Unitalsi Sottosezione Monopoli

Unitalsi Sottosezione Monopoli L’Unitalsi è carezza che cura e luce che accoglie, trasformando la fragilità in un dono prezioso. Insieme, per non lasciare nessuno solo.

Un cammino di pura carità che batte forte tra le strade di Polignano, Monopoli, Fasano, Cisternino e Rutigliano.

❤️🚂 -3 | SILENZIO 🚂❤️Ci sono silenzi che fanno rumore.Sembra una contraddizione, eppure chi ha vissuto almeno una volta ...
07/09/2026

❤️🚂 -3 | SILENZIO 🚂❤️

Ci sono silenzi che fanno rumore.
Sembra una contraddizione, eppure chi ha vissuto almeno una volta un pellegrinaggio con l’UNITALSI sa che è proprio così.

Oggi mancano soltanto 3 giorni.
Tre giorni al momento in cui saliremo sul nostro Treno e il viaggio comincerà davvero.
Fino ad allora ci saranno ancora voci, preparativi, telefonate, valigie, corse, saluti, emozioni.
Ma arriverà anche il silenzio.
Quello che nasce quando, per qualche istante, tutto intorno sembra fermarsi e dentro di noi cominciano a parlare pensieri che non avevamo ancora ascoltato.

Il silenzio dei volontari.
Quello che arriva magari la sera, quando finalmente ci fermiamo e pensiamo a ciò che ci aspetta.
A chi incontreremo.
A chi accompagneremo.
A chi ci ha affidato una preghiera.
A chi ci ha chiesto di ricordare un nome davanti alla Grotta.
A chi vorrebbe essere con noi, ma quest’anno resterà a casa.
E allora quel silenzio si riempie di persone.
Perché sul Treno non porteremo soltanto le nostre valigie.
Porteremo anche i pensieri di chi non può partire.

Ci saranno nomi custoditi nel cuore.
Volti.
Desideri.
Speranze.
Persone che magari ci avranno detto semplicemente:“Quando sei a Lourdes, ricordati di me.”….E noi lo faremo.
Lo faremo perché quando un pellegrino affida una preghiera, non sta semplicemente chiedendo di ricordare una frase.
Sta affidando una parte della propria vita.
E noi, volontari, avremo il privilegio e la responsabilità di portarla con noi.

Ci sarà poi il silenzio del treno.
Quello strano momento in cui, dopo tante voci, una carrozza improvvisamente si fa più quieta.
Qualcuno guarderà fuori dal finestrino.
Qualcuno penserà alla propria famiglia.
Qualcuno forse avrà gli occhi lucidi.
Qualcuno pregherà.
Qualcuno semplicemente resterà in silenzio.
E non ci sarà bisogno di chiedere:“A cosa stai pensando?”
Perché certe cose appartengono alla parte più profonda di noi.

Sono emozioni che non hanno voce.
Pensieri che non sappiamo trasformare in parole.
Ricordi che tornano improvvisamente.
Persone che sentiamo vicine anche se sono lontane.
E poi ci sarà il silenzio di Lourdes.
Quello che forse è il silenzio più difficile da spiegare.
Arrivare davanti alla Grotta e ritrovarsi, per qualche istante, senza sapere cosa dire.
Dopo un viaggio pieno di voci, di incontri, di risate, di stanchezza, di emozioni…
ci si trova davanti a qualcosa che chiede soltanto di fermarsi.
E allora magari non diremo niente.
Guarderemo.
Ascolteremo.
Respireremo.
E dentro di noi cominceranno a scorrere mille pensieri.
Ci saranno le persone che amiamo.
Quelle che stanno bene.
Quelle che stanno attraversando un momento difficile.
Quelle che abbiamo perso.
Quelle che ci hanno chiesto una preghiera.
Quelle che non hanno avuto il coraggio di chiedercela, ma che porteremo comunque.
Perché davanti alla Grotta il cuore fa spazio.
E nel silenzio, spesso, arrivano le parole più vere.
Non quelle che diciamo agli altri.
Quelle che diciamo a noi stessi.
Quelle che magari non abbiamo mai avuto il coraggio di pronunciare.

Ci saranno anche i volontari.
Quelli che per tutto il viaggio avranno sorriso, aiutato, corso, accompagnato, ascoltato.
E magari, proprio davanti alla Grotta, si concederanno finalmente qualche minuto per sé.
Per respirare.
Per raccogliere i pensieri.
Per ringraziare.
Per affidare.
Per chiedere forza.
Per dire semplicemente:“Eccomi.”

Perché anche il volontario ha bisogno, qualche volta, di fermarsi.
Di ricordarsi perché è partito.
Di ritrovare dentro di sé quella motivazione che lo ha portato ancora una volta a scegliere il servizio.

