Eucaristant

Eucaristant La tua Parola mi fa vivere. Questo blog nasce da un'esigenza spirituale: la meditazione quotidiana della Parola di Dio.

Questa Parola spezzata e liberamente donata agli altri può contribuire all’edificazione del Regno di Dio.

Gesù chiama al centro della sinagoga l’uomo dalla mano paralizzata. Al centro del culto per Gesù c’è la salvezza dell’uo...
07/09/2026

Gesù chiama al centro della sinagoga l’uomo dalla mano paralizzata. Al centro del culto per Gesù c’è la salvezza dell’uomo. Quante volte invece come “addetti ai lavori” ragioniamo in modo differente da Cristo, somigliando al modo di pensare degli scribi e dei farisei. Poniamo le regole prima dell’uomo. Attenzione…con questo non vogliamo dire che Cristo sia contro la Legge, o un sovversivo che giustifica la ribellione verso la norma. Quello che Cristo mette in crisi è il modo di interpretare la volontà di Dio.

Dio non chiede la vita dell’uomo per affermarsi, semmai dona la vita all’uomo e lo afferma nella relazione con sè! Gli scribi e i farisei vogliono affermare il primato della Legge. Ma la Legge è a servizio di chi? Di Dio o dell’uomo? Gesù chiama l’uomo a tendere la sua mano, quella mano che simboleggia il nostro agire paralizzato e ferito dal peccato. Sarà Cristo stesso a tendere le sue mani sulla croce affinchè le nostre mani possano essere il prolungamento della sua presenza in mezzo a noi.

VIVI

Le persone non sono mai un mezzo, ma il fine. Al centro dobbiamo porre la salvezza degli uomini non la fredda “giustizia” religiosa.


Al cuore del Vangelo di oggi troviamo il verbo guadagnare che pur essendo un termine relativo all’economia tuttavia espr...
07/09/2026

Al cuore del Vangelo di oggi troviamo il verbo guadagnare che pur essendo un termine relativo all’economia tuttavia esprime l’urgenza della carità: non perdere il fratello che cade in errore. Uno dei mezzi per ottenere questo guadagno è la correzione fraterna attraverso il dialogo. Essa va attuata a partire dall’amore autentico, quello che non mette “pietre sopra” lasciando il fratello così com’è ma quello che spinge a far si che il fratello possa migliorare,maturare e crescere ma soprattutto che non smarrisca la Via che conduce alla Vita ovvero, Cristo. Il Vangelo ci propone una gradualità di intervento proprio perché ci troviamo di fronte a un terreno molto delicato: la libertà stessa del fratello. Quando sono terminati i mezzi umani, Gesù ci invita a non perdere mai la speranza ma a continuare ad affidare le situazioni difficili al Padre attraverso una preghiera “sinfonica”, accordata su quel desiderio che ci avvicina al cuore di Dio: che nessuno si perda,che non si spezzi la comunione tra i cristiani. Dove non arriva l’uomo, arriva Dio!

VIVI

Di fronte a questa Parola piena di speranza puoi orientare la tua preghiera di intercessione presentando con fiducia al Padre tutti coloro che si sono smarriti,che non sono in comunione con la Chiesa, per coloro i quali hanno bisogno di riconciliazione.


Leggi In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se n…

Cos’è più importante, rispettare le leggi anche quando questo porta a perdere di vista l’uomo, oppure saper vivere la le...
07/09/2026

Cos’è più importante, rispettare le leggi anche quando questo porta a perdere di vista l’uomo, oppure saper vivere la legge con quella flessibilità necessaria a custodire la persona? Gesù, nel Vangelo, ci mostra che le leggi hanno un valore importante, sono fondamentali per educarci alla bontà, al rispetto degli altri e alla cura del mondo che ci è stato affidato. Allo stesso tempo, però, ogni legge deve rimanere orientata al bene dell’uomo. Quando viene applicata in modo rigido e finisce per schiacciare la dignità, la libertà e il valore della persona, rischia di perdere il suo significato più profondo.

