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🖊🔖promemoria del giorno + RiflessioneGenesi 50:19-21[19] Giuseppe disse loro: «Non temete; sono io forse al posto di DIO...
11/06/2026

🖊🔖promemoria del giorno + Riflessione

Genesi 50:19-21

[19] Giuseppe disse loro: «Non temete; sono io forse al posto di DIO? [20] Voi avete macchinato del male contro di me; ma DIO ha voluto farlo servire al bene, per compiere quello che oggi avviene: conservare in vita un popolo numeroso. [21] Ora dunque non temete; io provvederò il nutrimento per voi e per i vostri figli». Così li confortò e parlò al cuore loro con dolcezza.

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Riflessione:

Queste parole escono dalla bocca di Giuseppe, un uomo che Dio aveva scelto per preservare la vita di molti in tempo di carestia e per portare salvezza al suo popolo.

Il protagonista tuttavia non è Giuseppe ma Dio.
È la storia di ciò che Dio può fare nella vita di una persona quando ha stabilito un piano per lui.

La gelosia dei suoi fratelli arrivò a tal punto che pensarono persino di ucciderlo.
Fu venduto, umiliato, accusato ingiustamente e dimenticato in prigione, eppure, in mezzo a tutte quelle sofferenze, Dio stava operando.

Quello che gli uomini avevano progettato per distruggere Giuseppe, Dio lo stava usando per prepararlo.
È quello che vediamo anche in Romani 8:28: Dio fa cooperare tutte le cose al bene di quelli che lo amano.
Non alcune cose, tutte le cose, anche quelle che non comprendiamo mentre le stiamo vivendo.

Giuseppe aveva ricevuto delle promesse da Dio e sicuramente il nemico aveva visto quelle promesse. Per questo cercò di ostacolare il piano di Dio attraverso la gelosia, il tradimento, la menzogna e la sofferenza.
Ma nessun attacco riuscì a fermare ciò che Dio aveva stabilito.
E ancora oggi è così.

L'avversario cercherà di ostacolare chi ha una chiamata da parte di Dio, perché una vita consacrata al Signore diventa un problema per il regno delle tenebre.
Cercherà di scoraggiare, confondere, rallentare e far dubitare delle promesse ricevute.

Ma se Dio ha parlato, il Suo piano rimane saldo.

Gli uomini possono pensare il male, ma Dio è ancora capace di trasformarlo in bene.

Dio vi benedica

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Ci sono persone che fanno del male agli altri.E poi ci sono persone che vedono il dolore, vedono il bisogno, vedono una ...
10/06/2026

Ci sono persone che fanno del male agli altri.

E poi ci sono persone che vedono il dolore, vedono il bisogno, vedono una ferita... e semplicemente passano oltre.

Nella parabola del buon samaritano, Gesù racconta di un uomo lasciato mezzo morto lungo una strada. Un sacerdote lo vede. Un levita lo vede. Entrambi continuano il loro cammino.

Non sappiamo cosa avessero da fare. Non sappiamo quali fossero i loro impegni. Sappiamo soltanto che videro quel bisogno e andarono oltre.

Quella strada assomiglia molto alle nostre giornate.

Anche noi abbiamo programmi, responsabilità, lavoro, famiglia, impegni e obiettivi. E proprio mentre siamo concentrati su tutto questo, Dio può mettere sul nostro cammino una persona che ha bisogno di essere aiutata.

La domanda è semplice: ci fermeremo o passeremo oltre?

Ne parliamo con calma nell'articolo di oggi.
Dio vi benedica.

Per i link clicca qua sotto.
Oppure leggila tranquillamente da app.

https://radiocristianafhl.com/2026/06/10/e-se-stessimo-passando-oltre/
E se stessimo passando oltre?

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🖊🔖promemoria del giorno + Riflessione1 Pietro 4:7-11[7] Or la fine di tutte le cose è vicina; siate dunque sobri e vigil...
10/06/2026

🖊🔖promemoria del giorno + Riflessione

1 Pietro 4:7-11

[7] Or la fine di tutte le cose è vicina; siate dunque sobri e vigilanti per dedicarvi alle preghiere, [8] avendo prima di tutto un intenso amore gli uni per gli altri, perché «l'amore coprirà una moltitudine di peccati». [9] Siate ospitali gli uni verso gli altri senza mormorare. [10] Ciascuno metta al servizio degli altri il dono che ha ricevuto, come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio. [11] Chi parla, lo faccia come se annunciasse gli oracoli di Dio; chi fa un servizio, lo faccia nella forza che gli è fornita da Dio, affinché in ogni cosa sia glorificato Dio per mezzo di Gesú Cristo, a cui appartiene la gloria e il dominio per i secoli dei secoli. Amen.