E forse scopriremo che il silenzio non è assenza.
È presenza.
Presenza di chi non vediamo.
Presenza di chi è lontano.
Presenza di chi vive dentro un ricordo.
Presenza di chi abbiamo accanto.
Presenza di Maria.
Presenza di Dio.

E mentre saremo lì, magari non sentiremo altro che il battito del nostro cuore.
E sarà sufficiente.
Perché ci sono momenti in cui non serve chiedere.
Non serve spiegare.
Non serve capire tutto.
Serve soltanto affidarsi.
Tra tre giorni partiremo.
E in mezzo a tutte le emozioni che ci aspettano, ci sarà anche questo.
Un silenzio pieno.
Un silenzio che parlerà.
Un silenzio nel quale troveranno posto tutte quelle parole che non siamo mai riusciti a dire.
Tutte quelle lacrime che abbiamo trattenuto.
Tutti quei nomi che porteremo con noi.
Tutti quei volti che resteranno nei nostri pensieri.
E forse, quando torneremo, ci sarà un momento in cui sentiremo ancora quel silenzio dentro di noi.
Perché alcuni luoghi non si lasciano davvero.
Restano.
Restano nel cuore.
Restano nei pensieri.
Restano in quella parte di noi che, anche tornando alla vita di tutti i giorni, continua a viaggiare.

🚂❤️ Mancano 3 giorni.

SILENZIO.

Quello dei pensieri.
Quello delle preghiere.
Quello delle emozioni che non hanno voce.
Quello che non ha bisogno di essere riempito, perché è già pieno di tutto ciò che amiamo.

Tra tre giorni saliremo sul nostro Treno .
E porteremo con noi tante parole.
Ma arriverà anche il momento in cui resteremo in silenzio.
E forse proprio allora…diremo più di quanto avremmo mai potuto dire parlando.

❤️🚂 -3 alla partenza.

Il nostro viaggio è sempre più vicino.
E nel silenzio del cuore…Lourdes è già qui. ❤️

Oggi, primo passo verso Lourdes. ❤️Con l’incontro del personale sono iniziate ufficialmente le nostre preparazioni. Dura...
06/09/2026

Oggi, primo passo verso Lourdes. ❤️

Con l’incontro del personale sono iniziate ufficialmente le nostre preparazioni. Durante questo momento ci è stato ricordato perché partiamo, perché scegliamo ancora una volta Lourdes e, soprattutto, per chi lo facciamo. Abbiamo anche conosciuto i vari membri della squadra che accompagnerà e guiderà il nostro pellegrinaggio a Lourdes, iniziando così a sentirci, fin da subito, parte di un unico cammino.

Ci siamo ricordati il valore della divisa, che non è soltanto un abito, ma il segno di un servizio.
Il valore di un sorriso, che a volte riesce a dire più di mille parole.
Il valore del malato, che sarà al centro di ogni nostro gesto.
Il valore della presenza, quella vera, fatta di ascolto, attenzione e cuore.
E il valore di condividere questo pellegrinaggio insieme, come una grande famiglia.

Il treno ancora non è partito, le valigie forse non sono ancora pronte, ma qualcosa dentro di noi oggi ha già cominciato a muoversi.

Perché Lourdes non inizia quando saliremo sul treno.
Lourdes inizia quando il cuore sceglie di partire.

E oggi il nostro cuore ha fatto il primo passo. ❤️

Da questo momento, ogni incontro, ogni preparativo, ogni sorriso e ogni abbraccio ci porteranno un po’ più vicini a quella Grotta, a quei volti, a quelle emozioni che non si possono spiegare… ma che, ogni volta, si riconoscono.

Il pellegrinaggio si avvicina.
E noi siamo già in cammino. 🤍💙

06/09/2026
❤️🚂 -4 | CUORE 🚂❤️Forse non esiste una parola più adatta per raccontare quello che succede quando si parte con il Treno....
06/09/2026

❤️🚂 -4 | CUORE 🚂❤️

Forse non esiste una parola più adatta per raccontare quello che succede quando si parte con il Treno.
Perché questo viaggio comincia molto prima di salire su quel treno.
Comincia nel cuore.
E oggi mancano soltanto 4 giorni.
Quattro giorni e saremo lì, con le nostre valigie, le nostre divise, i nostri pensieri e quell’emozione che ormai non riusciamo più a nascondere.
Ma questa volta vogliamo parlare di tutti i cuori che accompagneranno il nostro viaggio.
C’è il cuore del volontario.
Quel cuore che sceglie di mettersi a disposizione, di donare tempo, energie, attenzione.
Un cuore che sa che non sarà sempre facile.
Che sa che ci saranno stanchezza, notti corte, momenti intensi, responsabilità.
Eppure parte.
Parte perché c’è qualcosa che vale più della fatica. Il desiderio di esserci.

