Parrocchia Santa Maria Assunta Cropalati

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27/10/2026
25 ottobre, memoria del dies natalis di Padre Bernardino Otranto (1430 - 1520)Oggi, 25 ottobre, la nostra comunità parro...
25/10/2026

25 ottobre, memoria del dies natalis di Padre Bernardino Otranto (1430 - 1520)

Oggi, 25 ottobre, la nostra comunità parrocchiale onora l'anniversario della nascita al cielo di uno dei figli più illustri della nostra terra, la cui memoria ha attraversato cinque secoli di storia. Nato a Cropalati nel 1430, Bernardino apparteneva alla nobile famiglia locale degli Otranto (tramandata popolarmente con l'appellativo di "baroncella").
La statura morale e spirituale di Bernardino è inequivocabilmente attestata dalle più autorevoli fonti storiografiche antiche in lingua latina, che, legando indissolubilmente il suo nome al territorio di Cropalati, lo definiscono testualmente “Beato Bernardino, uomo di vita santa” e lo celebrano solennemente come "illustre per dottrina e santità”.

Nonostante le ricchezze della sua stirpe, a soli vent'anni (nel 1450) decise di abbandonare le lusinghe del secolo per seguire l'esempio di San Francesco di Paola. Questa scelta scatenò la disperazione del padre, che inviò i figli Scipione e Iacopo per cercare di farlo desistere. Le antiche cronache narrano che, dopo un breve ritorno a Cropalati in cui il padre lo rivestì di abiti sfarzosi, Bernardino fuggì di casa dopo quindici giorni, scambiando le sue vesti nobiliari con gli stracci di un mendicante per ricongiungersi definitivamente al suo Maestro.

Per settant'anni condusse una vita di penitenza e di "purità Angelica", divenendo il discepolo più intimo e il confessore personale di San Francesco di Paola, che lo volle al suo fianco nei delicati viaggi a Roma e in Francia. Per la sua squisita prudenza, fu eletto Vicario Generale dell'Ordine dei Minimi. Fu un instancabile edificatore: nel 1510 curò la fondazione del convento dedicato alla Madonna di Loreto a Cosenza, istituendone in seguito altri due in Spagna.

Uomo dotato di straordinario "spirito di profezia", le fonti documentano che Padre Bernardino predisse con esattezza il giorno e l'ora della propria morte. Si addormentò nel Signore all'età di novant'anni, proprio il 25 ottobre del 1520, nel Convento di San Luigi a Napoli. Il suo corpo, rimasto miracolosamente incorrotto e senza esalare alcun cattivo odore per i molti giorni in cui fu esposto alla folla, fu sepolto con immensa devozione a sinistra dell'altare maggiore di quella chiesa. Purtroppo, a causa delle vicende storiche dei secoli successivi, le sue spoglie mortali sono andate perdute e non riposano più in quel luogo.

A 506 anni esatti dalla sua dipartita, Cropalati non dimentica il Beato Bernardino, custodendo l'eredità di una fede che ha saputo illuminare la storia.

25/10/2026

Promulgazione di Decreti del Dicastero delle Cause dei Santi, 24.10.2026 Durante l’Udienza concessa a Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, il Sommo Pontefice ha autorizzato il medesimo Dicastero a promulgare i Decreti rigu...

22/10/2026

Preghiera per implorare grazie per intercessione di San Giovanni Paolo II
O Trinità Santa, ti ringraziamo per aver donato alla Chiesa il papa Giovanni Paolo II e per aver fatto risplendere in lui la tenerezza della tua paternità, la gloria della Croce di Cristo e lo splendore dello Spirito d’amore.

Egli, confidando totalmente nella tua infinita misericordia e nella materna intercessione di Maria, ci ha dato un’immagine viva di Gesù Buon Pastore, e ci ha indicato la santità come misura alta della vita cristiana ordinaria quale strada per raggiungere la comunione eterna con te.

Concedici, per sua intercessione, secondo la tua volontà, la grazia che imploriamo, nella speranza che egli sia presto annoverato nel numero dei tuoi santi.
Amen.

Questa mattina con la celebrazione eucaristica domenicale si è dato inizio all’anno catechistico dei nostri bambini.
18/10/2026

Questa mattina con la celebrazione eucaristica domenicale si è dato inizio all’anno catechistico dei nostri bambini.

