03/08/2026
DIO METTE ALLA PROVA ABRAAMO
Genesi 22:1-2
“Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abraamo e gli disse: «Abraamo!»
Egli rispose: «Eccomi».
E Dio disse: «Prendi ora tuo figlio, il tuo unico, colui che ami, Isacco, e va’ nel paese di Moria, e offrilo là in olocausto sopra uno dei monti che ti dirò»“.
Conoscere la storia di Abraamo è meravigliosa che troviamo nella Bibbia a partire dal capitolo 12 perché evidenzia l’amore di Dio per un uomo giusto, che teme il Signore ed è sempre pronto ad ogni comandamento dell’Eterno, anche a quelli estremi sapendo e credendo nell’Onnipotenza del suo Dio.
In questo capitolo (22), Dio comanda ad Abraamo di offrirGli in olocausto quell’unico figlio che era nato miracolosamente e l’uomo di Dio, ubbidisce senza ribadire cosa alcuna e dopo aver caricato di tutto l’occorrente per l’olocausto si dirige verso un monte che Dio gli avrebbe indicato ma dalle sue parole, si nota la certezza che Dio gli avrebbe risuscitato il figlio e lo avrebbe ancora per molto abbracciato.
È una storia scritta da Mosè per rivelazione di Dio perché il mondo conoscesse che gli uomini fedeli sono sempre esistiti.
Quello che desideriamo analizzare, è l’espressione di Mosè quando dice che “Dio mise alla prova Abraamo”.
Questa espressione va letta nella Persona di Dio che essendo Onniscente, Egli conosce tutto di noi ancora prima di compiere un’azione.
Dio, afferma la Bibbia ci conosceva ancora prima che nascevamo, è stato Dio stesso a rendere possibile la nostra nascita, Egli ci ha intessuto nel grembo di nostra madre (Gb 10:11) anzi, l’Eterno ci conosceva ancora prima che il mondo fosse completato. Tutto questo è possibile perché Dio è eterno, fuori dal tempo e tutto quello che è avvenuto millenni fa, Egli volendo lo rivede e quello che accadrà tra millenni, Egli già lo conosce perché il tempo è dell’uomo non di Colui che “crea” e non è “creato”.
Molte volte, anche uomini preparati nelle Scritture, cadono nell’errore che Dio “mette alla prova l’uomo”, mentre le Scritture affermano che Dio non ha necessità di vedere il risultato dal momento che tutto Gli è presente.
Come mettere insieme, dunque, questi testi biblici?
La risposta è nella Bibbia stessa che Dio mette alla prova non perché Egli non conosca ma perché sia l’uomo a conoscere se saprà esserGli fedele anche dinanzi alle prove più dure.
È l’uomo che deve conoscere se stesso e la nostra fede viene provata perché noi comprendiamo se la nostra santificazione è cresciuta oppure siamo rimasti come bambini da allattare dopo anni di conoscenza di Dio.
Attraverso questo episodio di fedeltà, Mosè poté scrivere del patriarca Abraamo e data la sua disponibilità, riceve da Dio una promessa gloriosa: “Tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua discendenza, perché tu hai ubbidito alla mia voce”.
Consoliamoci fratelli e sorelle poiché siamo discendenza di Abraamo e come discendenza di Abraamo troviamo Cristo Gesù, la nostra unica salvezza e la nostra unica benedizione in eterno!