01/09/2026
COMMENTO al VANGELO (Lc 4, 31-36)
1 Settembre 2026
Questo brano del Vangelo ci porta a Cafàrnao e ci fa sedere lì, in mezzo alla sinagoga, per farci ba***re il cuore insieme a tutte le persone presenti.
C’è un’atmosfera densa, quasi sospesa. Luca ci dice che tutti erano rimasti stupiti, perché la parola di Gesù non somigliava a niente di ciò che avevano sentito prima. Non faceva discorsi astratti o freddi ragionamenti; la sua era una Parola che curava, che toccava la carne, che sapeva di casa e di verità. Ma c'è un momento in cui questo clima di stupore viene interrotto da un grido.
Un uomo, tormentato da uno spirito cattivo, urla con quanta voce ha in corpo. È un grido forte, sgraziato, che esprime una profonda sofferenza: «Che c'è tra noi e te, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci?». Pensiamo per un attimo a questo dettaglio così umano e profondo. Quello spirito sa benissimo chi ha davanti, lo chiama addirittura «il santo di Dio». Eppure, pur conoscendolo, ne ha paura. Vede in Gesù una minaccia, qualcuno venuto a "rovinare" la sua vita. E quante volte capita anche a noi, nei nostri momenti più fragili? Quando abbiamo paura di fidarci davvero di Dio, quando temiamo che se Gli apriamo il cuore Lui possa portarci via qualcosa, stravolgere i nostri piani o chiederci troppo. *È la paura che l'Amore sia una minaccia, anziché la nostra più grande opportunità*. Ma guardiamo la reazione di Gesù. Non si spaventa, non si gira dall'altra parte e non giudica quell'uomo ferito. Con una fermezza dolcissima ma assoluta, dice al male: «Taci! Esci da lui!». Gesù non fa lunghi discorsi con il male, lo zittisce. Perché vuole proteggere quell'uomo. Vuole proteggere noi. La sua non è una dimostrazione di forza per ricevere un applauso; è il gesto di un Padre che vede il proprio figlio prigioniero e decide di liberarlo. E la cosa più bella è il modo in cui tutto si risolve: il demonio getta l'uomo a terra in mezzo a tutti, ma – scrive Luca – «uscì da lui senza fargli alcun male».
Ecco la tenerezza immensa di questa pagina. Il male può fare rumore, può agitarci, può farci cadere a terra e farci sentire sconfitti per un momento. *Ma se permettiamo a Gesù di rimanere accanto a noi, quel male non ha l'ultima parola*. Non può distruggerci.
La Parola di Gesù ha il potere di rimetterci in piedi, di ripulirci dalla polvere delle nostre cadute e di restituirci alla nostra bellezza originaria.
Oggi questo Vangelo ci sussurra una promessa bellissima: non dobbiamo avere paura di mostrare a Gesù le nostre zone d'ombra, i nostri nodi interiori o le nostre stanze più disordinate. Lui non viene per rovinarci, ma per liberarci. Ci guarda con immenso affetto e ci ripete che la sua forza è interamente al servizio della nostra guarigione e della nostra pace.