Ma accanto al cuore di chi parte, ce ne sono tanti altri che, magari, non saliranno su quel treno.
Sono i cuori di chi resterà a casa.
Di chi ci saluterà sulla banchina.
Di chi ci farà una telefonata.
Di chi ci scriverà:“Fate buon viaggio.”
Di chi ci raccomanderà di stare attenti.
Di chi, mentre saremo lontani, penserà a noi.
Ci saranno mamme, papà, mogli, mariti, figli, fratelli, amici.
Persone che magari non comprendono fino in fondo cosa significhi vivere il Treno, ma che conoscono benissimo quella sensazione che si prova quando qualcuno che ami parte.
E allora anche il loro cuore viaggerà con noi.
Perché chi ama davvero non ha bisogno di salire su un treno per essere presente.

A volte basta un pensiero.
Una preghiera.
Un messaggio.
Un “mi raccomando”.
Un abbraccio dato prima di partire e custodito per tutto il viaggio.

E poi ci sono i cuori di chi ci affida una persona cara.
Cuori che si fidano.
Cuori che sperano.
Cuori che magari hanno paura.
E noi, quando saliamo su quel treno, portiamo con noi anche questa fiducia.
La responsabilità di prenderci cura dell’altro.
Di accompagnarlo.
Di rispettarlo.
Di ascoltarlo.
Di non farlo sentire solo.

E poi c’è il cuore del viaggio.
Quello che comincia a ba***re più forte appena il treno si mette in movimento.
Quello che cambia ritmo quando ci si guarda negli occhi.
Quando una persona ci racconta qualcosa della propria vita.
Quando nasce un’amicizia in una carrozza.
Quando una risata arriva improvvisa.
Quando una lacrima scende.
Quando qualcuno ci stringe la mano.
Quando ci si accorge che, in fondo, siamo tutti partiti con qualcosa da lasciare e qualcosa da ricevere.

Sul Treno il cuore sembra avere un linguaggio tutto suo. Un linguaggio fatto di gesti semplici e sentimenti veri.
La solidarietà.
La fiducia.
La gratitudine.
La tenerezza.
La condivisione.
La pazienza.
La speranza.
La fede.
L’amicizia.
L’amore per l’altro.
Sentimenti che non hanno bisogno di essere ostentati.
Si vedono.
Si riconoscono.
Si respirano.
E forse è proprio questa la cosa più bella.
Che per qualche giorno impariamo a vivere con un cuore più attento.
Ci accorgiamo di cose che nella vita di tutti i giorni magari ci sfuggono.
Un sorriso.
Una mano che cerca la nostra.
Un volto stanco.
Una persona che ha bisogno di essere ascoltata.
Una parola gentile.
E arriviamo a Lourdes portando con noi tutto questo.
Portiamo il cuore di chi è partito.
Il cuore di chi ci ha salutati.
Il cuore di chi ci ha affidato una preghiera.
Il cuore di chi ci aspetta.
Il cuore di chi incontreremo.

E forse, davanti alla Grotta, capiremo ancora una volta che nessuno di noi è arrivato fin lì soltanto con le proprie forze.
Perché in qualche modo, siamo arrivati con il cuore di tutti.
Con i pensieri di chi è rimasto a casa.
Con le preghiere che qualcuno ci ha affidato.
Con i desideri che qualcuno non ha avuto la possibilità di portare con sé.
Con i nomi di tante persone custoditi dentro di noi.
E allora quel viaggio diventa molto più grande di noi.
Diventa un viaggio condiviso.
Un viaggio in cui il cuore non conosce distanza.
Perché anche chi non parte può esserci.
Può pensare.
Può pregare.
Può aspettare.
Può emozionarsi con noi.

E noi, quando saremo a Lourdes, porteremo anche un piccolo pezzo del cuore di chi ci ha accompagnato da casa.

Quattro giorni.
Solo quattro.
E ormai manca davvero poco.
Tra quattro giorni saliremo su quel treno.
E forse, nel momento in cui le porte si chiuderanno e il viaggio comincerà, qualcuno avrà gli occhi lucidi.

Qualcuno sorriderà.
Qualcuno saluterà dal finestrino.
Qualcuno stringerà una mano.
E dentro quella carrozza ci saranno centinaia di cuori che, pur appartenendo a persone diverse, per qualche giorno proveranno a ba***re nella stessa direzione.

Verso Lourdes.
Verso la Grotta.
Verso l’altro.
Verso qualcosa che non sappiamo ancora spiegare, ma che sentiamo profondamente.

❤️🚂 Mancano 4 giorni.

CUORE.

Il cuore di chi parte.
Il cuore di chi resta.
Il cuore di chi aspetta.
Il cuore di chi affida.
Il cuore di chi prega.
Il cuore di chi incontreremo.