Gesù mette in discussione proprio questa logica quando ricorda che il sabato è stato pensato per l’uomo e che il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato. Di fronte alla fame dei discepoli, egli mostra che la misericordia e il bisogno concreto della persona devono entrare nel nostro discernimento. Ecco allora un rischio molto attuale possiamo, infatti , arrivare a mettere la regola davanti alla persona, il principio davanti alla sua sofferenza, la norma davanti alla sua dignità. Dio ci insegna invece a guardare prima di tutto l’uomo che abbiamo davanti, con la sua storia, le sue fragilità e i suoi bisogni. La vera osservanza della legge passa anche dalla capacità di riconoscere quando il suo senso più autentico è custodire e promuovere la vita.

VIVI

Chiedi al Signore un cuore capace di discernere, che sappia amare la verità senza perdere la misericordia e che sappia riconoscere, dietro ogni norma, il bene che essa è chiamata a custodire.


Leggi Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani.Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non…

«Non si può cucire un pezzo di stoffa nuova in un abito vecchio, né mettere vino nuovo in otri vecchi». Gesù ci parla di...
07/09/2026

«Non si può cucire un pezzo di stoffa nuova in un abito vecchio, né mettere vino nuovo in otri vecchi». Gesù ci parla di una novità che non può essere semplicemente aggiunta alla nostra vita così com’è. C’è un momento in cui, nella nostra storia, facciamo realmente esperienza dell’incontro con Dio e da quel momento qualcosa cambia. La grazia che riceviamo introduce dentro di noi una vita nuova, un modo diverso di guardare noi stessi, gli altri e ciò che viviamo. Per questo non possiamo continuare a vivere come se quell’incontro non fosse mai avvenuto. La presenza di Dio chiede spazio, rinnova il cuore e ci conduce progressivamente a una vita trasfigurata.

La grazia di Dio non è qualcosa da aggiungere superficialmente alle nostre vecchie abitudini, come una toppa su un vestito consumato. È un dono che desidera raggiungere tutta la nostra persona e trasformarla dall’interno. Il vino nuovo del Vangelo richiama proprio questa vita nuova che Cristo viene a donarci, una vita capace di gioia, di libertà, di speranza e di amore. Ecco allora che l’incontro con Dio diventa una domanda concreta: cosa sta cambiando in me da quando ho incontrato il Signore? Se Cristo entra davvero nella nostra vita, la sua presenza porta frutto e apre un cammino di conversione. L’incontro con Dio cambia la vita perché ci fa diventare persone nuove.

VIVI

Prova oggi a guardare la tua vita e chiediti: «Dove sto ancora cercando di contenere la novità di Dio dentro vecchi schemi, paure o abitudini?». Lascia che il Signore rinnovi ciò che è diventato spento, rigido o chiuso. Chiedigli un cuore capace di accogliere il suo «vino nuovo», con la libertà di lasciarti trasformare dalla sua grazia e con la gioia di vivere ciò che l’incontro con Lui sta generando in te.


Leggi In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere; così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!».Gesù…

L’ambientazione marittima di questa pagina di Vangelo ci aiuta a riflettere sul mistero della vocazione e di come questa...
03/09/2026

L’ambientazione marittima di questa pagina di Vangelo ci aiuta a riflettere sul mistero della vocazione e di come questa,come l’ondeggiare di una barca, sia frutto dell’intreccio miracoloso del divino e dell’umano. È prima di tutto lo sguardo di Gesù che vede e che attira a sé,poi l’annuncio della sua Parola che giunge al cuore dell’uomo e accende in lui il desiderio. C’è poi la risposta dell’uomo che, come quella di Pietro, nasce dal contatto con il proprio limite; davanti alla chiamata di Cristo ci sentiamo tutti piuttosto inadeguati, oscilliamo tra la fragilità e la grazia. Tuttavia il Signore pronuncia su di noi la Parola carica di misericordia: “Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini”. Dall’esperienza dell’essere stati tratti dalle acque del non-senso, il Signore ci costituisce suoi discepoli, portatori della sua Parola, annunciatori della potenza rigeneratrice del suo Amore. La salvezza ricevuta in dono diventa missione: la testimonianza e l’annuncio sono le reti con le quali pescare uomini e donne dalle acque profonde che soffocano la vita e offrire loro la speranza della vita nuova in Cristo.

VIVI

Fai memoria grata dell’incontro con lo sguardo del Signore che ti ha chiamato a gettare le reti della tua vita sulla sua Parola. Affida ancora a Lui ciò che sei,ciò che sai fare, affinché la tua vita sia uno strumento nelle sue mani.


