05/09/2026
FRATERNA CORREZIONE
Commento alle letture della messa domenicale 6 settembre 2026
(Ez 33,1.7-9; Sal.94; Rm 13, 8-10; Mt 18,15-20) anno A
..Dice Gesù: “In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro” (Mt 18,19-20)
Vangelo
In questa ventitreesima domenica del tempo ordinario il tema che la liturgia ci propone è quello della fraterna correzione, la parola “fraterna” è messa subito in primo piano nel nostro titolo e sta ad indicare che questa azione che ci propone il Signore deve essere svolta con una grande predisposizione al perdono e all'empatia, consapevoli che chi ci sta davanti non è un nemico ma anche lui un figlio di Dio, quindi nostro fratello nel quale possiamo ritrovare e rispecchiare la nostra umanità. Prima di guardare i difetti e i peccati dell'altro, dobbiamo meditare con grande consapevolezza sui nostri peccati, difetti e fragilità affinché da tutto ciò scaturisca uno spirito di comunione che porti al grande valore del perdono che ha origine divina perché è un attributo fondamentale di Dio, a lui dobbiamo somigliare e fare come lui stesso fa con noi, perdonando continuamente i nostri peccati poiché gli uomini sono tutti peccatori e tutti hanno bisogno di misericordia.
La lettura della pagina del vangelo odierno è tratta dal capitolo 18 di Matteo che ci parla di un ordinamento interno della comunità cristiana, con gli insegnamenti di Gesù sulla condotta che i discepoli devono avere tra loro, non bisogna mai dare per perduto un fratello che si è sviato, occorre usare con lui una pedagogia di recupero come Gesù stesso ha fatto e fa tuttora, occorre cercare di salvarlo con tutti i mezzi e non perdere mai la speranza. Si tratta di un peccatore di un membro della comunità alla correzione del quale prima è interessato un altro membro della comunità, poi altri membri come testimoni e infine l'intera comunità, l'intento qui è quello di non mettere subito in piazza i peccati dei membri, papa Francesco parlava di “chiacchere” molto dannose per i peccatori interessati, da evitare quindi in tutti i modi. In questa azione di recupero vi sono tre passaggi: un “a tu per tu”, con testimoni e con la comunità e una chiusura finale che non abbandona il peccatore ma viene affidato tra le mani del Padre Celeste come ci indicano chiaramente i versetti dal 19 al 20. Se il peccatore non si ravvede, il considerarlo come un pagano o un pubblicano non vuol dire che bisogna abbandonarlo a se stesso, peggio ancora estrometterlo dalla comunità, occorre invece ricominciare tutto daccapo, rievangelizzarlo come Gesù stesso fa con i peccatori, continuare ad amarlo e perdonarlo sino alla fine, nonostante tutto, nonostante le apparenze.
E' di tutto questo che si parla anche al versetto 18, il potere di legare e sciogliere, affidato in precedenza solo a Pietro (Mt 16,19), ora è affidato ai dodici (Chiesa), chi perdona scioglie il fratello dai suoi peccati, chi non perdona lo lega alle sue colpe, ma ricordiamoci sempre che Gesù ci esorta a perdonare per essere perdonati. Occorre sempre pregare con spirito di comunione e condivisione, mettersi d'accordo, essere unanimi, riuniti nel nome di Gesù in comunità, per ricevere e dare perdono, solo così possiamo avere la certezza che egli sia realmente presente in mezzo a noi (v.20). Il versetto 19 ci assicura che il peccatore può convertirsi se i suoi fratelli, riuniti nel nome di Gesù pregano per lui, è questa la bella notizia che la pagina del vangelo odierno ci ha consegnato. Chi riconduce (guadagna) il fratello a Dio svolge la stessa azione degli angeli (anghelos-inviato), è questo che siamo accoratamente a fare anche noi, essere per i nostri fratelli i loro angeli e anche i loro custodi, vegliando sempre su di loro per ricondurli a Dio salvezza di tutti.
Prima lettura
Anche la prima lettura della odierna liturgia, tratta dal cap.33 del profeta Ezechiele, ci parla del tema dell'avvertire i peccatori perché si ravvedino dalla loro condotta malvagia. E' un compito questo principalmente profetico, l'essere una sentinella, un inviato ma anche un custode, sia per ognuno di noi ma anche per tutto il popolo di Dio. Anche ad Ezechiele, che visse nel periodo che va dall'assedio a Gerusalemme a quello subito successivo, viene conferito il compito di essere sentinella per il suo popolo e per ogni fratello in particolare. Molto importante questo brano di Ezechiele che costituisce una svolta dottrinale fondamentale per il tema riguardante la retribuzione, da farsi sul criterio della responsabilità individuale e non più collettiva, come affermava la tradizione antica che riversava sulla collettività le conseguenze della colpa dell'individuo (Es 20,5; Dt 5,9-10). Ezechiele afferma la responsabilità individuale e la individualità della pena, ogni uomo è punito o premiato a seconda della sua azione. Dio vuole salvare l'empio per questo gli invia la sua parola ammonitrice attraverso il profeta, se la trasmette al peccatore, qualunque sia l'esito della sua ammonizione, egli è salvo. Nel caso che il peccatore si converte Dio dimentica il suo passato. Questo carisma profetico anche ai nostri giorni deve essere messo a disposizione della comunità dei fratelli, la correzione fraterna viene considerata come una forma più proficua del munus (dono) profetico dei battezzati.
Salmo
Anche il salmo 94 ci esorta ad ascoltare con fede e ubbidienza la parola di Dio, trasmessa tramite il dono profetico dei battezzati. Siamo invitati a non indurire il nostro cuore, a non mettere alla prova il Signore pur avendo visto le sue opere, a tornare a Lui con cuore sincero per raggiungere la sua salvezza.
Seconda lettura
La seconda lettura, tratta dal cap.13 della lettera di San Paolo ai Romani, ci esorta all'amore vicendevole, a non essere debitori con nessuno dei nostri fratelli, a non far mancare a nessuno di loro il nostro amore, ad ognuno di loro deve essere indirizzata la nostra ca**tà fraterna, anche la correzione fraterna è un aspetto di questo amore che non giudica e non condanna nessuno ma ama tutti anche i peccatori.
La ca**tà è un obbligo per chi vuole entrare nel nuovo regno di Dio instaurato tra noi, esso ci rende veramente più umani perché sia in quello che siamo che in quello che facciamo somigliamo sempre a Dio che è in noi.
UNA FELICE DOMENICA E UN GRANDE ABBRACCIO DI CUORE A TUTTI VOI CARISSIMI