Perché il Treno non parte mai con un cuore soltanto.
Parte con tutti i cuori che scelgono di accompagnarlo.
E quando arriveremo a Lourdes, forse capiremo che il viaggio più bello non sarà stato soltanto quello percorso sui binari.
Sarà stato quello fatto da cuore a cuore.
Quello che non ha bisogno di biglietti.
Quello che non conosce distanza.
Quello che, anche quando torneremo a casa, continuerà a ba***re. ❤️🚂

❤️🚂 -5 | ABBRACCIO 🚂❤️Ci sono parole che si possono spiegare.E poi ce ne sono alcune che non hanno bisogno di spiegazion...
05/09/2026

❤️🚂 -5 | ABBRACCIO 🚂❤️

Ci sono parole che si possono spiegare.
E poi ce ne sono alcune che non hanno bisogno di spiegazioni.
Abbraccio è una di queste.

Oggi mancano 5 giorni.
Cinque giorni e poi saremo sul nostro Treno, pronti a vivere ancora una volta qualcosa che non si può raccontare davvero a chi non l’ha mai vissuto.
Perché su quel Treno gli abbracci iniziano ancora prima di partire.
Ci sono quelli dell’arrivederci.
Quelli pieni di emozione, dati sulla banchina, prima che il treno cominci a muoversi.
Ci sono gli abbracci tra volontari che si ritrovano dopo mesi.
Quelli di chi si riconosce da un sorriso e corre incontro all’altro.
E poi ci sono gli abbracci che ancora non conosciamo.
Quelli che nasceranno lungo il viaggio.

Tra persone che oggi sono perfette sconosciute e che tra qualche giorno potrebbero ritrovarsi a condividere una parte di vita.

Perché un abbraccio non chiede: “Chi sei?”
Non chiede da dove vieni.
Non chiede quale sia la tua storia.
Non chiede cosa hai.
Un abbraccio dice semplicemente: “Sono qui.”
E forse è proprio questo il gesto che più di tutti racconta il nostro carisma.
Essere lì.
Accanto.
Senza giudicare.
Senza pretendere.
Senza bisogno di trovare sempre la parola giusta.

Perché ci sono momenti in cui le parole diventano troppo piccole.
Quando una persona sta vivendo una difficoltà.
Quando una lacrima scende improvvisa.
Quando arriva la nostalgia.
Quando un ricordo diventa troppo forte.
Quando la gioia è così grande che non sappiamo più come raccontarla.
In quei momenti possiamo fare una cosa semplicissima:
aprire le braccia.
E lasciare che sia l’abbraccio a parlare.
Ci saranno abbracci che dureranno pochi secondi e sembreranno lunghissimi.
Abbracci silenziosi.
Abbracci stretti forte.
Abbracci accompagnati dalle lacrime.
Abbracci accompagnati dalle risate.
Abbracci che diranno “grazie”.
Altri che diranno “non aver paura”.
Altri ancora che diranno semplicemente:
“Ci sono.”

E forse qualcuno arriverà sul nostro Treno portando dentro di sé un peso che nessuno di noi conosce.
Una preoccupazione.
Una paura.
Una solitudine.
Una ferita.
E magari basterà incontrare due braccia aperte per sentirsi, anche solo per un istante, un po’ meno soli.

Questo è il meraviglioso paradosso del volontariato UNITALSI:

pensiamo di partire per donare qualcosa…
e spesso siamo noi i primi a ricevere.
Riceviamo fiducia.
Riceviamo affetto.
Riceviamo storie.
Riceviamo sorrisi.
Riceviamo abbracci che ci rimangono addosso molto più a lungo del viaggio.
Perché alcuni abbracci finiscono quando le braccia si separano.
Altri no.
Altri continuano a vivere dentro di noi.
Li ritroviamo mesi dopo, in un ricordo.
In una fotografia.
In una voce.
In un nome.

E basta pensarci per sentire di nuovo quella stretta.
Tra cinque giorni saliremo sul Treno Bianco.
E forse non sappiamo ancora chi abbracceremo.
Non sappiamo quali braccia cercheranno le nostre.
Non sappiamo quali lacrime asciugheremo.
Non sappiamo quali sorrisi nasceranno proprio dopo un abbraccio.
Ma sappiamo una cosa:partiamo con le braccia pronte ad accogliere…Perché accogliere significa anche questo.
Fare spazio.
Dire all’altro:“Puoi stare qui.”

E quando le nostre braccia si incontreranno con quelle di qualcun altro, per qualche secondo non ci saranno più distanze.
Ci sarà soltanto una cosa: umanità.
E forse sarà proprio in quell’istante che capiremo ancora una volta perché continuiamo a partire.
Perché continuiamo a scegliere il servizio.
Perché continuiamo a credere nell’incontro.
Perché continuiamo a essere UNITALSI.

🚂❤️ Mancano 5 giorni.
ABBRACCIO.
Quello che arriva quando le parole non bastano. 🫂

❤️🚂 -6 | SORRISI 🚂❤️Ci sono sorrisi che nascono dalla felicità.E poi ci sono quelli che nascono nonostante tutto.Quelli ...
04/09/2026

❤️🚂 -6 | SORRISI 🚂❤️

Ci sono sorrisi che nascono dalla felicità.
E poi ci sono quelli che nascono nonostante tutto.
Quelli che arrivano dopo una giornata difficile.
Quelli che spuntano su un volto stanco.
Quelli che si accendono negli occhi di chi ha attraversato momenti che non conosciamo.
Sono proprio questi i sorrisi che, forse, sul nostro Treno hanno un significato diverso.

Oggi mancano 6 giorni.
Sei giorni e poi il nostro viaggio prenderà vita….E noi sappiamo già che incontreremo tanti sorrisi.

Sorrisi grandi, piccoli, timidi, improvvisi.
Sorrisi che magari arriveranno dopo una lacrima.
Sorrisi che nasceranno da una battuta detta al momento giusto.
Da una mano stretta.
Da un abbraccio.
Da una canzone cantata insieme.
Da un semplice:“Come stai?”
E forse qualcuno risponderà soltanto con un sorriso.

Perché non sempre servono parole.
A volte un sorriso riesce a dire tutto.
Dice: “Sono felice che tu sia qui.”
Dice: “Non sei solo.”
Dice: “Possiamo affrontarlo insieme.”
Questo è il sorriso che conosce bene chi vive l’UNITALSI.

Non è il sorriso di chi non conosce la sofferenza.
È il sorriso di chi, pur conoscendola, sceglie di non lasciarle l’ultima parola.
E allora sul nostro Treno sorrideremo.
Sorrideremo anche quando saremo stanchi.
Anche quando avremo dormito poco.
Anche quando una storia ascoltata ci avrà lasciato gli occhi lucidi.
Perché il nostro servizio non significa fingere che le difficoltà non esistano.
Significa provare, insieme, a renderle un po’ più leggere.
E a volte basta davvero poco.
Un sorriso sincero.
Uno sguardo.
Una battuta.
Un gesto di attenzione.
La presenza di qualcuno che, semplicemente, decide di restare.

Il volontario UNITALSI porta con sé anche questo.
La capacità di trasformare un momento qualunque in un momento speciale.
Di entrare in una stanza e portare un po’ di luce.
Di regalare un sorriso senza aspettarsi nulla in cambio.
E la cosa più bella è che quel sorriso, quasi sempre, torna indietro.
Perché sorridere è contagioso.
Un sorriso ne chiama un altro.
E così, piano piano, una carrozza diventa una piccola comunità.
Una persona sorride.
Un’altra risponde.
Qualcuno comincia a cantare.
Qualcun altro si emoziona.
E improvvisamente ci ritroviamo tutti insieme, diversi ma vicini, a condividere qualcosa che non avevamo programmato.

È questa la magia del Treno Bianco.
Non sapere esattamente cosa accadrà.
Sapere soltanto che, lungo il cammino, qualcosa accadrà.
Ci saranno sorrisi che ricorderemo per anni.
Il sorriso di chi finalmente si sente accolto.
Il sorriso di chi aveva paura di partire e poi scopre di essere felice di esserci.
Il sorriso di chi, dopo una giornata faticosa, trova ancora la forza di scherzare.
Il sorriso di un volontario che, nonostante la stanchezza, continua a esserci.

E forse il sorriso più bello sarà quello che nascerà tra due persone che, fino a quel momento, erano perfette sconosciute.
Perché basta un incontro per cambiare la giornata.
E a volte basta una giornata per cambiare qualcosa dentro di noi.
Ma c’è una cosa che vogliamo ricordare:
un sorriso non cancella il dolore.
Non cancella la malattia.
Non cancella la fatica.
Non risolve i problemi.
Ma può dire a chi soffre: “Puoi sorridere ancora.”

E questa, forse, è una delle forme più belle di speranza che possiamo regalare.

Tra sei giorni saliremo sul Treno:

Porteremo le nostre valigie.
Porteremo le nostre divise.
Porteremo le nostre storie.
Ma soprattutto porteremo il desiderio di esserci.
E siamo sicuri che torneremo con qualche sorriso in più dentro il cuore.
Quelli che nessuna fotografia riuscirà mai a raccontare davvero.
Quelli che rimangono anche quando il viaggio è finito.
Quelli che, mesi dopo, basta un ricordo per farli tornare sul nostro volto.

