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Pianurangers Dio TI ama di un amore inimmaginabile! Questo, noi PIANURANGERS, abbiamo intenzione di dirlo a tutti

6 Gennaio, giorno dell'Epifania, almeno secondo la tradizione...Anche per questa data, sappiamo che nella Bibbia non tro...
06/01/2025

6 Gennaio, giorno dell'Epifania, almeno secondo la tradizione...

Anche per questa data, sappiamo che nella Bibbia non troviamo ne il giorno preciso in cui i magi giunsero da Gesù e ne si parla di Epifania.

Quello che sappiamo però e su cui ci vogliamo soffermare, è che quel giorno dei magi (non sappiamo quanti ne fossero) arrivarono finalmente dopo un lungo viaggio da Gesù per adorarlo e donargli dei doni.

"Entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre; prostratisi, lo adorarono; e, aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra."

(Matteo 2:11)

La figura dei magi e di questi tre doni sono molto importati e di grande e profondo insegnamento.

Innanzitutto i magi furono i primi Gentili (persone appartenenti non al popolo di Dio) ad adorare Gesù.
Essi riconobbero che la promessa di Dio fatta per il mondo si era adempiuta.
Probabilmente conoscevano le profezie di Daniele, avvenute durante il regno Persiano, la loro saggezza unita alla conoscenza delle profezie ed anche ad una particolare rivelazione da parte di Dio li ha spinti a lasciare le loro terre d'Oriente per giungere a Betlemme.

Leggiamo che portarono tre doni, doni alquanto strani per un bambino, ma perché lo fecero?

Sicuramente era un gesto di rispetto e di benvenuto verso questo bambino e la sua famiglia, ma soprattutto erano simbolo di riconoscenza su chi realmente fosse Gesù:
Re dei re, Figlio di Dio, Guaritore del mondo, Unto di Dio, Agnello di Dio.

L'oro veniva donato ai re come riconoscenza e segno di regalità.

L'incenso era una resina prelevata dalla rottura della corteccia dell'albero e veniva bruciato ed utilizzato nei riti religiosi come profumo d'adorazione ma era anche utilizzato per le sue doti guaritrici.

La mirra anch'essa prelevata dagli alberi veniva utilizzata sotto forma di olio per ungere ciò che veniva ritenuto santo e puro ma anche per ungere i morti al momento della sepoltura.

Questi uomini stranieri riconobbero in tutto e per tutto chi fosse Gesù.
Questa fu la loro adorazione, è questa deve essere la nostra, riconoscere veramente chi è Gesù.

Siamo alla fine di un anno e vicini all'inizio di uno nuovo.Ognuno riflette sul suo percorso, su cosa ha potuto imparare...
31/12/2024

Siamo alla fine di un anno e vicini all'inizio di uno nuovo.

Ognuno riflette sul suo percorso, su cosa ha potuto imparare, su cosa ha guadagnato o perso, su cosa ha fatto e non ha fatto.

Ci domandiamo come sarà il nuovo anno, cosa ci aspetterà.
Alcuni sono spaventati, altri hanno la speranza che arrivi qualcosa di buono.

Non sappiamo come sarà questo nuovo anno però possiamo avere la certezza che se lo percorreremo insieme a Dio tutto andrà per il verso giusto, anche quello che purtroppo non ci piacerà.

Con Dio al controllo però non possiamo pretendere che tutto vada secondo i nostri piani, anche se pure senza Dio nemmeno potremmo pretenderlo del tutto...
Ma con Dio al controllo della nostra vita possiamo però avere la certezza che quelle porte che Lui apre sono di benedizione per la nostra vita ed altresì anche quelle che Egli chiude lo sono e per quanto possiamo sforzarci di voler aprire delle porte o di volerne chiudere delle altre noi non possiamo forzare le circostanze.