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Pietro sta esortando la chiesa ad avere amore intenso gli uni per gli altri.

Il motivo lo dà subito lui: perché l’amore copre una moltitudine di peccati.

Questo richiama anche Proverbi, dove viene detto che l’amore copre le colpe.
Quindi non sta dicendo che il peccato va approvato, né che si deve far finta di niente davanti al male.
Sta dicendo che l’amore non vive per mettere in mostra le colpe dell’altro.

E questo è necessario perché tra fratelli siamo comunque imperfetti.
Ci saranno mancanze, limiti, debolezze, cose da sopportare.
Per questo la Scrittura parla anche del sopportarci gli uni gli altri.

Giovanni poi spiega la stessa realtà da un’altra parte: chi ama procede da Dio, perché Dio è amore.
E dice anche che chi non ama il fratello che vede, non può dire di amare Dio che non ha visto.

Quindi Pietro sta dicendo una cosa molto concreta: nella chiesa l’amore deve esserci.
Non come sentimento leggero, ma come amore intenso, capace di coprire, sopportare e non alimentare continuamente le colpe degli altri.

Dio vi benedica.

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09/06/2026

(Spunto da una predicazione del pastore Craig Quam – Calvary Chapel Montebelluna, ripreso fuori dal contesto del messaggio.)

Non è importante soltanto iniziare bene, ma anche finire bene.

Saul iniziò con umiltà. Quando venne scelto come re, si nascose perfino tra i bagagli. Non sembrava un uomo in cerca di gloria, di prestigio o di potere.
Eppure qualcosa cambiò.

Con il passare del tempo iniziarono anche le sue disubbidienze. Offrì il sacrificio che non avrebbe dovuto offrire, risparmiò Agag e il meglio del bottino quando Dio aveva comandato altro. Poco alla volta smise di affidarsi completamente alla parola del Signore e iniziò a seguire i propri ragionamenti.

Poi arrivò Davide.
Quando sentì cantare che Davide aveva ucciso i suoi diecimila e lui i suoi mille, la gelosia trovò spazio nel suo cuore. Da quel giorno cominciò a guardare Davide non come un fratello, ma come una minaccia. Quello che era iniziato con umiltà finì con invidia, persecuzione e ribellione.

Poi c'è Salomone.

Dio gli diede una sapienza straordinaria. Re e regine arrivavano da lontano per ascoltare le sue parole. Costruì il tempio, ricevette benedizioni immense e visse privilegi che pochi uomini hanno conosciuto.

Ma con gli anni arrivarono i compromessi.

Le donne straniere inclinarono il suo cuore verso altri dèi e ciò che all'inizio sembrava piccolo finì per produrre conseguenze enormi.
La Scrittura usa parole che colpiscono profondamente:
"Il suo cuore non apparteneva interamente all'Eterno, al suo Dio."
Non viene detto che Salomone non conoscesse più Dio.
Il problema era un altro: il suo cuore non era più completamente del Signore.
Era diventato un cuore diviso, trascinato poco alla volta dai compromessi.

Infatti il pericolo più grande non è sempre una caduta improvvisa. A volte è un lento allontanamento. Piccoli compromessi. Piccole disubbidienze. Piccole concessioni che col tempo raffreddano il cuore.

Per questo non basta ricordare il giorno in cui abbiamo iniziato il cammino con il Signore.
Non basta ricordare le esperienze del passato, non basta parlare di quello che Dio ha fatto anni fa.

La domanda è: come stiamo camminando oggi?
Paolo, arrivato alla fine della sua corsa, poté dire:
"Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho conservato la fede."
Perché alla fine non conta soltanto come siamo partiti.

Conta arrivare fino in fondo conservando la fede, custodendo il cuore e rimanendo fedeli al Signore.

Dio vi benedica.

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🖊🔖promemoria del giorno + RiflessioneLuca 8:4-8[4] Ora, mentre si radunava una grande folla ed accorreva a lui gente da ...
09/06/2026

🖊🔖promemoria del giorno + Riflessione

Luca 8:4-8

[4] Ora, mentre si radunava una grande folla ed accorreva a lui gente da ogni città, egli disse in parabola:
[5] «Un seminatore uscí a seminare la sua semente; e mentre egli seminava una parte cadde lungo la via,
fu calpestata e gli uccelli del cielo la mangiarono.
[6] Un'altra parte cadde sulla roccia e, appena germogliata, seccò per mancanza di umidità.
[7] Un'altra parte cadde fra le spine; e le spine, cresciute insieme, la soffocarono.
[8] Una parte invece cadde in buona terra, germogliò e fruttò il cento per uno».
Dette queste cose, esclamò: «Chi ha orecchi da udire, oda!».

