09/06/2026
Nelle nostre mani (Festa del Corpus Domini)
Solo il sacerdote poteva toccare l’ostia consacrata: il fedele la riceveva direttamente sulla lingua, non poteva né toccarla né masticarla. Il pane spezzato da Gesù per i suoi discepoli ha perso nei secoli la sua “fisicità” per farsi particola leggera e diafana, quasi un simbolo (come ancora la considerano alcuni) ed invece è realtà di ciò che accade durante la messa: alla consacrazione l’aspetto non cambia, cambia la sostanza che si fa corpo e sangue di Gesù, come hanno confermato le visioni dei santi ed il miracolo di Bolsena, quando dall’ostia spezzata è sgorgato abbondante sangue (anno 1263).
Gesù viene tra noi, accetta di affidarsi a noi, di mettersi nelle nostre mani e noi lo prendiamo, lo mangiamo … Dovremmo ogni volta riflettere profondamente e contemplare questo mistero nel quale siamo personalmente coinvolti: Gesù in noi, cibo del corpo e dell’anima, sostegno e conforto, sprone verso una dimensione spirituale più sicura, rinnovata.
La festa del Corpus Domini è la festa dell’Eucarestia, ma è anche la festa di Gesù in noi, di quanti cercano di capire il suo grande amore e di ricambiarlo seguendo la sua Parola.
Leggiamo da un commento proposto da Padre Cristiano per la Festa del Corpus Domini
Dio è pane che viene consumato dalle infinite forme di fame dell’essere creato. Dio è vino che viene bevuto, perché ogni anelito verso la gioia ed il canto trovi il suo compimento.
Il Padre si consuma nel Figlio, perché diventi Parola che crea e redime. Il Padre ed il Figlio si consumano nello Spirito Santo, perché diventi il soffio vivo che rianima ogni espressione dell’essere creato. Consumazione è immersione nella triplice onda dell’unica luce e ci è offerta liberamente, ma richiede di porre a rischio tutto.
La Chiesa è chiamata a rivivere con semplicità e radicalismo il significato del Pane e del Vino oltre le forme di pane che il mondo offre. L’Eucarestia è lì a ricordarci che Dio si affida a noi, alle nostre mani. Gesù ci ha abituati a questa inversione di parti quando si identifica con il bisognoso che fatica a vivere e attende aiuto. E’ un Dio che attende il pane, il vestito, una visita, la liberazione, lo sguardo, l’acqua … L’Eucarestia proclama questa follia di Dio, Dio nelle mani dell’uomo.
La comunità che nasce dall’Eucarestia è costituita dall’insieme dei “donanti”, dei “capaci di dono” perché essi stessi “destinatari di dono”, in un circuito di donazione che ha la sua origine dall’alto, da Dio; è formata da “coloro che amano” (“Amatevi gli uni gli altri”, dice Gesù in Giovanni 13, 34) in quanto essi stessi “amati” (“come Io ho amato voi”, Gv 13, 34).
I Padri hanno contemplato a fondo questa duplice forma del Pane divino, Parola ed Eucarestia, ed arrivano a chiedere al Padre “tre Pani”:
il pane del corpo per il sostentamento - giorno per giorno - della vita alla divina presenza;
il pane della Parola per conoscere - giorno per giorno - le realtà divine del Regno che si devono conseguire per l’eternità;
il pane dell’Eucarestia per giungere - giorno per giorno -, nel tempo della nostra storia, alla santità del Regno.