Chiesa del Rosario Nicotera - Pagina Ufficiale - Amici della Parola

Chiesa del Rosario Nicotera - Pagina Ufficiale - Amici della Parola Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Chiesa del Rosario Nicotera - Pagina Ufficiale - Amici della Parola, Organizzazione religiosa, Nicotera.

Presso la Chiesa della Madonna del Rosario di Nicotera (VV), nell'anno 1997, sotto la guida spirituale della comunità religiosa delle suore "Figlie della Chiesa", presenti in tutto il mondo, nasce il gruppo parrocchiale "Amici della Parola".

«Egli allora chiamò a sé i Dodici e diede loro potere e autorità su tutti i demòni e di curare le malattie». È particola...
23/09/2026

«Egli allora chiamò a sé i Dodici e diede loro potere e autorità su tutti i demòni e di curare le malattie». È particolarmente suggestivo leggere questo versetto del Vangelo nel giorno in cui facciamo memoria di san Pio da Pietrelcina. Il suo lungo ministero è stato segnato proprio dall'incontro con persone che portavano ferite, sofferenze, peccati e infelicità varie.Ma è bello ricordare qual è il luogo dove questo medico delle anime ha operato i suoi più grandi miracoli: nel confessionale. Per lunghissime ore ha ascoltato persone, ha raccolto il peso delle loro vite e soprattutto le ha aiutate a incontrare la misericordia di Dio.Potremmo dire che il confessionale è stato la sua particolare sala operatoria, perché è proprio lì che tante persone hanno potuto permettere alla grazia di raggiungere le ferite più profonde della loro esistenza. Essere perdonati significa poter ricominciare. Significa scoprire che il nostro peccato racconta qualcosa di vero su di noi, ma non racconta tutta la verità su di noi. Noi siamo anche ciò che la misericordia di Dio può ancora fare della nostra vita.

«Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica». Maria è madre pe...
22/09/2026

«Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica». Maria è madre perché prima di tutto ha accolto una Parola e ha permesso a quella Parola di diventare vita. In fondo tutta la storia di Maria è racchiusa in questa dinamica: ascoltare e mettere in pratica. Nell'Annunciazione ascolta una Parola che sconvolge completamente i suoi progetti e risponde con una decisione concreta. È proprio questo che spesso manca alla nostra vita spirituale. Ascoltiamo moltissimo, ma decidiamo pochissimo. Leggiamo il Vangelo, ascoltiamo prediche, partecipiamo a incontri, accumuliamo intuizioni, ma poi rischiamo di lasciare tutto confinato nella testa. La Parola di Dio, invece, diventa feconda quando genera una scelta.Forse dovremmo domandarci che cosa abbiamo ascoltato in questi ultimi mesi senza aver ancora avuto il coraggio di trasformarlo in una decisione. Ci sono scelte che sappiamo di dover compiere, parole del Vangelo che abbiamo compreso benissimo ma che non abbiamo ancora lasciato entrare nella vita.

«Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte». Matteo è seduto. È questa la postura della sua vita...
21/09/2026

«Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte». Matteo è seduto. È questa la postura della sua vita prima dell'incontro con Cristo.
Siamo abituati a pensare alla conversione soprattutto come a un cambiamento morale. Convertirsi significherebbe smettere di fare alcune cose sbagliate e cominciare a farne altre giuste. Certamente anche questo fa parte della conversione, ma il Vangelo sembra suggerirci qualcosa di ancora più profondo: la conversione è innanzitutto un cambiamento di posizione esistenziale. Matteo è seduto. È fermo dentro una una maniera ormai consolidata di stare al mondo. Gesù passa, lo vede e gli dice soltanto: «Seguimi». Ed ecco il vero miracolo: «Ed egli si alzò e lo seguì».Prima era seduto, ora è in piedi. Prima era fermo, ora cammina. Prima il centro della sua vita era il banco davanti al quale sedeva, ora il centro diventa Qualcuno dietro cui mettersi in cammino. Forse è proprio questa la grazia di cui abbiamo bisogno anche noi.Possiamo rimanere immobili dentro ciò che ci è accaduto, convincendoci che ormai non sia più possibile cambiare nulla. Possiamo persino sederci dentro le nostre sicurezze e non avere più il coraggio di rischiare qualcosa di nuovo.Cristo non incontra Matteo quando Matteo ha già cambiato vita. Lo incontra mentre è ancora seduto.La conversione comincia quando smettiamo di considerare definitiva la posizione in cui ci troviamo e accettiamo nuovamente di metterci in cammino.

