Siamo una delle 9 Contrade della Giostra della Rocca di Monselice (PD), che ogni anno ripropone, la terza domenica di settembre, una vera e propria rievocazione storica che rimanda al secolo XIII della città. STORIA DELLA CONTRADA DEL CARMINE
COLORE: Bianco-Rosso
PERSONAGGIO STORICO: Arcivescovo Fontana
MACCHINA DA GUERRA: Torre d’assalto
BOTTEGA ARTIGIANA: Mastri Bottai
GONFALONE: Drappo car
atterizzato da tre losanghe rosse in campo bianco
La contrada Carmine con la presentazione del proprio corteo storico vuole rievocare e perciò far rivivere alcuni episodi accaduti nel lontano medioevo, precisamente nel periodo che va dal 20 Dicembre 1255 fino al 21 Giugno 1256. I fatti e la storia raccontano, che le nostre terre furono sottomesse dall'oppressione di Ezzelino III Da Romano, e che il papa Innocenzo IV, dopo la penosa fine dell'abate di S. Giustina morto nelle carceri di Asolo dopo otto anni di crudele prigionia, il 20 Dicembre 1255, proclamò una crociata contro Ezzelino. Questa si concluse con la conquista della città di Padova avvenuta il 21 Giugno 1256, quando i soldati della chiesa guidati dall'Arcivescovo Filippo Fontana entrarono sfilando per le vie della città. Così con il proprio corteo la contrada Carmine intende riproporre oggi quelle figure e gruppi che realmente furono presenti a quella sfilata esultante per le vie della città. I personaggi che vedremo sono: l'alfiere Tiso da Camposampiero , Fra Salimbene Da Parma e L'arcivescovo Fontana figura principale della sfilata, mentre i vari gruppi sono formati da: alfieri, tamburini, soldati, nobili e dame, cavalieri, cortigiani e popolani. Come già detto, al centro di questo corteo, contornato dall'esultanza di questi gruppi, benedicendo la folla cammina fiero: Messere Filippo della famiglia dei Fontana, arcivescovo di Ravenna e legato del papa per condurre la crociata contro il tiranno Ezzelino III Da Romano. La sfilata è strutturata in modo da far percepire al pubblico che la segue, l'entusiasmo e la gioia di chi ha appena raggiunto una conquista. Si tratta infatti di chi ha espugnato le mura della città di Padova. All'interno del corteo è presentata l'arma da guerra cioè la grande Torre d'Assalto costruita dai maestri d'ascia, che sono esperti nelle macchine da guerra e d'assedio.