🚂❤️ Mancano 6 giorni.

Quelli che nascono quando la vita ci mette alla prova.
Quelli che arrivano dopo una lacrima.
Quelli che non negano il dolore, ma gli ricordano che la speranza esiste ancora.
E se anche solo per un momento riusciremo a far sorridere qualcuno…
allora ne sarà valsa la pena.
Perché noi partiamo per servire.
Partiamo per accompagnare.
Partiamo per condividere.
Ma, alla fine, scopriamo sempre che il sorriso più grande lo portiamo a casa noi.

❤️🚂 -6 alla partenza.

Il Treno Bianco si avvicina.

E noi… stiamo già sorridendo con il cuore. ❤️

❤️🚂 -7 | LACRIME 🚂❤️Ci sono lacrime che fanno male.E poi ce ne sono altre che, stranamente, non fanno male affatto.Sono ...
03/09/2026

❤️🚂 -7 | LACRIME 🚂❤️

Ci sono lacrime che fanno male.
E poi ce ne sono altre che, stranamente, non fanno male affatto.
Sono quelle che arrivano quando il cuore è talmente pieno che non riesce più a contenere quello che sente.

Tra sette giorni saremo sul nostro Treno .
E sappiamo già che, prima o poi, qualcuno di noi piangerà.
Forse succederà durante un abbraccio.
Forse ascoltando una storia.
Forse guardando negli occhi una persona che fino a pochi minuti prima non conoscevamo.
Forse arriveranno senza preavviso, proprio quando penseremo di essere pronti.
Perché ci sono emozioni che non chiedono permesso.
Arrivano.
E le lacrime sono spesso il loro modo più sincero di parlare.

Sul nostro Treno ci saranno lacrime diverse.
Ci saranno quelle di chi parte con una preoccupazione nel cuore.
Quelle di chi affronta un viaggio portando con sé una fragilità, una speranza, una domanda.
Ci saranno lacrime silenziose, nascoste dietro un sorriso.
E ci saranno quelle che scenderanno liberamente, perché finalmente qualcuno si è sentito accolto, ascoltato, compreso.
Ci saranno lacrime di chi ritrova un amico dopo tanto tempo.
Lacrime di chi torna in un luogo che custodisce ricordi profondissimi.
Lacrime davanti a una preghiera.
Lacrime davanti a una persona che soffre.
Lacrime davanti a una gioia che non si riesce a spiegare.

E ci saranno, inevitabilmente, anche le nostre. Quelle dei volontari. Perché possiamo prepararci a tutto.
Possiamo organizzare, programmare, pensare a ogni dettaglio.
Possiamo indossare la divisa e sentirci pronti.
Ma davanti a certi occhi…non esiste divisa che tenga il cuore al riparo.

Il volontario UNITALSI non è qualcuno che non prova emozioni.
È qualcuno che sceglie di esserci anche quando le emozioni diventano forti.
E così impariamo anche a piangere insieme.
Senza vergogna. Senza doverci giustificare.
Perché una lacrima non è debolezza.
A volte è la forma più pura della forza.
È dire: “Quello che sto vivendo mi sta toccando il cuore.”

E quante volte una lacrima asciugata con discrezione vale più di una frase perfetta?
Quante volte basta una mano sulla spalla per dire: “Non sei solo.”
Quante volte gli occhi di qualcuno ci raccontano una storia che le parole non riuscirebbero mai a raccontare?
Questo è uno dei miracoli più silenziosi del nostro servizio.
Imparare a non avere paura delle emozioni.
Imparare che si può essere forti anche piangendo.
Che si può sorridere con gli occhi pieni di lacrime.
Che si può soffrire insieme senza per questo essere più deboli.
E che, qualche volta, una lacrima può persino diventare una forma di preghiera.

Sul nostro Treno ci saranno occhi lucidi davanti a un tramonto dal finestrino.
Ci saranno lacrime durante un abbraccio.
Ci saranno occhi che cercheranno di trattenersi e poi si arrenderanno.
Ci saranno sorrisi bagnati di emozione.
E forse ci sarà qualcuno che, dopo averci raccontato una parte della propria vita, ci farà pensare che abbiamo ricevuto molto più di quanto siamo riusciti a dare.

Perché è questo che accade quando l’UNITALSI mette le persone al centro.

Partiamo per accompagnare.
E finiamo per essere accompagnati.
Partiamo per donare.
E torniamo con il cuore pieno di doni che nessuno può mettere in valigia.
Tra sette giorni, quelle lacrime non saranno soltanto lacrime.
Saranno ricordi.
Saranno incontri.
Saranno nomi.
Saranno volti.
Saranno storie che continueranno a vivere dentro di noi anche quando il viaggio sarà finito.
E quando, un giorno, ripenseremo a questa partenza, forse non ricorderemo esattamente tutte le parole che saranno state dette.
Ma ricorderemo uno sguardo.
Un abbraccio. Una mano.
E magari quella lacrima che è scesa senza che riuscissimo a fermarla.
Una lacrima che, in quel momento, ci avrà ricordato una cosa semplicissima:
“che siamo vivi, che sappiamo amare e che abbiamo avuto la fortuna di esserci”.

