03/01/2026
ENCICLICA PASTORALE PER IL NUOVO ANNO
«Signore Dio nostro… Tu che, nella Tua ineffabile longanimità, ci hai resi degni di entrare in un nuovo anno del tesoro della Tua bontà, Tu stesso, o Sovrano sommamente buono, benedici con la Tua divina Grazia questo ingresso… concedici di attraversarne il ciclo in pace e in concordia stabile, ornati della corona gloriosa delle virtù, camminando decorosamente come di giorno alla luce dei Tuoi comandamenti…»
(Preghiera all’inizio del nuovo anno salvifico).
Amatissimi fratelli e concelebranti,
fratelli cristiani, figli miei diletti nel Signore.
Benedetto, pacifico, pieno di Grazia, fecondo e salvifico sia il Nuovo Anno 2026!
«Molti e felici anni, con anima pura e santa,
con amore, con pace e con giustizia;
con gioia e con salute, con la Divina Benedizione»
(Canti del Nuovo Anno).
Con la fede cristiana e con l’ancora della speranza secondo Dio, attraversiamo il mare che oggi si apre del nuovo anno salvifico della bontà del Signore e Dio nostro, «tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede» (Eb 12,2).
Il nuovo anno racchiude di norma speranze e attese, ma anche timori e angosce.
Permettetemi, invece di altri pensieri e parole, di riportare un brano dell’Enciclica pastorale di Capodanno del novello e amatissimo santo Callinico, vescovo di Edessa (addormentatosi nel Signore nell’agosto dell’anno 1984), la quale, sebbene siano trascorsi circa cinque decenni, conserva intatta la sua attualità e vitalità:
“Molti interrogativi sorgono riguardo al nuovo anno. Sarà davvero nuovo o come il passato? Sarà migliore? Sarà peggiore? Sarà come l’anno trascorso? Avremo eventi lieti o dolorosi? Non lo sappiamo. Una cosa però sappiamo: che esiste un Dio Provvidente. Esiste Dio, Colui che si prende cura degli uccelli del cielo, dei fiori, delle cose di minimo valore, e tanto più dell’uomo, creato «a Sua immagine e somiglianza». Esiste Dio Padre, che ha dato al discendente di Adamo il diritto di rivolgersi a Lui e di dire: «Padre nostro che sei nei cieli». Esiste il Dio dell’Amore, che ha amato l’uomo peccatore fino al sacrificio del Suo Figlio. «Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Suo Figlio unigenito» (Gv 3,16) a una morte di croce dolorosa e ignominiosa per la salvezza dell’uomo. Esiste Dio, Governatore dell’universo. Esiste il Signore delle Potenze. Al di sopra di principati e potestà è il Signore onnipotente. Gli uomini dimenticano Dio, e non di rado Lo disprezzano, persino Lo combattono. «Colui che abita nei cieli riderà di loro, il Signore li schernirà», dice il Salmista. Colui che abita nei cieli, il Dio onnipotente e giusto, li renderà oggetto di scherno e di derisione davanti a tutti.
La nostra vita terrena è breve. Non accorciamola né avveleniamola con pensieri di angoscia e disperazione. Al di sopra di tutti noi vi è la mano tenera e onnipotente di Dio Padre. Qualunque cosa accada, qualunque cosa avvenga, il Signore lo permetterà. Con fiducia nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo percorriamo l’anno che è iniziato. Fondiamo le nostre speranze in Dio Padre, perché «egli ha cura di noi», secondo la parola apostolica (1 Pt 5,7). «E ora vi affido, fratelli, a Dio e alla parola della Sua Grazia» (At 20,32), e prego che il nuovo anno della bontà del Signore sia sano, fecondo, benedetto, pacifico e santo” (1981).
Amatissimi fratelli,
Allora come ora, e anche in futuro, verranno tempi difficili, stagioni rigide di autonomia e di apostasia dalla volontà divina del Signore e Dio nostro onnipotente. «Negli ultimi tempi l’amore di molti si raffredderà» (cfr. Mt 24,12; 1 Tm 4,1).
«Coloro che si allontanano da Te periranno», osserva il profeta-re Davide. Nell’opera della letteratura ecclesiastica del II secolo, la Didaché dei Dodici Apostoli, si parla della «via della vita» e della «via della morte». Riguardo alla «via della vita», dopo l’esortazione a fuggire ogni cosa malvagia, cattiva e vergognosa, l’autore ignoto consiglia che il cristiano sia mite, perché «i miti erediteranno la terra». Che sia «longanime, misericordioso, senza malizia, tranquillo, buono e tremante davanti alle (divine) parole». La «via della morte», invece, è anzitutto malvagia e piena di maledizione, ed è caratterizzata da tutti i peccati mortali: «omicidi, adulteri, passioni vergognose, fornicazioni, furti, idolatrie, magie, menzogne, false testimonianze, ipocrisie, inganni, rapine…» e tutto ciò che li accompagna. E conclude lo scrittore sacro: «siate liberati, figli, da tutte queste cose».
La condizione morale e spirituale dei tempi contemporanei è fiacca e degradata a livello mondiale. Vent’anni e più secoli di cristianesimo, e il mondo e l’intera umanità non sono illuminati, come e quanto dovrebbero, dal Signore nostro Gesù Cristo, Datore di Luce e di Vita, «la Luce vera che illumina e santifica ogni uomo che viene nel mondo». Per questo motivo non si imprime facilmente su di noi uomini contemporanei «la Luce del volto del Signore nostro», affinché in Lui «vediamo la Luce inaccessibile (della Santa e Vivificante Trinità)» e affinché «il Signore diriga i nostri passi all’opera dei Suoi divini comandamenti».
Egocentrismo, arroganza, interesse personale, freddezza dei sentimenti, empietà, irreverenza, indifferenza, insensibilità e talvolta durezza davanti al dolore umano e alla sofferenza, apostasia dal nostro Plasmatore e Creatore.
Guerre e rumori di guerre, con il pericolo che si trasformino e si estendano a livello mondiale. Nazioni della stessa fede si dilaniano tra loro, e popoli di diversa stirpe e religione si scagliano l’uno contro l’altro per interessi economici e geopolitici. Popolazioni civili e innocenti creature infantili vengono bombardate e uccise senza misericordia. Ma anche l’altro, peculiare, guerra mondiale contro gli embrioni non nati, mediante aborti e interruzioni di gravidanza, infuria e domina su tutto il pianeta, con risultati spaventosi. Milioni di creature innocenti ogni anno, a livello globale, non vedono la luce della vita e vengono gettate nelle fogne. E tuttavia non si parla, come e quanto si dovrebbe, di questi moderni crimini «erodiani», che gravano su tutta l’umanità.
Che dire poi dello stravolgimento per legge dell’ontologia e della fisiologia umana, a cominciare dal nostro popolo greco-ortodosso? La legalizzazione del «matrimonio» anti-evangelico e anti-costituzionale tra persone dello stesso sesso, con il diritto di adozione di minori, i quali vengono affidati senza possibilità di scelta dell’ambiente in cui crescere. I discorsi in congressi internazionali sulla poligamia e la «incoronazione» da parte di «sacerdotesse» di propaggini protestanti di persone con più di un partner, conducono a situazioni e abiezioni di tipo «sodomitico».
Tuttavia, la cosa peggiore e più pericolosa di tutte è il flusso impetuoso e inarrestabile della pan-eresia dell’ecumenismo, della «globalizzazione», della «nuova era» e della pan-religione, che tende ad abbattere e ad annullare i confini e le barriere spirituali dei sacri Canoni, dei confini dogmatici e della nostra tradizione e eredità ecclesiastica millenaria. Questo flusso dissolutivo e distruttivo si oppone al comandamento: «Non spostare i confini eterni che i Padri hanno posto».
Fratelli miei,
Non lasciamoci terrorizzare né scoraggiare davanti a queste molteplici e multiformi minacce morali e spirituali. Prendendo coscienza di questa realtà cupa e soffocante, rivolgiamoci «con tutta l’anima e con tutto il cuore» e invochiamo «dal profondo dell’anima e dal centro del cuore», come scriveva nelle sue poesie il tanto provato e collaudato, a tutti noi carissimo, santo Nettario, vescovo di Pentapoli, il dispensatore di grazia, **«l’unico che può salvare».
Ripetiamo le parole illuminate del santo contemporaneo, san Callinico, metropolita di Edessa:
“Esiste il Dio dell’Amore, che ha amato l’uomo peccatore fino al sacrificio del Suo Figlio… Esiste Dio, Governatore dell’universo. Esiste il Signore delle Potenze. Al di sopra di principati e potestà è il Signore onnipotente”.
Augurando con tutto il cuore che il nuovo anno sia benedetto dal Signore, pacifico, creativo, sano nella duplice salute, e ricco di buoni frutti, rimango
con paterne preghiere e benedizioni
† Serafim,
Metropolita di Citera e Anticitera