Gli operai che erano rimasti sulla piazza del mercato avevano probabilmente perso ogni speranza. Quella giornata era and...
20/09/2026

Gli operai che erano rimasti sulla piazza del mercato avevano probabilmente perso ogni speranza. Quella giornata era andata a vuoto. E invece qualcuno ha creduto ancora in loro. Che senso ha prendere degli operai solo per l’ultima ora della giornata di lavoro? Che senso ha andare a lavorare solo per un’ora? Eppure, anche quando ci sembra di poter fare poco nella vita, ne vale sempre la pena. C’è sempre la possibilità di trovare un senso, perché Dio ama la nostra vita. Ed ecco che l’originalità di questo padrone si vede anche alla fine della giornata, al momento della paga. Per il padrone della vigna, cioè per Dio, è giusto che ognuno abbia ciò che è necessario per vivere. Lui ha chiamato i lavoratori personalmente, conosce la loro dignità e in base ad essa vuole pagarli. E dà a tutti un denaro. Il racconto dice che gli operai della prima ora rimangono delusi: non riescono a vedere la bellezza del gesto del padrone, che non è stato ingiusto, ma semplicemente generoso, non ha guardato solo al merito, ma anche al bisogno. Dio vuole dare a tutti il suo Regno, cioè la vita piena, eterna e felice. E così fa Gesù con noi: non fa graduatorie, a chi gli apre il cuore dona tutto Sé stesso.

La buona notizia della parabola del seminatore è che questo Dio contadino continua a seminare anche quando, secondo i no...
19/09/2026

La buona notizia della parabola del seminatore è che questo Dio contadino continua a seminare anche quando, secondo i nostri calcoli, sembrerebbe inutile farlo.E non aspetta che diventiamo terreno buono per cominciare a seminare. Non dice: quando sarai pronto, quando avrai risolto tutti i tuoi problemi, quando sarai finalmente all'altezza, allora ti parlerò. Dio semina adesso. Semina nella nostra superficialità, nei nostri entusiasmi passeggeri, in mezzo alle nostre preoccupazioni. Continua a seminare persino quando sembra che non convenga farlo. Forse la grazia più grande è proprio questa ostinazione di Dio. Egli non si stanca dei nostri terreni sbagliati. Ogni giorno torna a gettare il seme della sua Parola nella nostra vita, nella speranza di trovare finalmente una piccola porzione di terra disponibile.

Il Vangelo di oggi ci parla del seguito femminile di Gesù che ammetteva le donne tra i suoi discepoli contro  la tradizi...
18/09/2026

Il Vangelo di oggi ci parla del seguito femminile di Gesù che ammetteva le donne tra i suoi discepoli contro la tradizione religiosa dell’epoca che non accettava questo. Gesù invece le considera e lascia che loro esercitino davvero un ruolo femminile di prim’ordine: sono esse infatti a provvedere all’assistenza/sussistenza di Gesù e del suo seguito. Si possono fare mille discorsi ma alla fine ciò che conta nell’amore è la concretezza. Queste donne, a differenza dei discepoli uomini, sembrano aver già maturato un amore capace di servire e non solo di servirsi. Sono guarite da tutti quei mali che rendono la vita ripiegata su se stessa. E proprio per questo il loro servizio a Gesù le porterà ai piedi della Croce, davanti al sepolcro, le farà entrare in esso, e si trasformerà in testimonianza. Tutte cose che i loro fratelli uomini impareranno a fare dopo e con molto più tempo. Sembra che la questione femminile sia già risolta da Gesù, ma non a scapito di ruoli o gestione di potere. Il problema non è avere i titoli di Pietro o degli Apostoli, ma essere in una relazione decisiva con Cristo fino al punto da rendere possibile la stessa Chiesa. Senza la tessitura di queste donne, non ci sarebbe la grande rete della Chiesa. Questo è un fatto che non ha bisogno di essere conquistato perché è un dato talmente oggettivo che senza di esso cadrebbe tutto quello che negli ultimi duemila anni ha reso la Chiesa possibile.

