08/05/2026
Oggi a Trento sono più di 250 le persone costrette a dormire in strada, dopo la chiusura dei dormitori legati al piano freddo, ossia quelli aperti solo durante la stagione invernale.
Di queste, 100 sono persone richiedenti asilo senza fissa dimora, che avrebbero diritto a essere accolte in un progetto di accoglienza, ma che a causa dei blocchi nel sistema sono costrette ad aspettare anche 12-15 mesi prima di entrare in un percorso. E spesso, una volta uscite, tornano in strada.
La situazione si inserisce in un contesto di tagli continui: negli anni, i servizi per le persone migranti sono stati ridimensionati, i posti disponibili sono stati ridotti da 1500 a 750, e con l'accordo per la costruzione di un CPR, il governo provinciale ha strappato un ulteriore dimezzamento.
🗣️ Il paradosso, come racconta il nostro coordinatore Daniele Danese al T Quotidiano, è che alcuni posti liberi, seppur insufficienti, ci sarebbero: "Come Astalli abbiamo circa 20 posti disponibili nei nostri progetti di accoglienza che ad oggi non siamo ancora riusciti a riempire. Ai richiedenti asilo non sta arrivando l'autorizzazione ad entrare nei percorsi di accoglienza da parte del Commissariato del governo."
L'impressione è che la prefettura stia già applicando l'accordo tra Provincia e Ministero dell'Interno per il dimezzamento dell'accoglienza, con il risultato che posti disponibili restano vuoti mentre le persone dormono per strada.
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🔗 https://www.iltquotidiano.it/articoli/dormitori-chiusi-a-trento-256-persone-tornano-in-strada-per-un-posto-i-migranti-aspettano-fino-a-15-mesi/