Sì, perché Dio è:

"colui che apre e nessuno chiude, che chiude e nessuno apre"

(Apocalisse 3:7)

Dio spesso per il nostro bene apre o chiude porte a seconda se esse siano un bene per la nostra vita.
Porte fatte di lavoro, di relazioni, di viaggi, di esperienze.
Queste porte possono aprirsi o chiudersi nell'immediato e a volte dopo del tempo, anche quando abbiamo rinunciato a ciò che era per noi o abbiamo intrapreso qualcosa che non era per noi.
Le porte chiuse in faccia spesso fanno male ma esse ci risparmiano sofferenza, delusione e perdita di tempo.
Le porte che Dio apre saranno per noi benedizione, si apriranno in modi a volte assurdi, sovrannaturali, miracolosi e saranno porte che nessuno potrà chiudere e impedirci di entrarvi.

Non sappiamo cosa ci riserverà questo nuovo anno, forse ci spaventa, ci preoccupa e lo stesso sarà per gli anni avvenire.
Viviamo un tempo di forte incertezza su tutti i fronti della vita, ma con Dio al controllo possiamo essere certi che ciò che è per noi, è per noi.

Entriamo in questo nuovo anno credendo che:

"Se apre o se chiude sarà benedizione"

Buon 2025

25 Dicembre, è Natale, almeno secondo la tradizione...Sappiamo, da una attenta lettura della Bibbia, che Gesù non è nato...
25/12/2024

25 Dicembre, è Natale, almeno secondo la tradizione...

Sappiamo, da una attenta lettura della Bibbia, che Gesù non è nato il 25 Dicembre e che una data precisa non viene riportata.

Ma la nostra attenzione oggi non vuole ricadere su una semplice data, ma sull'importanza della nascita di questo re.

Sì, perché Gesù è il re.

Tante furono le profezie che anticipavano la nascita di Gesù, ognuna di esse descriveva ciò che questo bambino ed un giorno uomo, sarebbe stato per noi.

Tra queste troviamo l'appellativo di re.

Dio promise che il trono di Davide non sarebbe stato mai vuoto, che il suo regno non avrebbe mai avuto fine e tutto questo grazie all'ultimo re, colui che si sarebbe seduto su un trono fatto prima di paglia e poi di duro legno, colui che avrebbe dato vita ad un nuovo regno fatto di un popolo che avrebbe racchiuso tutti i popoli, fatto di una legge perfetta basata sull'amore e sulla grazia, un re che avrebbe vissuto e mangiato insieme al suo popolo e non nel suo palazzo reale, un re che sarebbe stato il re dei re!

Alla sua nascita anche i Magi, uomini di grande sapienza e conoscenza appartenenti alla casta sacerdotale d'oriente, riconobbero che Gesù era il re, tanto che decisero di intraprendere un lungo viaggio per conoscerlo e adorarlo.

Un bambino adorato da uomini potenti, un bambino che fece tremare il trono di Erode.

Gesù era nato per essere non solo il Salvatore del mondo ma per essere re, per riprendersi il posto che gli apparteneva quello di unico re.

C'è un altro trono su cui Gesù vuole sedersi, ed è quello del nostro cuore.
Un trono spesso governato dal denaro, dal peccato, dalla violenza, dalla tristezza, dalla depressione, dalla solitudine.
Non importa se il tuo cuore è sporco o rotto, Egli è nato in una mangiatoia, un trono di paglia, forse sporco, non si farà problemi a nascere nel tuo cuore.

Oggi, fermiamoci e riflettiamo, chi è seduto sul trono del nostro cuore?
C'è Erode o c'è Gesù?
C'è un re tiranno o un re d'amore?
C'è un la potenza del peccato o la potenza della grazia?

Che oggi il re possa nascere nel tuo cuore!

Natale, tempo di regali.È un mese dove si corre per scegliere il regalo giusto da donare.Ogni anno sembra essere sempre ...
09/12/2024

Natale, tempo di regali.

È un mese dove si corre per scegliere il regalo giusto da donare.
Ogni anno sembra essere sempre più difficile trovare il regalo giusto, vuoi per difficoltà economiche, vuoi perché conosciamo poco i gusti e i bisogni della persona a cui dare il nostro dono, vuoi perché possediamo quasi tutto.

Allora cosa donare a Natale?

Di certo non un bel maglione a rombi o la classica confezione di Tesori d'Oriente...