"Ecco, una donna nota nella città come peccatrice si trovava tra i presenti, e piangendo baciava i piedi di Gesù e li co...
17/09/2026

"Ecco, una donna nota nella città come peccatrice si trovava tra i presenti, e piangendo baciava i piedi di Gesù e li cospargeva di olio profumato."Questa donna porta davanti a Gesù l'unica cosa che possiede veramente: se stessa.Essere sinceri significa smettere di recitare davanti a Dio. Piangere significa permettere al cuore di essere ancora toccato dal bene e dal male che abbiamo compiuto. Pentirsi significa non rassegnarsi ai propri errori, ma credere che possiamo ancora cambiare. Amare significa trasformare il pentimento in qualcosa di concreto. Essere giusti non è certamente un difetto. Il problema comincia quando la nostra correttezza diventa una corazza che ci impedisce di riconoscere la verità su noi stessi e ci autorizza a giudicare gli altri. La donna non ha nulla da difendere e proprio per questo può lasciarsi salvare."Ti sono perdonati i tuoi peccati . . . la tua fede ti ha salvata. Và in pace!”.

La pagina del Vangelo di oggi ci mette davanti a una contraddizione che conosciamo molto bene: qualunque cosa facciamo, ...
16/09/2026

La pagina del Vangelo di oggi ci mette davanti a una contraddizione che conosciamo molto bene: qualunque cosa facciamo, ci sarà sempre qualcuno pronto a criticarci. Giovanni Battista conduce una vita austera e viene criticato. Gesù vive la convivialità e viene ugualmente criticato.
Questo dovrebbe farci riflettere soprattutto su quanta parte della nostra vita spendiamo nel tentativo di corrispondere alle aspettative degli altri. Vogliamo essere capiti, apprezzati, ma vivere così significa consegnare la nostra libertà nelle mani del giudizio altrui. E il giudizio degli altri è inevitabilmente mutevole. Ciò che piace a qualcuno può infastidire qualcun altro. Ciò per cui oggi veniamo applauditi potrebbe essere esattamente ciò per cui domani saremo criticati. Gesù ci insegna allora una libertà diversa: vivere sotto lo sguardo di Dio. Se sappiamo di aver cercato sinceramente il bene e di aver agito secondo coscienza davanti a Dio smetteremo di vivere per piacere a tutti.

La memoria della Beata Vergine Maria Addolorata non è l'esaltazione del dolore di Maria. È piuttosto la contemplazione d...
15/09/2026

La memoria della Beata Vergine Maria Addolorata non è l'esaltazione del dolore di Maria. È piuttosto la contemplazione del modo con cui Maria vive il dolore. Il Vangelo ci consegna un'immagine semplicissima e potentissima: Maria «stava presso la croce di Gesù». Quel verbo, stare, dice forse tutto. Maria non può cambiare ciò che sta accadendo. Non può impedire la sofferenza del Figlio, non può sottrarlo alla Croce, non ha spiegazioni capaci di rendere accettabile ciò che sta vedendo. È completamente disarmata. Eppure rimane. Ci sono momenti della vita in cui vorremmo fare qualcosa per le persone che amiamo, ma non possiamo fare nulla. Vorremmo trovare una soluzione, pronunciare la parola giusta, eliminare una sofferenza, cambiare il corso degli eventi. E invece dobbiamo fare i conti con la nostra impotenza. Proprio lì Maria ci insegna che quando non possiamo fare nulla, possiamo ancora esserci. La presenza non elimina necessariamente il dolore, ma ne cambia radicalmente la qualità. Maria non toglie la Croce a Gesù, ma fa in modo che Gesù non sia completamente solo su quella Croce.Forse dovremmo imparare nuovamente questa forma così povera e così potente dell'amore.Ci sono problemi che non possiamo risolvere, ferite che non possiamo guarire, destini che non possiamo cambiare. Eppure possiamo immettere dentro quelle situazioni qualcosa di imprevisto: la nostra presenza. Esserci.

«E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede ...
14/09/2026

«E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna». La festa dell'Esaltazione della Santa Croce potrebbe essere facilmente fraintesa. Il cristianesimo non esalta la sofferenza e non considera il dolore qualcosa da cercare. Ciò che oggi viene esaltato è l'amore che la Croce rende visibile: un amore disposto ad arrivare fino alle estreme conseguenze.
La Croce, infatti, non ci dice semplicemente quanto Gesù abbia sofferto. Ci dice soprattutto quanto siamo amati. È questa la prospettiva che cambia tutto. Se guardassimo soltanto il dolore, la Croce sarebbe semplicemente il racconto di una tragedia. Ma se dentro quel dolore riconosciamo un amore che non fugge, che non abbandona, che rimane fedele fino alla fine, allora la Croce diventa davvero il luogo della salvezza.
Essere raggiunti da un amore così può letteralmente rimettere in piedi una vita.
È proprio nella croce che l'amore compie il suo miracolo.

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