🚂❤️ Mancano 7 giorni.

Quelle che non fanno male.
Quelle che non hanno bisogno di essere asciugate subito.
Quelle che arrivano quando il cuore è troppo pieno.
Perché certe lacrime non raccontano tristezza.
Raccontano che abbiamo incontrato qualcosa di vero.
E noi, sul Treno Bianco, siamo pronti ancora una volta a lasciarci emozionare. ❤️🚂

❤️🚂 -8 | MANI 🚂❤️Forse non ci abbiamo mai fatto davvero caso, ma il nostro viaggio comincerà anche da lì…Dalle mani.Quel...
02/09/2026

❤️🚂 -8 | MANI 🚂❤️

Forse non ci abbiamo mai fatto davvero caso, ma il nostro viaggio comincerà anche da lì…Dalle mani.
Quelle mani che tra otto giorni saliranno sul Treno Bianco insieme a noi.
Mani che avranno già fatto tante cose prima di partire:
avranno preparato una valigia, sistemato una divisa, stretto una borsa, salutato qualcuno sulla porta di casa, e poi, una volta salite sul treno, quelle stesse mani diventeranno qualcosa di molto più grande.
Diventeranno servizio.
Diventeranno presenza.
Diventeranno cura.
Perché il volontario UNITALSI impara presto che a volte le parole non bastano.
E allora ci sono le mani.

Una mano che sostiene chi fa fatica a camminare.
Una mano che accompagna una carrozzina.
Una mano che aiuta a salire, a scendere, a sistemarsi.
Una mano che prepara, che serve, che porta.
Una mano che si tende quando qualcuno ne ha bisogno.
Ma ci sono mani che fanno ancora di più.
Ci sono mani che accarezzano una fronte quando la stanchezza si fa sentire.
Mani che asciugano una lacrima senza chiedere spiegazioni.
Mani che stringono altre mani quando arriva un momento difficile.
Mani che si appoggiano su una spalla e dicono, senza pronunciare una parola:
“Sono qui.”

E forse è proprio questo il significato più profondo delle nostre mani.
Non soltanto fare. Ma esserci. Essere accanto….Perché aiutare qualcuno non significa sostituirsi a lui, significa accompagnarlo con rispetto, lasciandogli tutta la dignità, tutta la libertà e tutta la bellezza della sua persona.
È una mano che non trascina.
È una mano che accompagna.
È una mano che non invade.
È una mano che sostiene.
È una mano che non giudica.
È una mano che accoglie.
E su quel Treno di mani ce ne saranno tantissime….Mani giovani e mani meno giovani. Mani forti e mani stanche.
Mani che già conoscono questo viaggio e mani che lo vivranno per la prima volta.
Mani diverse, ma unite dalla stessa scelta:
mettersi al servizio dell’altro.
E ci saranno anche le mani di chi incontreremo.
Mani che forse avranno bisogno di essere sostenute.
Ma che, senza che ce ne accorgiamo, sosterranno anche noi.
Perché questa è una delle cose più belle dell’UNITALSI:
partiamo pensando di essere noi quelli che devono donare…
e poi torniamo scoprendo di aver ricevuto molto più di quanto avremmo immaginato.
Quante volte una mano che abbiamo stretto è rimasta nella nostra memoria?
Quante volte un semplice gesto ci ha emozionato più di mille parole?
Quante volte abbiamo pensato di aver dato una carezza…e invece siamo stati noi ad essere accarezzati dalla vita?
Forse è questo che succederà ancora.
Tra otto giorni, quelle mani cominceranno a muoversi.
Preparando.
Aiutando.
Servendo.
Accompagnando.

Ma soprattutto incontrando.

E ci sarà una mano che stringeremo per pochi secondi e che magari ricorderemo per tutta la vita.
Ci sarà una mano che cercherà la nostra.
Ci sarà una mano che avrà bisogno di noi.
E ci sarà sicuramente una mano che, nel momento in cui ne avremo bisogno, troverà noi.
Perché nessuno parte davvero da solo.
Sul Treno, le mani si incontrano.
E quando le mani si incontrano, spesso anche i cuori imparano a camminare insieme.
Questo è il nostro servizio.
Essere mani che aiutano,
mani che accarezzano,
mani che sostengono,
mani che non lasciano andare.