Leggi In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano sce…

Gesù insegna nella sinagoga, cioè nel luogo della preghiera e dell’ascolto della Parola, ma la sua missione non si esaur...
02/09/2026

Gesù insegna nella sinagoga, cioè nel luogo della preghiera e dell’ascolto della Parola, ma la sua missione non si esaurisce lì. Dalla relazione con il Padre nasce qualcosa di concreto, infatti, Gesù esce e si mette al servizio dell’uomo, guarendo, liberando e annunciando il Regno di Dio. È proprio questo il dinamismo della vita di fede, cioè nella preghiera non ci chiudiamo in noi stessi, ma ci portiamo fuori da noi per incontrare le persone e prenderci cura delle loro ferite. Dopo essere stati a contatto con Dio attraverso la preghiera e la meditazione della Scrittura, siamo chiamati a portare nel mondo quella Parola che abbiamo ricevuto, soprattutto là dove incontriamo persone lontane dalla fede, ferite o bisognose di speranza.

Quello che Gesù compie può diventare anche la nostra missione, a condizione che riconosciamo da dove proviene la forza per compierla. Non siamo noi a salvare, guarire o liberare, bensì, è Cristo che opera attraverso di noi. Il rischio, infatti, è trasformare la missione in una nostra realizzazione personale, pensando che tutto dipenda dalle nostre capacità. Gesù, invece, ci insegna che il servizio nasce dall’intimità con il Padre e trova nella sua volontà la propria origine. Quanto più rimaniamo uniti a Lui, tanto più possiamo diventare strumenti attraverso i quali Dio raggiunge gli altri.

VIVI

La tua preghiera sta realmente diventando servizio. Dopo aver pregato, prova a domandarti: «Chi mi sta chiedendo il Signore di incontrare? A chi posso portare oggi una parola di speranza, un gesto di cura o un po’ di luce?». Esci dalla preghiera con la consapevolezza che non devi fare tutto tu: lascia che Cristo operi attraverso di te e riconosci che ogni frutto della tua missione nasce dalla sua grazia.


Leggi In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e…

C’è una Parola nuova, pronunciata con autorità: è la Parola di Dio, la Parola dell’amore. Nel Vangelo di oggi vediamo co...
01/09/2026

C’è una Parola nuova, pronunciata con autorità: è la Parola di Dio, la Parola dell’amore. Nel Vangelo di oggi vediamo come questa Parola abbia potere anche sulle parole e sulle realtà del male, del possesso e di tutto ciò che tiene l’uomo prigioniero. Il male riconosce la presenza di Cristo e ne ha paura, perché sa che davanti a Lui perde il suo potere. La Parola di Gesù, infatti, non è una parola qualsiasi, bensì, è una Parola che libera, che guarisce e che restituisce all’uomo la sua dignità e la sua libertà.

Anche nella nostra vita può capitare di avere paura della Parola di Dio. Succede quando sappiamo che accoglierla potrebbe chiederci di cambiare strada, di lasciare andare qualcosa o di rinunciare a quei progetti sui quali abbiamo costruito tutto. A volte siamo così caparbi nel voler portare avanti ciò che abbiamo deciso che preferiamo non ascoltare ciò che il Signore ci sta dicendo. Eppure Dio non entra nella nostra vita per rovinarla o per toglierci qualcosa, ma per salvarci da ciò che ci tiene prigionieri. La sua Parola può essere esigente, può mettere in discussione le nostre sicurezze, ma lo fa perché vuole restituirci la libertà e condurci alla vita vera.

VIVI

Prova a chiederti quale parola o quale progetto occupa così tanto spazio nella tua vita da impedirti di ascoltare la Parola di Dio. Porta proprio quella realtà nella preghiera e chiedi al Signore di mostrarti ciò che ti rende veramente libero. Quando la Parola di Dio mette in crisi le nostre certezze, non dobbiamo fuggire: forse è proprio lì che Cristo sta iniziando a liberarci.


Leggi In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità.Nella sinagoga c’…

Il Vangelo di oggi ci mostra che cosa è venuto a fare Gesù nella nostra vita: è venuto a portare la buona notizia ai pov...
31/08/2026

Il Vangelo di oggi ci mostra che cosa è venuto a fare Gesù nella nostra vita: è venuto a portare la buona notizia ai poveri, a proclamare la liberazione ai prigionieri, la vista ai ciechi e a rimettere in libertà gli oppressi. La sua missione è farci conoscere il vero volto di Dio Padre e rivelarci la nostra identità più profonda, cioè, che siamo suoi figli, amati da un Padre il cui amore per noi è smisurato. È un amore arrivato fino al dono della vita del Figlio e che, nello stesso tempo, rispetta fino in fondo la nostra libertà, lasciandoci la possibilità di accoglierlo oppure di rifiutarlo. La salvezza, infatti, è offerta a tutti, ma non tutti scelgono di riceverla. Non basta sapere che Dio esiste o sapere che ci ama, questo amore deve essere accolto, vissuto e seguito, fino a permettere a Cristo di trasformare realmente la nostra vita.

La difficoltà degli abitanti di Nazaret nasce proprio dalla presunzione di conoscere già Gesù, in quanto, lo hanno visto crescere, conoscono la sua famiglia e la sua storia e, proprio per questo, pensano di sapere chi sia. È una tentazione che può riguardare anche la nostra fede. Possiamo pensare di conoscere Dio perché frequentiamo la Chiesa, abbiamo pregato tante volte, abbiamo ascoltato il Vangelo o abbiamo vissuto determinate esperienze. Eppure Dio continua a sorprenderci e non può essere rinchiuso nelle immagini che ci siamo costruiti di Lui. Ogni giorno siamo chiamati a lasciar cadere le nostre convinzioni e a permettere a Cristo di rivelarsi per quello che è veramente. Solo così il Vangelo può diventare per noi una liberazione concreta e non semplicemente qualcosa che già conosciamo.

VIVI

Quale immagine di Dio ti sei costruito e se sei davvero disposto a lasciarti sorprendere da Lui? Forse pensi di sapere già come Dio dovrebbe agire, cosa dovrebbe concederti o come dovrebbe comportarsi con te. Prova invece ad ascoltare il Vangelo senza pretendere di conoscere già la risposta. Lascia che sia Cristo a mostrarti chi è e permettigli di liberarti da quelle idee che ti impediscono di accogliere fino in fondo il suo amore.


30/08/2026

Questa domenica siamo invitati a convertire il nostro pensiero. Tutto nasce da lì, dal pensiero che muove la nostra persona. Il nostro modo di ragionare, di vedere, di sentire…il pensiero è tutto questo. Dunque non è un semplice ragionamento. Il rimprovero di Gesù a Pietro si muove si questo campo: “non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!”. Il pensare secondo Dio comporta una logica dell’amore, del dono, nella misura della croce. Dunque rinnegare se stessi è rinunciare alle proprie convinzioni che ci impediscono di seguire il Signore, per abbracciare un’altra logica. Prendere la propria croce è pesante. Ma è necessario per allargare il cuore è renderlo più ampio e profondo. Amare la propria croce significa trovare in essa la potenza di Cristo che ci introduce nella vita vera, la vita eterna.

VIVI

Tutto questo lo viviamo nell’Eucaristia. Lasciamo che la celebrazione della messa manifesti questa parola dell’amore di Cristo.


https://eucaristant.wordpress.com/2026/08/30/un-cambiamento-di-pensiero/

Giovanni Battista è rimasto fedele alla sua chiamata fino alla fine, fino al martirio. Gesù stesso dice di lui che tra i...
30/08/2026

Giovanni Battista è rimasto fedele alla sua chiamata fino alla fine, fino al martirio. Gesù stesso dice di lui che tra i nati da donna, nessuno è più grande di Giovanni. Però aggiunge che nel Regno di Dio, il più piccolo è più grande di lui. Grandezza e piccolezza… non sta a noi misurarla. A noi è affidata la risposta personale della vita ai valori che ci vengono proposti.

Giovanni non ha temuto di dire la verità a Erode dalla prigione. Poteva stare in silenzio per ingraziarsi Erode, sapendo di godere già di una certa fama. Eppure dinanzi alla giustizia Giovanni non chiude bocca. Continua ad essere voce che grida nel deserto di una prigione. Voce della Parola di Dio. La sua fedeltà fino alla fine lo ha reso grande. Eroe? No. Un vero uomo di Dio. Un santo.

VIVI

Il nostro battesimo ci ha resi figli di Dio e ci ha trasferiti nelle dinamiche del Regno di Dio. Fai memoria del tuo battesimo recitando con il cuore il Credo.


Leggi In quel tempo, Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Er…

Indirizzo

Palermo

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Eucaristant pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi