non può dare se non cose buone ai suoi figli.

UNA BREVE RIFLESSIONE DEL NOSTRO PARROCO SULLA PAROLA DEL GIORNO:«Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei ciel...
18/06/2026

UNA BREVE RIFLESSIONE DEL NOSTRO PARROCO SULLA PAROLA DEL GIORNO:

«Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli...»

Gesù inizia richiamando i discepoli all’essenzialità delle parole nella preghiera, ricordando loro che «il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate». Le parole pronunciate nella verità e nella sincerità della preghiera non servono a informare Dio di qualcosa che ignora, ma a esprimere con il cuore ciò che Egli già conosce. Per questo Gesù ha insegnato una sola preghiera: il Padre nostro.
Per certi aspetti, questa preghiera è stata rivoluzionaria per il mondo ebraico, perché si apre chiamando Dio «Padre», con quella confidenza filiale che nella lingua di Gesù si esprime con il termine Abbà. Rivolgersi a Dio in questo modo non era abituale, poiché si temeva di diminuire la sua trascendenza o di attribuirsi una vicinanza indebita. Gesù, invece, rivela un volto nuovo di Dio: non un sovrano distante, ma un Padre che ama i suoi figli e desidera essere amato da loro.
Per noi, abituati a questa preghiera, chiamarlo Abbà può sembrare naturale; eppure racchiude una profondità immensa. Esprime confidenza, intimità, tenerezza e amore. Dio è Padre non solo perché ci ha creati, ma perché ci ama incessantemente e ci chiama a vivere una relazione autentica con Lui. Io posso chiamarlo Padre perché sono amato da Lui e perché desidero rispondere al suo amore.
Subito dopo diciamo «nostro». Non diciamo «Padre mio», ma «Padre nostro». Questo aggettivo possessivo allarga immediatamente il nostro sguardo: Dio non appartiene esclusivamente a me, ma è il Padre di tutta l’umanità. Ogni uomo e ogni donna sono miei fratelli e mie sorelle. In questa sola parola è racchiuso un invito a uscire dall’egoismo e a riconoscere la dignità filiale che accomuna tutti gli esseri umani.
La seconda parte della preghiera diventa particolarmente impegnativa per la nostra vita concreta. Inizia con la richiesta del pane quotidiano. Chiediamo al Signore di donarci ciò che è necessario per vivere oggi. È un invito alla fiducia nella Provvidenza e alla consapevolezza che tutto ciò che possediamo è un dono. Il pane quotidiano ci ricorda che non siamo chiamati ad accumulare egoisticamente, ma a condividere. Quando ciascuno riceve ciò di cui ha realmente bisogno, le risorse diventano sufficienti per tutti e la fraternità si traduce anche in giustizia e solidarietà.
Successivamente chiediamo a Dio di agire verso di noi con la stessa misura che noi utilizziamo verso gli altri: «Rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori». È una richiesta che interpella profondamente il nostro cuore. Gesù stesso afferma: «Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».
Molte volte siamo pronti a chiedere al Signore il perdono per i nostri peccati, soprattutto quando siamo sinceramente pentiti. Tuttavia facciamo molta più fatica a perdonare chi ci ha ferito, anche quando l’altro riconosce il proprio errore e ne è sinceramente dispiaciuto. Eppure il perdono è uno dei doni più grandi che Dio ci offre e, allo stesso tempo, uno dei doni più preziosi che possiamo fare agli altri.
Il perdono non nasce semplicemente dallo sforzo umano, ma dalla grazia. Solo quando accogliamo il perdono di Dio come un dono immeritato, il nostro cuore diventa capace di donarlo a chi ci ha fatto del male. Chi si lascia raggiungere dalla misericordia divina impara, poco alla volta, a diventare misericordioso verso i fratelli.

Dio vi benedica e Maria vi accompagni.
Don Marcos Aparecido de Goes

«Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli...»
18/06/2026

«Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli...»

Buongiorno a Tutti.+ Dal Vangelo secondo Matteo 6,7-15In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non spreca...
18/06/2026

Buongiorno a Tutti.

+ Dal Vangelo secondo Matteo 6,7-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di ve**re ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

Parola del Signore.

AUGURI DI BUON COMPLEANNO A DON ROSARIO PARROCO DELLA VICINA PARROCCHIA DI SAN MARTINO IN MACERATA
17/06/2026

AUGURI DI BUON COMPLEANNO A DON ROSARIO PARROCO DELLA VICINA PARROCCHIA DI SAN MARTINO IN MACERATA

Sinceri auguri di buon compleanno al nostro Abate curato don Rosario Ventriglia ❤️❤️

PREGHIERA DEL MATTINOMio Dio, fa’ che la mia vita interiore sia veramente interiore, in modo da nutrire efficacemente la...
17/06/2026

PREGHIERA DEL MATTINO

Mio Dio, fa’ che la mia vita interiore sia veramente interiore, in modo da nutrire efficacemente la mia vita esteriore, e che sia serbato il segreto dei nostri scambi affinché i rapporti con i miei fratelli guadagnino in profondità. Che io non cerchi la preghiera se non per parlarti ed ascoltarti; il digiuno se non per offrirti la mia fame di te, e l’elemosina se non per raggiungere te nei poveri. Come un profumo evapora quando il suo flacone è aperto, così la densità della vita interiore scompare quando essa si trova esposta agli sguardi.

UNA BREVE RIFLESSIONE DEL NOSTRO PARROCO SULLA PAROLA DEL GIORNO:"State attenti a non praticare la vostra giustizia dava...
17/06/2026

UNA BREVE RIFLESSIONE DEL NOSTRO PARROCO SULLA PAROLA DEL GIORNO:

"State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli".

Gesù inizia con un ammonimento molto chiaro: le cose di Dio non devono mai essere fatte per un tornaconto personale. Se questo era vero ai tempi di Gesù, quando scribi e farisei rischiavano di usare la fede per accrescere la propria reputazione davanti agli uomini, lo è ancora di più oggi. Viviamo nell'epoca dell'apparenza, dei social network e degli influencer, dove persino la fede può diventare uno strumento per ottenere visibilità, approvazione e consenso. Il Signore, invece, ci ricorda che ogni gesto autenticamente cristiano nasce dall'amore e deve avere come unico destinatario Dio.
Successivamente Gesù richiama quelli che erano considerati i tre pilastri della vita spirituale: l'elemosina, la preghiera e il digiuno. Anche queste pratiche, se vissute in modo sbagliato, possono essere svuotate del loro significato più profondo.
L'elemosina, per il popolo ebraico, non aveva il significato riduttivo e talvolta dispregiativo che oggi attribuiamo a questa parola. Era piuttosto un gesto concreto di giustizia e di ca**tà verso la vedova, l'orfano e lo straniero, cioè verso coloro che si trovavano in una situazione di maggiore fragilità. Per questo Gesù afferma: "Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra". Il bene va compiuto nel silenzio e nella discrezione, non solo perché Dio è l'unico che deve conoscere fino in fondo le nostre intenzioni, ma anche per custodire la dignità di chi riceve aiuto. La ca**tà autentica non umilia mai, ma rialza e restituisce valore alla persona.
La preghiera, come sappiamo, è il dialogo con Dio, un momento di intimità profonda con il Signore. È il luogo in cui posso presentargli le mie gioie, le mie fatiche, le mie speranze e le mie paure. Per questo Gesù invita a entrare nella propria camera e a chiudere la porta: non tanto per isolarsi fisicamente, quanto per creare uno spazio interiore in cui incontrare Dio senza distrazioni e senza maschere. Ostentare la preghiera perché gli altri vedano quanto siamo religiosi significa svuotarla del suo significato più autentico. La preghiera non è uno spettacolo da esibire, ma un incontro d'amore che trasforma il cuore.
Il digiuno, infine, è forse la pratica che più facilmente può apparire difficile da comprendere. Privarsi del cibo per un certo tempo potrebbe sembrare soltanto una rinuncia, ma il suo significato spirituale è molto più profondo. Digiunando riconosco la mia fragilità e ricordo che non posso bastare a me stesso. Allo stesso tempo, faccio spazio a Dio, liberandomi da ciò che appesantisce il cuore e mi allontana da Lui. Il digiuno è un esercizio di libertà interiore: mi insegna a non essere schiavo dei miei bisogni, dei miei desideri e delle mie abitudini. Proprio per questo è una scelta libera e mai imposta. Utilizzarlo per suscitare compassione o ammirazione negli altri significa accontentarsi di una ricompensa piccola e passeggera, rinunciando al grande bene spirituale che esso può generare.
Ognuna di queste pratiche si conclude con lo stesso ritornello: "Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà". Queste parole ci ricordano che ciò che facciamo deve essere orientato a Dio e non allo sguardo degli uomini. Il Signore vede ciò che nessun altro può vedere: le intenzioni del cuore, i sacrifici nascosti, le lacrime silenziose e gli atti di amore che nessuno applaude.
La fede autentica cresce nel nascondimento, nella semplicità e nella verità. Quando diventa uno strumento per mettersi al centro e cercare l'approvazione degli altri, perde la sua essenza più profonda. Il cristiano non cerca di essere grande davanti agli uomini, ma desidera essere fedele davanti a Dio. Ed è proprio nel segreto del cuore che il Padre opera le sue meraviglie.

Dio vi benedica e Maria vi accompagni.
Don Marcos Aparecido de Goes

Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
17/06/2026

Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

Indirizzo

Via Luigi Antonio Piccirillo
Portico Di Caserta
81050

Orario di apertura

Lunedì 16:30 - 19:00
Martedì 16:30 - 19:00
Mercoledì 16:30 - 19:00
Giovedì 16:30 - 19:00
Venerdì 16:30 - 19:00

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