Scherzi a parte, quest'anno e non solo, c'è qualcosa di prezioso che possiamo donare: "la nostra presenza".

Uno dei tanti modi in inglese per dire regalo o dono è la parola: "present" che significa sia regalo e dono ma anche presente, momento.
È un termine forte e volendo racchiudere il tutto in un concetto profondo, possiamo dire che al presente, in questo momento, dobbiamo essere presenti, un dono per l'altro.

Ma cosa significa essere presenti?

Essere presenti non significa sederci a tavola e consumare un pasto perché si è stati invitati, essere presenti significa condividere momenti, ascoltare l'altro, essere empatici con l'altro, aiutare l'altro, sostenere l'altro, piangere e ridere con l'altro, pregare con e per l'altro, amare l'altro.

Molti a Natale e non solo sono letteralmente soli, senza amici, senza parenti, senza una persona che li ami.
Alcuni sono in un letto di malattia, altri nel lutto, altri nell'indigenza economica.
Alcuni sono nella depressione, altri nel dolore, altri ancora nell'ansia e nella paura.
Queste persone possono essere i nostri familiari, i nostri amici, i membri della nostra chiesa, i nostri colleghi di lavoro, i nostri amici di scuola.
Persone vicine a noi ma anche lontane.

E noi cosa facciamo per loro?

Forse sì, abbiamo preso un regalo, deciso di condividere un pasto, una giornata, ma siamo veramente presenti?
Siamo noi un dono, una benedizione per la loro vita?

Un giorno, Dio ci fece un dono, ci donò Gesù che da quel giorno decise di essere presente ogni giorno nella nostra vita.
Come Lui, anche noi siamo chiamati a farlo, soprattutto se diciamo che l'amore suo vive in noi.

Questo Natale ed ogni giorno sii present(e).

Oggi 28 Novembre, in America ma anche in tanti altri paesi, si festeggia il giorno del ringraziamento, un giorno interam...
28/11/2024

Oggi 28 Novembre, in America ma anche in tanti altri paesi, si festeggia il giorno del ringraziamento, un giorno interamente dedicato a ringraziare Dio ma anche gli altri per ciò che si è ricevuto durante l'anno.

Ma basta essere grati solo un giorno all'anno?

La risposta sicuramente è no, dovremmo mostrare gratitudine ogni giorno, ma è comunque apprezzabile vedere come si cerca almeno un giorno all'anno di fermarsi e riflettere su ciò che si è ricevuto e mostrare gratitudine.

C'è un episodio nella Bibbia dove c'è un grande insegnamento riguardo la gratitudine.
Te lo racconto in breve ma puoi leggerlo per interno in Luca 17:11-19.

Un giorno da Gesù si presentarono 10 lebbrosi per essere guariti.
Gesù li guarì tutti e 10 ma leggiamo che solo 1, dopo essere andato via, tornò a ringraziarlo.

Spesso purtroppo anche noi ci comportiamo come i 9 lebbrosi, riceviamo qualcosa da Dio o anche dalle persone che ci circondano ma non mostriamo mai gratitudine.

Perché questo accade?

Le risposte possono essere tante, sicuramente c'entra l'egoismo, il pensare che tutto ci sia dovuto, l'essere superficiali, il non dare il giusto valore alle cose e soprattutto agli altri.

Eppure i motivi per esserlo sono tanti, basta pensare che stamattina ti sei svegliato e ora sei qui a leggere questo post mentre qualcun altro altrove non può farlo a causa di una malattia o di una guerra.

Psicologi e psicoterapeuti dichiarano che praticare la gratitudine fa bene non solo agli altri ma in primis a noi stessi.

Anche Dio, nella Bibbia ci invoglia ad essere grati, uno dei tanti versi è:

"Entrate nelle sue porte con ringraziamento, nei suoi cortili con lode; celebratelo, benedite il suo nome. Poiché il SIGNORE è buono; la sua bontà dura in eterno, la sua fedeltà per ogni generazione."

