06/08/2020
5 agosto 1918
La trasverberazione si Padre Pio
“In forza di questa (obbedienza) mi induco a manifestarsi ciò che avvenne me dal giorno 5 a sera, a tutto il 6 del corrente mese. Io non valgo a dirvi ciò che avvenne in questo periodo di superlativo martirio. Me ne stavo confessando i nostri ragazzi la sera del 5, quando tutto d’un tratto fui riempito di uno stremo terrore alla vista di un personaggio celeste che mi si presenta dinanzi all’occhio dell’intelligenza. Teneva in mano, una specie di arnese, simile ad una lunghissima lamina di ferro con una punta ben affilata che sembrava da essa punta che uscisse fuoco. Vedere tutto questo ed osservare detto personaggio scagliare con tutta violenza e suddetto arnese nell’anima, fu tutto una cosa sola. A stento emisi un lamento, mi sentivo morire. Dissi al ragazzo che si fosse ritirato, perché mi sentivo male non sentivo più la forza di continuare. Questo martirio duro senza interruzione fino al mattino del giorno 7. Cosa io soffrii in questo periodo sì luttuoso io non so dirlo. Persino le viscere vedevo che venivano strappate e stiracchiate dietro quell’arnese, ed il tutto era messo a ferro e fuoco. Da quel giorno in qua io sono stato ferito a morte. Sento nel più intimo dell’anima una ferita che è sempre aperta, che mi fa spasimare assiduamente”
(21 agosto 1918)