09/05/2023
UNO SCUDETTO ESEMPIO PER TUTTO IL SUD, FACENDO SQUADRA OGNI OBIETTIVO È POSSIBILE
Il mio intervento su Cronache di Napoli
Questo campionato non l’hanno vinto soltanto e il Napoli.
Lo ha vinto un popolo intero che questa città rappresenta e che in questa città si riconosce. È il popolo del , quello stesso popolo consapevole, da sempre, di quanto sia caro il prezzo per conseguire vittorie come queste, da renderle ancora più preziose.
Diego diceva, non a caso: “Vincere con il Napoli è come vincere due volte, qui uno scudetto ne vale dieci vinti da qualunque altra parte”.
L’aveva capito subito il grande , da quello straordinario scugnizzo che è sempre stato dentro e fuori dal campo, che qui bisogna lottare e lavorare il doppio, che non basta sacrificarsi all’ennesima potenza, che non puoi permetterti di abbassare la guardia mai, perché chi rappresenta questa gente e questa terra sa bene che gli da ba***re non stanno soltanto sul terreno di gioco.
Per trionfare, le nostre squadre sono costrette a dominarlo, a stravincerlo, perché sul filo sarà sempre complicato. Lo dicono i fatti.
Lo raccontano, quest’anno, i numeri con i quali il Napoli ha staccato le inseguitrici.
Lo hanno dimostrato, in stagioni recenti, episodi clamorosi che ancora gridano e che hanno fatto la differenza quando ci si trovava testa a testa.
Eppure ogni volta, anche al cospetto di sconfitte amare e a delusioni cocenti, ha prevalso la dignità, figlia dell’orgoglio di questa terra e di tutto il Meridione d’Italia.
La dignità di una stretta di mano, di una corsa sotto la per applaudire e ringraziare i propri , di saper riconoscere l’onore delle armi.
Un virus che contagia chiunque venga a contatto con la nostra gente. Ed ecco che, al proverbiale stile , sintetizzato negli insulti volgari e nelle meschine minacce rivolte a dal vice di (a cui non vogliamo concedere eccessiva vetrina rammentandone il nome), il tecnico del Napoli risponde andando a complimentarsi con tutti gli avversari a fine gara. A Gatti che da dietro molla un cazzotto vigliacco a Kvaratskhelia, restando impunito, rispondiamo con l’immagine di che ferma una ripartenza con le mani per permettere i soccorsi all'infortunato Soulè. Questo è lo stile Napoli. Questo è lo stile di un popolo che, alla prepotenza e alla vigliaccheria, reagisce con nobiltà d’animo, sana ironia ma che, quando serve, sa anche mobilitarsi per far valere i suoi . E che oggi ha il dovere di tramutare questo straordinario entusiasmo in consapevolezza e presa di coscienza.
Napoli e il devono capitalizzare questa energia. Quello che è accaduto deve farci capire che insieme, facendo squadra, possiamo e dobbiamo riscattarci, con la consapevolezza che bisognerà impegnarsi più del doppio rispetto a chiunque altro, ma con la certezza che alla fine l’obiettivo può essere raggiunto.