17/08/2026
1 SETTEMBRE 2026 GIORNATA DI PREGHIERA PER LA CURA DEL CREATO
“Acqua viva”: dal Lotto O può nascere un fiume di vita
Martedì 1° settembre 2026, alle ore 18.30, presso i locali della Parrocchia Santi Francesco e Chiara, in Viale Decio Mure Console Romano s.n.c., Napoli, si celebrerà la Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato 2026, dal titolo “Acqua viva”.
L’iniziativa è promossa dai Circoli Laudato Si’ “Dolce Sentire” e “Maria Imparato” di Napoli, dalla Parrocchia Santi Francesco e Chiara, dalle Chiese metodiste e valdesi di Napoli, dal Movimento dei Focolari di Napoli e dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai di Napoli.
Interverranno:
• padre Alex Zanotelli, missionario comboniano;
• dott. P. Leone, Associazione Libera;
• dott. R. Braibanti, Associazione Gea ETS.
Il testo biblico scelto per quest’anno è tratto dal profeta Ezechiele (47,1-12): un’acqua sgorga dal tempio e, al suo passaggio, risana la terra e fa rifiorire il deserto. Una visione di speranza che non invita a fuggire dal mondo per cercare Dio altrove, ma a riconoscerne la presenza nella nostra casa comune, impegnandoci affinché la guarigione dell’ambiente e il benessere delle persone possano crescere insieme.
Celebrare questa giornata nel Rione Ville Romane, conosciuto come Lotto O, assume un significato particolare. In un territorio segnato da spazi verdi trascurati, luoghi abbandonati, istituzioni spesso assenti e persone relegate in una periferia trasformata in quartiere dormitorio, vogliamo affermare con forza che non ci rassegniamo all’incuria, all’indifferenza e all’abbandono.
Custodire il creato non significa soltanto rispettare la natura. Significa prenderci cura dei nostri quartieri, delle relazioni e delle persone; riscoprire il senso di appartenenza e costruire comunità capaci di riconciliare l’essere umano con Dio, con gli altri, con la propria terra e con tutto il creato.
Anche dal Lotto O può nascere un fiume di vita. Anche questa periferia può rifiorire, se ciascuno smette di restare sulla riva e decide di mettere a disposizione le proprie mani, la propria voce e il proprio cuore.