Traditionis Custodes - Bollettino del monastero di Luras in Sardegna

  • Casa
  • Italia
  • Luras
  • Traditionis Custodes - Bollettino del monastero di Luras in Sardegna

Traditionis Custodes - Bollettino del monastero di Luras in Sardegna Stretta osservanza, di rito antico (messale romano-monastico lateranense). Antidecadentista ed antimodernista.

ORA TOCCA A VOI Un monastero è  stato fabbricato. Dal nulla. Con grandi sacrifici, nonostante una invalidità, dovuta a i...
23/02/2026

ORA TOCCA A VOI
Un monastero è stato fabbricato. Dal nulla. Con grandi sacrifici, nonostante una invalidità, dovuta a ictus. I monaci però non si possono fabbricare. Altrimenti si sarebbe fatto pure quello. Ora, dunque, tocca a voi tradizionalisti riempirlo di persone desiderose di farsi santi, di persone che vogliano difendere la tradizione coi fatti, e non solo a parole.
Qualcuno ha chiesto che fine farà questo monastero quando il fondatore non ci sarà più. Non dipende da me. Dipende da voi.
Se questo monastero diventerà un piccolo fortilizio di antimodernismo dipenderà solo da voi tradizionalisti. Non da un povero fondatore. Se questo monastero diventerà un giardino dove si coltiva l'ortoprassi liturgica del rito romano antico, secondo le indicazioni di san Pio X, dipenderà solo da voi tradizionalisti, non da me. Questo monastero da oggi è in mano esclusivamente a voi tradizionalisti italiani. Il mio compito era solo costruire un cenobio, un asceterio rigorosamente ed esclusivamente tradizionale. Il vostro compito è riempirlo in breve tempo di coraggiosi atleti dello spirito. Di monaci devoti e pii. Di asceti santi.
La vita è breve.
Povero monaco Gregorio.

Per rispondere al vangelo ci vuole una cosa sola: santità. Per rispondere alle sfide della modernità ci vuole una cosa s...
22/02/2026

Per rispondere al vangelo ci vuole una cosa sola: santità. Per rispondere alle sfide della modernità ci vuole una cosa sola: santità. È di santità che abbisogna la Chiesa. Perché è di santità che abbisogna il mondo. In epoca antica i cristiani riempivano i monasteri per farsi santi. Oggi non è dunque di spietati inquisitori e predicatori fai da te sul web, come molti di noi tradizionalisti fanno, che abbisogna la Chiesa, ma di santità. Non è di preti "influencer" e piacioni che abbisogna la Chiesa. Ma di santità. Non è di documenti, convegni diocesani e piani pastorali che abbisogna la Chiesa. Ma di santità. Il monachesimo, oggi come ieri, è la risposta ai bisogni della Chiesa e del mondo. Un monachesimo s**o, "maschio" direbbe madre Cabrini; un monachesimo profondamente e convintamente radicato nella tradizione. Eppure né i progressisti né i tradizionalisti corrono nei monasteri. Il monachesimo è stato per decine di secoli la spina dorsale della Chiesa. E tutt'ora lo è presso i bizantini non uniti. Il monachesimo sarà la spina dorsale della Chiesa del futuro. Ma, soprattutto noi tradizionalisti, ancora non lo abbiamo capito. Forse non lo vogliamo neppure capire. (In foto: il piccolo chiostro di questo piccolo monastero).

Il senso della Quaresima è pregare e digiunare per i propri peccati e  prepararsi così alla Pasqua. Il senso del digiuno...
18/02/2026

Il senso della Quaresima è pregare e digiunare per i propri peccati e prepararsi così alla Pasqua. Il senso del digiuno è fare la ca**tà ai poveri. Preghiera, digiuno/astinenza e ca**tà sono dunque i tre pilastri che caratterizzano questa sacra quarantena. Oltre, ovviamente, al maggiore impegno per evitare il peccato.
Qualcuno vorrebbe sapere come si pratica il digiuno in monastero. E semplicissimo: un solo pasto al giorno, completo, dopo vespro. Durante il giorno si beve solo acqua, in abbondanza. Si elimina anche l'olio di oliva e qualsiasi grasso vegetale, si eliminano uova, latte e derivati e si consumano solo legumi, frutta, verdura, riso, pasta, pane, cereali. La dieta monastica in questo periodo diventa cioè rigidamente vegana. La domenica non si digiuna mai neppure in Quaresima, perché ogni domenica è un ricordo della resurrezione di Cristo.
In epoca antica, e così anche tuttora negli asceteri più tradizionali, chi può digiuna pure totalmente per qualche giorno, a volte per l'intera settimana, dal lunedì al sabato inclusi, bevendo cioè in tutta la settimana solo acqua. C'è lo ricorda pure la pellegrina Egeria. Un simile digiuno non fa bene solo all'anima. Fa molto, molto bene pure al corpo e alla mente.