(Salmi 100:4-5)

Impariamo ogni giorno ad essere grati per quello che abbiamo, per ciò che siamo, anche se può sembrare che ci manchi qualcosa o stiamo addirittura passando per un momento buio.

La gratitudine è benessere per la vita.

E tu per cosa sei grato a Dio?

Scrivilo nei commenti

Se ti fa male non è amore.Se ti fa soffrire non è amore.Se ti violenta non è amore.Se ti offende non è amore.Se ti "segn...
25/11/2024

Se ti fa male non è amore.
Se ti fa soffrire non è amore.
Se ti violenta non è amore.
Se ti offende non è amore.
Se ti "segna" non è amore.
Se ti "brucia" non è amore.
Se ti "spezza" non è amore.
Se ti disonora non è amore.
Se ti tradisce non è amore.
Se ti sminuisce non è amore.
Se calpesta i tuoi sentimenti non è amore.

"L'amore è paziente, è benevolo; l'amore non invidia; l'amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non addebita il male, non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa. L'amore non verrà mai meno."

(1° Corinzi 13:4-8)

No alla violenza sulle donne, non solo oggi ma ogni giorno.

E se ti dicessi che la tua anima costa 99 HP?Se sei un gamer e giochi a Fortnite molto probabilmente saprai del nuovo ag...
04/11/2024

E se ti dicessi che la tua anima costa 99 HP?

Se sei un gamer e giochi a Fortnite molto probabilmente saprai del nuovo aggiornamento che ti permette di resuscitare e quindi salvare la vita di un tuo compagno di squadra.

Il prezzo?
I tuoi 99 HP o meglio ancora la tua anima.

Questo è possibile con l'aiuto di Mephisto, un villain del Marvel Universe che rappresenta di fatto il diavolo, che in cambio dei tuoi 99 HP farà ritornare in vita il tuo compagno di squadra.

Se hai letto fin qui sappi che non volevamo darti un consiglio su come vincere a Fortnite o informati su un nuovo aggiornamento del gioco ma volevamo dirti che spesso dietro ad un gioco apparentemente innocuo si nasconde un pericolo.

Il pericolo non è che tu dando i tuoi 99 HP vendi la tua anima a Mephisto ma che tu inizi a simpatizzare con il diavolo e l'intero mondo del male.
Sì, perché ciò che accade attraverso meccanismi come questo è quello che impariamo a giocare, a prendere in modo superficiale, a fare amicizia, a vedere Satana e tutto ciò che concerne il suo regno come un qualcosa di superficiale, minimizzandone ogni suo aspetto.

Sappi che ciò che per te è un gioco in realtà esiste anche nel mondo reale.
Che tu ci creda o no il diavolo è reale, ha un regno, ha dei poteri sovrannaturali e sì, è interessato anche a conquistare la tua anima e non per farti del bene ma del male.

Il nostro consiglio?
Evita tutto ciò che ti porta a giocare con il regno del male.
Che sia un videogioco, un gioco di ruolo, un gioco di carte, una serie tv, un film, un anime, un manga, insomma tutto ciò che parla del mondo demoniaco evitalo e non prenderlo in modo superficiale.

E tu genitore che forse leggi questo post, se tuo figlio gioca a Fortnite non agire entrando a gamba tesa con un atteggiamento aggressivo ma parlagli con calma e gentilezza facendogli comprendere che ciò che può sembrare un semplice gioco purtroppo nella vita reale esiste.
Fagli comprendere che esiste il mondo spirituale delle tenebre ma soprattutto fagli comprendere che esiste quello della luce, il regno di Dio.

Il 31 ottobre 1517 il frate agostiniano Martin Lutero affiggeva le sue 95 tesi sul portone della chiesa di Wittenberg, i...
31/10/2024

Il 31 ottobre 1517 il frate agostiniano Martin Lutero affiggeva le sue 95 tesi sul portone della chiesa di Wittenberg, in Germania, dando così inizio alla Riforma protestante.

Il motivo?
Nel 1514 papa Leone X aveva concesso l'indulgenza plenaria, ovvero il perdono da tutti i peccati, a ogni fedele che avesse fatto un'offerta per la costruzione della basilica di San Pietro a Roma.
Lutero trovava inammissibile che il perdono potesse essere garantito da un obolo. Dopo il gesto di Lutero, il papa gli scrisse chiedendogli di ritrattare le sue idee.

La sua risposta?
Lutero, come risposta, bruciò pubblicamente la bolla papale.

Oggi per molti è Halloween, ma per noi è un giorno di memoria storica, un giorno importante per la fede cristiana, in quel 31 Ottobre del 1517 un uomo ebbe il coraggio di essere una luce e fare chiarezza sull'opera infruttuosa delle tenebre.
Sì, perché se da un lato la chiesa richiedeva soldi per il perdono dei peccati, dall'altro lato Dio dichiarava nella sua Parola, la Bibbia, che il perdono dei peccati non si acquista con il denaro ma è già stato pagato con il sangue di suo figlio Cristo Gesù e che solo mediante la fede in lui c'è il perdono dei peccati.

Giovanni scriveva:
“il sangue di Gesù Suo Figliolo, ci purifica da ogni peccato”
(1 Giovanni 1:7)

Paolo scriveva:
"Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore"
(Romani 5:1)

Non c'è alcun prezzo da pagare per il perdono dei nostri peccati, il prezzo già è stato pagato da Gesù sulla croce.

Tutto è già pagato!

Lutero fu luce, proprio nel giorno in cui le tenebre hanno maggiore forza.
Portò un cambiamento di cui ancora oggi il cristianesimo ne trova giovamento.
Oggi e sempre decidiamo di essere luce ricordandoci che quando una luce si accende sono sempre le tenebre ad arretrare.

Siamo cambiamento, siamo luce!

Halloween nasce in Irlanda durante il dominio celtico.La parola Halloween è la variante scozzese, dal nome All Hallows' ...
28/10/2024

Halloween nasce in Irlanda durante il dominio celtico.
La parola Halloween è la variante scozzese, dal nome All Hallows' Eve che significa: "Notte di tutti gli spiriti sacri", cioè la vigilia di Ognissanti. I Celti dividevano il tempo in cicli, il termine di ogni ciclo era considerato importante e magico. L’ultimo ciclo era il Samhain, capodanno celtico che giungeva il 1° Novembre, termine della stagione calda e inizio di quella fredda. La data del 31 Ottobre fu scelta dai Druidi nel 300 a.C. i quali credevano che in quella notte, Samhain dio della morte tornava a regnare insieme agli spiriti dei morti che dovevano essere placati ricevendo un regalo. Nei boschi si teneva la cerimonia del Fuoco Sacro. Vestiti con maschere grottesche, i Celti tornavano al villaggio, facendosi luce con lanterne costituite da cipolle intagliate al cui interno erano poste le braci del Fuoco Sacro. Terminati i riti i Celti festeggiavano per 3 giorni, mascherandosi con le pelli degli animali uccisi per spaventare gli spiriti. Nel 1717 i Druidi d’Europa si riunirono per inaugurare il druidismo. Tra loro c’erano i "covens" (12 streghe ed un sacerdote) adoratori di Baal. Vestiti con maschere di pelle e teste di animali sacrificati, andavano casa per casa chiedendo un bambino o una vergine per bruciarlo. I sacerdoti lasciavano una frutta con una candela all’interno per prevenire che i demoni entrassero e uccidessero. Se il sacrificio era negato i sacerdoti proferivano maledizioni di morte e aprivano una porta spirituale per Satana. Da qui nasce il trick o treat: maledizione o regalo, o meglio: un’offerta o maledizione. Halloween è una festa connessa alla morte, alla paura, agli spiriti, alla stregoneria e al satanismo. Satanisti e maghi riconoscono nel 31 Ottobre il giorno più importante nell’anno: la vigilia di un nuovo anno per la stregoneria. Teniamoci distanti da questa festività, ricordandoci che siamo seguaci di Cristo e che non c’è comunione tra luce e tenebre.

“O quale comunione tra la luce e le tenebre? E quale accordo fra Cristo e Beliar?”
(2Corinzi 6,14-15)

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