E quando torneremo a casa, forse saremo ancora capaci di ricordare i volti, le parole, i sorrisi…ma saranno soprattutto alcune mani a rimanere dentro di noi.

Quelle che abbiamo stretto.
Quelle che ci hanno stretto.
Quelle che abbiamo aiutato.
Quelle che ci hanno aiutato.
Quelle che, per un istante, hanno detto tutto senza bisogno di parlare.

🚂❤️ Mancano 8 giorni.

MANI.

Perché un viaggio così non si fa soltanto con i piedi.

Si fa con le mani.

E soprattutto…

con il cuore che quelle mani scelgono ogni giorno di servire. ❤️

❤️🚂 -9 | INCONTRO 🚂❤️Una parola semplice. Una parola che sembra quasi piccola…Eppure, per chi vive l’UNITALSI, dentro qu...
01/09/2026

❤️🚂 -9 | INCONTRO 🚂❤️

Una parola semplice. Una parola che sembra quasi piccola…Eppure, per chi vive l’UNITALSI, dentro questa parola c’è un mondo intero.
Oggi mancano 9 giorni.

Nove giorni e poi saliremo su quel Treno Bianco che ci porterà ancora una volta verso una casa che, per tanti di noi, ha il sapore dell’attesa, della speranza, della fede e degli incontri che lasciano il segno. E sarà proprio lì, tra un corridoio, una carrozza, una stazione, una mano tesa e un sorriso, che comincerà la parte più bella del nostro viaggio.

Incontreremo volti. E dietro ogni volto ci sarà una storia. Una storia che magari non conosciamo ancora.
Una vita fatta di giorni facili e giorni difficili.
Di battaglie combattute in silenzio.
Di speranze custodite nel cuore.
Di paure che non sempre trovano il coraggio di diventare parole. Ci saranno occhi che ci parleranno prima ancora che qualcuno pronunci una sola frase.
E noi saremo lì:
Per ascoltare.
Per accogliere.
Per accompagnare.
Per condividere un pezzo di strada.

Perché il volontario UNITALSI non parte semplicemente per fare qualcosa. Parte per incontrare qualcuno. E nell’incontro accade qualcosa di straordinario: per un momento smettiamo di essere semplicemente persone che arrivano da storie diverse.
Diventiamo compagni di viaggio.
Non importa da dove veniamo.
Non importa quale sia la nostra vita di ogni giorno.
Non importa quante volte abbiamo già percorso quella strada.
Quando ci incontriamo sul Treno Bianco, qualcosa cambia.

Una persona che non conoscevi può diventare un volto che cercherai tra la folla.
Una mano che stringi per pochi secondi può diventare una carezza che ricorderai per anni.
Una conversazione iniziata quasi per caso può diventare una storia da custodire.
Un sorriso regalato senza pensarci può essere, per qualcuno, il sorriso di cui aveva bisogno proprio quel giorno.
Questo è il nostro carisma.
Mettere la persona al centro.
Accoglierla nella sua fragilità, nella sua forza, nelle sue paure, nei suoi desideri.
Essere accanto senza invadere.
Servire senza aspettarsi nulla.
Donarsi senza fare rumore.
E forse è proprio questo che rende così speciale il nostro Treno Bianco.
Perché parte pieno di persone…
e torna pieno di storie.
Storie che non sempre riusciremo a raccontare.
Storie che rimarranno dentro di noi, magari nascoste in una fotografia, in un nome scritto su un taccuino, in una voce, in uno sguardo.
Storie che, qualche volta, ci cambieranno.
Perché ogni incontro vero ci lascia qualcosa.

E mentre il conto alla rovescia continua, pensiamo a tutti quei volti che ancora non conosciamo.
Chissà quanti ne incontreremo.
Chissà quanti ci faranno sorridere.
Chissà quanti ci commuoveranno.
Chissà quanti ci insegneranno, ancora una volta, che la vita sa essere molto più grande delle nostre paure.
Tra 9 giorni saliremo su quel treno.
E non sappiamo ancora quali saranno i volti che porteremo nel cuore quando torneremo.
Ma una cosa la sappiamo.
Ogni volto avrà una storia.
E ogni storia meriterà di essere ascoltata.
🚂❤️ -9 alla partenza.

INCONTRO.
Perché forse il regalo più grande di questo viaggio non sarà soltanto arrivare. Sarà incontrarsi.
E scoprire, alla fine, che qualche volto incontrato lungo la strada
è diventato casa nel nostro cuore. ❤️

Indirizzo

Monopoli

Orario di apertura

Lunedì 18:00 - 20:00
Martedì 18:00 - 20:00
Mercoledì 18:00 - 20:00
Giovedì 18:00 - 20:00
Venerdì 18:00 - 20:00

Telefono

+390809306853

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Unitalsi Sottosezione Monopoli pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi