14/08/2026
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𝟭𝟰 𝙖𝙜𝙤𝙨𝙩𝙤 𝟭𝟵𝟭𝟬
𝙇𝙖 𝙥𝙧𝙞𝙢𝙖 𝙈𝙚𝙨𝙨𝙖 𝙙𝙞 𝙋𝙖𝙙𝙧𝙚 𝙋𝙞𝙤 𝙖 𝙋𝙞𝙚𝙩𝙧𝙚𝙡𝙘𝙞𝙣𝙖
Il 14 agosto di ogni anno Pietrelcina ricorda l’anniversario della prima Messa del giovane cappuccino conosciuto in tutto il mondo come Padre Pio. Ordinato sacerdote a Benevento il 10 agosto 1910, quattro giorni dopo, nel suo paese natale, il giovane cappuccino “cantò” la prima Messa, come si diceva allora. I pietrelcinesi accompagnarono in chiesa, in corteo, il novello sacerdote.
Fu una grande festa per tutto il paese. C’è chi si sedette un’ora prima per essere certo di trovare posto e chi arrivò al canto d’ingresso, non trovandone neppure in piedi. Quel giorno Padre Pio saliva per la prima volta sull’altare del suo paese per celebrare il Santo Sacrificio della Messa: un incontro unico e tutto particolare con Dio.
Non tutti, però, rimasero fino alla benedizione finale. Perché quella Messa durò quasi due ore. E non per l’omelia, tenuta da padre Agostino da San Marco in Lamis, giunto appositamente per l’amicizia che lo legava a Padre Pio e con il mandato di rappresentare il Ministro Provinciale.
Padre Agostino, durante l’omelia, lo elogiò sottolineando «la missione del sacerdote (pulpito, altare, confessionale)» e, facendo accenno alla sua salute, augurò al festeggiato «di essere un grande confessore». Un augurio che, con il tempo, avrebbe assunto un significato davvero profetico.
Durante la celebrazione tutti si accorsero di qualcosa di speciale: al momento in cui il sacerdote chiedeva al Signore di ricordarsi dei defunti e dei vivi, sembrava che il tempo si fosse fermato.
Il novello sacerdote, splendido nei paramenti bianco e oro, finiti di ricamare nella stessa mattinata, a quel punto della celebrazione si fermò. Non diceva più nulla. Sembrava essere assorto in preghiera. Con la meraviglia di tutti, riprese dopo quasi un’ora, come se fossero passati solo pochi istanti.
I pietrelcinesi rimasti fino alla fine pensarono che fosse stata un’eccezione. Che per la prima Messa avesse tanti benefattori da raccomandare al buon Dio. Invece, anche alla seconda e poi alla terza Messa, la scena si ripeté tale e quale.
Le sue Messe erano straordinariamente lunghe. E quando si sparse la voce in paese, non andò più nessuno. Non potevano rimanere ore e ore in chiesa con lui, perché dovevano andare tutti a lavorare: chi in campagna, chi in casa.
Mamma Peppa, quel giorno, al termine della Messa, nella nuova casa di via Santa Maria degli Angeli, preparò una grande festa, «come uno che si sposa, come in quei tempi si usava».
A tavola c’erano i raffiuoli, con l’uovo, biscotti, fiori e riso: una specialità di Pietrelcina preparata per i matrimoni, per festeggiare la coppia che andava a formare la nuova famiglia pietrelcinese.
E poiché il sacerdozio ha una dimensione sponsale, cioè significa immedesimarsi con il cuore di Cristo Sposo, che dà la vita per la Chiesa sua sposa, la mamma di Padre Pio, pur non sapendo nulla di teologia, pensò bene di preparare questi biscotti anche per il proprio figlio, che era diventato lo sposo più felice della Chiesa, sposa di Cristo.
Ai presenti venne distribuita un’immaginetta-ricordo, sulla quale Padre Pio volle imprimere, nero su bianco, sintetizzato in poche parole, un ambizioso, impegnativo e arduo proposito:
«…𝘾𝙤𝙣 𝙏𝙚 𝙞𝙤 𝙨𝙞𝙖 𝙥𝙚𝙡 𝙢𝙤𝙣𝙙𝙤 𝙑𝙞𝙖 𝙑𝙚𝙧𝙞𝙩𝙖̀ 𝙑𝙞𝙩𝙖 𝙚 𝙥𝙚𝙧 𝙏𝙚 𝙎𝙖𝙘𝙚𝙧𝙙𝙤𝙩𝙚 𝙨𝙖𝙣𝙩𝙤 𝙑𝙞𝙩𝙩𝙞𝙢𝙖 𝙥𝙚𝙧𝙛𝙚𝙩𝙩𝙖».
Parole che racchiudevano già, nel cuore di quel giovane sacerdote, il desiderio di appartenere totalmente a Cristo: essere per il mondo Via, Verità e Vita e, per Lui, sacerdote santo e vittima perfetta.
Era appena iniziato il lungo cammino sacerdotale di Padre Pio, un cammino nel quale la Santa Messa, la preghiera e il ministero della Riconciliazione sarebbero diventati il cuore della sua vita e della sua donazione a Dio.