15/10/2025
Fine corsa. Sipario. Ma solo per ora.
Due sere. Due teatri pieni. Due viaggi collettivi dove le parole di Eduardo si sono fatte voce, gesto, anima.
Abbiamo riso. Ci siamo commossi. Abbiamo sentito i respiri trattenuti, le risate che esplodono all’unisono, quel silenzio perfetto che solo il teatro sa creare.
E allora, grazie.
A chi è venuto ad ascoltarci e a guardarci,
a chi ci ha regalato uno sguardo, un applauso, una risata vera.
A chi si è seduto in platea per un’ora o due, lasciandosi trasportare in un altrove che sa di vita quotidiana, ma anche di sogno.
Grazie ai compagni di viaggio:
a chi ha provato fino a notte fonda,
a chi ha sbagliato e poi si è rialzato,
a chi ha creduto, anche stanco, anche pieno di dubbi.
Perché questa è la forza del teatro: non quella di chi è perfetto, ma quella di chi si affida, che sale su un palco con la voglia di raccontare qualcosa di vero, anche quando si finge qualcun altro.
Il teatro è fatica, adrenalina, panico, gioia.
È voce che trema e cuore che batte.
È una risata nel momento giusto.
È una battuta che, a furia di ripeterla, diventa tua.
E allora il teatro non finisce con il sipario.
Resta addosso. Ti cambia.
E ti fa dire: “Quando si ricomincia?”
Grazie a tutti.
Con tutto l’amore che abbiamo portato in scena.
A presto.