Quindici anni fa, ultra novantenne,  terminava il terreno pellegrinaggio mons. Mario Careddu, per tutti don Mario. Uomo ...
18/02/2026

Quindici anni fa, ultra novantenne, terminava il terreno pellegrinaggio mons. Mario Careddu, per tutti don Mario. Uomo dottissimo e discretissimo fu quasi per tutta la sua vita sacerdotale stimato vicario generale della diocesi, conservando sempre una grandissima umiltà. I miei incontri quotidiani con lui risalgono a quando ancora ero adolescente. Negli ultimi anni di vita, come spesso accade ai vegliardi, si lasciò andare, almeno con me, a qualche confidenza. Una volta, mentre infilava la chiave nella toppa della chiesetta di Santa Croce dove celebrava, senza che gli chiedessi nulla disse testualmente: "la colpa di tutto questo sfascio è dei vescovi che non sanno più neppure il catechismo". Mi ha onorato fino all'ultimo con la sua amicizia, e mentre lentamente si spegneva nel letto della casa dov'era pure nato mi salutò dicendo solo "memento". Eterna sia la sua memoria.

Particolare del candelabro pasquale. Una bellissima torsione naturale del tronco di ginepro, lucidato a tampone con cera...
17/02/2026

Particolare del candelabro pasquale. Una bellissima torsione naturale del tronco di ginepro, lucidato a tampone con cera d'api.

Il carme latino inciso sul piedistallo del nostro candelabro pasquale. Riprende quello presente sul candelabro di san Pa...
16/02/2026

Il carme latino inciso sul piedistallo del nostro candelabro pasquale. Riprende quello presente sul candelabro di san Paolo fuori le mura: "Arbor poma gerit arbor ego lumina gesto porto libamina nuntio gaudia sed die festo surrexit Christus nam talia munera praesto.

E questo candelabro è realmente un albero, anche nel senso letterale, tagliato circa due secoli fa.

13/02/2026

PAX è il motto benedettino. Pace. Ed il monastero è luogo di pace. È vita di pace e di silenzio orante. Le querce secolari incurvate dal vento sono un monito potente sulla caducità della vita umana. Quante persone queste querce hanno visto passare ai loro piedi negli ultimi due, forse tre secoli! Quante ne vedranno ancora! E noi miseri mortali, che oggi passeggiamo in queste dolci colline galluresi, ai piedi di migliaia di muti alberi secolari, fra un po' scenderemo nella terra dove tutti i nostri padri già sono scesi, quella stessa terra dove da secoli questi alberi possenti e maestosi affondano le loro radici. E alla mente torna il monito divino: ricordati o uomo che sei solo un pugno di polvere. E presto in polvere tornerai. Solo Dio è tutto. Noi siamo solo meno del nulla.

Il grande candelabro pasquale è stato portato in basilica. È  alto intorno ai due metri e mezzo e pesa quasi 150 kg. Deo...
11/02/2026

Il grande candelabro pasquale è stato portato in basilica. È alto intorno ai due metri e mezzo e pesa quasi 150 kg. Deo gratias. Un vivo ringraziamento a quanti con la loro offerta stanno permettendo il proseguimento della realizzazione delle suppellettili.

Dall'Europa all'Asia, dall' Africa fino alle Americhe, molte persone hanno contattato questo monastero. Anche dal Monte ...
11/02/2026

Dall'Europa all'Asia, dall' Africa fino alle Americhe, molte persone hanno contattato questo monastero. Anche dal Monte Athos. Per via soprattutto della basilica, ma anche per la parresia del monaco nel parlare senza peli sulla lingua di certi problemi che affliggono sia il cattolicesimo in generale come anche il piccolo mondo "antico" di noi tradizionalisti. Mancava l'Oceania, e nei giorni scorsi ecco arrivare un contatto anche da un benedettino della Tasmania. Il monaco di Luras, grazie a Dio, le idee le ha chiarissime, e conosce bene il valore dell'ortoprassi, ma sinceramente non immaginava minimamente un tale interesse planetario per questa povera fondazione monastica. Ciò che più interessa ed affascina (e che fa anche adirare qualche tradizionalista) è proprio il convinto restauro dell'ortoprassi e il risoluto recupero delle nostre più nobili tradizioni, come l'iconografia, come la sistemazione dell'altare, la disposizione degli spazi liturgici, la collocazione dell' ambone nella sua posizione originaria etc. Se è vero che ogni cattolico è "custode della tradizione", bisogna realizzare tale custodia con rigore e serietà, senza accontentarci di sprofondare nella prassi.

Un benefattore ha donato alla basilica dieci gusci vuoti di uova di struzzo. Secondo la tradizione antica, come ci infor...
10/02/2026

Un benefattore ha donato alla basilica dieci gusci vuoti di uova di struzzo. Secondo la tradizione antica, come ci informa pure Guglielmo Durando (XIII secolo), tali uova verranno appese al grande lampadario del diametro di due metri. Laus Deo.

Alcuni lettori vorrebbero sapere se il monastero organizza esercizi spirituali ignaziani (eventualmente anche per estern...
08/02/2026

Alcuni lettori vorrebbero sapere se il monastero organizza esercizi spirituali ignaziani (eventualmente anche per esterni). La spiritualità monastica alla base di questa fondazione è quella antica, che nella meditazione non prevede il ricorso all'immaginazione, come invece si ha nella spiritualità moderna che caratterizza gli esercizi ignaziani.

In cosa consiste dunque la spiritualità monastica antica? Sostanzialmente nel canto dei salmi, nelle prostrazioni, e nella ripetizione di qualche versetto biblico. In un cenobio la devozione privata è ridotta al minimo, perché tutto avviene praticamente in comune. Usando terminologie moderne possiamo dire che la vita monastica è una continua "sintonizzazione" con Dio. Per tale motivo tutta la vita si svolge in silenzio e si può parlare solo durante la ricreazione quotidiana; in tutto il resto della giornata si parla solo in caso di urgente necessità, e sempre sottovoce e laconicamente. Di norma si comunica anche con biglietti scritti o con piccoli gesti. Due monaci che si incrociano ad esempio o nel chiostro, o nei sentieri del bosco monastico, si salutano senza dire parola, portando la mano al cappuccio, che di norma si tiene sempre sul capo, con un gesto come a volerlo abbassare. Quando si lavora, si va in oratorio, o anche si esce all'esterno per qualche commissione, di norma si tengono gli occhi a terra. Questo di norma lo si fa anche quando si parla con qualche altro monaco. Con gli estranei che dovessero ve**re in monastero il monaco, di norma, non deve mai parlare, e se qualcuno cercasse di iniziare una conversazione deve rispondere di non poter parlare e scusandosi deve allontanarsi immediatamente (cap. 53).

Tutta la vita monastica quindi è un continuo, quotidiano, perpetuo ritiro spirituale. Per questo motivo in monastero non si fa il cosiddetto "ritiro spirituale". Tutta la giornata e la vita del monaco lo è. Tutti i giorni. Tutto l'anno. Il monachesimo vissuto secondo tradizione è un continuo esercizio e ritiro spirituale. Il senso del vero monachesimo è tutto in tale ritiro spirituale continuato. Ovviamente per bilanciare bene questo rigore è fondamentale che la ricreazione quotidiana non venga mai trascurata.

Correva l'anno 2018 e per portare dentro la basilica la mensa monolitica dell'altare (10 cm. di spessore) e sistemarla a...
07/02/2026

Correva l'anno 2018 e per portare dentro la basilica la mensa monolitica dell'altare (10 cm. di spessore) e sistemarla al suo posto, si fece come in antico: tutto a forza di braccia. In foto gli amici del monastero che compirono quel lavoro. Dio li ricompensi con abbondanza di grazie spirituali e materiali.

Indirizzo

Luras

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Traditionis Custodes - Bollettino del monastero di Luras in Sardegna pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Our Story

Monastero di Rito Romano antico sotto la Regola del santo nostro Padre Benedetto.