Migrantes Forlì. I colori dell'incontro

Migrantes Forlì. I colori dell'incontro Pagina del "Servizio Migrantes" della Diocesi di Forlì-Bertinoro

La Fondazione “Migrantes”, organismo della Conferenza Episcopale Italiana, ha il mandato di promuovere nelle Chiese locali la conoscenza, l’evangelizzazione e la cura pastorale dei migranti, italiani e stranieri. Promuove nelle comunità cristiane atteggiamenti e opere di fraterna accoglienza nei loro riguardi. Stimola nella società civile la comprensione e la valorizzazione della loro identità in

un clima di pacifica convivenza. E’ attenta alla tutela dei diritti della persona e della famiglia migrante e promuove la cittadinanza responsabile dei migranti.

09/05/2026

Erano braccianti stranieri. Sono annegati. Ogni giorno più di 6mila “invisibili” attraversano il Veneto senza tutele e senza sapere dove vanno

09/05/2026

Con il nuovo Patto dell’Unione Europea su immigrazione e asilo, il governo prepara un’espansione del sistema di detenzione e deportazione contro le persone migranti.

Secondo un documento del Viminale visionato da il manifestol’Italia dovrà garantire 8.932 posti per le “procedure accelerate di frontiera” (Paf), il numero più alto in Europa.

Significa prevedere, oltre ai CPR esistenti, ulteriori luoghi di illegittima detenzione amministrativa per respingere ed espellere in tempi rapidi migliaia di donne, uomini e bambini arrivati nel nostro Paese in cerca di protezione in Europa. Vere e proprie “galere etniche” per chi invece dovrebbe essere accolto.

Il piano prevede riaperture di centri già esistenti a Porto Empedocle e a Modica, nuove “zone di frontiera” nei porti di sbarco delle persone soccorse in mare e migliaia di posti in celle distribuite tra frontiere di terra e aeroporti.

Dietro la burocratica definizione delle “procedure accelerate” c’è una realtà pericolosissima: negazione del diritto costituzionale all’asilo, ingiustificata detenzione amministrativa e violente deportazioni verso i paesi d’origine. È la normalizzazione della guerra contro le persone migranti.

08/05/2026
08/05/2026

Oggi a Trento sono più di 250 le persone costrette a dormire in strada, dopo la chiusura dei dormitori legati al piano freddo, ossia quelli aperti solo durante la stagione invernale.

Di queste, 100 sono persone richiedenti asilo senza fissa dimora, che avrebbero diritto a essere accolte in un progetto di accoglienza, ma che a causa dei blocchi nel sistema sono costrette ad aspettare anche 12-15 mesi prima di entrare in un percorso. E spesso, una volta uscite, tornano in strada.

La situazione si inserisce in un contesto di tagli continui: negli anni, i servizi per le persone migranti sono stati ridimensionati, i posti disponibili sono stati ridotti da 1500 a 750, e con l'accordo per la costruzione di un CPR, il governo provinciale ha strappato un ulteriore dimezzamento.

🗣️ Il paradosso, come racconta il nostro coordinatore Daniele Danese al T Quotidiano, è che alcuni posti liberi, seppur insufficienti, ci sarebbero: "Come Astalli abbiamo circa 20 posti disponibili nei nostri progetti di accoglienza che ad oggi non siamo ancora riusciti a riempire. Ai richiedenti asilo non sta arrivando l'autorizzazione ad entrare nei percorsi di accoglienza da parte del Commissariato del governo."

L'impressione è che la prefettura stia già applicando l'accordo tra Provincia e Ministero dell'Interno per il dimezzamento dell'accoglienza, con il risultato che posti disponibili restano vuoti mentre le persone dormono per strada.

Per saperne di più, leggi l'articolo al link in bio 👇

🔗 https://www.iltquotidiano.it/articoli/dormitori-chiusi-a-trento-256-persone-tornano-in-strada-per-un-posto-i-migranti-aspettano-fino-a-15-mesi/

08/05/2026

Sull'Africa si allungano «mani» che Leone XIV descrive come una «colonizzazione di giacimenti petroliferi e minerari, senza riguardo al diritto internazionale e all’autodeterminazione dei popoli»
L'editoriale del nostro Giacomo Gambassi https://buff.ly/2Jdr3XT

05/05/2026

Jacopo Intini coordinatore del progetto di EMERGENCY denuncia: «Il 90% delle costruzioni è distrutto. C'è un livello di devastazione inimmaginabile». Con il 60% del territorio sotto controllo militare israeliano, 1,6 milioni di persone soffrono la fame e l'80% dell'acqua è contaminata. Entrano solo 30-60 camion al giorno e Intini avverte: «Il sistema sanitario è al collasso».

Leggi l'articolo di Anna Spena
👉 https://www.vita.it/a-gaza-la-tregua-e-un-bluff-loperatore-umanitario-non-abbiamo-piu-medicine-dobbiamo-scegliere-chi-curare/

05/05/2026

A Roma, ieri, un ragazzo è stato aggredito mentre andava in monopattino.
Quel ragazzo lo conosciamo.
È stato ospite in uno dei nostri centri di accoglienza.

Non è "una notizia". È una persona, con un nome, una storia, dei sogni. Come tutti noi.
È il volto di chi ha attraversato guerre, persecuzioni e viaggi durissimi per cercare sicurezza e dignità. Ed è anche il volto di una società che deve scegliere da che parte stare.

Quello che è successo fa male. A lui, prima di tutto. Ma anche all'idea di città e di comunità in cui vogliamo vivere. Perché il razzismo non è mai solo un gesto isolato: è un clima che si costruisce nel tempo, anche nell'indifferenza.

Gli antidoti, però, esistono: l'accoglienza, le relazioni, la cultura dell'incontro. Lo sperimentiamo ogni giorno facendo incontrare giovani e persone rifugiate.

Quello che è successo tutti.
Riguarda l'idea di comunità che vogliamo costruire oggi, e che lasceremo a chi verrà dopo di noi.
Continuiamo a crederci. Insieme.

Articolo nel primo commento

04/05/2026

Come il governo Meloni propaganda come emergenza e invasione un sistema di accoglienza ordinario attraverso scelte precise, nel report ActionAid

04/05/2026

La Chiesa casertana scomunica il Cpr voluto dal governo a Castel Volturno.

Ieri, riunita in una conferenza stampa presso il centro Fernandes, cuore Caritas dedito all’accoglienza, la CEI e altre organizzazioni cattoliche e laiche hanno dedicato una intera mattinata al tema delle migrazioni per argomentare non solo la propria contrarietà ma anche restituire la complessità di una realtà, quella migratoria, che necessita approcci differenti.

Al centro dell’incontro voluto dalle realtà cattoliche c’è il bando Invitalia da 43 milioni annunciato dal ministero dell’Interno per la costruzione di un Cpr da 120 posti, appunto a Castel Volturno, in provincia di Caserta.

https://www.nigrizia.it/notizia/la-scomunica-della-chiesa-al-cpr-di-castel-volturno

01/05/2026

“Inclusione non come emergenza, ma come scelta.”
È questo il messaggio forte che emerge dal Rapporto 2026 del Centro Astalli, presentato a Roma e raccontato da Vatican News

La sfida non può più essere affrontata con logiche emergenziali: serve una visione strutturale e lungimirante, capace di mettere al centro la dignità della persona e il bene comune.

💬 Un tema che riguarda tutti: istituzioni, territori, cittadini.
Perché parlare di inclusione oggi significa parlare del futuro delle nostre comunità.

🔗 Leggi l’articolo completo nel primo commento

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