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Rflessione:

Il seminatore uscì a seminare.
È interessante che, quando Gesù racconta questa parabola, non si limita a descriverla, ma la spiega in dettaglio ai suoi discepoli.
Il seminatore è colui che annuncia la Parola di Dio.
Il seme è la Parola.
E il terreno rappresenta il cuore di chi ascolta.

Gesù dice che una parte del seme cade lungo la strada. Sono coloro che ascoltano la Parola ma non la comprendono.
La Parola arriva alle loro orecchie, ma non viene compresa. Per questo il maligno viene e porta via ciò che era stato seminato.

Un'altra parte cade nei luoghi rocciosi. Sono quelli che ricevono la Parola con gioia.
Si entusiasmano, sembrano partire bene, ma non hanno radice in sé stessi.
Quando arrivano la prova, le difficoltà o la persecuzione a causa della Parola, si scoraggiano e si allontanano.

Un'altra parte cade tra le spine. La Parola viene ricevuta, cresce, ma viene soffocata.
Gesù spiega che le preoccupazioni di questa vita, l'inganno delle ricchezze e i desideri per altre cose occupano il cuore fino a rendere infruttuosa la Parola.

Poi c'è il buon terreno.
Quelli che ascoltano la Parola, la ricevono, la custodiscono e portano frutto. Chi il trenta, chi il sessanta e chi il cento per uno.

Questa parabola insegna qualcosa di importante a tutti coloro che parlano del Signore.
Molte volte pensiamo che ogni parola che condividiamo debba necessariamente produrre un risultato immediato.
Se non vediamo frutto, ci scoraggiamo. Se non vediamo cambiamenti, pensiamo di aver fallito.

Ma Gesù non ha detto questo.
Gesù ci ha insegnato che il nostro compito è seminare.
Non siamo noi a far crescere il seme o a cambiare il terreno.
Non siamo noi a convincere i cuori, noi siamo chiamati a seminare fedelmente la Parola di Dio.
Ci saranno persone che non la comprenderanno.
Ci saranno persone che la riceveranno con entusiasmo ma senza radice.
Ci saranno persone nelle quali le spine soffocheranno ciò che Dio stava facendo.

E questo non significa che il seme fosse sbagliato, il seme è sempre buono ma la differenza è nel terreno.

Per questo non dobbiamo scoraggiarci quando non vediamo subito dei risultati.
Gesù stesso ci aveva già avvertiti che non tutto il seme sarebbe caduto in buona terra.

Ma questa parabola non parla soltanto agli evangelizzatori, ai predicatori o a chi testimonia.
Parla anche a noi.
Perché prima di chiederci che terreno siano gli altri, dovremmo chiederci che terreno siamo noi.
Ci sono delle pietre nel nostro cuore?
Ci sono delle spine che stanno soffocando la Parola?
Ci sono aree in cui ascoltiamo ma non comprendiamo veramente ciò che Dio ci sta dicendo?

Se riconosciamo queste cose, non dobbiamo scoraggiarci.
Dobbiamo andare al Signore e chiedergli di lavorare il nostro terreno.

"Signore, togli le spine che stanno soffocando la Tua Parola.
Togli le pietre che impediscono alle radici di scendere in profondità.
Dammi un cuore che comprenda, che riceva e che custodisca ciò che Tu dici."

Infatti quando la Parola trova una buona terra, il frutto arriva.
E il frutto che Dio produce supera sempre quello che l'uomo potrebbe immaginare.

Dio vi benedica.

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08/06/2026

Giovanni 6:32-40

[32] Allora Gesú disse loro: «In verità, in verità vi dico che non Mosé vi ha dato il pane che viene dal cielo, ma il Padre mio vi dà il vero pane che viene dal cielo. [33] Perché il pane di Dio è quello che discende dal cielo e dà vita al mondo».
[34] Essi allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».
[35] E Gesú disse loro: «Io sono il pane della vita chi viene a me non avrà mai piú fame e chi crede in me non avrà mai piú sete
[36] Ma io ve l'ho detto: voi mi avete visto, ma non credete.
[37] Tutto quello che il Padre mi dà verrà a me; e colui che viene a me, io non lo caccerò fuori,
[38] perché io sono disceso dal cielo, non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. [39] E' questa la volontà del Padre che mi ha mandato: che io non perda niente di tutto quello che egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell'ultimo giorno.
[40] Questa infatti è la volontà di colui che mi ha mandato: che chiunque viene alla conoscenza del Figlio e crede in lui, abbia vita eterna, e io lo risusciterò nell'ultimo giorno».

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