A Cropalati il culto della Madonna del Rosario trova le sue prime radici nell'insediamento dei padri Domenicani, giunti ...
07/10/2026

A Cropalati il culto della Madonna del Rosario trova le sue prime radici nell'insediamento dei padri Domenicani, giunti nel borgo con la fondazione del loro convento nel 1508. La devozione ricevette poi un impulso decisivo all'indomani della celebre battaglia di Lepanto (1571), da cui scaturì l'istituzione pontificia della festa di Nostra Signora della Vittoria per volere di Pio V nel 1572, trasformata l'anno seguente da Gregorio XIII nella festa della Madonna del Rosario.
La comunità locale rispose con straordinaria tempestività a questa disposizione: la monumentale pala d'altare in legno reca infatti impressa la data del 1574, inserita poi nel 1578 all'interno di un imponente altare in tufo locale a canoni rinascimentali, con colonne corinzie e fregi zoomorfi, antropomorfi e floreali.
Il dipinto centrale raffigura la Vergine in trono con il Bambino mentre porgono le corone del Rosario: a sinistra a San Domenico di Guzmán, inginocchiato e orante in primo piano con alle spalle i confratelli e papa Gregorio XIII con il triregno, e a destra a Santa Caterina da Siena affiancata dalle consorelle domenicane. Nella parte superiore due angeli in volo porgono ulteriori corone del Rosario verso i fedeli, mentre i gradini del trono appaiono cosparsi di rose a richiamare il significato mistico della preghiera. La tavola principale è contornata da formelle dorate con i quindici Misteri del Rosario ed è sormontata da una lunetta con l'Eterno Padre benedicente che regge il globo terracqueo. Nella predella inferiore, la scena assume un valore narrativo fondamentale: nello scomparto centrale, sul cui pergamo è dipinta la data 1574, San Domenico si affaccia dal pulpito esibendo la corona del Rosario, mentre nei riquadri laterali assistono alla sua predicazione confratelli domenicani, il pontefice e fedeli inginocchiati in devoto ascolto. L'opera, che nei secoli patì i danni di antichi lavaggi devozionali fu affiancata nel 1631 dall'erezione della Confraternita del Rosario. A coronamento di questo plurisecolare percorso di fede, nel 1738 il patrimonio sacro si arricchì infine della pregevole statua lignea processionale scolpita da Antonio Grimaldo, autore che impresse la propria firma e la datazione direttamente sotto il seno della Vergine.
Con il vivo augurio che un giorno questo prezioso complesso artistico e devozionale possa essere pienamente restaurato e restituito agli antichi splendori.

07 ottobre Beata Maria Vergine del RosarioMaronna bella mia re lu Rosariu rivotamente ti vegnu a pregare, mperi li tui p...
07/10/2026

07 ottobre

Beata Maria Vergine del Rosario

Maronna bella mia re lu Rosariu rivotamente ti vegnu a pregare, mperi li tui peri ncinocchiunu comu nu peccaturu a addimmannare. E grazzie chi ti cercu tu mi cunceri c’ogne male na pozzu scanzare. Nostru Signuru fice l’ure e l’annu fice ra quarantana notte e jurnu; piamu le preghiere re Sant’Anna e lacrime e ru chiantu re Maria. O Matre chi si a ru cielu cunsulamme e chilla grazzia chi ti cercu iu. Nui ti ricimu sa Curuna Santa e ra prisentamu a tia Maronna mia, po mi la stipi a chillu locu santu ppe quann’è l’ura re la morte mia. Po quannu moru mi la trovu avanti e ma prisente ra Vergine Maria. Maronna e ru Rosariu mia magnifica regina ti prisentu sa Curuna chi ti ricimu nui stasira, si parole ci mancassanu mancamentu nun ci nna fosse, ti na cercu la perdunanza cumu nu miseru peccaturu e tu Maronna bella mia mi ci perduni. A Maronna rispuse e disse: u Rosariu u nnu lassati ca lu tempu chi ci perditi vi lu fazzu guaragnare. Quann’è l’ura e ru trapassare vene l’Angelu abb’accumpagnare , Angelu miu re Ddiu chi si firele cumpagnu a mia, m’accumpagni iurnu e notte ch’iu u morisse de mala morte. Cumpessati e comunicati ccu ra Santissima Trinità e l’anima mia senza peccati.

SUPPLICA ALLA VERGINEDEL SANTO ROSARIO DI POMPEINel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.O Augusta Re...
04/10/2026

SUPPLICA ALLA VERGINE
DEL SANTO ROSARIO DI POMPEI

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O Augusta Regina delle Vittorie, o Sovrana del Cielo e della Terra, al cui nome si
rallegrano i cieli e tremano gli abissi, o Regina gloriosa del Rosario, noi devoti
figli tuoi, raccolti nel tuo Tempio di Pompei, in questo giorno solenne
effondiamo gli affetti del nostro cuore e con confidenza di figli ti esprimiamo le
nostre miserie.
Dal Trono di clemenza, dove siedi Regina, volgi, o Maria, il tuo sguardo
pietoso su di noi, sulle nostre famiglie, sull’Italia, sull’Europa, sul mondo. Ti
prenda compassione degli affanni e dei travagli che amareggiano la nostra vita.
Vedi, o Madre, quanti pericoli nell’anima e nel corpo, quante calamità ed
afflizioni ci costringono.
O Madre, implora per noi misericordia dal tuo Figlio divino e vinci con la
clemenza il cuore dei peccatori. Sono nostri fratelli e figli tuoi che costano
sangue al dolce Gesù e contristano il tuo sensibilissimo cuore. Mostrati a tutti
quale sei, Regina di pace e di perdono.

Ave, o Maria

È vero che noi, per primi, benché tuoi figli, con i peccati torniamo a
crocifiggere in cuor nostro Gesù e trafiggiamo nuovamente il tuo cuore.
Lo confessiamo: siamo meritevoli dei più aspri castighi, ma Tu ricordati che,
sul Golgota, raccogliesti, col Sangue divino, il testamento del Redentore
moribondo, che ti dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori. Tu dunque,
come Madre nostra, sei la nostra Avvocata, la nostra speranza. E noi, gementi,
stendiamo a te le mani supplichevoli, gridando: Misericordia!
O Madre buona, abbi pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie,
dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri defunti, soprattutto dei nostri
nemici e di tanti che si dicono cristiani, eppur offendono il Cuore amabile del tuo
Figliuolo. Pietà oggi imploriamo per le Nazioni traviate, per tutta l’Europa,
per tutto il mondo, perché pentito ritorni al tuo Cuore.
Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia!

Ave, o Maria

Degnati benevolmente, o Maria, di esaudirci! Gesù ha riposto nelle tue mani
tutti i tesori delle Sue grazie e delle Sue misericordie.
Tu siedi, coronata Regina, alla destra del tuo Figlio, splendente di gloria
immortale su tutti i Cori degli Angeli. Tu distendi il tuo dominio per quanto
sono distesi i cieli, e a te la terra e le creature tutte sono soggette.
Tu sei l’onnipotente per grazia, Tu dunque puoi aiutarci. Se Tu non volessi
aiutarci, perché figli ingrati ed immeritevoli della tua protezione, non sapremmo a
chi rivolgerci. Il tuo cuore di Madre, non permetterà di vedere noi, tuoi figli,
perduti. Il Bambino che vediamo sulle tue ginocchia e la mistica Corona che
miriamo nella tua mano, ci ispirano fiducia che saremo esauditi. E noi confidiamo
pienamente in te, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera
fra le madri, e, oggi stesso, da te aspettiamo le sospirate grazie.

Ave, o Maria

Chiediamo la benedizione a Maria

Un’ultima grazia noi ora ti chiediamo, o Regina, che non puoi negarci in questo
giorno solennissimo. Concedi a tutti noi l’amore tuo costante e in modo
speciale la materna benedizione.
Non ci staccheremo da te finché non ci avrai benedetti. Benedici, o Maria, in
questo momento il Sommo Pontefice. Agli antichi splendori della tua Corona, ai
trionfi del tuo Rosario, onde sei chiamata Regina delle Vittorie, aggiungi ancor
questo, o Madre: concedi il trionfo alla Religione e la pace alla umana Società.
Benedici i nostri Vescovi, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano
l’onore del tuo Santuario. Benedici infine tutti gli associati al tuo Tempio di Pompei
e quanti coltivano e promuovono la devozione al Santo Rosario.
O Rosario benedetto di Maria, Catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo di
amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza negli assalti dell’inferno, porto
sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più.
Tu ci sarai conforto nell’ora di agonia, a te l’ultimo bacio della vita che si spegne.
E l’ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, o Regina del
Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana
consolatrice dei mesti.
Sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo. Amen.

Salve, Regina.

(1) Solo l’8 maggio e la prima domenica di ottobre.

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